Le prime due giornate della Serie A 2016-2017 sono andate in archivio e con loro anche un dato preoccupante: un fortissimo calo di spettatori, con un meno 8% rispetto all’affluenza media dei primi due turni nelle ultime dieci stagioni del nostro campionato.

Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Studi di DynamiTick sulla base dei dati ufficiali comunicati da tutti i club relativi all’andamento delle prime due giornate della Serie A italiana nelle ultime dieci stagioni. Gli spettatori che, in questo inizio di campionato hanno seguito la propria squadra del cuore allo stadio, sono stati solo 426.388, che fa registrare un meno 5% rispetto alla passata stagione. Addirittura c’è un 9% in meno rispetto al campionato 2014-2015, con 466.640 spettatori

Gli impianti fatiscenti non aiutano e anche la percentuale di riempimento degli stadi nelle prime due giornate ha toccato il livello più basso raggiunto negli ultimi dieci anni, con il 51%. C’è un calo del 2% rispetto alla scorsa stagione e del 4% rispetto a due anni fa. Il calo delle presenze allo stadio, naturalmente, incide anche sulla vendita dei tagliandi. Le prime due giornate della nuova stagione hanno messo insieme 405.549 biglietti invenduti, ovvero il 49% dei ticket disponibili: un dato ampiamente negativo che deve far riflettere. Solo nella stagione 2013-2014 si registrò una situazione analoga a quella che si è verificata quest’anno.

1 commento

  1. E che vi sorprendente? Con 15 euri al mese si vede tutto il campionato di A dal divano, senza tornelli, acqua, vento e possibilità di tafferugli vari. Chi ha una famiglia rimane a casa. Facciamo stadi più confortevoli Dove passarci un pomeriggio è piacevole!

    • I fattori che allontanano la gente dallo stadio sono molti. Bisognerebbe che chi dà i dati tentasse anche di fare un’analisi. Invece niente.

  2. Allo stadio è tutta un’altra cosa, ma per rendersene conto bisogna venirci…e penso che la voglia di venirci l’abbiano fatta passare a parecchi a priori: solo per fare il biglietto manca che ti chiedano pure gli esami del sangue, gli impianti sono scomodi da raggiungere e fatiscenti…non mi sento di condannare chi se ne resta in poltrona.

  3. io abito fuori empoli e finisco di lavorare alle 20 ………..col crotone lunedi 20 45 anche con l’inter si gioca di mercoledi sempre alle 20 45 ……..vorrei fare l’abbonamento ma come cavolo fo maremma accidenti allle tv

  4. Se le partite fossero alle 15 come qualche anno fa tutto sarebbe molto più semplice…mettono le partite ad orari e giorni diversi ed è per questo motivo che le persone non vanno allo stadio…magari anche solo per impossibilità a recarsi allo stadio di lunedì sera alle 20 45.
    Inoltre sicuramente gli stadi scoperti sono un altro fattore.
    Forza Empoli ora e Sempre !

  5. A empoli viviamo un momento di ottimismo ed entusiasmo per quanto riguarda il calcio (e solo quello purtroppo!), Ma a livello nazionale, come sistema, questo sport e’ in crisi profonda, non solo di risultati ma anche a livello di interesse generale. Se nn cambiano qualcosa, tra 10~15 anni gli stadi potrebbero essere anche completamente deserti. Mancano infrastrutture, cultura sportiva, un marketing adeguato e in perfetto stile italiano, mancano investmenti sui giovani. Chi ama il calcio non rimane a casa sul divano, ma se gli stadi cadono a pezzi, le partite non sono divertenti ed il mercato milionario diventa piu’ importante del campionato la gente giustamente sta a casa

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