Nasce FUORI GIOCO di Fabrizio Fioravanti

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FUORI GIOCO Un viaggio dove finisce il rettangolo verde   Capitolo 1 L’Empoli FC e gli stranieri     Iniziamo oggi un viaggio che ci porterò fuori dal campo di gioco. Parleremo dei ragazzi che giocano nell’Empoli perché ci interessa anche sapere chi sono fuor

FUORI GIOCO

Un viaggio dove finisce il rettangolo verde

 

Capitolo 1

L’Empoli FC e gli stranieri

 

 

Iniziamo oggi un viaggio che ci porterò fuori dal campo di gioco. Parleremo dei ragazzi che giocano nell’Empoli perché ci interessa anche sapere chi sono fuori dal campo, conoscere le loro storie, ascoltarne il cuore. Perché pensiamo (e questa è per fortuna anche la filosofia dell’Empoli FC) che prima che calciatori si debba essere uomini.

Noi è di questo che vogliamo parlare. Iniziamo insieme un viaggio verso quello che il calcio può raccontare fuori dal rettangolo verde perché questo sport straordinario può regalare emozioni anche senza il pallone che gonfia la rete. Perché il calcio è un racconto che per essere detto non sempre ha bisogno del pallone e della partita.

PE inizia con gli “stranieri” . Detta così la parola suona ma non facciamoci fregare dalle parole: siamo noi a dar loro un contenuto ed a renderle buone o malevole, dolci o perfide. Dopo tutto questo parlare (e spesso sparlare) di extracomunitari, comunitari, permessi di soggiorno ecc..ecc…volevamo sapere come l’Empoli affronta questa realtà e i problemi che ne derivano. E poi volevamo ascoltare loro, i ragazzi. Lo abbiamo fatto e credo che quello che ci hanno detto è straordinario. Lo leggerete nelle interviste che abbiamo fatto e che pubblicheremo prossimamente.

Abbiamo trovato ragazzi determinati ma non per questo arroganti…anzi! A volte nei loro occhi qualche lampo di nostalgia per la loro terra lontana…ma subito lo sguardo al futuro…nel quale vogliono dire la loro.

Ma quanti sono gli “stranieri” nelle squadre giovanili dell’Empoli FC?  Al 31 ottobre 2010, sono 8, su un totale di 226: appena il 3,54% sul totale. Ma molti sono quelli, come si dice, di seconda generazione, nati in Italia da genitori immigrati. Sono empolesi a tutti gli effetti, dicono “deu una sega” come sei si fosse in via del Giglio e capisci la loro origine dal colore della pelle, dai lineamenti, a volte dal nulla…ma solo perché portano un cognome che italiano non è.

Prossimamente parleremo anche con loro.

Ringrazio davvero lo staff di tutto del settore giovanile azzurro, come sempre estremamente disponibile, attento, preciso. Ringrazio Andrea Innocenti, il “capo”, perché ogni volta che si parla con lui si scopre sempre qualcosa di nuovo sul calcio giovanile e perché le cose che ti dice non sono mai banali e scontate. Ringrazio Luan Menegaz e Paoul Thiongo con i quali questo viaggio comincia e che si sono prestati a fare da apripista. Ascoltarli mi ha regalato emozioni profonde e spero che le stesse le proveranno i nostri amici di PE quando leggeranno le loro parole…che ho lasciato volutamente nella loro dizione a volte incerta…nella loro costruzione grammaticale non sempre esatta…perché volevo che restituissero a chi legge, per quando possibile, la loro verità.

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