Cambierà il calcio in Europa e, probabilmente, anche nel resto del mondo.

Questa mattina alle 9.30 si è riunita la Corte di Giustizia Europea (CGUE) che ha accolto il ricorso presentato dalla European Superleague Company il 27 maggio 2021.

Tutti gli appassionati di calcio ricorderanno il 19 aprile 2021, quando 12 Società di calcio (Atletico Madrid, Arsenal, Barcellona, Chelsea, Inter, Juventus, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Milan, Real Madrid e Tottenham) decisero che avrebbero fondato una Superlega in evidente contrapposizione alla UEFA – e, in conseguenza alla FIFA – che si era da sempre attribuita la competenza esclusiva nell’organizzazione di competizioni europee per club proibendo altre analoghe competizioni da parte di altre organizzazioni, condannando anche a pene severe chiunque avesse contravvenuto a ciò. La querelle durò solo poche ore perché poi quasi tutte le Società fecero marcia indietro. Ma la A22 SportManagement, la società che cura il progetto Superlega, non si dette per vinta e il suo CEO, il tedesco Bern Reichart, incaricato nell’ottobre 2022, da un lato  ha ridefinito il progetto Superlega e dall’altro ha svolto una intensa attività diplomatica per cercare di affermare un assunto: che il monopolio del calcio da parte dell’UEFA non è più compatibile con i principi dell’Unione Europea.

La CGUE, con la sentenza di poche ore fa, ha dato ragione ai ricorrenti e ha riconosciuto l’esistenza di un “abuso dominante di FIFA e UEFA” nell’organizzazione delle competizioni calcistiche. Si apre dunque alla possibilità di una creazione di qualsiasi competizione internazionale da parte di qualsiasi soggetto. In sostanza la Super League è legittima, così come qualsiasi altro soggetto potrebbe contattare squadre di calcio per organizzare una lega parallela a UEFA o FIFA senza che queste entità possano incorrere in sanzioni per i club che deciderebbero di farne parte.

Qualcuno paragona la portata di questa sentenza a quella che nel dicembre del 1995 fu definita la ”Sentenza Bosman” che  rivoluzionò per sempre il calciomercato, permettendo ai giocatori a fine contratto di spostarsi liberamente in un altro club.

Queste le parole riportate dalla stampa pronunciate da Bernd Reichart appena subito dopo la sentenza: “Abbiamo ottenuto il Diritto di Competere. Il monopolio UEFA è finito. Il calcio è LIBERO. I club sono ora liberi dalla minaccia di sanzioni e liberi di determinare il proprio futuro. Per i tifosi: Proponiamo la visione gratuita di tutte le partite della Super League. Per i club: Le entrate e le spese di solidarietà saranno garantite”.

Il calcio cambierà questo è certo. Ma come?

Quello che da questa vicenda emerge è tuttavia un assunto che si va da anni facendo sempre più chiaro: il calcio, nonostante la retorica che lo circonda, ormai non è più sport ma è solo business. Sono i milioni che muovono il calcio, almeno ad alto livello. Rimarrà sempre più un calcio per le TV, con tante partite giocate, con la qualità del gioco sempre più scadente, con le solite che vinceranno sempre, con i procuratori che continueranno a fare il bello ed il cattivo tempo, con giocatori superpagati e spesso scarsi, con una frattura sempre maggiore, ormai insanabile, tra il calcio delle Serie maggiori e l’altro professionistico, per non parlare dei Dilettanti, per non parlare dei Settori Giovanili.

Via verso il calcio del futuro! La domanda è: quanto potrà durare? Fino a quando i tifosi…pardon, i clienti…saranno disposti ad essere parte passiva e sfruttata di un circo mediatico teso solo a far soldi sacrificando passione e sogni?

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14 Commenti

  1. Francamente mi sto sempre più stancando di questo calcio…. seguo l’Empoli e basta, ma quando sarà difficile farlo, credo che passerò ad altro….

  2. Da una parte sarei contento: ma ve lo immaginate un calcio nuovamente libero da Milan Inter Juventus? Una coppa Italia aperta fino alla D! E loro si fanno le loro partite in Arabia … Sarebbe davvero un sollievo…

    • Ladri d’Italia ecco cosa siete brutti gobbi , voi e le milanesi avete rovinato il calcio italiano, iniziò il berlusca con i suoi ingaggi miliardari e l’altra milanese , speriamo che vi facciano sparire da tutti i campionati.

  3. Comunque se non mi sbaglio le super leghe non ci sono già nel basket, negli altri sport o sbaglio? E partecipano squadre di città molto più piccole di Empoli e con strutture moderne ed efficienti o sbaglio? E i campionati italiani li giocano lo stesso o mi sbaglio? La mia è una considerazione, poi sicuramente mi sbaglierò ma non vedo cosa ci combina ora dire che magari non si farà più nemmeno una curva per colpa della super lega….non si fará mai nulla purtroppo perché il corsi non ci vuole spendere un euro. Do ragione purtroppo a quel bisc…ro di gobbo che dice di non voler più venire a giocare in campi allucinanti come il nostro!

  4. Come mai allora negli altri sport sono già presenti le euroleghe o super leghe e dominano squadre di città molto più piccole di Empoli con palazzetti nuovi ed ultra moderni?

    • Che ti sembra che il basket sia una cosa seria? Pagliacciate. Una sola retrocessione o zero in America. Campionato che non sa di niente. Praticamente 30 amichevoli in attesa dei play off. In America 82 partite di nulla prima degli spareggi. E super lega altri Campionato di 38 partite ma non ti qualifichi x meriti sportivi che derivano dal campionato. No, è su invito. Questo è sport secondo te?

  5. La sentenza della CGEU non poteva essere diversamente; le conseguenze però potrebbero essere drammatiche e tali da sconvolgere il tutto, persino i campionati nazionali.
    Ma alla fine non credo che la Super League si farà nei termini e regole già previste dalla A22 (64 partecipanti, divise in 3 league) per il semplice motivo che le federazioni e le singole società non vorranno assolutamente perdere l’interesse per i campionati nazionali, e gli oneri e le risorse impiegati per partecipare a questa nuova league, non saranno mai compensati dagli introiti previsti.
    Probabilmente, si farà solo una Star League, però fine a se stessa, per un numero limitato di grosse società, che cercheranno di rimpinguare le casse così piene di debiti, e anche tentare di opporsi al fuggi fuggi di tanti giocatori a fine carriera verso i paradisi fiscali dell’Arabia Saudita; ma anche in questo caso non so se a queste grosse società, converrà fare questa scelta, e eventualmente rinunciare alle attuali league europee.
    La passione sportiva e gli stessi tifosi, alla fine avranno ancora la meglio, e non potrebbe essere altrimenti, perchè il calcio non sarà mai e poi mai solo business.

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