Riprenderà domani il lavoro degli azzurri in vista del prossimo impegno di campionato, quando sabato si andrà a far visita al Palermo in una trasferta decisamente complicata. Una gara difficile sotto il profilo tecnico, perché i rosanero restano una delle squadre più forti e apprezzate di questa Serie B, come già visto anche nella gara d’andata, ma anche particolare dal punto di vista ambientale. È facile immaginare, infatti, un “Barbera” caldo e compatto nel contestare l’ex allenatore, Alessio Dionisi. Alla ripresa degli allenamenti si valuteranno con attenzione le condizioni della rosa, in particolare di quei giocatori che non hanno ancora raggiunto una condizione fisica pienamente affidabile. Pensiamo a Saporiti, che in parte ci si attendeva potesse essere impiegato, o a Shpensi, che arriva nuovamente da una settimana non vissuta al massimo sotto il profilo atletico. La gara di Palermo, anche se è un concetto che agli allenatori piace poco, rientra tra quelle partite in cui, di fatto, non c’è nulla da perdere. Proprio questa libertà mentale potrebbe rappresentare un’arma in più, anche alla luce del pareggio ottenuto ieri contro un’altra squadra di alto livello come il Modena, un risultato che speriamo possa aver restituito un minimo di serenità allo spogliatoio. Rileggendo la partita del Castellani, è necessario mantenere equilibrio nel giudizio. Lo 0-0 contro il Modena è stato il primo pareggio a reti bianche della stagione dopo ventuno gare senza mai vedere questo risultato. Era fondamentale dare una risposta dopo quanto di negativo era emerso a Carrara e, da questo punto di vista, il pareggio contro una squadra forte, il clean sheet e una prestazione complessiva migliore sotto l’aspetto dell’atteggiamento e della volontà sono elementi da portare a casa. È oggettivo che l’Empoli abbia offerto una prova collettiva più solida rispetto all’ultima uscita. Soprattutto in fase difensiva si è tornati a vedere attenzione, ordine e un reparto che ha lavorato in maniera funzionale. Quando necessario, poi, Fulignati si è fatto trovare pronto, anche se va detto che il Modena non ha costruito occasioni cosi clamorose. Detto questo, non è stata la partita perfetta né, tantomeno, la prestazione della vita. Gli errori non sono mancati e in alcune situazioni si è avvertita anche una certa timidezza, quasi un eccesso di sufficienza. Se è vero che il Modena non ha creato grandi pericoli, anche l’Empoli, a conti fatti, ha prodotto un’unica vera occasione: il tiro di Elia dopo una bella azione personale, con buona risposta del portiere, e il successivo tap-in di Nasti, che da due passi non è riuscito a trovare la deviazione vincente. Per il resto, l’estremo difensore canarino è rimasto sostanzialmente inoperoso.
Un aspetto emerso, e sottolineato anche dallo stesso Dionisi nel dopogara, è la difficoltà dell’Empoli nel calciare verso la porta. In alcune fasi sembra quasi che la squadra voglia entrare con il pallone dentro la rete. Emblematica l’azione di Ghion nel primo tempo: una bella costruzione personale che avrebbe meritato la conclusione, ma che si è spenta lasciando tutti interdetti. Dal punto di vista tattico, Dionisi ha proposto alcune variazioni che inizialmente hanno creato anche un po’ di confusione nella lettura delle formazioni. Ha destato curiosità soprattutto la posizione di Ignacchiti, schierato da sottopunta in un ruolo non propriamente nelle sue corde. Un esperimento riuscito solo in parte, come dimostra il fatto che Shpendi si sia scaldato per tutto il primo tempo e che all’intervallo si sia tornati subito al sistema con un trequartista e due punte. Anche se, va detto, forse il giocatore da sacrificare sarebbe potuto essere un altro. Ci aspettavamo, invece, di vedere Elia spostato a sinistra, anche in ottica di un graduale inserimento di Candela, che ieri ha già assaggiato il campo per pochi minuti ma che potrebbe diventare in futuro l’esterno di destra, con conseguente traslazione di Elia sull’altro lato. C’è stato sicuramente un pizzico di coraggio da parte di Dionisi, elemento che non guasta, anche se le scelte effettuate non hanno prodotto particolari benefici in fase di costruzione, spinta e pericolosità offensiva. Resta però il fatto che la squadra è tornata a non subire gol, dato sempre prezioso, soprattutto dopo le brutture viste la settimana precedente. Per questo la partita di ieri va letta con equilibrio: da una parte il passo avanti rispetto a Carrara, che va riconosciuto; dall’altra la consapevolezza, ribadita dallo stesso allenatore nel post gara, che un pareggio interno contro il Modena non può essere motivo di celebrazione. Anche perché, come ricordato da Dionisi rispondendo a una domanda precisa, resta ancora da chiarire fino in fondo quale sia il reale obiettivo di questo Empoli. Una situazione sulla quale, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, probabilmente non c’è ancora totale chiarezza. La risposta arrivata dal tecnico è stata chiara: guardare alla parte sinistra della classifica, senza voli pindarici, con grande umiltà, cercando di capire strada facendo se potrà esserci la possibilità di regalarsi qualcosa in più. Un “qualcosa” che, al momento – soprattutto se parliamo del sogno più grande – appare difficilmente realizzabile. Questo però aiuta anche noi nel giudizio e nella comprensione del momento. Alla luce di tutto ciò, prendiamo il punto conquistato ieri, prendiamo questo lieve e timido miglioramento rispetto alle ultime due uscite, con la consapevolezza che il futuro prossimo sarà molto complicato, ma che le carte in regola per quell’obiettivo – che dobbiamo tutti metterci in testa essere quello e non altro – ci possono essere. Il rammarico principale della gara di ieri, per chiudere l’analisi complessiva del giorno dopo, sta in quell’ultimo quarto d’ora abbondante giocato dall’Empoli in superiorità numerica. È vero, la superiorità non garantisce nulla, così come l’inferiorità non porta automaticamente alla sconfitta, e la storia del calcio – anche quella interna all’Empoli – è piena di esempi in tal senso. Però è altrettanto vero che ieri quella situazione poteva essere sfruttata un po’ meglio. Torna quindi il tema della timidezza e di quel coraggio che spesso viene evocato: proprio in quel finale di gara sarebbe dovuto emergere con maggiore forza, ma purtroppo così non è stato e la partita si è chiusa sullo 0-0.
Passando alle prestazioni individuali, ieri si è visto uno scarto abbastanza netto tra chi ha disputato un’ottima gara, chi ha fatto una partita discreta e chi invece non ha mostrato quanto ci si attendeva. È quasi scontato dirlo, e lo dimostra anche il fatto che sia stato lui a presentarsi ai nostri microfoni nel post gara, ma Elia è stato il migliore in campo per l’Empoli. Schierato a sinistra, ha giocato una partita davvero importante: gli è mancato solo il gol, ma a differenza di molti altri ha provato a fare la differenza, mostrando voglia, gamba, lucidità e qualità. Potrebbe essere quella la sua posizione futura e, se il buongiorno si vede dal mattino, le prospettive sono interessanti. Ci è piaciuto, e lo vogliamo sottolineare, anche Guarino, che ieri ha lasciato scivolare via le critiche ricevute nell’ultimo periodo – anche da parte nostra – e ha giocato una gara serena e precisa. In linea di massima bene anche i suoi compagni di reparto, considerando che anche Lovato e Obaretin arrivavano da una partita con più ombre che luci. In mezzo al campo, invece, si continua a faticare. Le prestazioni del reparto centrale sono state complessivamente al limite della sufficienza. Ceesay ha disputato un primo tempo pessimo, quasi ectoplasmatico, mostrando qualcosa in più nella ripresa. Ignacchiti, utilizzato da trequartista, ha funzionato a corrente alternata, ma va anche detto che tornava titolare dopo tanto tempo e soprattutto in un ruolo che non è chiaramente nelle sue corde. Chi invece continua a non convincere è Ilie. Tra l’altro ieri non ci aspettavamo di vederlo in campo dal primo minuto, poi ci è stato spiegato che Saporiti non è ancora al meglio e quindi la scelta è diventata più comprensibile. Ci si poteva attendere un cambio all’intervallo, che però non è arrivato, e così Ilie porta a casa la quarta partita consecutiva insufficiente. Tolta l’azione del gol di Cesena – per fortuna – il suo momento può essere definito sportivamente molto difficile. Davanti arrivano pochi palloni giocabili, è vero, ma dagli attaccanti bisogna iniziare a pretendere qualcosa in più. Se la palla giusta non arriva, serve anche la capacità di leggere meglio le situazioni, la forza e la voglia di andarsela a prendere. Anche mister Dionisi ha fatto un piccolo passo avanti rispetto a Carrara, ma restano alcune scelte che convincono solo a metà, a partire dall’undici iniziale, anche se nel post gara sono arrivate parziali spiegazioni sul perché determinate opzioni non siano state adottate. Interessante la variazione con Elia a sinistra, mentre il resto resta tutto da rivedere. Sono arrivati i primi minuti anche per i nuovi, Candela e Fila, mentre per Romagnoli servirà ancora tempo. Tutto questo, però, alimenta ulteriormente quello che sta diventando il “caso Popov”. A meno di una sua cessione negli ultimi giorni di mercato – che ricordiamo si chiuderà lunedì sera alle 20 – diventa davvero difficile comprendere perché, in uno spezzone di gara, gli sia stato preferito un giocatore arrivato ad Empoli praticamente da pochi giorni. Una risposta che forse arriverà nelle prossime ore o nella prossima conferenza stampa. In conclusione, un piccolo segnale di ripresa c’è stato, ma non basta. Serve fare di più, farlo meglio e con maggiore continuità. La speranza è che il futuro prossimo possa finalmente dircelo sul campo.














Se diventa cosi difficile comprendere come mai popov non gioca come mai non glielo avete chiesto all allenatore?
Il Pisa ha esonerato Gilardino! Per la sua successione due ex Empoli: Giampaolo e D’aversa
Un’altra partita inutile di una stagione inutile.
L’unica nota positiva della serata è stato lo speaker, che – se Dio vuole – nel leggere le formazioni ha deciso di dire anche i cognomi dei giocatori. Sentire quel silenzio desolante in attesa che la Maratona lo seguisse a ruota è a dir poco imbarazzante.
Ho capito che la principessina di Monte boro pensa di essere a San Siro, con DJ e Sky Box, ma non è così. Empoli deve tornare a fare l’Empoli: in campo e soprattutto fuori. Perché se questo è il futuro che ci aspetta, allora lunga vita a Babbo Fabrizio… o a qualcun altro.
Tornando alla partita: al di là della noia assoluta – stavo seriamente per appisolarmi – dopo l’espulsione del giocatore del Modena me ne sono andato. Già sapevo che non sarebbe cambiato nulla, ed era facilmente intuibile.
Giocatori senza grinta, senza fame, mosci. E soprattutto irrispettosi verso noi poveri c… che eravamo allo stadio a perdere tempo e dignità.
Dionisi, direi anche basta con certi esperimenti: Ilie, Innocenti, Nasti… davvero ancora? No, grazie.
PS: complimenti a Massoulin, gran bel giocatore. Pronto per la Serie A. (Vedi Stefanelli: da solo teneva in piedi tutto il nostro centrocampo di nani).
PPS: dimenticavo… MENOMALE S’È VINTO A CESENA!
Che tristezza.
* degl’innocenti
Io comunque mi rifiuto di adeguarmi alla mediocrità.Squadra senza verve, poco agonismo, senza fosforo a centrocampo (Ghion giocatore pressoché inutile sia in fase difensiva in cui nn regge un contrasto ma anche in fase di impostazione dato il ritardo sistematico con cui legge le situazioni di gioco),zero movimento senza palla( e lo si capisce perché il portatore non sa mai a chi passarla),pressappochismo tecnico(Moruzzi che sulla fascia si gira si se stesso e poi la butta fuori con l’uomo che lo bada a tre metri di distanza) e punte che pascolano in mezzo al campo (lasciamo stare gli errori che può fare Nasti sotto porta ma trattasi di giocatore in costante ritardo su ogni pallone, poi gli errori ci possono stare, le lacune sistematiche meno).A centrocampo è basto un uomo con una tecnica mediamente superiore (Massolin) per metterci in scacco.Onestamente nn so come si faccia a dire che ci son stati dei migliori.Univa positiva è il punteggio, dato che ero convinto che saremmo usciti dal campo con le ossa rotte..
centrocampo allucinante purtroppo