”Alto, magro, grasso, basso, brutto, bello” recitava un jingle di una nota (almeno dalle nostra parti) azienda di prodotti per la casa. Evidentemente ha fatto breccia in alcuni (troppi…) tifosi quando esprimono giudizi su un giocatore. A questi aggettivi ne aggiungiamo alcuni noi: giovane, ragazzino, giovincello. E così gli esperti di calcio, che in Italia abbondano – pure nel nostro sito – , fanno tabula dell’unico aggettivo che dovrebbe qualificare un giocatore: bravo. Quello che sopratutto non si perdona è la giovane età. Dai 16 ai 19 anni devono giocare solo nelle Categorie giovanili, fino ai 23 lo slogan più usato è ”mandiamoli a farsi le ossa in Serie C”. L’arrivo ideale in Serie A è 28, in B anche 26 può andar bene. E così la Serie A italiana è il Campionato più vecchio d’Europa e la Nazionale una delle più vecchie del mondo. Ma va bene così. Perché ormai non è più da un calcio di rigore che si giudica un giocatore ma dall’anagrafe o dalle caretteristiche antropometriche e somatiche. Leggo alcuni commenti su Pianetaempoli che mi fanno venire i brividi, scritti probabilmente da gente che non ha visto giocare (se ha visto…) per più di una partita un giocatore ma che subito comincia a dire che è giovane, che è magro, che non ha fisico, che è basso, che è lento.. che insomma non è ”pronto”. E allora, ma sì, mandiamoli via, a  ”fare esperienza” altrove. Il calcio è un mare magum di dimenticati, di coloro che non hanno avuto chances di mettersi in mostra, di coloro che, se fossero stati gestiti con più occhio e più pazienza magari, chissà, oggi potrebbero essere in qualche top club o fare comunque una onesta carriera in Serie B o in Serie A. Non tutti sono fenomeni, vero, ma non si può giiudicare un giocatore solo dal suo aspetto fisico o dalla sua età. Qualche esempio:

Maradona: 165 x 70   debutta nell’Argentinos a 15 anni, in Nazionale a 16

Pelè:  173 x 75 nel Santos a 15 anni,  16 in Nazionale – Fal 1958 al 1982 è stato il giocatore più giovane ad aver disputato un Mondiale

Cruijff: 178 x 68, nell’ Aiax a 17 anni, 19 in Nazionale aveva i piedi piatti.

Messi: 170 x 72, nel Barcellona a 17 anni, in Nazionale a 18

Rivera: debuttò in Serie A nell’Alessandria a 1t anni per poi passare come titolare al Milan

Yamal: a 16 anni debutta nel Barcellona, nello stesso anno (2023) debutta anche in Nazionale

Bellingham: debutta nella Cmapionship inglese a 16 anni per poi guiocare in Bundestliga nel Borussia Dortumnd dove debutta a 17 anni

Mbappè: debutta col Monaco a 16 anni, a 19 debutta nella Nazionale

Questi grandi giocatori sarebbero stati giudicati ”non pronti”: chi per l’età, chi per il fisico, chi per la lentezza nel gioco. Per loro fortuna loro qualcuno ha avuto l’occhio più lungo di certi tristi commentatori da tastiera ed il calcio ci ha regalato campioni, colpi di classe, di genio.

Ma noi…continuiamo così: con il certificato anagrafico in una mano, il metro nell’altra ed una bilancia per terra. Certo, non tutti saranno campionì, e forse neppure anonimi ed onesti giocatori professionisti, pochi arriveranno a calcare i campi della Serie A, qualcuno in più potrà giocare in Serie B, altri svolgeranno la loro carriera nei campi della Serie C, o magari D. Ma – vogliamo sperare-  dovunque arriveranno non sarà per l’amicizia di qualche procuratore con il Presidente di turno, ma per il percorso tecnico e sportivo che sono stati in grado di fare. Ci sono giocatori nelle Serie dette minori che potrebbero ben figurare in tante squadre di Serie A, e ci sono tanti giocatori di Serie A che faticherebbero a trovare spazio in squadre di Serie C. Ingiustizie del calcio. Ma sono parte delle ingiustizie della vita. O del caso. O di rapporti che indirizzano una carriera in un senso o in un altro. Ma qui non c’entra alto, basso, magro, grasso o bello. Alla base c’è comunque sapere o non sapere giocare al calcio. Due giorni fa il nuovo DT della Nazionale Claudio Ranieri ha detto cose che dovrebbero essere trascritte ed appese in ogni Scuola Calcio, in ogni luogo dove iniziano a frequentare calcio i bambini. Ha detto che i ragazzi non dovrebbero pagare per giocare al calcio sottintendendo forse un ruolo che potrebbe e dovrebbe assumersi la FIGC nell’agevolare la partecipazione dei ragazzi. Ma ha detto anche un’altra cosa, forse più importante: che fin da piccoli si insegna ai ragazzi la tattica di squadra e non la tattica individuale. Non si insegna a stoppare una pallone, a controllare la palla, a fare dribbling, a saltare correttamente di testa. L’ ABC del calcio si è come smarrito, sacrificato sull’altare della vittoria a tutti i costi. E così si è persa la pazienza, e l’occhio di chi guarda ai ragazzi ha cercato più qualità fisiche che tecniche, ha guardato il presente senza capire le potenzialità per il futuro. Ecco il punto.

Quindi, in questo periodo in cui tutti auspicano una rivoluzione nel calcio nostrano che ci riporti sul tetto del mondo, il primo passo da fare è dimenicare lo slogan con cui abbiamo aperto questo pezzo: ”Alto, magro, grasso, basso,  brutto, bello” e aggiungiamo noi ”giovane” chiedendosi solo se il ragazzo ha le qualità tecniche di base, insomma se è potenzialmente bravo. Il resto si vedrà. Ci vuole pazienza!

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7 Commenti

  1. è cambiato il calcio e lo sport in generale.
    Tranquilli che se sono forti veramente emergono anche alti 170 cm. Ma sarà sempre di più una mosca bianca. Non è una questione di chi li guarda e da le possibilità. è una questione del modo di giocare il calcio oggi. Completamente diverso anche solo a quello di 20 anni fa, senza andare a cercare Maradona, Pelè ecc.

    L’unica possibilità per l’Italia per tornare a giocare ad alti livelli nel calcio è fare del giochismo una filosofia, come la spagna negli ultimi 20 anni. Almeno da ragazzi, senza pensare solo al risultato finale e vincere 1-0 tutti barricati in difesa.
    Se punti sui fisici hai perso già in partenza con le squadre che hanno 9/10 giocatori tra i titolari con origini africane.

  2. Sono selezionati su un 20.000 giocatori non fa testo fenomeni a giro non c’è ne!
    Poi prima il calcio non era fisico il piccolo entrava subito in forma … ora ogni giocatore si prepara a parte , con alimentazione e allenamenti mirati ….
    Guardate la storia di Messi e stato forzato nel fisico … se era una sua decisione chi sa se arrivava a quei livelli … stesso discorso di Ronaldo non basta più la tecnica …

  3. tutto vero ci mancherebbe… ma finiamola anche di pompare e descrivere ragazzi di 17/18/19 come chissà xchè fanno comodo che sia inseriti in una rosa visto che “il lesso scarseggia” e non xchè propriamente adatti alla categoria che dovremo fare

  4. A quei giocatori … Fabrizio ce ne potremmo aggiungere anche altri … e Italiani … come Baresi, Maldini su tutti che hanno esordito giovanissimi … e spesso se lo fanno nelle grandi squadre … è perchè non son certo fuochi di paglia … poi naturalmente siamo d’accordo … non tutti diventano dei campioni assoluti … ma in serie A … la maggior parte di loro ci staziona a lungo …………

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