Nel 2002 un sondaggio indetto dal sito ufficiale della FIFA proclamò la rete del secolo. A vincere fu il secondo gol di Diego Armando Maradona nei quarti di finale della Coppa del Mondo 1986 tra la sua Argentina e l’Inghilterra. Tutti ricordano, almeno vagamente, quella rete straordinaria: Maradona prese palla nella propria metà campo e, dopo aver scartato praticamente tutta la difesa inglese, depositò il pallone alle spalle di Shilton (fu il 2-0 argentino, dopo la contestatissima “mano de dios”).

Probabilmente quel 22 giugno 1986 a qualche tifoso empolese sarà sembrato di rivivere una sorta di dejavù. Sì, perché un gol molto simile lo avevano segnato gli azzurri qualche mese prima. Solo che, naturalmente, non aveva avuto l’eco della rete di Maradona. Era il 25 febbraio 1986 e l’Empoli affrontava il Milan nel ritorno degli ottavi di Coppa Italia. I rossoneri stavano conducendo per 1-0, quando al 9′ del secondo tempo si stagliò, nel cielo di San Siro, la stella di Francesco Della Monica.

Francesco Della Monica in maglia azzurra

Il fantasista azzurro si rende protagonista di un coast to coast incredibile. Servito dal portiere Drago si beve tutta la retroguardia rossonera – seminando nell’ordine Wilkins, Baresi, Galli e Maldini – e trafigge l’incolpevole Nuciari in uscita. Grazie a quella prodezza l’Empoli esce indenne dalla trasferta milanese e si qualifica, prima volta nella sua storia, per i quarti di finale di Coppa Italia.

Ripercorriamo la sua carriera. Nato nel 1960 a Vietri, in provincia di Salerno, Francesco Della Monica cresce nel vivaio della Juventus. È uno dei calciatori più promettenti della Primavera e Giovanni Trapattoni, che lo segue con attenzione, lo fa debuttare in prima squadra a 17 anni appena compiuti, in Coppa Italia contro il Vicenza. L’esordio è spettacolare: Della Monica incanta il Comunale e segna un gran gol, che permette alla Juve di vincere per 2-1.

Sembra il primo passo verso la gloria e verso una carriera sfolgorante. Della Monica spera di essersi guadagnato la riconferma e, perché no, il passaggio in prima squadra in pianta stabile. Ma non è così. La dirigenza lo convince ad accettare il prestito alla JuniorCasale, in Serie C, dove si farà le ossa in vista di un celere ritorno alla casa madre. Alla Juve, però, non tornerà mai. Dopo il Casale passerà da Avellino, Cavese, Spezia, Forlì e Cremonese, ma senza lasciare troppe tracce.

Della Monica contrastato dal giocatore del Brescia Evaristo Beccalossi

Quando nella stagione 1984/85 l’Empoli ne annuncia l’ingaggio, il 24enne Della Monica sembra uno di quei calciatori talentuosi destinati, per sfortuna e/o per loro colpa, a una carriera di secondo piano. Talenti inespressi, finiti nell’oblio dopo aver assaporato gocce di notorietà. Francesco è un centrocampista dai piedi buoni (è proprio il caso di dire “piedi” visto che è ambidestro, ndr) che sa dribblare e che tira con grande disinvoltura. Una mezzala moderna, che abbina doti da carrilero a doti da rifinitore. E dell’Empoli, di Guerini prima e di Salvemini poi, non fatica a diventare uno dei pilastri.

In Serie A Della Monica è un titolare inamovibile dello scacchiere di Salvemini e, seppur debba sacrificare spesso la sua tecnica in luogo di compiti tattici, riesce a mostrare le sue indubbie qualità. Come il 2 novembre 1986, il giorno in cui segna, alla Roma, il suo primo gol nella massima serie. Un gol che per bellezza fa il paio a quello segnato al Milan in Coppa Italia. Smarcato da Ekstrom, il talento salernitano si costruisce un’azione prorompente e coraggiosa, in mezzo alle maglie della difesa romanista. Il sinistro chirurgico, che sorprende Tancredi e si infila nel sette, ne è la degna conclusione. Peccato che l’Empoli venga poi sconfitto: quella rete rimarrà impressa nella memoria tra le più belle realizzate dagli azzurri nella loro storia.

Il sinistro vincente di Della Monica che batte imparabilmente il portiere della Roma Tancredi

Sarà la somiglianza fisica oppure la tecnica sopraffina, che lo distanziava notevolmente dal resto della rosa. Della Monica si guadagna un nomignolo per certi versi ingombrante, quantomeno irriverente, tipico dell’indole sognatrice degli empolesi: “Maradona dei poveri”. In un periodo in cui il vero Maradona incantava nel nostro campionato con la maglia del Napoli, anche l’Empoli ha il suo fuoriclasse a cui aggrapparsi.

La salvezza porta con sé anche la sua riconferma. Nella stagione 1987/88 Della Monica scende in campo regolarmente, da titolare, nelle prime sei partite (tra cui la vittoria casalinga contro la sua amata Juventus). Ma qualcosa si inceppa, nel rapporto tra lui e l’Empoli. La sconfitta interna con il Pisa rappresenta uno spartiacque negativo, una rottura quasi totale che lo relega a un ruolo da comprimario. L’Empoli prova a cederlo, ma Della Monica rimane in rosa fino alla fine del campionato da separato in casa. E colleziona solo altre sei apparizioni, di cui molte da subentrante.

Finisce il sogno della Serie A per entrambi. L’Empoli viene retrocesso in B, anche a causa della penalizzazione inflitta dalla giustizia sportiva. E Della Monica se ne va, in punta di piedi, accettando le lusinghe del Brescia del suo ex allenatore Vincenzo Guerini. Sembra l’ultimo incrocio di un intreccio amoroso finito male. Ma il destino ha in serbo un’ultima amara sorpresa. Sarà proprio il Brescia a frantumare le velleità dell’Empoli di salvarsi allo spareggio (ma Della Monica giocherà solo gli ultimi cinque minuti dei tempi supplementari).

Della Monica con la maglia della Salernitana

La carriera di Della Monica si spegne lentamente. Dopo una stagione in C1 con la Salernitana, che combacia con il ritorno dei granata in B, scende ancora di categoria. Le sue ultime squadre sono la Virtus Francavilla e la Turris, in Serie C2. Ad appena 32 anni lascia il calcio giocato e, insieme all’amico Antonio Rapolo, fonda una scuola calcio che prende il suo nome.

Concludiamo citando un articolo di Gianni Giacone, comparso su “Hurrà Juventus nell’ottobre 1978, che all’epoca tesseva le lodi di un giovane Francesco Della Monica. E che per certi si rivelerà profetico. “Ci sono infiniti modi per parlare di giovani talenti ed è fin troppo facile cadere nel luogo comune della paura di sbilanciarsi troppo in complimenti, così il ragazzo si monta la testa e non se ne fa più nulla. Un luogo comune, si badi, che ha mille e una ragione di esistere. La storia, recente e non, di questo nostro piccolo grande calcio italiota è zeppa di talenti giovani bruciati verdi anche da certa prosa ridondante di attributi pomposi nei loro riguardi. Si sono costruiti miti di cartapesta su una partita, un goal, perfino un dribbling, come se il fuoriclasse girasse con l’aureola, fosse insomma un predestinato alla gloria. Tutto sbagliato, nella maggior parte dei casi. Ma non bisogna generalizzare all’eccesso. L’eccezione è in agguato, sempre la storia insegna. Magari Della Monica, salernitano diciottenne, appartiene alla regola, o magari ne rappresenta la rara eccezione. Chissà”. Apparteneva alla regola.

10 Commenti

    • Vero, peccato per le sintesi e le immagini dell’epoca, davvero avare, ma furono entrambi 2 gol sbalorditivi 😱

      Molto bello anche quello nella foto in bianco e nero contro la Roma, era l’1-0 (partita che però perdemmo 1-3) 😢

  1. Il gol contro la Roma me lo ricordo
    E ricordo anche che eravamo Inc……i con il Bini perché ci toccò vedere la partita dalla curva nord tutto questo per ospitare tanti tifosi della Roma per l’incasso e nonostante tutto quei delinquenti dei romani fecero danni su danni
    comunque bei ricordi per la prima annata in serie A e se non sbaglio l’esordio al castellani.

  2. Della Monica e Cecconi hanno avvuto carriere sicuramente al di sotto delle loro possibilita’. Della Monica aveva dei piedi fatati, ma eccetto la parentesi di empoli non e’ riuscito a dimostrare il suo valore. Cecconi ha avuto una carriera piu lunga ma sicuramente ha reso meno di quanto mi immaginassi. Esordi’ giovanissimo in serie a nella Fiorentina segnando anche 2 reti….ma anche lui dopo le buone prestazioni di empoli non e’ riuscito piu a incidere nel grande calcio. Tantissime presenze e gol in serie b e serie c. Mi aaspettavo molto di piu da lui.

  3. Pochissimi gol in tre quattro stagioni ma mi ricordo le giocate a l’epoca per Empoli e l’Empoli faceva la differenza mi ricordo bene il gol di Milano con la Roma in casa ma l’annata in B che ci portò in A anche grazie al ribaltone di Vicenza e triestina per calcio scommesse fece la differenza è che Empoli con casaroli cecconi cipriani urbano e così via con un Drago in porta che quando urlava mia lo sentivi in gradinata che Empoli che ricordi troppo bello per chi come me la vissuti

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