Curva Ospiti | I tifosi del… Palermo

Curva Ospiti | I tifosi del… Palermo

Fonte: Claudio “Freccia” . Gruppi esistenti: Borgo Vecchio Sisma, Ultras Curva Nord-Nolp, Fusi Rosanero, Eagles Carini, Ultras Palermo 1900, Ultras Curva Sud, Rosanero Girls, Trabia c’è, Cuori Emigrati. . Politica: Un tempo nettamente destroidi, ora ufficialmente apolitici, ma mantengono una matr

Fonte: Claudio “Freccia”

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Gruppi esistenti: Borgo Vecchio Sisma, Ultras Curva Nord-Nolp, Fusi Rosanero, Eagles Carini, Ultras Palermo 1900, Ultras Curva Sud, Rosanero Girls, Trabia c’è, Cuori Emigrati.

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Politica: Un tempo nettamente destroidi, ora ufficialmente apolitici, ma mantengono una matrice di destra.      

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SettoreCurva Nord Inferiore: Borgo Vecchio Sisma (il gruppo più longevo della Nord inferiore), Ultras Curva Nord-Nolp, Fusi Rosanero, Eagles Carini, Ultras Curva Sud. Curva Nord Superiore: Ultras Palermo 1900, Rosanero Girls (“Trabia c’è” e “Cuori Emigrati” seguono il Palermo perlopiù in trasferta).  

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curva palermo
Uno scorcio della curva del Palermo

AmiciziePadova: legame fortissimo dal 1982, al motto di “Nessuna secessione potrà fermare la nostra unione!”, rinnovato sia all’andata, alla prima giornata, con grandi mangiate e bevute, che al ritorno a Palermo, nel campionato di Serie B 13/14 (vedi anche sezione “Curiosità”). Le radici del rapporto risalgono a quando, nei primissimi anni ’80, cinque tifosi padovani, durante una vacanza in Sicilia, conoscono alcuni ultras rosanero del “Commandos Aquile”, coi quali stringono amicizia. In un Padova-Palermo dell’83 nasce un rapporto di forte rispetto, proprio grazie a quei “contatti estivi”, anche se non si poteva ancora parlare di vero e proprio gemellaggio, col discorso che sarà ripreso quando, nel 91/92, i direttivi di ambedue le curve sono cambiati. Il rapporto in tutti questi anni si è consolidato e rinnovato, come nel 1996 a Padova con giri di campo coi bandieroni. Senz’altro una bella amicizia, inusuale se vogliamo, capace di superare le barriere tra Nord e Sud e impedimenti logistici come la distanza o la differenza di categoria. Tante le visite reciproche, ad esempio lo stendardo “Acp” Padova è presente in Chievo-Palermo 04/05, lo striscione “Ultras Pd” e un’altra pezza sono presenti a Vicenza nel 94/95. Lecce: gemellaggio ultraventennale, ormai storico, all’insegna dello slogan “Lecce e Palermo contro il calcio moderno”, che ha resistito, consolidandosi, anche a un decisivo scontro diretto per la A, nel giugno 2003, davanti ad oltre 35mila spettatori ufficiali in un “Via del Mare” di Lecce esaurito, vinto 3-0 dai padroni di casa. Nonostante l’amarezza, i tifosi siciliani rinnovarono la solida amicizia, nata grazie alle manifestazioni di solidarietà dei leccesi, quando, nel 1986, il Palermo subì la radiazione. Tra l’altro, l’allora presidente del Lecce, Franco Jurlano, fu l’unico a votare contro la radiazione, a sostegno del Palermo Calcio. In Palermo-Lecce 2005/06, esposti dai padroni di casa gli striscioni “Niente e nessuno ci fermerà, gemellaggio per l’eternità”, “Il risultato non ha importanza…rispetto ed amicizia ad oltranza” e “Colori diversi ideali gli stessi, bentornati!”. Pezza “Nostalgia Salentina” dei leccesi in Carpi-Palermo 2013/14 (inoltre vedi sezione “Curiosità”). Siracusa: gemellaggio ultraventennale, non condiviso però da tutti i gruppi della Nord, al motto di “Mio fratello è siracusano”, negli anni ’80-’90 definito “patto di sangue”, un po’ raffreddatosi per la differenza di categoria in cui hanno militato le due compagini in tutti questi anni, nei quali comunque ci sono state tante visite reciproche. Nell’87/88, in Siracusa-Palermo di Coppa Italia C2, i palermitani rinnovarono il gemellaggio coi siracusani presentandosi nella loro curva con bandiere e striscione, ed anche in campionato, nello stesso anno, erano mischiati, con gli ultras delle due squadre a stretto contatto. A Palermo, sempre nell’87/88, venne ricambiato il favore, con gli striscioni dei siracusani mischiati tra gli ultras rosanero. Il gruppo siracusano “Nun ci semu cà testa” è stato presente in Inter-Palermo 04/05 e Palermo-Sampdoria 08/09, una bandiera del Siracusa era nella Nord in Palermo-Catania 10/11, lo striscione “Blue Boys” Siracusa in Palermo-Verona 95/96. Cesena: bella amicizia Nord-Sud anche questa, un rapporto di profonda stima di vecchia data. Curioso e simpatico il siparietto verificatosi in Palermo-Cesena dell’aprile 2011, quando a un certo punto, sul 2-0 per il Cesena, gli ultras bianconeri hanno urlato “Palermo, Palermo”, in segno d’amicizia. Quelli del Palermo hanno contraccambiato scandendo  “Cesena, Cesena”, sia per l’amicizia tra le due tifoserie, che per esprimere la propria ostilità nei confronti della squadra che stava perdendo, in contrapposizione al resto dello stadio, che non gradiva, esternandolo con fischi e col coro “buffoni, buffoni”, rivolto alla curva Nord. Solo un coro contro gli eterni rivali catanesi (e l’insperato pareggio finale) metteva tutti d’accordo. Striscione “W.S.B.” Cesena esposto in Genoa-Palermo 08/09. Genoa: amicizia poco conosciuta dalle altre tifoserie italiane, iniziata oltre 30 anni fa dai gruppi storici rosanero e proseguita da tutti i gruppi attualmente attivi a Palermo, che hanno grande stima dei genoani. Mangiate e bevute hanno sempre caratterizzato ogni trasferta quando si sono affrontate le due squadre, almeno fino all’introduzione della tessera. Negli anni ’80 e ’90 ci sono state molte visite reciproche. Anni fa, quando alcuni ultras palermitani finirono in carcere a Marassi dopo degli scontri con gli juventini, i genoani si prodigarono nella solidarietà ai palermitani rinchiusi, senza dimenticare i fumogeni che i genoani prestarono ai siciliani durante una delle loro trasferte a Genova. Napoli: amicizia ormai ventennale, all’insegna di mangiate, bevute, scambi di sciarpe e goliardia. Numerose le visite e i favori reciproci: nel ’93, in occasione di Italia-Malta, in curva Nord a Palermo c’erano tanti ultrà napoletani; nel 1996 a Napoli, per un Napoli-Verona sono presenti le Brigate con tanto di striscione; nel 2000, al “Barbera”, scelto come campo neutro di Napoli-Fiorentina, 15mila palermitani andarono a sostenere gli amici napoletani, presenti in circa 5mila, fraternizzando con loro; per Napoli-Reggina, Napoli-Brescia e Napoli-Verona di quegli anni c’erano tanti ultras palermitani, di U.C.S. e Brigate, con tanto di striscione al “San Paolo”; nel 2006/07, per Palermo-Napoli, i napoletani della curva B erano ospiti nella Nord e sono partiti cori anti-Lazio, anti-Catania e pro-Napoli; nel novembre 2007, per Palermo-Napoli, i napoletani della curva B furono ospiti in Nord nel settore dei B.V.S.; nel marzo 2008, in occasione di Napoli-Palermo, quelli del B.V.S. erano in curva B insieme ad altri palermitani, e venne fatta una sciarpata metà azzurra e metà rosanero. I gruppi più legati alle curve napoletane sono il Borgo Vecchio Sisma e le Brigate Rosanero. “Rispetto per chi ci rispetta. Salutiamo il fratello palermitano” recitava uno striscione degli Ultras Napoli ’72 alcuni anni fa. Roma: gli Ultras Curva Nord hanno tenuto viva l’amicizia coi romanisti, iniziata dai Commandos Aquile e dai Warriors negli anni ‘80, che, nell’andar del tempo, si è basata soprattutto sulla politica e sull’asse della comune presidenza di Franco Sensi. Alcuni anni fa i romanisti esposero all’Olimpico la scritta “La Sud di Roma saluta gli amici palermitani”. Il gruppo romanista “Tradizione Distinzione” presenziò nella Nord in Palermo-Catania dell’ottobre 2000, mentre lo striscione “W.U.P.” è apparso nella Sud di Roma sempre nel 2000/01. Inoltre, in Palermo-Roma di Coppa Italia 01/02, erano presenti in curva Nord gli striscioni romanisti “Asr Ultras”, “Brigata Boccea” e “Piazza Bologna”. Foggia: buoni rapporti, stima reciproca. L’amicizia nasce all’ultima e decisiva partita del campionato di C1 88/89, quando venne stretta un’amicizia col “Regime Rossonero” Foggia. Prova ne sia il fatto che, anche se il Palermo non riuscì a vincere, non ci fu il minimo screzio. Anzi, alla fine i due gruppi si riunirono per un caloroso applauso alle due compagini, che avevano offerto un degno spettacolo. L’amicizia, per un po’ di tempo portata avanti dagli Eagles Korps, si è un po’ persa negli anni, a causa delle categorie diverse in cui hanno militato le due società. Lucchese: l’amicizia coi lucchesi risale agli anni ’80 ed è stata spesso rinnovata con reciproche accoglienze calorose. Andria: stima e rispetto reciproci, di vecchia data. De Graafschap: amicizia recente coi tifosi di questa squadra della Eredivisie, la prima Serie del campionato olandese. In Palermo-Siena 13/14 presente la “Brigata Tifosi” De Graafsshap. Marsala: le Brigate Rosanero instaurarono negli anni ’90 un amicizia coi marsalesi, un po’ affievolitasi nel tempo, ma confermata dalla presenza di alcuni marsalesi al fianco dei palermitani in Palermo-Lanciano 13/14. Cosenza: gli Eagles Korps avevano instaurato un amicizia coi calabresi sul finire degli anni ’80, poi è rimasta la stima e il rispetto. Akragas Agrigento: la “Fossa dei Giganti” Agrigento è stata direttamente gemellata con gli “Indians Palermo” per diversi anni, a partire dal 1984. Mazara: vecchia amicizia. 

Ex-gemellaggiReggina: vedi sezione “Rivalità”. Salernitana: vecchio legame, fine anni ‘80-inizio anni ’90, tra le due tifoserie, grazie soprattutto all’ex gemellaggio coi reggini, fortemente gemellati coi salernitani, che in quegli anni hanno sempre riservato ai palermitani grandi accoglienze. Nel 92/93 alcuni tifosi siciliani visitarono la sede degli Ultras Plaitano di Salerno e, tra le varie gentilezze, ci fu quella di pagare loro il biglietto d’ingresso allo stadio.

RivalitàCatania: rivalità fortissima, antica, acerrima, che va oltre il calcio: è nel calcio che trova terreno per esplodere. Tale rancore si può far risalire ad antiche origini, quando Catania cercò di diventare il capoluogo della Sicilia, ma non ebbe questa soddisfazione, e questo ha generato negli etnei gran una voglia di confrontarsi, una sorta di invidia verso Palermo, alla base della rivalità tra le due città, ed ogni pretesto è buono per scontrarsi. Il derby coi “cugini” etnei è sempre sentitissimo, una partita dal fascino folkloristico, tra l’Aquila rosanero e “U’ liotru” rossazzurro, l’elefante simbolo della città di Catania. Ogni volta che le due squadre s’incontrano, c’è sempre una grande attesa. Data la forte rivalità ci sono stati in passato molti episodi di violenza e scontri. Ad esempio, nella stagione 1981/82, il giocatore del Catania Renato Miele venne colpito alla testa da un oggetto tirato da un tifoso rosanero, e non disputò la gara, col Palermo che perse a tavolino una partita vinta sul campo, episodio che causò molte polemiche, dato che i rosanero sostenevano che Miele avesse ingigantito il tutto, proprio al fine di ribaltare il risultato. Gravissimi i fatti accaduti nel febbraio 2007, quando, durante alcuni violenti scontri verificatisi a margine del derby Catania-Palermo, rimase colpito da un oggetto contundente, che gli spappolò il fegato, l’Ispettore di polizia Filippo Raciti, di 38 anni. A seguito di questo brutto episodio, il commissario della Figc, Luca Pancalli, prese misure eccezionali quali la sospensione per un turno di tutti i campionati di calcio italiani, la domenica successiva, appoggiato dal governo che varò l’inasprimento delle norme di sicurezza negli stadi. Nelle tre stagioni successive è stato vietato alle due tifoserie di seguire la squadra in trasferta per il derby, divieto superato dalla stagione 2010-11 grazie all’introduzione della famosa tessera del tifoso, che però, su scala nazionale, ha portato ben pochi benefici. Il primo derby riaperto agli ospiti, dopo la tragedia di Raciti, è stato il primo senza tafferugli dopo decenni. Nel ’95 il questore di Catania diffidò 44 palermitani (in totale oltre 60), che prima del derby con l’Acireale, in agosto, aggredirono nella città etnea alcuni tifosi rossazzurri appartenenti al gruppo “Primo Amore-Irriducibili”. Oltre tremila rosanero si presentarono a Catania alla fine degli anni ’80, forse la trasferta più massiccia nella città etnea. Intorno alla metà degli anni ’90, nella notte antecedente a una trasferta a Battipaglia, i tifosi rosanero strapparono ai “cugini” catanesi, sul traghetto che dall’isola li portava in continente, lo striscione “Pessimi Elementi”, esposto poi a Battipaglia alla rovescia. Altri striscioni catanesi sono in mano ai palermitani. Nel 1989/90, in C1, in Palermo-Catania giocata a Trapani, i palermitani attaccarono il settore catanese e scoppiò una rissa furibonda. Però, nonostante il forte astio che intercorre tra le due tifoserie, c’è da sottolineare lo striscione che il “W.U.P.” espose a Catania nel 2000/01, veramente bello: “L’odio non cancella il rispetto per la vita…Fabrizio presente!”, dedicato a Fabrizio Lo Presti, ultrà del Catania del gruppo “Decisi”, scomparso alla tenera età di 22 anni in un incidente stradale, mentre era in trasferta per seguire il suo Catania a L’Aquila. Nella stessa gara, i catanesi espongono gli striscioni “Nel 253 a.C. ‘Civitas Romana’…nel 2000 colonia romanista” (alludendo al rapporto d’amicizia con la Curva Sud romana), “W.U.P. sezione squadramobile” e “Benvenuti ad Alcatraz”. Altro nobile gesto è stato la partecipazione degli ultras palermitani al funerale del cavaliere Massimino, ex presidente del Catania Calcio. Messina: rivalità più recente di quella col Catania, ma comunque sentitissima, con grossi incidenti in passato, in cui è stato “grattato” ai messinesi lo striscione dei “N.o.c.s.”. L’inimicizia si acuì durante la stagione 2000/01, quando Palermo e Messina lottavano testa a testa per il primo posto nel campionato di C1 girone B, con volata finale all’ultima giornata, in una domenica tiratissima, dove le emozioni si susseguirono una dietro l’altra; alla fine i 30mila della “Favorita”, accorsi per spingere il Palermo alla vittoria contro l’Ascoli, e, allo stesso tempo, “gufare” contro il Messina, perdente ad Avellino, poterono far festa. Verona: rivalità Nord-Sud sentitissima e antica, vista l’impronta razzista dei veronesi; vecchi rancori risalenti all’età primordiale del movimento ultras, coi veronesi che hanno rivolto sempre brutte accoglienze ai palermitani. In occasione di Palermo-Verona di Coppa Italia, terzo turno, del 17 agosto ’13, il pullman che trasportava i tifosi veronesi (una trentina circa), giunto nei pressi del “Barbera”, viene attaccato da un gruppo piuttosto nutrito di ultras palermitani che comincia a lanciare contro il mezzo torce, bombe carta, bastoni e oggetti di ogni tipo. I veronesi non pensano due volte e scendono rispondendo all’attacco. La guerriglia va avanti per qualche lunghissimo minuto, fino all’arrivo delle forze dell’ordine, che ristabiliscono la calma. Per alcuni tifosi del Palermo è poi scattato il provvedimento di Daspo. Rubato diversi anni fa ai veneti lo storico striscione “Gioventù Scaligera”, noto gruppo ultrà veronese. Inoltre, durante un Palermo-Verona del ’95, i tifosi di casa, dopo aver caricato gli scaligeri con una sassaiola, gli fregarono una bandiera. Reggina: negli anni ’80-’90 c’era un vero e proprio gemellaggio, anzi, una fratellanza “di sangue”, poi, non si sa bene il motivo (le solite incomprensioni…), qualcosa si è rotto, della serie “c’eravamo tanto amati”, e si è passati a una rivalità piuttosto aspra e sentita, anche se recente. In Reggina-Palermo 04/05 esposti gli striscioni “Reggino traditore” e “Buttana rà…Reggina”, coi calabresi che rispondono con “Ti spacci x catanese alla staz. di Milano…vergognati palermitano!” e altri ancora. Nell’84/85, a Reggio Calabria, giri di campo coi bandieroni a rinnovare l’amicizia che fu. Fiorentina: vecchi rancori, risalenti più che altro a una frase infelice del presidente della Fiorentina Cecchi Gori. Nel ’95, durante un Palermo-Fiorentina di Coppa Italia, alcuni ultras palermitani sottraggono uno striscione ai viola, ma un fiorentino, con grande coraggio, si lancia contro gli avversari e, seppur picchiato a sangue, riesce a riprendere lo striscione. I fiorentini hanno poi subìto, sempre in quegli anni, il furto di uno striscione di un Viola Club. Qualche scaramuccia anche nell’agosto 2009 a Firenze, ad opera di ultras rosanero. Lazio: inimicizia storica, risalente all’83, quando i sostenitori biancazzurri tesero un agguato ai palermitani con lame e coltelli, derubandoli di tutto. L’amicizia che intercorre tra palermitani e romanisti ha poi fatto il resto. Crotone: i crotonesi subirono il furto dello striscione “Mods” a Palermo nel 99/00, nonostante fossero sistemati nell’anello superiore della Tribuna, in una zona “protetta”, dove non ci sono ultras rosanero (all’epoca pressoché tutte le tifoserie ospiti venivano sistemate lì). Lo striscione fu sottratto da sette ragazzi che scavalcarono dalla curva Nord, quando i crotonesi erano già in buon numero. In Palermo-Crotone 2001/02, con ben in vista lo striscione, in Nord si leggeva l’ironica scritta “Modestamente superiori”. Atalanta: rivalità storica, vecchi rancori. In Palermo-Atalanta 2007/08 esposto lo stendardo atalantino “Bg 1907”. Acireale: Durante il match Palermo-Acireale 1997/98, alcuni ultras rosanero, approfittando dello scarso numero di tifosi acesi, sottraggono loro parte dello striscione “Nuova Guardia” (“Nuov”), poi mostrato agli avversari. Palermo e Acireale, un tempo in buoni rapporti, sono diventate rivali quasi per caso: durante una partita tra le due squadre, i tifosi palermitani presero ad inveire contro il giocatore rosanero Sorbello, acese di nascita e reo, a detta dei rosanero, di essere stato fra i fautori della messa in mora che costò la radiazione al Palermo. I tifosi acesi, sentitosi offesi, si rifecero prendendo di mira l’attaccante rosanero Buoncammino. Da lì è partita l’inimicizia. Battipagliese: diversi anni fa, ai tempi della C1, un centinaio di supporters campani giungono in Sicilia con al fianco sei amici catanesi, che con la loro presenza, accesero non poco gli animi dei palermitani che, nel tentativo di sottrarre un loro striscione (presente quello degli “Irriducibili”), hanno poi preso ai campani lo striscione “Dinamik Force”. Juventus: negli anni ‘80 intercorrevano buoni rapporti, adesso vi è una fiera rivalità, alimentatisi nell’era della presidenza Zamparini. Livorno: rivalità prevalentemente politica, molte le punzecchiature tra le due parti, con striscioni ironici. Bari: rivalità antica, e poi sono gemellati coi reggini… CagliariInterBrescia: rivalità storiche, meno importanti ma molto sentite.

In passato “noie” anche conMonza: sottratto ai brianzoli lo striscione “Kids” parecchi anni fa. Chievo: sottratto ai clivensi negli anni ’90 lo striscione “Iz iz alè Ceo”. CasertanaPescara 

tifosi palermo a roma
I tifosi del Palermo in una trasferta all’Olimpico di Roma

Breve storia del tifo palermitano: Un primo abbozzo di organizzazione del tifo a Palermo risale al lontano 1956, ma si dovrà aspettare il 1977 per vedere la nascita del primo vero gruppo ultrà organizzato, i “Commandos Aquile”, liberamente ispirati al Commando Ultrà Curva Sud romanista, in un epoca di ribellione e antagonismo. La nascita dei Commandos era stata però preceduta, nel 1974, dalla fondazione degli “Angeli della Nord”, che però, inizialmente erano solo un club di tifosi, il “Club Pitrè”. Solo successivamente potranno chiamarsi un gruppo ultrà. Nel 1980 nascono due gruppi che faranno la storia del movimento ultras, a Palermo e non, vale a dire i “Warriors Ultras Palermo”, nel novembre del suddetto anno, e le “Brigate Rosanero”, che vanno ad affiancare i Commandos e gli Angeli della Nord. I Warriors, fondati da alcuni ragazzi all’epoca tutti 16enni, all’inizio si denominarono “The Warriors”, per lo spirito battagliero e caparbio, uguale a quello del cult-movie “I Guerrieri della notte”, e per la radicalità e fedeltà. All’inizio hanno un po’ di problemi con il Commando, il gruppo allora trainante, prevalentemente di stampo politico, considerato che in quel periodo si faceva politica più attivamente. Anni dopo il Commando si scioglierà e non ci saranno più problemi di questo genere. Il primo simbolo del gruppo che compare sullo striscione è il teschio con l’elmetto, poi dall’86 sarà il guerriero alato con la spada. Le Brigate Rosanero vengono fondate ad aprile, da uno dei capi storici del tifo rosanero, Jhonny Giordano, con l’aiuto del fratello, come costola del Commandos Aquile, dal quale decidono di staccarsi per vari motivi, anche di ordine politico, e per una differente gestione dei rapporti e delle relazioni con la dirigenza societaria. Il gruppo originariamente è composto da 26 persone. In anni di accese dispute ideologiche, i Commandos erano tendenzialmente di sinistra, i Warriors marcatamente di destra, le Brigate dichiaratamente apolitiche. A sinistra militavano anche altri gruppi importanti, nati nel corso degli anni ’80, come gli “Indians”, sorti nel novembre ’83, e i gli “Eagles Korps”, più o meno nel solito periodo. Le “Teste Rasate”, costituite da un folto numero di skinheads, erano invece dichiaratamente di destra. Comunque a Palermo il tifo era predominante rispetto alla politica e poteva benissimo succedere che un ragazzo di destra militasse nei Commandos, e uno di sinistra ai Warriors. Nella seconda metà degli anni ’80, i Commandos Aquile cessano la loro attività. Alcuni ragazzi fondano la “Vecchia Guardia”, che ha sullo striscione l’effigie del Che Guevara ed è contraddistinta da una corretta mentalità ultrà. Per alcuni screzi col resto della curva, si sposta per un periodo in Sud, per tornare successivamente in Nord. Purtroppo, al termine della stagione 1985/86, dopo una sofferta salvezza in B, Palermo vive il suo dramma sportivo, un vero e proprio trauma: la radiazione della propria squadra di calcio per dissesti societari e finanziari, che mette a dura prova tutta la tifoseria che dapprima ha una cattiva reazione, ma poi decide di non mollare, pur restando un intero anno, l’86/87, senza calcio, coi gruppi che però rimangono in attività, ma che ne escono ancora più temprati e rafforzati di prima da questa esperienza. Ad esempio i Warriors si riunivano e aumentavano i loro incontri settimanali, senza mai seguire la seconda formazione locale, la “Palermo Olimpia”, che militava in Promozione, e facendo visita di tanto in tanto ai gruppi gemellati. Nel campionato successivo un nuovo Palermo, denominato “Unione Sportiva Palermo”, riparte e viene ammesso al campionato di Serie C2: torna un grande entusiasmo in città, con lo stadio spesso pieno. La squadra arriva prima e approda in C1. Proprio quell’anno si registra il primo ricambio generazionale all’interno della curva, ma non è difficile educare le nuove leve, visto che in quel periodo i giovani apprendevano subito gli ideali ultras. Nelle due stagioni successive, l’88/89 e l’89/90, il Palermo deve giocare a Trapani, che dista circa 150 Km. dal capoluogo di regione, le proprie partite interne, a causa della ristrutturazione della “Favorita”, in vista dei mondiali di calcio di Italia ’90, per cui la tifoseria è messa un’altra volta a dura prova, ma gli ultras seguono la squadra con molto entusiasmo, specie il primo anno, che vede il Palermo sfiorare la B, presenziando sempre in buon numero in casa e quasi sempre in trasferta. Dopo due anni di esilio forzato e, in pratica, di sole trasferte, nel 90/91 avviene il secondo ricambio generazionale, e la squadra centra la promozione in Serie B, circondata da un crescente entusiasmo, anche se ormai essere ultras era diventata una moda e molti lo facevano per poterlo raccontare in giro. La curva, in questo periodo, è sempre piena e non ha da invidiare niente a nessuno. Allo stadio si passa da un minimo di 15mila persone, ad un massimo di 35mila nelle partite più importanti. Ma la squadra non ingrana e il sogno dura poco, infatti al termine del campionato 91/92 arriva la retrocessione, a causa della classifica avulsa. Comunque sia, l’anno successivo il Palermo torna di nuovo in B, dominando il girone. L’assetto della curva Nord all’epoca è il seguente: a sinistra Lions, Vecchia Guardia e Eagles Korps, a destra le maggiori sezioni Warriors, soprattutto dell’hinterland cittadino (ma tante sono anche quelle sparse per l’Italia, soprattutto Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia), e all’estrema destra, sia politica che geografica, le Teste Rasate. Mentre nella Sud stazionano i “Fedelissimi”, i “Boys Zen” e la “Fossa delle Aquile”. I Warriors si confermano gruppo maturo, con un’indipendenza quasi totale dal resto della curva e dello stadio sulle decisioni da prendere. L’indipendenza sempre più spiccata dei Warriors, sfocia, nella stagione 94/95, in momenti di notevole tensione, a tal punto che, per dimostrare a tutti la propria superiorità, si trasferisce in curva Sud causa dissensi con gli altri gruppi della Nord, ma, dopo l’interessamento da parte di esponenti dei vari gruppi, nonché da parte dei mass-media, si ritorna alla pace. Questa stagione vede anche l’apertura del “Warriors Fans Club”, punto di ritrovo giornaliero, che corona i sogni del gruppo dopo un decennio vissuto al Centro di Coordinamento. Nella stagione 1995/96, il Palermo di mister Ignazio Arcoleo, già idolo dei tifosi quando indossava, giocatore, la maglia rosanero, torna a recitare un ruolo fondamentale nel torneo cadetto, sfiorando la Serie A e conquistando il calore di un intera città, con una rosa composta in gran parte da palermitani e un costo globale di gran lunga inferiore a quello di altre squadre più blasonate. Vengono effettuate trasferte di massa, memorabili quelle di Genova e Reggio Calabria. Nella stagione 96/97 però è di nuovo crisi: il Palermo torna mestamente in C1. Prende fuoco in dicembre il locale del Warriors Fans Club, che riaprirà nel ’97, dopo un anno esatto. Sono anni bui, senza soddisfazioni, in cui si tocca veramente il fondo, sia come tifo che come squadra, all’insegna di una clamorosa frattura tra la tifoseria e il Palermo Calcio, di forte contestazione e abbandono, con il “Borsellino”, lo stadio sussidiario di rimpiazzo alla “Favorita”, praticamente vuoto (picchi minimi di 500-1000 presenze allo stadio) e le trasferte vengono regolarmente saltate. Gli strascichi del deludenti campionati della squadra incidono pesantemente sul tifo, e il sostegno viene meno, così si arriva a un punto di non ritorno. Il Palermo, al termine del campionato 97/98, retrocede in C2, anche se, grazie al ripescaggio, accolto comunque con indifferenza, verrà riammesso in C1, dove resterà fino alla stagione 2000/01. Nel 1996 è nato intanto il “Meridiano Zero”, gruppo estremamente di destra, che si scioglierà ufficialmente nel 2007, anche se l’”anima” del gruppo è ancora viva in curva Nord. Dopo dei buoni piazzamenti, un decimo e un sesto posto, negli anni successivi (01/02 e 02/03) in Serie B, al terzo tentativo il Palermo conquista la prima piazza, che vale la sospirata promozione in Serie A dopo 31 anni d’attesa. Nella prima stagione in Serie A dell’era Zamparini, nel 2004/05, il Palermo, che non aveva mai superato i diecimila abbonati fino alla stagione 2003/04, fa registrare il record di oltre 33mila abbonamenti venduti, cioè quasi l’intera capienza dello stadio “Renzo Barbera”, che è di circa 37mila posti. La critica delle leggi repressive accomuna i gruppi ultrà palermitani. Nel 2006, infatti, dopo la trasferta di Cagliari, quando i provvedimenti di Daspo colpirono quasi cento ultras palermitani, appartenenti soprattutto a “U.C.S.” (Ultras Curva Sud), “U.C.N.” (Ultras Curva Nord) e B.V.S. (Borgo Vecchio Sisma), in curva Nord, per il prosieguo della stagione, fino ai fatti di Catania del 2 febbraio ‘07, rimane esposto il lunghissimo striscione “Arresti, diffide, obbligo di firma e di dimora, ma non sono un criminale e lo dice la storia!”. Negli anni successivi il Palermo si rende protagonista di ottimi campionati di Serie A, con il “Barbera” quasi sempre pieno nelle prime due stagioni, 2004/05 e 2005/06, che portano ad un sesto ed un quinto posto. Una volta saziata la “fame” di calcio, però, la media-spettatori diminuisce pian piano, nonostante il bel quinto posto della stagione 2006/07. Nel 2012/13 si arriva a 18.287 di media, la squadra non regala nessuna soddisfazione ai palermitani, che nelle ultime partite disertano lo stadio, dandogli un aspetto spettrale. Nel mezzo però ci sono stati sempre piazzamenti buoni, con due ottavi posti, nel 2008/09 e nel 2010/11, e un quinto posto, nel 2009/10, ma non si sono più toccati i “picchi” dei primi due anni di A dell’era del mangia-allenatori Zamparini, nella quale solo nel 2011/12 (16° posto) e nel 2007/08 (11°), la squadra ha davvero toppato. All’inizio del decennio 2010, la Nord è così composta: al piano superiore i tre gruppi principali (Borgo Vecchio Sisma, Brigate e Warriors), sono affiancati da altre sigle storiche (Vecchia Guardia, Supporters Filiciuzza, Boys Zen, Bad Boys Villatasca), ma anche da gruppi di più recente formazione come i “Fusi Rosanero”, molto attivi; al piano inferiore ci sono gli UCN, affiancati dai ragazzi dell’ex-Meridiano Zero. Leggendaria per i palermitani la trasferta di Roma del 29 maggio 2011, per la finalissima della Coppa Italia con l’Inter, quando in circa 40.000 (ma c’è chi giura fossero anche di più…) invasero pacificamente l’Olimpico, colorandolo di rosanero, e non ha  importanza se la Coppa poi andò all’Inter, vittoriosa, rispettando le previsioni, 3-1: l’importante per loro era esserci. Da questa pagina, sicuramente bella, per i colori rosanero, si è passati ad un’apatia del tifo, in costante declino, fino alla sua rinascita con i gruppi che fanno parte della Curva Nord inferiore, che hanno sicuramente più voglia di fare e dinamicità della Nord superiore.  

Gruppi scomparsi, nati negli anni ‘70: Commandos Aquile, Angeli della Nord (’74), I Fedelissimi.

Gruppi scomparsi, nati negli anni ’80: W.U.P. (Warriors Ultras Palermo; nati nell’80), Brigate Rosanero (nate nell’80), Gruppo Arenella 1983, Boys Zen (1985), Supporters Filiciuzza, Eagles Korps, Commandos Girls, Eagles Fighters, Vecchia Guardia, Indians Ultras, Commando Ultrà Curva Nord, Swarm, club Picciotti Rosanero di Milano, Hooligans, club Tigrotti, club Dragoni Rosanero, Fedayn, I Falchi, Legione Rosanero, Ultras Falange, Albatros, Eagles Supporters, club Rosanero I Grifoni Borgo Nuovo, Fossa, club Dragoni Rosanero, Ultras.

Gruppi scomparsi, nati negli anni ’90: Meridiano Zero, Fossa delle Aquile, Guerrieri, Lions, Teste Rasate,  Armata, Teschio, South Boys, Fronte d’Azione, Morbio Group, Fedelissimi Bulldog, Tradizione Palermo, Sciame Selvaggio, Panthers, Gioventù, Nucleo, C.u.i.b.

Gruppi scomparsi, nati negli anni 2000: Gladiatori, Bad Boys Villatasca, Ultras di Quartiere, Quelli di Agrigento, G 32, Ultras Piazza Magione, Maestri del Lavoro, Gruppo Papponi, Gruppo Abusivo (in curva Sud), Ultras Oreto Nuova (Sud), Dna Rosanero, Aquile d’Assalto, Fronte Ribelle, Quelli che…il fiume Oreto, Diga Foranea Ultras Palermo.

curva palermo coreografia qualificazione uefa
Una coreografia della curva del Palermo per la qualificazione in un’edizione della Uefa Cup

Curiosità: -Con l’inizio della stagione 2014/15 la curva Nord superiore subisce un radicale cambiamento, che era peraltro nell’aria. I gruppi “storici” della curva, vale a dire Brigate Rosanero, Warriors Ultras e Angeli della Nord, oltre a Baaria Rosanero, in un comunicato annunciano nel luglio scorso ‘14 la fusione in un’unica sigla, chiamata “Ultras Palermo 1900”. Una scelta, a detta dei gruppi della Nord, dolorosa ma necessaria, per rendere più coesa la curva e dare maggiore spazio alle nuove generazioni del panorama ultras palermitano. Certamente sulla decisione avranno influito i “movimenti” della scorsa stagione nel mondo ultras rosanero, con la formazione, in curva Nord inferiore, di gruppi diversi che, negli ultimi mesi, hanno animato quel settore dello stadio, proprio sotto la storica curva superiore palermitana. -Commovente la storia di Josè, giovane ragazzo affetto dalla sindrome di down, che desiderava non solo cantare ed incitare dagli spalti i propri beniamini, ma essere in mezzo agli ultras, far parte dei ragazzi della Nord inferiore, e finalmente la scorsa primavera (2014) ha realizzato il suo sogno. Emozionato e felice il padre nel vederlo tra i tifosi e accanto ai lanciacori, picchiare sul tamburo, l’ha fotografato e detto: “Quando mio figlio è con voi è strafelice”. In un periodo dove il tifo viene identificato sempre più  con la violenza e non con la passione, scene come queste fanno bene al calcio. -Bello il tifo per tutto l’arco della partita Palermo-Lazio (0-4) di lunedì scorso, 29 settembre ’14, con grande sventolìo di bandieroni nella Nord inferiore, mentre la Nord superiore accoglie l’ingresso delle squadre in campo con un bel bandierone copricurva e si dà anch’essa da fare. Esposto a fine primo tempo in Nord inferiore lo striscione “Tommasino vive”, un ultrà scomparso prematuramente alcuni anni fa. -Sta diventando un vero tormentone un coro, cantato forse per la prima volta in Italia dagli ultras pelrmitani della curva Nord inferiore (“Palermo è la mia vita, rosanero il mio color…”), e ripreso da molte altre curve italiane, importato dall’Argentina dove è molto diffuso, intonato da tifoserie come quelle del Boca Juniors, del River Plate, del San Lorenzo, ma anche in altre hinchada meno famose come quella del Velez Sarsfield. -Giornata di festa al “Barbera” in occasione di Palermo-Lanciano del maggio ‘14, per il Palermo già promosso matematicamente in Serie A la settimana prima a Novara con ben sei giornate d’anticipo. Stadio quasi esaurito, con la curva Nord inferiore in gran spolvero che realizza una bella coreografia con cartoncini rosa e neri, accompagnati dallo striscione “Ti giuro non conta la partita…mi basta star con te”, insieme a “Grazie ragazzi”, oltre a torce e fumogeni rosa ed un tifo incessante, stile sudamericano, alternato a cori per i diffidati e contro la repressione. Anche nella parte superiore della Nord buon tifo per i 90 minuti e una coreografia all’ingresso delle squadre con un grosso bandierone copricurva e cartoncini. Ai pochi lancianesi presenti non resta che applaudire la festa rosanero. Da segnalare anche lo striscione “Ciro non mollare”, esposto fuori lo stadio, in solidarietà a Ciro Esposito, ultrà napoletano che ancora in quei stava lottando tra la vita e la morte (morirà dopo un po’ di tempo), raggiunto da colpi di pistola sparati da un ex ultrà romanista durante gli scontri tra napoletani e romanisti a Roma, in Viale Tor di Quinto, ai margini della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli del 3 maggio ‘14. -Gran bel week-end quello che precede la gara Palermo-Padova, dell’8 febbraio ’14, che vede rinnovarsi un gemellaggio storico che dura da oltre 30 anni. Era dal 1994 che a Palermo non si disputava questo incontro, e dopo la bella accoglienza ricevuta all’andata, i palermitani contraccambiano con una grande festa fuori lo stadio, tra l’accensione di fumogeni e torce, scambi di sciarpe e tanta birra; inoltre viene anche trovare ai veneti lo striscione “Chi lo scontro ha osato va onorato”, in segno di solidarietà per i padovani arrestati in seguito agli scontri di due settimane prima, all’aeroporto di Palermo, tra padovani e modenesi. I biancoscudati, nonostante la brutta situazione in classifica e la grande distanza, si presentano in buon numero, con una buona parte che scende nel capoluogo siciliano già nel primo pomeriggio del venerdì, rimanendo fino a tarda la notte coi gemellati, mentre il giorno dopo arriverà un’altra buona fetta di padovani, per un totale di circa 150 tifosi al seguito. Dentro lo stadio la curva Nord inferiore si presenta bella compatta, movimentata e colorata con fumogeni, stendardi, bandiere e bandieroni sempre al vento, ed un tifo continuo e costante, con davvero poche soste, com’è ormai nel suo dna, e dedica agli ospiti lo striscione “Dall’83 niente è cambiato, salutiamo il fratello padovano”. -Un grande striscione con scritto “Ciao me frà, l’ultimo saluto a modo nostro”, omaggia il feretro di Roberto Milito, per tutti “U Scussunieddu”, alla fine dei funerali tenutesi nella chiesa di Misilmeri (Pa), alla presenza di centinaia di giovani ultras, che hanno acceso torce e fumogeni, e pianto tante lacrime, tra cori da stadio e sciarpe, per il giovane ultrà della curva Nord inferiore di soli 27 anni, morto in un terribile incidente stradale, nel quale è rimasto ferito gravemente il suo amico del cuore, sulla circonvallazione di Palermo all’alba di domenica 23 febbraio ’14. Nella gara del 1° marzo Palermo-Bari viene ricordato col semplice striscione “Scussunieddu” e la sua gigantografia, ed anche i gemellati leccesi, con la loro presenza e con lo striscione “In ogni cuore fraterno…Roberto vivrà in eterno. Ultrà Lecce”, mostrano solidarietà agli ultras rosanero. Da ammirare l’attaccante del Palermo Lafferty, che, nonostante fosse in diffida, al suo gol vuole ricordare il ragazzo levandosi la maglia sotto la curva. -In attesa del derbyssimo Trapani-Palermo, viene esposta nelle vicinanze dello stadio la scritta “12-4-14: vinci pà città!”. -A Trapani i circa 400 supporters rosanero presenti, tutti tesserati, saranno accontentati, vista la vittoria per 1-0, anche se, sul punteggio di 0-0, l’arbitro nega un evidente rigore ai padroni di casa. Anche se mancano gli ultras, i supporters palermitani presenti sono molto colorati e fanno un buon tifo, prendendo di mira i rivali e beccando più volte, anche con qualche stendardo goliardico, i catanesi, gemellati dei trapanesi, per la quasi retrocessione in Serie B della compagine etnea. Lasceranno il “Provinciale” festanti, un’ora e mezzo dopo la fine del match. -Il Palermo, per la 36^ giornata del campionato di B 13/14, ad aprile, è di scena a Latina per un importante scontro diretto. I problemi di ordine pubblico, paventati alla vigilia, non ci sono stati per niente, infatti i tifosi rosanero hanno potuto aggirarsi nei dintorni dello stadio tranquilli con sciarpa al collo, segno che tra le due parti regna l’indifferenza, nonostante l’amicizia pontina coi reggini, rivali dei palermitani, oggi in buon numero ma tutti tesserati e la quasi totalità del centro Italia. Presente comunque una rappresentanza di Santa Margherita Belice, paese in provincia di Agrigento, e lo striscioncino “Diffidati sempre presenti”, che non manca mai al seguito del Palermo. Da segnalare pure la pezza romanista “S.p.q.r.”. -Molti i tifosi rosanero, perlopiù gente trapiantata al Nord, presenti a Varese nel marzo ’14 a sostegno dei rosanero, lanciati verso la promozione, che espongono lo striscione di sprono alla squadra “Avanti tuttA” e altri striscioni come “Siamo solo palermitani” e “RNG sempre presenti” (Rosa Nero Girls). -Inaugurato il 18 marzo 2014 il nuovo Club “Baaria Rosanero”, alla presenza dei giocatori del Palermo Ujkani, Belotti, Lafferty e Verre, e ad oltre 300 tifosi, che hanno festeggiato tra cori e fuochi d’artificio. -La curva Nord ha passato per diversi anni una crisi d’identità, mancando di compattezza e coordinazione nei cori, che spesso si sovrapponevano, mancando una guida vera, col risultato di un tifo frammentato e sfilacciato, senza unità d’intenti né entusiasmo, al punto che le presenze allo stadio erano diminuite drasticamente. Dalla partita Palermo-Juve Stabia, del 28 settembre ’13, i Borgo Vecchio Sisma si sono spostati dall’anello superiore della Nord, all’anello inferiore, andando a fare quadrato insieme agli gruppi, formando quella che si può definire “la Palermo non tesserata”, che sta svegliando la Nord dal torpore in cui è caduta negli ultimi anni. -Come si evince da quanto scritto nella sezione “Breve storia del tifo palermitano”, il rapporto tra le Brigate Rosanero e i Warriors non è sempre stato dei più idilliaci. Già ai tempi della Serie C a Crotone, nell’85/86, si verificò in curva una furiosa rissa tra palermitani, finita anche sui giornali. Tra Warriors e Brigate Rosanero c’è sempre stato un rapporto di amore e odio, rispetto e diffidenza. Il rapporto, intorno alla metà degli anni ’90 si era fatto teso, per svariati motivi, e la rottura giunse dopo una serie di incomprensioni. Nascevano immancabilmente delle gelosie tra di loro, non era ben chiaro chi comandasse in curva. La fase più critica si ebbe nella stagione 96/97, partita bene ma finita malissimo, con la retrocessione in C1 ed entusiasmi iniziali presto disattesi. Era diventata consuetudine che, dopo ogni partita in casa, la squadra lasciasse il campo tra i fischi e, a fine febbraio, iniziarono le prime contestazioni, col giocatore Caterino aggredito sotto casa. L’indomani vi furono degli scontri allo stadio durante l’allenamento e, come sempre avviene quando le cose vanno male, vennero a galla anche vecchi dissapori. Entrambi i gruppi decisero una linea di comportamento verso la squadra, contrastando il modo di pensare dell’altro. Con la squadra a un passo dalla C, la curva disunita e semideserta, ormai allo sbando, si arrivò all’ultima partita casalinga col Chievo, quando, dal settore degli Warriors vennero alzati striscioni gravemente offensivi verso i calciatori; l’unico a salvarsi fu Massara, che lasciò lo stadio tra gli applausi. Terminato il campionato venne aggredito, davanti lo stadio, un altro giocatore, il portiere Amato. Nella notte tra l’1 e il 2 luglio ’97, uno sconosciuto entrò nella sede dei Warriors e sparò al viso di un ultrà, che in quel momento si trovava da solo, e lo ferì gravemente. Gli inquirenti seguirono la pista dei dissapori, delle liti nel tifo organizzato, ma il passato giudiziario dell’elemento in questione fece supporre che il fatto fosse legato a problemi personali con la malavita. Alcuni mesi prima la sede dei Warriors aveva già preso fuoco, ma venne accertato che si trattava di un episodio accidentale, dovuto alla negligenza di qualche tesserato. Episodi che non si cancellarono facilmente, ma vi fu una riappacificazione per il bene della curva. Nel 2006, poi, a Messina, alcuni appartenenti al gruppo U.C.S. tirarono fuori uno striscione polemico nei confronti della squadra, non all’altezza secondo loro delle promesse precampionato, ma altri tifosi si opposero all’esposizione della scritta e furono botte da orbi, sedate a fatica dalla polizia. Il mercoledì successivo al “Barbera”, prima di un Palermo-Parma, volarono calci,  pugni e anche qualche coltellata. -In Palermo-Ascoli del 21 dicembre 2002 fece la sua comparsa per tre minuti in curva Sud, suscitando grande clamore e accese polemiche, lo striscione su carta “Uniti contro il 41 bis. Berlusconi dimentica la Sicilia”, raggelante messaggio politico targato Cosa Nostra contro il carcere duro per i boss. I poliziotti lo sequestrano subito, ma, durante l’intervento, uno degli agenti viene colpito ad un occhio. Tre i tifosi vengono fermati ed identificati perché sospettati di aver partecipato all’aggressione. -I “vecchi” Warriors erano un gruppo compatto, di matrice nazionalista e tradizionalista, potente nel tifo e nell’impatto coreografico, che ebbe le intuizioni del “Warriors Fans Club”, della fanzine “Warriors News” e del sito Internet (tra i primi ad averlo). -Negli anni ’70, prima dell’affermarsi del fenomeno ultras, la curva era guidata da alcune storiche celebri figure, come “Pinu u tasciu” (in siciliano significa “di cattivo gusto”, estetico e non) e “Vicè u pazzu” (“Vincenzo il pazzo”). Quest’ultimo seguiva la squadra in tutte le trasferte italiane; al suo funerale fu presente anche l’allora presidente Renzo Barbera, che dichiarò: “Non potevo dimenticare una persona che mi ha sostenuto in tutti gli anni in cui sono stato alla guida del Palermo, era il minimo che potessi fare. A ogni viaggio me lo trovavo accanto, mi sentivo il dovere di accompagnarlo in questa ultima trasferta”. -Alcuni tifosi del Palermo, residenti a Solingen, in Germania, hanno fondato una squadra denominata “FC Rosaneri”, mentre in Italia, secondo un sondaggio del 2008, il Palermo può contare su circa 1.470.000 tifosi, posizionandosi nella top 10 delle squadre più tifate. La sola città di Palermo può contare su un grande bacino d’utenza, essendo la quinta città italiana dopo Roma, Milano, Napoli e Torino, per numero di abitanti: 654.000 circa. -Uno dei principali problemi da affrontare, per i palermitani, è da sempre quello delle trasferte, data la posizione geografica svantaggiosa della città, la metropoli più a Sud d’Italia. Anche le trasferte più vicine distano centinaia di chilometri. Solo chi l’ha provato può sapere cosa significa dover partire il sabato mattina, spesso in treno, trascorrere 24 ore di viaggio, assistere ad una partita e ripercorrere lo stesso tragitto, rientrando magari a casa il lunedì pomeriggio. Un aiuto molto importante arriva comunque dalle sezioni ultrà palermitane sparse un po’ ovunque sul territorio nazionale. -Da ricordare senz’altro la già citata trasferta all’Olimpico di Roma del 2011 per la finalissima di Coppa Italia Inter-Palermo, ma torna alla mente anche quella contro la Lazio, sempre a Roma, nell’82/83, con duemila palermitani al seguito e quella di Catania nel ’78, con migliaia di ultras palermitani che invasero la città etnea. Un’altra trasferta memorabile, andando più a ritroso nel tempo, si ebbe nel 1971/72, quando una nave carica di tifosi partì per Napoli, dove, contro il Sorrento, il Palermo conquistò la Serie A, seguito da 10mila supporters. -Il 13 luglio 2012 la tifoseria palermitana è stata riconosciuta come la più corretta della stagione 2011/12, ottenendo il riconoscimento del Trofeo Fair-Play “Gaetano Scirea”, istituito dal Consiglio della Lega di Serie A. -Prima dell’inizio della stagione 2009/10, la società ha ritirato la maglia numero 12, in segno di riconoscimento verso i tifosi palermitani, considerati appunto il 12° uomo in campo. -Col fallimento del Palermo, e la sua radiazione da ogni campionato professionistico o dilettantistico, nella stagione 1986/87 la “Favorita” aprì i battenti solo il 7 dicembre, grazie al presidente della Roma Dino Viola, per un’amichevole tra la squadra capitolina, che scese in campo con la maglia rosanero, e l’Unione Sovietica Olimpica. -Nel 1987/88, in C2, con l’inizio dei lavori di ristrutturazione dello stadio, gli ultras palermitani si spostano in curva Sud, unico settore agibile oltre la Tribuna. -Nel 1996 le Brigate Rosanero decisero, dando il buon esempio, a un anno dalla morte del genoano Spagnolo, di sospendere a tempo indeterminato 19 tifosi, per lo più minorenni, che il 27 gennaio di quell’anno vennero fermati alla stazione di Roma Termini, diretti a Cesena per l’anticipo Cesena-Palermo, per aver pestato l’addetto alla ristorazione. Dopo l’identificazione vennero rispediti a Palermo, senza nemmeno assistere alla gara.

coreografia curva palermo
Una coreografia della curva del Palermo

Liberi pensieri: “Curva Nord orgoglio rosanero” (Pa-Catania 80/81 e altre gare stesso anno), “Rosanero siamo sempre con voi” (87/88), “Catanese maiale Palermo è Mondiale” (Palermo era una delle sedi dove si svolsero i Mondiali di calcio di Italia ’90, Pa-Catania 89/90 a Trapani), “Soda segna il gol della vita x vincere la partita”, (rivolto all’allora attaccante del Palermo, ex-Empoli, Antonio Soda; 1994); “Avete avuto i soldoni?…ora fuori dai coglioni!” (Pa-Chievo 94/95, contestazione alla squadra); “Palermo sacra agli dei, Messina un ghetto per gay” (Pa-Messina 00/01), “-11 minchia ru friddu” (il distacco di punti tra Palermo e Catania, Catania-Pa 00/01); “Noi la Tradizione, voi la razza inferiore” (Palermo-Catania 00/01); “La fiamma della nostra fede illumina la nostra curva” (Pa-Crotone 01/02), “Reggino infame fai puzza di letame”, “Col Messina e la Reggina questo Stretto è una latrina” (Pa-Reggina 01/02); “X i nazionali: cantare l’inno è un onore per pochi…” (Pa-Salernitana 01/02), “Undici ultras per una curva di guerrieri” (Pa-Roma 01/02), “Siete come la lira non valete + niente” (Pa-Perugia 01/02), “La tradizione è una bellezza da conservare…nessuno cancellerà gli ultrà dalle curve italiane!!!” (Pa-Pistoiese 01/02), “Per non dimenticare: onore alle vittime della Foibe”, “Guevara?…uno Che faceva magliette”, “Voi come la Fiorentina…ben cotti alla brace!” (Pa-Livorno 02/03, da notare l’opposta matrice politica); “Il nostro stadio intitolato a chi ha sempre amato squadra e città con passione vera, guidaci dall’alto Renzo Barbera” (presidente del Palermo Calcio dal 1970 al 1980, nel ’90 venne nominato Presidente onorario, dal settembre 2002, a soli 4 mesi dalla sua scomparsa, lo stadio è intitolato a lui; Pa-Siena 02/03); “Inchinatevi al capoluogo!!!” (Pa-Messina 03/04), “Noi in A con onore e sacrifici, voi passando x gli uffici” (Lazio-Pa 04/05), “+stornelli –tornelli”, “+decreti –spettatori”, “Noi qui a sostenerti per chi non può vederti” (Pa-Empoli 05/06); “Vincere per chi è a firmare” (Siena-Pa 05/06), “Parli di ultras da diffidare, ci controlli se andiamo a firmare, ma zingari e clandestini fanno quello che gli pare” (Pa-Chievo 05/06), “Uefa: per noi ultras un sogno realizzato, per voi tifosi un evento snobbato!” (Pa-Lokomotiv Mosca, C. Uefa 05/06), “Verità su Verona-Brescia. Giustizia per Paolo” (Pa-Cagliari 05/06), “Giocate il vostro derby con la Reggina…noi aspettiamo il Catania!!!” (Messina-Pa 05/06), “Disprezzo totale x il tifoso occasionale!!” (Pa-Treviso 05/06), “Bastardi…i bambini non si toccano!!”, “In un Italia da recuperare pensate solo a diffidare!!” (Pa-Ascoli 05/06); “Palermo: grande ed immensa città, una storia, una cultura, dei colori rappresentati da pochi ultras e da gente che di mentalità non ne sa proprio niente!!!”, “Zamparini fuori dalla Lega!”, “Non saremo mai come voi…servi di nessuno!” (Pa-Messina 05/06); “Rispetto per chi muore per la patria”, “Accolto cresciuto osannato, da vero porco te ne sei andato” (forte contestazione all’ex Luca Toni, passato dalla maglia rosanero a quella della Fiorentina; Pa-Fiorentina 05/06); “Ti abbiamo cercato, ti abbiamo trovato ma come un coniglio sei scappato”, “Un presidente servo di Moggi, questa la Reggina dei giorni d’oggi!!” (Pa-Reggina 06/07); “Ti odio in tutte le lingue del mondo”, “All’Agip con i cesenati ci avete affrontati e siete scappati!”, “La tua vera dannazione? guardarci il giovedì in televisione!!” (Pa-Catania 06/07); “Ci potete negare lo stadio e la libertà ma nessuna legge speciale potrà impedirci di essere ultrà”, “Fieri e orgogliosi di essere terroni”, “Gigi vive, adesso più di sempre domani più di adesso” (Pa-Atalanta 06/07); “Il primato ci fa sognare…ma ogni domenica c’è una battaglia d’affrontare!!”, riferito al 1° posto in Serie A che occupava il Palermo in quel periodo, “Per i nostri colori…per i nostri ideali…e per tutti quelli che presto torneranno al nostro fianco combattiamo e non molliamo” (Pa-Torino 06/07); “Accusati di niente ma colpevoli di essere ultras”, “Il tuo tricolore non ha valore” (riferito allo scudetto 05/06 assegnato all’Inter al tavolino, anche se vinto dalla Juve sul campo, per via della vicenda di Calciopoli; Pa-Inter 06/07); “Né destra né sinistra solo Palermo”, “Del Livorno me ne frego”, “Fischi l’inno nazionale sei bastardo e un infame” (Pa-Livorno 06/07); “Sempre in prima linea a portare avanti una passione…onore a te Tradizione” (riferito all’ex gruppo romanista “Tradizione Distinzione”, Pa-Udinese 06/07); “Quando avranno finito di diffidare tutti noi…inizieranno a diffidarsi fra di loro!”, “75 anni di gioie e dolori, una storia ogni partita onore a te gloriosa ‘Favorita’”, “Ti credi ultras ma…vendi ‘l’ideale’ nei tuoi negozi in città” (Pa-Lazio 06/07); “Primi o ultimi in C2 o in A da 30 anni sempre presente in questa fogna di città!”, “Vi piace parlare di mentalità, andate a farvi le ossa poi si vedrà” (Catania-Pa 06/07); “07/10/04 Gigi vive: il tuo ricordo indelebile nel tempo” (per un ultrà prematuramente scomparso, Pa-Reggina 07/08); “Noi non dimentichiamo, giustizia per Gabriele”, “Pretendiamo 11 leoni” (Pa-Cagliari 07/08); “Senza voi…non è derby per noi!” (vista la trasferta vietata ai catanesi, Pa-Catania 07/08); “Sensi nel cuore” (riferito alla scomparsa, nell’agosto 2008, dell’ex presidente di Roma e Palermo, Franco Sensi; Pa-Roma 08/09). “Un abbraccio a Calaiò” (giocatore nato a Palermo, all’epoca al Siena; Pa-Siena 08/09); “Questa è Coppa nostra”, parafrasando il mafioso “Cosa nostra”, “Storia a pagina 2011” (stendardi in Palermo-Inter, finale di Coppa Italia 2010/11, a Roma); “Megghiu un cannolo che centu ricciarelli” (stendardo Siena-Pa 11/12), “Un altro angelo è volato in cielo…ciao Francesco” (Pa-Milan 11/12), “Trasferte libere” (Pa-Catania 12/13), “11.11.07: Gabriele Sandri vive. La Palermo non tesserata” (Pa-Sampdoria 12/13, esterno stadio), “Ovunque tu sarai…non ti scorderemo mai” (per Roberto, scomparso nel febbraio ’14, 13/14), “Teniamo in alto il tuo ricordo, Massimo sempre con noi” (Pa-Modena 13/14).

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