Ci sono giocatori che arrivano al mercato e possono far rumore. Altri che, invece, restano. E magari proprio questi ultimi, qualche mese settimana tardi, finiscono per rappresentare una delle sorprese più interessanti. È il caso di Gerard Yepes. Quando si è iniziato a parlare della nuova stagione dell’Empoli a mercato finito, giustamente, grande attenzione è stata riservata alla permanenza di Stiven Shpendi. Trattenere l’attaccante albanese è stato considerato, e non a torto, una sorta di colpo di mercato. Ma oggi, dopo le prime quattro gare ufficiali della stagione, c’è un altro giocatore rimasto in azzurro che merita una considerazione diversa rispetto a qualche mese fa: proprio Yepes. Il centrocampista spagnolo, classe 2002, arrivato all’Empoli dopo l’esperienza alla Sampdoria, lo scorso anno aveva mostrato un rendimento decisamente discontinuo. Non era mancata la presenza, ma sì la continuità. A tratti aveva fatto intravedere qualità, personalità e una buona intelligenza tattica; in altre occasioni, invece, era sembrato un giocatore ancora alla ricerca della propria dimensione, soprattutto nelle letture e nella gestione di determinati momenti della partita. E forse non è nemmeno corretto separare completamente il rendimento individuale dal contesto nel quale Yepes si è trovato a giocare.

La stagione passata, del resto, è stata complicata per tutti. Una squadra che non è riuscita a rendere secondo le aspettative, tre allenatori diversi, cambiamenti continui una ricorsa alla salvezza che ha finito inevitabilmente per incidere anche sulle prestazioni dei singoli. In quel contesto Yepes non è riuscito a trovare quella continuità che ci si aspettava da lui. Oggi, però, sembra esserci un altro Yepes. O almeno, sembra esserci un Yepes che ha trovato una collocazione molto più precisa all’interno di un sistema nel quale le sue caratteristiche possono emergere con maggiore naturalezza. Nelle prime quattro gare ufficiali dell’Empoli – la sfida di Coppa Italia contro il Pisa e le tre partite di campionato contro Cremonese, Mantova e Carrarese – Guido Pagliuca lo ha utilizzato come play nel 3-5-2. Una posizione centrale, delicata, dalla quale passano una parte importante delle dinamiche della squadra. Ed è proprio qui che il centrocampista spagnolo sembra aver fatto il salto.

La sensazione è quella di un giocatore più sicuro, più dentro la partita, più coinvolto e soprattutto più consapevole di quello che deve fare. Yepes oggi appare tatticamente prezioso, particolarmente efficace nella fase di non possesso e molto più pulito nelle uscite. Le sue letture sono diventate uno degli aspetti più interessanti del suo rendimento: raddoppi, accorciamenti, recuperi, capacità di andare a coprire lo spazio e di farsi trovare nella posizione giusta.

Contro la Carrarese, in particolare dove per noi è risultato il migliore, ha dato la sensazione di aver ripulito una quantità industriale di palloni. Non soltanto per il numero degli interventi, ma per il modo in cui è riuscito a interpretarli. È sembrato avere un timing migliore, una maggiore aggressività e, soprattutto, una fiducia diversa. Ed è forse proprio quest’ultima la parola chiave. Perché Yepes non è diventato improvvisamente un altro giocatore. Le qualità che oggi sta mostrando erano già emerse, a sprazzi, anche nella passata stagione. La differenza è che adesso sembrano trovare maggiore continuità. Non è ancora perfetto, naturalmente. In particolare, nelle verticalizzazioni c’è ancora margine di crescita. Ma rispetto al regista incerto e intermittente visto in alcuni momenti dello scorso campionato, l’energia con cui sta interpretando il ruolo è decisamente diversa. E allora si può cominciare a guardare Yepes anche sotto un’altra prospettiva. Oggi è il vero perno del centrocampo azzurro. Un “pistone” che prova a dare ritmo, ordine e intensità alla squadra. Un giocatore che non ha necessariamente bisogno di apparire per incidere, perché una parte importante del suo lavoro passa proprio attraverso quelle letture che magari non finiscono negli highlights, ma che permettono alla squadra di funzionare meglio. È anche per questo che la sua permanenza assume oggi un significato diverso.

In estate si era parlato di un possibile interesse del Cesena, ma la situazione non è mai arrivata a un vero approfondimento e non sembra esserci stato un affondo concreto. Yepes è rimasto a Empoli e Pagliuca gli ha affidato le chiavi della zona centrale del campo. Dopo quattro gare ufficiali, la scelta sembra poter pagare. E qui torna il discorso fatto per Shpendi. Aver trattenuto l’attaccante può essere considerato un colpo di mercato. Ma se Yepes dovesse mantenere questo livello di rendimento, anche la sua permanenza potrebbe trasformarsi in un’operazione altrettanto importante, seppur per motivi differenti. Perché l’Empoli ha bisogno di giocatori capaci di dare identità al nuovo progetto. E un centrocampista che sappia garantire ordine, intensità, letture e presenza davanti alla difesa può diventare fondamentale in un sistema come quello costruito da Pagliuca. La stagione è appena iniziata e sarebbe sbagliato lasciarsi andare a sentenze definitive dopo quattro partite. Ma i segnali sono abbastanza chiari per poter parlare di una trasformazione interessante. Lo scorso anno Yepes aveva lasciato intravedere il giocatore che poteva diventare. Quest’anno, almeno per il momento, quel giocatore sembra finalmente essere arrivato. E se continuerà a giocare con questa energia, con questa attenzione e con questa continuità, quello che in estate poteva sembrare semplicemente un giocatore rimasto in rosa potrebbe diventare uno degli uomini chiave dell’Empoli di Pagliuca.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

47 Commenti

  1. Il motivo che l’anno scorso abbia quasi sempre giocato con tutti e 3 gli allenatori, sebbene in un centrocampo mal formato da Gemmi, è che si elevava rispetto agli altri. Provate a vedere quanti palloni recupera, poi non stiamo parlando di un campione, ma di un ottimo giocatore per la categoria.

  2. Yepes è migliorato perché c’è dietro una squadra, tutti remano dalla stessa parte e non è scontato…. ora non era un brocco prima e non è un fenomeno adesso…. a questi ragazzi non si chiede nulla, solo l’impegno e questo c’è….

  3. Analisi di Cocchi precisa e corretta.
    A dire il vero, a me sembrava strano anche l’anno scorso che un giocatore nato a Barcellona e con le giovanili fatte in Catalogna (seppure sponda Espanyol) potesse essere scarso… diciamo che il gran caos creatosi in squadra la passata stagione ha danneggiato molti.
    Un altro giocatore da cui mi aspetto una crescità importante è Degli Innocenti.

    Tornando a Yepes, ho sempre pensato che il ruolo di play basso dovesse essere il suo e farlo proprio, con il passare del tempo, come fece Valdifiori nell’Empoli… Mirko arrivò nel 2009 ma si dovette aspettare almeno 2-3 stagioni prima di vederlo dettare i ritmi di centrocampo come pochissimi (forse solo lui) hanno saputo fare negli ultimi 15 anni.

    Valdifiori era brevilineo come Yepes, ma più alto e con leve più lunghe.. questa sua altezza può averlo “aiutato” nel fare quei tagli in verticale per le punte (un tempo Tavani e BigMac, oggi potrebbero essere Shpendi, Saporiti, Popov) che spaccavano letteralmente le partite.

    Yepes mi pare abbia un piede educato, un buonissimo ritmo palleggio e ordine tattico.
    Deve migliorare nelle verticalizzazioni, ma rimaniamo fiduciosi

    • A me sta ricordando un po’ Pane.
      UN piccolo geometra in mezzo al campo.
      Il nativo di Tripoli era meno dinamico e fore un pelino più tecnico, ma era anche un altro calcio.

  4. Ma quelli che dicevano…….”io se torna Pagliuca smetto di venire a vedere l’Empoli”……..dove sono??.
    A vedere il Cortenuova?!?!

  5. L’avevo detto in un altro articolo ma lo ripeto, se Yepes prende fiducia nel ruolo di regista quest’anno ci si diverte parecchio. L’accostamento con Valdifiori non è per niente casuale, anche a me, per come sta giocando ora, me lo ricorda tanto e spero possa crescere ancora di più. Con Mirkino in campo a dettare i tempi ci siamo gongolati parecchio e abbiamo messo in difficoltà gente che costava quasi 100 milioni…no noccioline!

  6. Oh ragazzi, l’anno scorso il regista o play, lo faceva Ghion, e Yepes doveva lottare a centrocampo contro avversari quasi sempre più fisici e alti che lo sovrastavano; è chiaro che il ruolo di quest’anno è il suo: play basso con costruzione dal basso e limitate escursioni in avanti; il suo rendimento non poteva che migliorare, anzi diciamo che ultimamente è uno dei meglio, senza però avere la pretesa che sia anche un rifinitore, a quello ci devono pensare altri.

  7. E quello che ho detto l’anno scorso separati i punti venivano fatti insieme ne hanno messi pochi quasi zero , al momento un anno in più gli sta dando sicurezza , ma per ora solo partite da 6 , quando inizia a farne 5 consecutive da 6 ,5 … allora si può dire e un’altro , deve migliorare le giocate troppo lente deve vedere prima dove è il compagno e poi se non sa lanciare , alla lunga quel fraseggio non basterà !

  8. Io ricordo che dicevi che era uno dei nani di centrocampo e che nn era buono a nulla! Ora con le osservazioni che fai magari pensi di avere a che fare con Pirlo! Un po’ di coerenza no eh!😂

  9. Non un fenomeno, come nessuno in questa squadra si ma un giocatore decoroso e volenteroso. Ma quello che è più importante è che pare si sia creato un discreto gruppo.

  10. Comunque oggi scade i famosi 60 giorni spero nei prossimi giorni venga chiesto perché non siamo noi ad aver detto che c’era un esclusiva ,se questa sta andando avanti lo possono dire se verrà fatto o no perché un conto i dettagli che saranno quando saranno, come e stato a Frosinone !
    Ma ormai tenerlo segreto non ha senso!

  11. Il gruppo è sicuramente la cosa più importante! Ma nel caso di yepes e solo che ha trovato la giusta posizione in campo! Un po’ come successe a Pirlo quando hanno capito che davanti alla difesa rendeva molto di più!

  12. Si intravedeva già l’anno scorso che non fosse una pippa. Era in un contesto di centrocampo assortito male e forse gli venivano richieste cose non nelle sue corde, comunque mi piaceva per carattere e personalità. Un Catalano scarpone, cresciuto nell’Espanyol non credo che ci sia, poi formato tatticamente anche in Italia.
    Diciamo che è veramente troppo piccolo di statura per giocare in una serie B dove la fisicità conta più della tecnica, infatti cambierei il titolo con “il pistoncino” di centrocampo dell’Empoli.

  13. lo scorso anno deve essere cancellato , avevamo il 50% di giocatori sovrastimati , svogliati , presuntuosi ….questa anno Yepes ha il suo vero ruolo ed ha coperture nel campo ovunque , percio’ puo’ giocare come sa’ .
    io dello scorso anno non rimpiango nessuno, uomini mediocri prima di giocatori scarsi

  14. Chi è rimasto dall’anno scorso, quest’anno è in crescita tranne uno. Ceesay. Io continuo a non capire che ruolo naturale sia e dove possa rendere un po’ di più.

    • …boh…quando credo che il suo ruolo sia laterale , delude, quando pensi sia un “ sottopunta”…delude , onestamente non so che ruolo abbia e chi sia , illude tutti che sembri un giocatore sempre sul punto di fare un salTo in avanti….ma non lo fa’ mai

      • Da dire anche che nel grigiore delle sue prestazioni mise a segno 3 goal di cui almeno 2 me li ricordo davvero di gran fattura. Comunque non è stato l’unico a deludere lo scorso campionato..

  15. già l’anno scorso aveva fatto intravedere qualcosa.. spesso uno dei pochi a salvarsi in un centrocampo improponibile. con biondini e bandinelli accanto potrà fare bene. se poi giocassimo un po’ più col baricentro altro e col possesso palla (come il s.t. di carrara) forse farebbe persino meglio, non dovendo cercare lanci troppo da lontano che non sembrano nelle sue corde.

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