29 maggio 1983. In testa alla hit parade internazionale c’è il singolo Flashdance… What A Feeling di Irene Cara, colonna sonora del film Flashdance. In quella italiana, invece, primeggia Billie Jean di Michael Jackson. E mentre la Nazionale di calcio italiana vede affievolirsi le possibilità di disputare l’imminente Campionato Europeo, uscendo sconfitta per 2-0 dalla trasferta in Svezia, a Empoli si respira l’aria della grande occasione. Quando mancano solamente due giornate al termine del campionato di Serie C1, Girone B, gli azzurri sono in testa alla classifica in coabitazione con altre tre squadre: Pescara, Campania Puteolana e Taranto. Serviranno due imprese, la prima contro la Reggina che si sta giocando le residue possibilità di salvezza; la seconda contro la Paganese, ormai retrocessa.
La squadra affidata a Vitali
Ma facciamo un passo indietro. L’anno precedente l’Empoli è riuscito a salvarsi per il rotto della cuffia, nel Girone A, dopo una stagione alquanto tribolata. All’ultima giornata, e non solo grazie al convincente 3-0 casalingo ai danni del Trento; ma anche a causa dell’harakiri del Mantova, che in casa è stato battuto da una Triestina ormai ampiamente salva ed è stato scalzato, sul filo di lana, proprio dagli azzurri. L’artefice di questa salvezza è indubbiamente Giampiero Vitali, allenatore stimato da tutta la piazza, giunto in corso d’opera al capezzale di un paziente ormai moribondo. Grazie al suo pragmatismo e alla sua determinazione, l’Empoli è riuscito a ritrovare se stesso, seppur con qualche difficoltà. E ha raggiunto una salvezza insperata.
La società, presieduta dal neo Presidente Salvadore Comunale, decide quindi di rinnovare la fiducia a Vitali e di affidargli la panchina anche per l’anno successivo. Sarà un’annata complicata, resa ancora più difficile dallo spostamento nel cosiddetto “girone sud”: trasferte più lunghe e dispendiose, avversari agguerriti in campi caldissimi. Tuttavia, il tecnico massese ci crede. Pensa di avere a disposizione un gruppo coeso, pronto a dare del filo da torcere alle favorite. Da outsider, l’Empoli proverà a vestire i panni del guastafeste. La formazione è stata ampiamente rinnovata, soprattutto in difesa: dalla Lucchese è arrivato il portiere Pintauro, dalla SPAL Gelain, dalla Pistoiese D’Arrigo e dalla Fiorentina Della Scala (che in futuro si sposterà in mediana). Ma anche centrocampo – grazie agli innesti di Piccioni dal Forlì, dell’esperto Esposito dal Fano e dal rientro di Calonaci dal prestito alla Sampdoria – e in attacco, con l’arrivo del promettente Adelino Zennaro dal Torino.
Empoli corsaro a Reggio
Effettivamente l’Empoli risulta essere la mina vagante del raggruppamento. Fa vittime illustri e, giornata dopo giornata, acquisisce sempre più fiducia e consapevolezza. Arriva quindi a giocarsi la promozione in B nelle ultime due sfide. Come detto, alla penultima l’Empoli è atteso dall’insidiosa trasferta di Reggio Calabria, dove troverà una squadra in piena lotta per non retrocedere. Il Pescara ospita l’Ancona, il Taranto affronta in casa la già retrocessa Nocerina e la Campania Puteolana va a far visita al Siena. Sulla carta l’Empoli ha il match più difficile. Dagli altri campi, il Taranto e il Pescara fanno il loro e portano a casa i due punti; la Campania, invece, viene fermato sullo 0-0 dal Siena, perdendo terreno dalle due capolista.
Ma veniamo ai nostri. Vitali schiera la seguente formazione: Pintauro; Zerpelloni, Papis, Piccioni, Della Scala, Gelain, Calonaci, Esposito, Meloni, Radio, Zennaro. L’Empoli non si lascia intimidire dall’ambiente dello stadio Comunale di Reggio – in seguito intitolato a Oreste Granillo – e offre una prestazione convincente, da grande squadra. Alla mezzora passa in vantaggio grazie a Meloni, arrivato dal Cecina alcuni anni prima e diventato, col tempo, uno dei punti fermi della compagine azzurra. Si va al riposo in vantaggio e con la consapevolezza di poter portare a casa l’intera posta in palio. Nel secondo tempo Pintauro blinda la porta e, sul finire della gara, l’Empoli segna il gol della sicurezza: il marcatore è Marco Calonaci, cresciuto nel vivaio azzurro e finalmente pronto a sbocciare.
Empoli-Paganese, l’apoteosi
A novanta minuti dal termine della stagione la classifica appaia Empoli, Taranto e Pescara a 44 punti. Attardata di una lunghezza la Campania Puteolana, che per un certo periodo era stata anche in testa da sola. In caso di arrivo a pari punti non conta la classifica avulsa o la differenza reti: se tutte le capolista vinceranno si materializzerà un pittoresco spareggio a tre. Sulla carta l’Empoli ha un jolly importante, dato che ha la possibilità di giocare davanti al fedele pubblico amico e che la Paganese è già retrocessa. Pescara e Taranto hanno invece due trasferte campane, rispettivamente contro Casertana e Salernitana. Due squadre che si attestano tra il quinto e settimo posto e che quindi non hanno più molto da chiedere al loro campionato. Rimane una flebile possibilità anche per la Campania Puteolana, che ospita un Livorno in piena bagarre-salvezza.
Come era preventivabile, la partita del Castellani non ha storia. L’Empoli ci mette 34 minuti per sbloccare l’incontro, grazie a Meloni che realizza dagli undici metri. Ma nel giro di una ventina minuti, tra fine del primo tempo e inizio del secondo, segna altri tre gol (autori, ancora Meloni, Zennaro e Gelain). Solo utile per gli annali il gol della bandiera di Cozza su rigore. C’è ancora da attendere il risultato degli altri campi, prima di festeggiare. Il Pescara non si lascia scappare l’opportunità e, seppur di misura, batte la Casertana allenata da Gaetano Salvemini. Da Salerno, al contrario arrivano notizie ben più incoraggianti. Il Taranto non riesce a sfondare, la Salernitana, seppure ormai paga, offre una prestazione gagliarda. Lo 0-0 finale manda l’Empoli (e il Pescara) in Paradiso.

(foto tratta dal sito www.memorialgianpierovitali.org)














C’ero, avevo 12 anni, e se non mi ricordo male quella che ora e’ la maratona era fatta di legno e tubi innocenti
no non c era la maratona di legno che venne costruita l anno dopo per la serie B. C era solo la tribuna centrale ed all epoca senza seggiolini e posti numerati poteva contenere 8 9 mila persone
(terrazzini dei laterali compresi dove con la Paganese erano zipilli pure quelli)
Non sono sicuro, ma mi sembra che ci fosse soltanto la vecchia tribuna. La maratona in tubi innocenti è stata fatta dopo la promozione, le curve di ferro l’anno della prima serie a, il 1986
no fu inaugurata il primo anni di B nel 1983 84 alla seconda gara in casa con l Arezzo con tanto di incidenti dentro la fiera a fine partita. Da notare che x quei 3 anni di B non si sa con quale criterio gli ospiti venivano messi a volti nella maratona di legno e a volte nella laterale sud.
Le uniche cose di cui sono sicuro sono:
1) C’ero, anche se non ricordo se ero nella laterale nord o nella parte nord della tribuna inferiore
2) Ricordo che lo stadio (tribuna e laterali) era strapieno
3) Ricordo che era una bella (e calda) giornata di sole
4) Ricordo che gli orecchi erano incollati alla radiolina, sperando che il Taranto non segnasse.
Ma soprattutto ricordo che quell’Empoli perse solo 3 partite: la prima a Cosenza (1-0 all’ottava giornata, la seconda a Pescara alla decima giornata e la terza e ultima partita a Barletta, alla quattordicesima giornata), poi rimase imbattuto per 20 (VENTI) giornate, le ultime 3 del girone di andata e tutte le 17 partite del girone di ritorno.
Grande squadra, Grande Allenatore (Mister Guerini) e grandi giocatori.
L’allenatore era Vitali, Guerini arrivò l’anno dopo in B
Sì, vero! Scusa, Giampietro Vitali (comunque grande e compianto allenatore)
Io c’ero, indimenticabile!!
Anch’io c’ero
Mi ricordo che c’era un arbitro internazionale
Casarin