La Triestina

La Triestina

Riparte il campionato e ci attende la trasferta di Trieste. Parleremo dunque di questa città come nostra consuetudine quando gli azzurri giocano fuori casa.   Trieste è una città di oltre 208.620 abitanti e si trova in Friuli Venezia Giulia, di cui è il capoluogo reg

Riparte il campionato e ci attende la trasferta di Trieste. Parleremo dunque di questa città come nostra consuetudine quando gli azzurri giocano fuori casa.

Lo stemma di Trieste 

Trieste è una città di oltre 208.620 abitanti e si trova in Friuli Venezia Giulia, di cui è il capoluogo regionale.

 

Posta sulla costa friulana, nel cuore del Golfo di Trieste, la città sorge al confine con la Slovenia.

Le origini di Trieste sono antichissime e le prime attestazioni della presenza dell’uomo in questa zona risalgono alla preistoria.

Nel II secolo a.C. divenne colonia romana ed assunse il nome di Tergeste, e vi rimase fino alla caduta dell’Impero Romano.

A questa data fu conquistata dai Bizantini e successivamente passò sotto la giurisdizione dei Franchi.

Dopo alcune lotte contro Venezia per l’indipendenza, Trieste decise di assoggettarsi all’Impero Austro-ungarico, sotto la quale rimase fin tutto il XIX secolo.

All’inizio del XX secolo la città, insieme a Trento, divenne il simbolo dell’irredentismo, che voleva che le due città fossero annesse al neonato regno d’Italia;
ciò avvenne solamente alla fine della I Guerra Mondiale, anche se alcuni città come Fiume e i territori della Dalmazia, dichiaratamente italiani, furono assegnati alla Jugoslavia.

Durante la II Guerra Mondiale Trieste fu, suo malgrado, al centro delle cronache mondiali, in quanto nelle vicinanze della città vi era l’unico campo di concentramento in Italia con forno crematorio: la Risiera di San Sabba (oggi museo e monumento nazionale).
Da qui inoltre partivano i deportati destinati ai compi di sterminio della Polonia e della Germania.

Al termine del secondo conflitto mondiale Trieste fu dichiarata dall’Onu Territorio Libero, ossia uno stato a se diviso però in due zone, una sotto il dominio italiano ed una sotto quello jugoslavo.
Tale situazione di incertezza rimase fino al 1975, quando i due stati firmarono il Trattato di Osimo, in cui si dichiarava che tutta la zona B (l’attuale Istria) passava di diritto sotto i possedimenti dello stato jugoslavo, mentre Trieste e tutta la zona A era sotto la giurisdizione italiana.

Oggi Trieste è uno dei maggiori porti dell’Adriatico e per secoli ha rappresentato l’unico sbocco sul Mediterraneo per l’impero Austro-ungarico.

L’economia della città è molto variegata e va dalle attività industriali al turismo.

San Giusto, festeggiato il 3 novembre, è il patrono di Trieste.

 

Visitare Trieste equivale a fare un viaggio indietro nel tempo e nella storia.

 

Nel bel centro storico della città si trovano infatti molti edifici storici, ricchi di fascino e di bellezze artistiche. Una tappa per forza di cose va fatta al castello di Miramare che con la sua mole bianca si staglia fiero ed imponente sulla costa.

Merita davvero anche la basilica di San Giusto che è il maggiore edificio religioso della città e sorge su uno dei luoghi simbolo di Trieste, il Colle san Giusto.
La basilica fu edificata nel XIV secolo sui resti di un antico edificio di epoca romana e le due navate della basilica sono nate dall’unione di due chiese, San Giusto a destra e l’Assunta a sinistra.

 

Dopo la visita alla città ci attende la sosta gastronomica, e per chi vorrà recarsi a Trieste consigliamo la trattoria “Leban” in località Basovizza, dove si possono gustare i piatti della cucina tipica, tra cui la Jota, una minestra con fagioli e crauti;
gli Gnocchi di susini, un primo agrodolce in cui si incontrano patate e prugne;
gli Gnocchi di pane, preparati con pane, uova e prosciutto;
la Porzina con capuzi, che non è altro che carne di maiale lessata e servita con crauti, senape e kren (ossia la radice del rafano);
il goulash, una minestra di chiara derivazione araba preparata con cipolla, carne e peperoncino.

 

Adesso non resta che recarsi allo stadio, il “Nereo Rocco”.

L’impianto dispone di 32.304 posti, per il 90% coperti. La struttura è scavata rispetto al livello del terreno. La copertura è stata realizzata in acciaio e costituita da quattro travi portanti, poggianti su quattro torri disposte agli angoli del terreno di gioco aventi lunghezza di 87 metri. Il completamento della stessa doveva inizialmente avvenire con un sistema di tensostrutture, sostituite poi da policarbonato.Tutti questi accorgimenti servono per proteggere il campo da gioco dai refoli della bora.

All’interno delle tribune sono state ricavati, oltre a spazi per ufficio, anche una palestra per il riscaldamento pregara nonché una pista coperta per l’atletica leggera lunga 100 m.

L’impianto venne inaugurato all’attività sportiva il 18 ottobre 1992 con il match valido per il campionato di Serie C1 Triestina-Vis Pesaro, terminato 1-0 per gli ospiti.
L’inaugurazione ufficiale e l’intitolazione avvenne con l’incontro valido per le qualificazioni ai mondiali di calcio Stati Uniti 1994 Italia-Estonia 2-0, il 14 aprile 1993.

 

(Nel video la promozione della Triestina nel 2002 contro la Lucchese)

A.C.

 

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