Con l’inizio della prossima settimana si tornerà a ragionare in termini di campionato e, quindi, in clima partita. Alla ripresa, gli azzurri saranno attesi da una gara affascinante e molto importante, in programma nel giorno di Pasquetta a Marassi contro la Sampdoria. Una sfida, come detto, affascinante per il blasone dell’avversario e per il fascino dell’impianto, il Stadio Luigi Ferraris, ma che in questo momento si inserisce pienamente nella lotta salvezza, con i blucerchiati che inseguono a due punti di distanza. Con la ripresa del campionato si andrà adesso dritti fino alla conclusione della stagione regolare. In questo periodo, è evidente che l’Empoli abbia l’obbligo e il dovere di tirarsi fuori da una classifica che resta non soddisfacente, all’interno di un campionato con più ombre che luci. La squadra oggi allenata da Fabio Caserta, terzo tecnico stagionale, deve trovare quei punti necessari per centrare almeno l’obiettivo minimo del mantenimento della categoria. Una soglia che, ipoteticamente, dovrebbe collocarsi tra i 42 e i 44 punti, quota che difficilmente dovrebbe costringere a passare dal play-out, per non dire peggio. C’è poi un altro aspetto da considerare: mantenere almeno cinque punti di vantaggio sulla quart’ultima permetterebbe, anche in caso di arrivo al quintultimo posto, di evitare comunque lo spareggio salvezza, come da regolamento in vigore da quando è stato introdotto il play-out, una formula che nella nostra storia abbiamo già conosciuto. Nel finale di stagione, l’Empoli sarà chiamato a giocare più partite in trasferta che in casa: quattro lontano dal Castellani e soltanto due davanti al proprio pubblico. Diventa quindi fondamentale dare continuità agli ultimi risultati: nelle tre gare con Caserta in panchina sono arrivati due pareggi e la vittoria contro il Pescara. Un successo che, pur non essendo stato limpido dal punto di vista della prestazione – anche per via della lunga superiorità numerica – ha comunque portato in dote l’aspetto più importante: la vittoria. E vincere, nel calcio come nello sport in generale, fa la differenza. Porta energia, fiducia, consapevolezza. Tutti elementi che saranno imprescindibili nelle ultime sei partite. È chiaro che squadra, società e ambiente dovranno fare quadrato per arrivare almeno a questo risultato minimo richiesto.

Volendo allargare lo sguardo, anche se oggi può sembrare quasi un esercizio più teorico che concreto, i 18 punti ancora in palio lasciano aperti diversi scenari dal punto di vista puramente matematico. L’unico obiettivo ormai fuori portata è la promozione diretta in Serie A, senza passare dai playoff. Per il resto, però, la matematica lascia ancora margini, anche se la realtà del campionato racconta altro. Molto dipenderà anche dal calendario, che presenta una prima parte fatta di scontri diretti, con tre gare contro squadre che stanno sotto in classifica, proprio come accaduto nelle ultime uscite con Caserta. Successivamente arriveranno anche avversari di livello superiore, come Venezia e Monza, squadre che stanno facendo un campionato diverso. In quel caso, senza spingersi troppo oltre, un pizzico di fortuna potrebbe anche aiutare, magari trovando una di queste già con i propri obiettivi raggiunti. In ogni caso, adesso serve compattezza. Serve portare questa barca a riva, una barca che, purtroppo, ha imbarcato parecchia acqua. È stata una stagione difficile da raccontare in termini positivi, segnata da problemi e da una direzione molto diversa rispetto a quella che ci si aspettava alla vigilia. Perché è evidente che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, l’Empoli non era partito con l’obiettivo di salvarsi all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Lo dimostrano le scelte fatte, dai cambi in panchina – da Pagliuca a Dionisi – fino alla struttura di molti contratti, con obblighi legati a obiettivi diversi dalla semplice salvezza. Ed è per questo che, quando si parla di salvezza come traguardo importante ma non da celebrare come un trionfo, lo si fa con cognizione di causa. Adesso, però, c’è solo da salvarsi. C’è da ripartire con il piglio giusto, capitalizzare gli ultimi risultati e permettere alla società di programmare il futuro partendo almeno dalla Serie B, categoria che rappresenta il minimo sindacale da cui ripartire.

Si parte quindi da Marassi, da questa sorta di mini campionato finale, con l’obiettivo di uscire dalla situazione attuale, respirare e poi vedere fin dove si potrà arrivare. Alla fine, e solo alla fine, si tiraranno le somme e si lasciaranno andare tutti i giudizi del caso. Mantenere la serie B, ripartire però da qui è importante per il futuro del club. Sappiamo che c’è bisogno di investitori, di aiuti, o di un cambio totale. In serie B, ed il discorso può valare anche per l’ancora fantomatico stadio, certi ragionamenti restano appetibili e validi, in C diventa tutto molto molto più complesso. Avanti quindi verso la savelzza di questa stagione.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

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