Delle partite, tutte, potremmo stare a parlarne per ore. Il calcio, questo il suo bello, non è mai una scienza esatta e tutto puo’ essere sempre il contrario di tutto, con discussioni infinite che potrebbero non far mai collimare due o più pensieri. C’è solo una cosa che non puo’ essere opinata, il risultato. E quello ieri era cio’ che sopra ogni altra cosa contava. Come detto i punti valevano doppi e la partita rappresentava uno snodo fondamentale in questa strana stagione, l’Empoli ha vinto, si è preso i “sei” punti, ha chiuso il girone di ritorno a più sette dal Palermo e male dovesse andare a più cinque dall’eventuale terzultima (Il Crotone gioca oggi il Pescara recupererà a febbraio ma son due gare quasi impossibili), mettendosi in una posizione che oggi garantirebbe la permanenza in serie A: tutto cio’ che basta. Una vittoria sofferta, arrivata poi in un modo che spesso si fantastica ma che difficilmente si realizza, con l’uomo simbolo di questa squadra che si alza dalla panchina, entra tra l’ovazione del pubblico, fa partire l’azione, si procura il calcio di rigore, si prede il pallone mettendolo sul dischetto e mette la palla nell’angolino dove il portiere non ci puo’ arrivare.

Certo la gara dell’Empoli è forse tutta li, in quel calcio di rigore. Ma come detto, ieri contava solo il risultato. Possiamo parlare sicuramente di una prova non incoraggiante dal punto di vista del gioco, di tanti errori commessi dai singoli che per fortuna non hanno impattato negativamente nel match, possiamo anche parlare di un avversario che sta ben peggio di noi e che nella fase offensiva (diventano bazzecole i discorsi che facevamo sul nostro attacco) ha la forza di un gattino bagnato. Possiamo parlare di un giocatore cardine come Saponara che anche ieri ha offerto l’ennesima prova opaca della stagione, l’ennesima gara insufficiente, sostituito inevitabilmente con il pubblico (dispiace dirlo) che tira quasi un sospiro di sollievo quando si alza la lavagna luminosa che indica il suo numero. Possiamo parlare anche di un Diousse che continua ad avere delle amnesie clamorose come quando a pochi minuti dalla fine ne combina una che rischia di costare davvero tanto. Possiamo parlare di un Empoli che ad un certo punto forse si stava anche accontentando di portare a casa quel punto che manteneva le distanze, affidandosi a improbabili lanci lunghi e rinunciando (da dire che il terreno di gioco ieri era ghiacciato e certe cose non potevano venire naturali) a quella che è la più classica delle nostre manovre. Possiamo dire che non si capisce come mai si insiste su Marilungo dall’inizio rinunciando a Pucciarelli che si, forse non sarà nel suo momento di splendore ma cosi si rischia di non fare il bene di un valore che l’Empoli ha in casa. Possiamo dirne tante ma quello che conta, lo ribadiamo ancora, è che Maccarone abbiamo trasformato in oro quel calcio di rigore portando dalla nostra tre punti meravigliosi e preziosissimi.

Pero’ dobbiamo anche dire che ci è piaciuta ancora una volta la fase difensiva, ordinati, puliti, precisi senza mai andare in affanno nemmeno in quei dieci minuti finali dove il Palermo, con i suoi oggettivi limiti, ci ha messo li. Un Cosic che sta crescendo tanto e che se non sarà perfetto come lo era Rugani, riesce a dare sicurezza al reparto e diventa anche un capitano aggiunto in campo con la sua rabbia, la sua voglia, la sua anima operaia. E’ proprio il serbo che va a prendere per il collo Martusciello dopo il gol ed è lui (vedere le immagini sui social) che fa da capo clack quando la squadra va sotto la maratona. Un’altro giocatore che merita di essere evidenziato è sicuramente Krunic che non solo gioca in un ruolo non suo, gioca in un ruolo che non gli piace, crescendo di gara in gara e nello specifico di ieri mettendo lo zampino nell’azione che porta al rigore. E poi c’è Daniele Croce per il quale anche ieri si sono sprecate le parole durante la gara, uno che prende per mano la squadra, soprattutto nei momenti difficili ed ha (e questo fa capire tanto del nostro spogliatoio) l’umiltà di togliersi la fascia e darla a Maccarone quando entra in campo. Una parola anche per Laurini, il “Concorde” che è tornato dopo tanto tempo a fare novanta minuti, facendogli stringendo i denti alla fine (magari il cambio ci poteva stare) ma facendo capire che quella zona di campo è unicamente la sua. Non ce lo siamo dimenticati, tra le note positive anche Skorupski che alla fine la parata salva risultato l’ha fatta anche ieri.

Diciassette punti, questo il bottino finale alla fine della prima metà di stagione. Pochi, tanti? Difficile dare una risposta, sicuramente non possono essere casuali e nonostante la sensazione collettiva sia quella che questa squadra possa fare qualcosa in più e che qualche limite da migliorare ancora ci sia, c’è da dire che nei momenti topici c’è sempre stata. Quella con il Palermo di ieri è stata la terza vittoria su tre con le squadre che ci stanno dietro e che al momento rappresentano le virtuali retrocesse, e questo è un verdetto del campo, non della fantasia o della sana rabbia che ha volte viene fuori in qualche discorso perchè quando c’è troppo amore tutto viene sempre enfatizzato al massimo. Anche ieri c’è stata netta la sensazione che qualcosa a livello mentale sia cambiato, in positivo. Sicuramente la salvezza dovrà passare attraverso il gioco ma l’Empoli ha imparato a stare nelle situazione più sporche, ha imparato (vedi Bergamo andata poi male) che a volte non perdere può essere importante quanto vincere, ha imparato a fare di alcuni difetti i propri pregi. Una mentalità che è stata trasmessa da qualcuno che in quelle situazioni, in quei contesti, è diventato cio’ che è diventato.

 

8 Commenti

  1. Invito tutti i tifosi azzurri ad ascoltare bene l’intervista di Daniele Croce. E non uno qualsiasi. Uno dei calciatori simbolo degli ultimi anni. Fotografa bene e con molto equilibrio , l’ attuale situazione da tutti i punti di vista. Sono cambiate condizioni e uomini degli scorsi anni . Normale quindi che ci sia qualche contraccolpo e criticità tecnica. Tuttavia siamo sempre vivi . L’atteggiamento è quello giusto per cercare di arrivare alla meta. Anche ieri nel dopo gara tutti i ragazzi (soprattutto chi non gioca….e questo è un grande segnale) hanno festeggiato insieme al Mister (e collaboratori). Sono questi i segnali che fanno grande un gruppo, pur sapendo che c’è qualche limite da colmare e qualcosa da sistemare. —p.s. Gilardino è un caso che non esiste o inventato da chi non vuole bene all’Empoli. Chi è presente agli allenamenti sa bene che ha sempre lavorato benissimo. Purtroppo non sempre le idee di gioco si incastrano con le caratteristiche di alcuni calciatori. L’importante è capirlo e gestire la situazione con intelligenza.Per il bene di tutti. Anche Laxalt da noi non giocava per evidenti incompatibilità tattiche. Nel 343 del Genoa ha trovato la sua giusta collocazione. Ed è un punto fermo dei rossoblu. Succede. Forza Azzurro

  2. Saponara è un GRANDE giocatore ma la squadra non riesce più ha farlo giocare come dovrebbe. La mia opinione vendere Saponara, cambio di modulo in 433 e acquisto di un centrocampista centrale. Riusciremo così ad arrivare alla salvezza valorizzando meglio altri giocatori della rosa incluso il nuovo acquisto Thiam.

  3. Ieri come altre volte ha vinto il mister oltre che la squadra. Si può criticare tutto. E’ vero alcune scelte iniziali possono anche essere discusse (Vedi Marilungo e Levan al posto di Maccarone e Pucciarelli), ma quando c’era da vincere la squadra (e il mister) non hanno fallito. 3 vittorie su 3 contro le dirette concorrenti. Adesso serve un centrocampista centrale e un difensore di esperienza. Go Empoli go!!!

  4. Considerando che il Palermo fa veramente ridere..ci e’ andata bene.Questa la realta’.
    Ps.cmq sia importantissima Vittoria, bravi ragazzi, specie per quelli che hanno voglia di giocare.

  5. Bella analisi, complimenti a Cocchi. Sono d’accordo con il punto fondamentale del discorso: nei momenti topici della stagione ad oggi non abbiamo mai fallito, anzi. Magari con prove brutte (ieri, o col Crotone), magari senza convincere al 100%, ma ci siamo presi i punti che ci tengono in vita. Credo che un po’ di merito ce lo abbia anche il tanto discusso allenatore (si, la squadra non gioca bene. Ma come e’ giusto criticarlo per questo credo sia corretto anche riconoscergli i meriti).
    Non concordo invece sul voler far giocare Pucciarelli invece di Marilungo, solo perche’ il primo e’ nostro: l’importante e’ salvarsi. L’anno scorso ci siamo salvati con tanta gente che aveva la valigia in mano, quindi non facciamo gli schizzinosi.
    Infine, Diousse: e’ vero, ha perso ancora qualche pallone pericoloso. Tuttavia serve qualcun’altro che imposti, perche’ secondo me lui non ne ha molto le caratteristiche. Inoltre a volte certe palle che gli vengono date sono davvero avvelenate.
    P.s. “capo claque”

  6. Bella analisi, concordo in tutto. Alla fine credo che con 34/35 punti la A sia ancora nostra. Attenzione al Pescara che con la punta rischia di diventare l’unico avversario per la lotta salvezza.

  7. Con il netto crescimento personale da parte di Diousse, li manca solo uno con più esperienza accanto, cosi il nostro centro-campo è apposto! Credo io.

  8. La cosa che più rallegra è che nonostante i molti errori compiuti dalla Società e dal Tecnico, si è egualmente formato un bel gruppo. Un bello spogliatoio! Se c’è questo l’Empoli si salva. Garantito!

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