In attesa di tornare a leggerti con la tua rubrica settimanale, poi capiremo se in quest’anno ci sarà qualche novità, ma lo scopriremo cammin facendo, parliamo un po’ di questo primissimo Empoli che sta nascendo. Parto da Guido Pagliuca: voglio chiederti le tue impressioni, da quando si è iniziato a rumoreggiare, a sorpresa, del suo possibile ritorno fino ad oggi, che ormai da due settimane sta guidando nuovamente la squadra.

«Non nascondo una certa sorpresa quando ho visto la società puntare nuovamente sul nome di Guido Pagliuca. Credo innanzitutto che la società abbia fatto anche un ragionamento di tipo utilitaristico, andando quindi a rispolverare un contratto già in essere ed evitando, in questo senso, di gravare ulteriormente sulle casse della società, che sappiamo non essere esattamente floride in questo momento. È altrettanto vero che la scelta di Pagliuca è figlia probabilmente anche di un tentativo di dare una sorta di continuità tattica con la non esattamente felice stagione scorsa. Pagliuca ha avuto poco tempo per esprimere sé stesso sulla panchina dell’Empoli: appena sette gare e un esonero bruciante, forse precipitoso, ma comunque figlio di risultati alterni, di un feeling che probabilmente non si era generato con il gruppo squadra, ma anche di alcune spigolosità caratteriali emerse nel primo tratto della stagione. Credo che Pagliuca possa comunque far tesoro di certi errori commessi in passato, anche se è stata veramente breve la sua permanenza in azzurro, andando a limare magari certi atteggiamenti “fondamentalismi”, e cercando di avere un approccio più sereno e più maturo rispetto al recente passato.»

E’ un momento particolare per la storia dell’Empoli. Ufficialmente ad oggi non è cambiato niente, però sappiamo che è in corso la trattativa per la cessione di una parte delle quote societarie. C’è molto riserbo, i dettagli precisi non sono conosciuti e ci sono ancora tanti punti interrogativi ai quali dare una risposta. Il momento impone una riflessione anche da questo punto di vista. Mi piacerebbe sapere qual è la tua analisi…

«Sì Alessio, hai detto bene: è un momento molto particolare, in cui ci sono tanti dubbi e poche certezze, che probabilmente non saranno neppure fugate in tempi brevissimi. Limitiamoci a ciò che sappiamo: c’è un accordo di trattativa esclusiva con un soggetto americano, un fondo di investimento, e un’operazione che, laddove dovesse andare in porto, non si concluderà probabilmente in tempi brevi. Questo naturalmente frena anche le strategie societarie, il mercato e gli investimenti. In questo momento credo che la società azzurra vada alla ricerca di capitali freschi per poter fare alcuni investimenti che, gioco forza, in questa fase non può sostenere. Un’altra domanda da porsi è capire quale sarà il ruolo di Fabrizio Corsi nel prossimo futuro e in quale forma: se attraverso quote di maggioranza o di minoranza. Indubbiamente questa è una situazione di incertezza che non ci permette di guardare con serenità e con certezze al futuro, sia dal punto di vista tecnico sia da quello finanziario. Speriamo naturalmente di avere un quadro più preciso della situazione nelle prossime settimane.»

Nel corso di questa estate abbiamo assistito anche al cambio in seno alla direzione sportiva: l’uscita di scena di Stefanelli, spiegata poi bene anche dal presidente Corsi in conferenza stampa, e l’arrivo di Fabio Artico. Anche in questo contesto mi piacerebbe conoscere le tue sensazioni e le tue idee...

«Sì, c’è stato un passaggio di consegne forse inaspettato, come del resto è stata la scelta dell’allenatore arrivata pochi giorni dopo l’insediamento di Fabio Artico. Il presidente Fabrizio Corsi ha spiegato quelli che possono essere stati i motivi della scelta, legati ai dubbi di Stefanelli che, evidentemente, era attratto, anche legittimamente, da una proposta economica più importante rispetto a quella che l’Empoli era in grado di offrire allo stato attuale. Si è quindi deciso di intraprendere un’altra strada. Fabio Artico è una scommessa. Lo conosciamo, anche se per poco, dal punto di vista del giocatore, per un breve passaggio in azzurro. Speriamo che possa ripercorrere le orme di alcuni illustri predecessori, penso naturalmente soprattutto a Vitale Carli e Accardi, più che alle esperienze più recenti. Stefanelli, infatti, è una figura che non abbiamo avuto modo di inquadrare fino in fondo, visto il poco tempo a disposizione e la sfortunata stagione appena trascorsa. Vediamo se Fabio Artico, quando saranno risolte – o se saranno risolte – le incertezze societarie, sarà in grado di costruire e mettere a disposizione dell’Empoli una rosa interessante, giovane, motivata e capace di essere valorizzata: caratteristiche che, purtroppo, nella passata stagione non siamo riusciti a vedere.»

Siamo pienamente dentro il calciomercato, argomento che so non ti appassiona particolarmente, ma che fa parte di questo mondo, sia che lo si guardi da spettatori sia che lo si guardi da addetti ai lavori. Ti chiedo che cosa ti aspetti, soprattutto in ottica cessioni: se credi che i vari Popov, Shpendi, Guarino o Elia possano essere ceduti e chi, magari tra questi, ti auguri possa invece rimanere alla corte di Guido Pagliuca.

«E’ vero che non sono particolarmente attratto dal mercato estivo, però è giocoforza un aspetto sul quale tutti noi siamo costretti a riflettere e a farci alcune idee. Per quanto riguarda le cessioni, credo che i nomi che hai fatto siano naturalmente quelli più spendibili sul mercato, quelli che possono far confluire capitali nelle casse della società attraverso la cessione dei giocatori di maggiore appeal. Ci metterei anche Yepes tra quelli che hai citato. Credo che, in questo momento, il giocatore che, naturalmente per il numero di realizzazioni fatte lo scorso anno, potrebbe avere più facilmente mercato sia Shpendi. Dal mio punto di vista, però, vorrei trattenere Popov perché credo che non abbia ancora espresso completamente il proprio potenziale. La prossima potrebbe essere la stagione della sua definitiva valorizzazione e questo consentirebbe magari, nell’estate del 2027, di ottenere un valore ancora maggiore dal suo cartellino. Terrei anche Guarino, perché non ha ancora completato il proprio percorso di crescita, ed Elia, che invece è un giocatore sul quale potremmo fare affidamento come punto fermo in una rosa che, in questo momento, è ancora molto incerta e nebulosa. Sarebbe importante provare a trattenerlo, anche se mi rendo conto che, di fronte a una proposta importante dal punto di vista contrattuale, sarebbe difficile convincerlo a restare. Del resto è stato senz’altro uno dei migliori nella scorsa stagione.»

È presto per parlare di squadra: siamo ovviamente davanti a un cantiere più che aperto, anche in ragione del mercato che abbiamo appena citato. Non so però se hai avuto modo di vedere le prime due amichevoli giocate dall’Empoli e se c’è qualche elemento, magari tra i più giovani, che ti ha già colpito e che potrebbe rappresentare una pedina sulla quale investire nel corso della prossima stagione.

«Quindici giorni di preparazione sono pochi per esprimere un giudizio, così come sono pochissime due amichevoli, di cui una non particolarmente significativa. Con l’Entella, però, si è visto qualche movimento interessante e si è intravista un’idea tattica che potrebbe avere continuità: quel sistema di gioco che Pagliuca predilige, nel solco del 3-5-2, del 3-4-1-2 o del 3-4-2-1, per gli amanti dei numeri. Si è visto qualcosa di interessante e anche qualche giovane sul quale vale la pena fare un pensiero. Mi riferisco a Salvatore Monaco, protagonista della scorsa stagione con la Primavera, classe 2007, che potrebbe, non dico consacrarsi, ma ritagliarsi spazi importanti. Vediamo anche se Filippo Distefano, ex Carrarese ed ex Fiorentina, avrà la stoffa per imporsi, cosa che lo scorso anno è riuscito a fare soltanto a tratti, senza trovare continuità a Carrara. Io ho un pallino personale: vorrei vedere un investimento maggiore su Saporiti rispetto alla passata stagione. Per me resta un rebus irrisolto. Al di là dei problemi fisici che ha avuto, ritengo che nel finale di campionato non sia stato utilizzato e valorizzato come avrebbe meritato. È stata una delle pecche più evidenti della scorsa stagione. Mi auguro quindi che Edoardo Saporiti possa avere maggiore continuità, possa restare in azzurro e trovare finalmente la propria consacrazione, perché è un giocatore che mi piace particolarmente.»

Non è facile fare previsioni. Sarà una stagione non semplice quella che ci attende. Cambia in maniera concreta anche l’obiettivo finale, che stavolta è realmente quello della salvezza. Sono discorsi ancora prematuri, ma ti chiedo quale campionato ti aspetti e che Serie B immagini quest’anno.

«Non è facile dare una risposta generale, perché sappiamo bene che la Serie B è un campionato pieno di variabili, capace spesso di stravolgere le gerarchie iniziali. Molto spesso la griglia di partenza non viene rispettata dai risultati e dalle prestazioni delle squadre. Credo che sarà una stagione di sofferenza, come ha detto anche il presidente Fabrizio Corsi. Speriamo che non sia una sofferenza eccessiva, come quella vissuta lo scorso anno e che, molto probabilmente, nessuno si aspettava, anche perché si arrivava dalla Serie A. Paradossalmente, però, proprio l’annata così difficile e complessa appena conclusa potrebbe rappresentare un valore aggiunto. Significa ripartire a fari spenti, senza ambizioni sproporzionate rispetto alle reali caratteristiche della squadra. Credo che lo scorso anno siano stati commessi alcuni errori di valutazione, pensando di poter ambire a posizioni che non erano realmente alla portata, sia per il valore tecnico sia per quello caratteriale del gruppo. L’obiettivo sarà quindi quello di conservare la categoria, cercando di essere più umili, più pratici e più realisti, valorizzando soprattutto il materiale umano più giovane. A parte due o tre elementi, infatti, molti hanno reso al di sotto delle proprie potenzialità. Gli errori, probabilmente, vanno ricercati in un’impostazione sbagliata sin dall’inizio, che ha poi portato anche all’esonero di Pagliuca. E forse proprio il suo ritorno può essere letto in questa chiave: un ritorno a una filosofia più realista, più pragmatica e meno legata ad ambizioni che, in quel momento, non avevano fondamenta sufficientemente solide.»

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

15 Commenti

  1. io non so se non ci rendiamo conto, che abbiamo una squadra totalmente ancora da ricostruire, a pochi giorni dall ‘ inizio della coppa Italia e del campionato.
    una cosa da non credere.

    • Ancora c’è gente che si meraviglia.. Prima o poi anche questa schiera di gente si estinguerà e resterà solo indifferenza, ma sarà ciò che avranno voluto….

  2. Assolutamente d’accordo con tutte le opinioni di questa intervista.
    In particolare quella su Saporiti: più che rebus mi sembra un valore aggiunto non ancora sfruttato secondo le sue potenzialità.

  3. ci siamo salvati all’ ultimo secondo dell’ ultima giornata grazie ad una serie di combinazioni favorevoli e fortunose… abbiamo venduto praticamente i due migliori giocatori dello scorso campionato …Fulignati e Lovato ..il terzo li venderemo a breve Sphendi …il quarto molto probabilmente…. Elia…. non abbiamo comprato nessuno, se non Di Stefano ….
    al momento abbiamo una rosa composta da praticamente solo ragazzini, con tanti grossi dubbi a partire dal portiere, ruolo fondamentale.
    consideriamo poi il fatto che, secondo me, questo campionato di b sara’ ancora più difficile e competitivo .
    mi potete spiegare come possiamo fare a solo pensare di salvarci???
    se non entra il socio la vedo parecchio buia

    • Lovato e Fulignati non erano tuoi, non li hai venduti…. hai venduto Ignacchiti e i ragazzini…. venderai Shpendi, Popov, Elia e Guarino…..
      O entra un socio e porta soldi freschi o ti trovi in Lega Pro con un anno di ritardo….

  4. Se non siamo capaci copiamo.. il Verona sta per prendere Kacper sezonienko dal Danzica . Un ala di un metro e 93. Loro ci azzeccano spesso…Valore di mercato 600.000..

  5. La rosa attuale ci consente di candidarci tranquillamente per l’ultimo posto…. i ragazzini saranno anche bravi, ma ad oggi hanno giocato in un campionato poco competitivo come la Primavera 2, prima di metterli in B, andrebbero provati in Primavera 1 …. in B rischiano di fare panchina e giocare 10 minuti a malapena….

  6. a spezia sono retrocessi in C e ripartono con un tetto salariale che non supera i 100k per tagliare le spese. hanno venduto tutti i pezzi pregiati. in una settimana hanno fatto 3000 abbonamenti. attaccamento alla maglia a prescindere dalla categoria e dalla crisi societaria. in proporzione anche lo zoccolo duro empolese resiste e lo dimostrano gli abbonamenti fatti in fase di prelazione, siamo in serie B abbiamo trenta giocatori di proprietà tra cui una decina di elementi under 18 che potrebbero avere spazio nella prima squadra.

    • si si ci sono una decina di under 18, che potrebbero trovare spazio, in prima squadra, ma giocare in primavera 2, e giocare in serie B, c’ è un abisso, in serie B volano le tacchettate vere sulle caviglie.

  7. Io direi, che visto il momento societario particolare, che di negatività ne porta già tanta, magari non ci mettiamo anche noi tifosi a portare ulteriore negatività…
    Capisco che siamo tutti delusi dal momento, con una gran paura addosso di poter fare un campionato non all’altezza del nostro nome, però come tifosi abbiamo anche il dovere di trasmettere entusiasmo alla squadra.
    Non siamo neppure partiti, già ci autoassegniamo l’ultimo posto… non dico di essere ottimisti, ma almeno limitiamo il pessimismo, che comunque non produce risultati, anzi…
    Ci aspetta un inizio di campionato tutt’altro che facile, primo incontro in casa con una Cremonese appena retrocessa (e contro Giampaolo e Fulignati), poi subito due trasferte, tutt’altro che semplici a Mantova e dai marmiferi (la bastonata di Carrara la “sento” ancora oggi) e poi ritorno al Castellani contro il gasatissimo Arezzo (e lasciamo perdere il “contorno” gossip dell’incontro), per poi proseguire a Modena e contro il Palermo. La “partenza” sarà fondamentale, però non iniziamo a “piangere” ancor prima di essere caduti…

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