L’Empoli giocò la sua ultima gara a Carraia il 19 maggio 1929. Fu una vittoria nel derby con la Robur Siena che valse agli azzurri la promozione in Prima Divisione, una “categoria paragonabile all’odierna serie C” (1).

In città era tornata di attualità la necessità di spostare il Campo Sportivo in una zona più centrale della città che si individuava  in piazza Guido Guerra, dagli empolesi conosciuta come “il Piaggione” (nome derivato dallo spiaggione una volta presente nella più ampia golena del fiume e parzialmente interrato a metà Ottocento). Lì d’altra parte già da tempo si giocava anche al calcio, tanto che in un articolo de “Il Piccolo Corriere del Valdarno e della Valdelsa” del 31 luglio 1921 si scrive che in Piazza Guido Guerra “nel campo del Football hanno avuto luogo interessantissime gare, con l’intervento di un pubblico numerosissimo”.

Ma perché in Piazza Guido Guerra?

Piazza Guido Guerra era un luogo dove già da diversi anni si praticavano diversi sport. I quotidiani ed i periodici dell’epoca ne danno frequenti notizie. Nello Sferisterio, che aveva spazio nella Piazza, da anni la squadra locale di Tamburello giocava le sue gare interne. Dal 1988 era stato spostato lì l’Ippodromo che prima era nel Piazzale Umberto I° (l’attuale Piazza Matteotti) nel quale si disputavano con una certa regolarità importanti gare ippiche di trotto e talvolta di galoppo.

La piazza, come si vede dalla foto in copertina –  risalente probabilmente ai primi anni del ‘900 –  si presentava come un’area di diversi metri quadrati, a prato (dove si vedono panni ad asciugare), circondata da un anello ovale in terra battuta che si sviluppava in lunghezza tra la via che costeggia la piazza (la stessa via di oggi, sulla quale si affcciano negozi, bar e abitazioni private) e l’Arno. Quella era probabilmente la pista per le corse dei cavalli. L’ Ippica sarà uno sport seguito ad Empoli e lo fu ancora per diversi anni, almeno fino agli inizi degli anni ‘30’. Ne vediamo un esempio in questa bella foto della Collezione Pagli-Lari che abbiamo ripreso dal sito www.dellastoriadempoli.it 

 La pista dell’Ippica era a volte usata anche per gare di ciclismo, come ci raccontano due trafiletti su“Il Piccolo Corriere del Valdarno e della Valdelsa” del 9 luglio 1922 e del 23 luglio 1923.

Oltre alla pista per l’Ippica, lo abbiamo detto, c’era in Piazza Guido Guerra anche uno Sferisterio nel quale la locale squadra disputava le sue gare interne.

Sappiamo da un verbale della Commissione comunale di Vigilanza del 16 ottobre 1932 (2) che vi era una pista recintata in legno e delle tribune. D’altra parte il Tamburello era uno sport che vantava una lunga tradizione ad Empoli e la squadra empolese era in quegli anni tra le migliori d’Italia, tanto che vinse il titolo italiano per due anni consecutivi, nel 1931 e nel 1932.

Non era ovviamente assente il calcio, come testimonia l’articolo de “Il Piccolo Corriere del Valdarno e della Valdelsa” che abbiamo citato prima e come scritto già quando abbiamo parlato del Campo dell’Abetone dal quale a volte, per motivi vari, l’Empoli si spostava per disputare gare proprio al Campo di Piazza Guido Guerra.

Rimane da sapere come ed in quale punto della Piazza fosse questo campo. Purtroppo tra le foto d’epoca, fatte salve alcune che ci aiutano a collocare ragionevolmente la pista per le gare di Ippica, non ne abbiamo trovate che documentino né l’ubicazione dello Sferisterio né soprattutto, per quello che ci  interessa, quella del Campo Sportivo. Cerchereno di dare una risposta a ciò in seguito, esponendo tra poco una nostra ipotesi.

Tornando allo spostamento del Campo anche la stampa locale ci mise del suo nello spingere ad abbandonare il Campo di Carraia per spostarsi nella più comoda e centrale Piazza Guido Guerra. Lo vediamo in un articolo a firma di Umberto Cecchi, pubblicato ne “La Nazione – Cronaca di Empoli” del 4-6 agosto 1929 che riportiamo quasi integralmente perché ci dà la misura del contesto sociale e politico e degli umori cittadini  nel quale fu poi maturata, di lì a poco, la decisione di spostare il Campo Sportivo.

“Continuando la nostra serie di articoli in cui abbiamo preso a trarre le questioni che interessano in modo vitale l’Empoli F.C. oggi spezzeremo una lancia a favore del nuovo Campo Sportivo….(omissis)….Al principio della passata stagione sportiva nei circoli sportivi cittadini si parlava con insistenza e con una certa frequenza che il campionato si sarebbe svolto in piazza Guido Guerra, poiché là avrebbe dovuto sorgere il nuovo campo sportivo…..(omissis)….Il Campionato fra un mese sarà nuovamente a bussare alla porta ed il Campo…è solo nell’immaginazione del cittadini….(omissis)….Lo sport sorretto ed aiutato dal Governo Fascista, lo sport che è emanazione diretta del Partito, non può e non deve nella nostra città languire, ma avere quelle necessità che occorrono perché sia ben curato e sorretto dalla folla. Noi rivolgiamo perciò il nostro pensiero al Podestà e Segretario Politico del Fascio, Avv. Vitruvio Cinelli, perché risolva quanto abbiamo esposto…..(omissis)…. Il Campo di Carraia è troppo distante dal centro della città e con strade di accesso, specie nelle giornate piovose invernali, poco praticabili, in modo che la fruizione dello sport come propaganda, continuando a lasciare il campo in  tale località, è destinata al fallimento più completo. Solo un ristretto numero di persone, legate indissolubilmente al Giuoco del Calcio,  per passione e per fede, calcano tale terreno, ma la massa ne è assente perché, com’essa dice per indicare il luogo, non andrà “laggiù”. Con questo stato di cose si comprende benissimo e facilmente come ne risenta in modo rilevante la parte finanziaria e gli incassi non soddisfino i dirigenti, i quali così si vedono mancare la parte maggiore di introiti. Trasportando invece il campo dalla località di Carraia a quella centrale di piazza Guido Guerra è nostra convinzione che per lo meno un pubblico triplicato si recherebbe domenicalmente ad incitare i propri beniamini e gli inassi sarebbero assai più rilevanti e tali da procurare meno preoccupazioni finanziarie alla società.

Una necessità oggi si impone: il Campo Sportivo!

Dal momento che esiste un progetto del Campo del Litrorio sulla Piazza Guido Guerra, perché non allestire e render pronto per il prossimo settembre il Campo per il foot-ball?

In tale località per la sua ubicazione, un grande vantaggio ne risentirebbe il nostro sport calcistico. Perché non attuare un’opera che farebbe gioire tanti cittadini e risolverebbe una questione di vitale importanza per l’Empoli F.C.?

Perché costringere la nostra società calcistica a fare delle spese non indifferenti per allestire il campo di Carraia al Campionato di 1° Divisione?

Ebbene, si cominci l’opera ed il paluso nostro e quello di tutti gli sportivi vada sinceramente ed entusiasticamente al cav. Cinelli che regge le sorti della nostra città e dell’Empoli F.C.”

Le cose cominciavano a muoversi. In una lettera al Podestà (3) da parte dell’Ing. Torrini (Capo dell’Ufficio Tecnico del Comune di Empoli) che non ha data ma che possiamo ragionevolmente ritenere essere della seconda metà del 1929, si fa presente  che la formazione di un campo sportivo in luogo diverso dallo Sferisterio comporta la necessità dell’acquisto di materiale di riempimento per “aumentare 27 metri di larghezza per tutta la lunghezza della piazza” . L’Ingegnere conclude “Quindi per costruire il campo per il calcio indipendentemente dal giuoco del tamburello occorrerebbe oltre la somma già stanziata ancora la somma di Lire 11.000” . Lo stesso Ingegnere il 3 settembre scive sempre al Podestà che i soldi anticipati (5.000 lire) non sono bastati e che “per completare definitivamente il campo con riempimento con sopra uno strato di terrone si prevede una spesa certamente non inferire a lire 10.000”(4).

Il 4 settembre il Podestà di Empoli, letto il rapporto dell’Ufficio Tecnico, decide di sistemare la piazza “prima che possa essere danneggiata dalle pioggie invernali che potrebbero anche impedire il transito nella via adiacente”e decide perciò di investire una ulteriore spesa di 1.500 lire.

I problemi finanziari sembrano però risolti perché il 20 ottobre 1929 “ ha luogo solennememte l’inaugurazione del nuovo campo sportivo – ampio e bellissimo campo! – dell’Empoli F.B. che è stato impiantato in Piazza Guido Guerra, luogo centrale e molto indicato allo scopo”. (5) E l’inaugurazione coinide con la prima partita del Campionato di Prima Divisione dove l’Empoli è stato promosso: ospite la Pro Lissone, sarà uno 0 a 0.

Per quanto riguarda l’ ubicazione del Campo nella piazza ci siamo affidati alla foto che abbiamo messo in copertina ed a quelle qui sotto, che abbiamo ripreso dal libro di Carlo Fontanelli (6).

Il Piaggione – Empoli – Imperia del 11.11.1931

Il Piaggione – Formazione Empoli Stagione 1930-31

Abbiamo inoltre cercato di confrontare la collocazione delle tribune delle foto in ambito attuale e crediamo che il campo fosse collocato in lunghezza seguendo, in senso longitudinale, la pista dell’ippica. La  tribuna era spostata verso la parte est della piazza, in pratica tra l’edificio (che esiste ancora oggi, c’èuna Birerria) con la torretta e la attuale SS 67. Una due porte era con alle spalle l’attuale Viale Petrarca e l’altra il Palazzo delle Esposizioni.

La larghezza della piazza allora consentiva questo posizionamento del campo e c’è da tenere presente che comunque c’era pur sempre lo Sferisterio, che aveva un suo spazio.

E che su “il Piaggione” vi fossero entrambi i campi, quello dello Sferisterio e quello per il calcio, è attestato dal verbale della “Commissione di vigilanza sui teatri e cinematografi” del 15 ottobre 1932 (7). Intanto qui si parla di due “piste”, quella del tamburello e quella del calcio, e questo ci dice della separazione dei due spazi per i due sport. In seguito, dopo aver validato la regolarità delle opere realizzate sulle tribune e la recizione in legno della pista del Tamburello, si può leggere “per il giuoco del calcio (le tribune, n.d.r.)sono state consolidate nel modo indicato col verbale del 24 novembre 1931 ed è quindi da revocare la limitazione del numero dei posti delle dette tribune, che erasi dovuta prescrivere col successivo precedente verbale”. La conclusione a cui giunge la Commissione è che “l’intero Campo Sportivo Guido Guerra allo stato attuale presenta sufficienti garanzie di sicurezza e perciò i sottoscritti sono di parere che possa essere rinnovato il relativo permesso di agibilità per ambedue i giuochi sopracitati…”

Due spazi distinti quindi, delimitati da recinto in legno ed entrambi con proprie tribune, in legno pure quelle.

Negli anni di Piazza Guido Guerra l’Empoli ebbe una ininterritta permanenza nel Campionato di Prima Divisione (l’abbiamo scritto, come la Serie C di oggi).

Un fatto signifciativo si verificò nella stagione 1931/32 quando l’Empoli chiese ed ottenne dalla FIGC di poter cambiare la sua denominazione sociale passando da Empoli FBC (Foot Ball Club) ad ASF Empoli, dove ASF stava per Associazione Sportiva Fascista. Denominazione che portò fino alla Stagione 1935/36, l’ultima che gli azzurri giocarono al “Piaggione” e neppure per intero. A dicembre del 1935 la Dirigenza decise infatti di ritirarsi dal Campionato. “Motivo ufficiale, la partenza di molti giocatori per l’Abissinia, motivi ufficiosi crisi economica e chissà cos’altro, Per l ’Abissinia infatti di giocatori empolesi non partì praticamente nessuno” (8).

Perciò l’ultima partita giocata al Campo di Piazza Guido Guerra fu Empoli – Imperia del 1 dicembre 1935, 9° giornata di Campionato.

Nonostante le difficoltà della Società a Empoli la voglia di fare calcio c’era ancora e la Società non si era disciolta. Fu nominato Presidente il Cav. Antonio Del Vivo e venne costitita una nuova Società: Dopolavoro Empolese (chiamata anche con il solo aggettivo, Empolese) . Sfruttando i titoli sportivi della vecchia Società, l’Empolese fu iscritta al Campionato di Prima Divisione Toscana. Lo avrebbe disputato però dopo quasi un anno, sul nuovo Campo Sportivo che si stava costruendo  in località Naiana, l’ex “Carlo Castellani”.

Mentre ancora si giocava in Piazza Guido Guerra, in Comune si pensava già a costruire un nuovo stadio. Ne fa fede una nota dell’allora Commissario Straordinario del Comune del 25 luglio 1930 con la quale invita il Capo dell’Ufficio Tecnico del Comune, Ing. Alfredo Torrini, a far parte della Commissione istituita per determinare l’area per la costruzione del nuovo Campo Sportivo. E qualcosa si mosse tanto che nel gennaio 1933, prima la Consulta Municipale e poi un atto del Podestà, approvarono il progetto per la costruzione di un nuovo campo sportivo da destinare anche alle altre attività ed esercitazioni sportive. La stranezza di tali atti che il luogo individuato, per una serie di motivazioni di ordine economico ed urbaniustica, era ancora Piazza Guoda Guerra. Il progetto approvato con atto della Consulta Municipale del 18 gennaio1933 e successivamente con deliberazione del Pidestà n. 917 di tre giorni dopo (21 gennaio 1933) prevedeva lavori da esguire sulla Piazza in tre lotti diversi:

1) Scavi, riempimento ed opere ordinarie di muratura;

2) costruzione della tribuna coperta e delle gradinate in cemento armato;

3) costruzione della casotta per la distribuzone dei biglietti e di due pozzi di trivellazione per l’acqua

Nella citata Deliberazione del Podestà si stabiliva altresì di richiedere al Monte dei Paschi un mutuo ventennale di lire 430.000 per la trealizzazione dell’opera.

Evidentemente poi, per una qualche ragione che cercheremo di approfondire in successive ricerche, il progetto non si concretizzò.

Cosa accadde dopo quella determinazione podestarile non abbiamo, per il momenro, avuto modo di saperlo. Interessante sarà capire come e perché l’Amministrazione scelse un nuovo terreno e si assunse un impegno finanziario decisamente gravoso per andare a costruire uno Stadio nuovo. Ed è ancor più strano, se si pensa che dalla Determinazione Podestarile che abbiamo citato all’inaugurazione del Nuovo Stadio poasseranno solo tre anni. Ci affideremo a successive ricerche.

E “il Piaggione” che fine farà? L’Italia era in quel periodo sottoposta a sanzioni economiche deliberate dalla Società per le Nazioni contro l’Italia in risposta all’attacco contro l’Etiopia che portà alla conseguente gerra in terra Africana. Anche per questo l’Italia predicò e praticò l’autarchia. In un articolo de “La Nazione – Cronaca di Empoli” del 4 dicembre 1935 troviamo questo trafiletto che, meglio di ogni altro commento, ci racconta quel periodo storico e anche il perché si stesse accellerando per la costruzione del nuovo Stadio per gli sport: “Il Segretario del Fascio di Combattimento Presidente del Dopolavoro Comunale comunica: Aderendo di buon grado alla richiesta avanzata dal Podestà ha concesso in sfruttamento a questo Dopolavoro Comunale – Sezione Rurale – l’appezzamento di terreno adiacente al Campo Sportivo. Tale terreno oltre alla cultura agraria, dovrà fornire il necessario al sostentamento per l’allevamento conigli che questo Dopolavoro Comunale impianterà quanto prima e ciò in ottemperanza alle dispisizioni emanate dalle Superiori Gerarchie per la lotta contro le inique sanzioni”.

Negli anni successivi “il Piaggione” avrebbe ospitato il mercato settimanale, le fiere ed il una park. Poi, negli anni ’60, il Palazzo delle Esposizioni.

.

NOTE

  • Foto di copertina: da www.dellastoriadempoli.it
  1. Fontanelli, 75° azzurro – Silvano Bini rcorda…”, Ed.Mariposa, Calcinaia, 1996, pag. 114
  2. ASCE, Ufficio Tecnico, Corrispondenza (Miscellanea), anni 1926 – 1940, 8 ter 3)
  3. ASCE, ibidem 
  4. ASCE, ibidem
  5. “La Nazione – Cronaca di Empoli” del 20-21 ottobre 1929.
  6. Fontanelli, cit,, pag. 40 e pag. 117
  7. ASCE, ibidem
  8. Fontanelli,cit,, pag. 164
Articolo precedenteCorsa Playoff | Il destino ancora nelle nostre mani. Obiettivo massimo quinto posto?
Articolo successivoDal campo | Si riparte con alcune assenze

2 Commenti

  1. il campionato 1935-36 (quello in cui L’Empoli si ritiro’ dopo 9 giornate) è il primo campionato della neonata “serie C”. La terza serie era passata da una 1^Divisione (a 8 gironi) a una nuova “serie C” (più nazionale a 4 gironi). L’Empoli dopo il ritiro dal campionato 1935-36, dovette ripartire nel 1936-37 (come “Dopolavoro Empolese”) dalla 1^Divisione Toscana, che era la quarta serie, e non era più un campionato nazionale ma era regionale.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here