Joseph Ceesay è uno di quei giocatori che, in questa fase della stagione, stanno assumendo un peso particolare nell’economia dell’Empoli. Non è propriamente una seconda punta, e probabilmente nemmeno un attaccante nel senso più classico del termine, eppure oggi sembra essere una delle soluzioni più difficili da togliere dall’undici iniziale. Le sue caratteristiche naturali raccontano di un calciatore che dà il meglio quando può partire da una posizione più larga, sfruttare la velocità, l’accelerazione e la capacità di attaccare gli spazi. È un giocatore che può puntare l’uomo, accompagnare la manovra e creare superiorità attraverso la corsa, soprattutto quando ha campo davanti a sé. Qualità che non sempre riescono a emergere quando viene accentrato e gli viene chiesto di agire da seconda punta, dove servono movimenti e letture differenti, oltre a una maggiore capacità di giocare nello stretto e di dialogare con il centravanti. Eppure, già Guido Pagliuca aveva intravisto in lui anche un potenziale contributo realizzativo, arrivando a indicarlo come un giocatore da cinque-sette gol nell’arco della stagione. Un’intuizione che raccontava la volontà di non considerarlo soltanto un esterno di corsa, ma anche una risorsa da sfruttare negli ultimi metri. Pagliuca è stato il primo a utilizzarlo con una certa continuità in posizione avanzata, cercando di adattarlo alle necessità di una rosa che, fin dall’inizio, non ha offerto moltissime alternative offensive. Un esperimento che ha avuto momenti differenti e che non sempre ha prodotto i risultati sperati, ma che ha comunque aperto una strada sulla quale anche Matteo Andreoletti sta continuando a muoversi.

Il dato interessante è proprio questo: al di là del cambio in panchina, Ceesay continua a trovare spazio e a rappresentare una soluzione importante per l’attacco azzurro. Non necessariamente perché sia il giocatore più adatto a ricoprire quel ruolo, ma perché mette a disposizione caratteristiche che in questo momento sembrano difficili da sostituire. La sua presenza garantisce gamba, dinamismo e una certa imprevedibilità, elementi che possono tornare utili sia accanto a Popov sia in un eventuale sistema con Shpendi. Del resto, l’unica occasione in cui l’Empoli è riuscito a schierare contemporaneamente dall’inizio i due attaccanti, a Cesena, ha coinciso con una soluzione che si aspettava da tempo, ma che non ha dato i risultati sperati. Domenica, contro la Juve Stabia, Shpendi non ci sarà per la squalifica rimediata nel finale della gara del Manuzzi e Andreoletti dovrà nuovamente ragionare sulle alternative. Ceesay, in questo quadro, sembra destinato a essere ancora una volta una pedina importante, indipendentemente da chi gli verrà affiancato. Anche perché Monaco, altro giovane attaccante sul quale si potrebbe ragionare per ampliare le soluzioni offensive, è ancora indisponibile: dopo aver giocato in Coppa Italia a Pisa, non è più riuscito a rientrare stabilmente in gruppo per vari problemi fisici. Si torna quindi, in qualche modo, a fare di necessità virtù, proprio come accaduto in diverse fasi della gestione Pagliuca. E forse è anche questo il motivo per cui Ceesay sta diventando una presenza sempre più costante nelle valutazioni dei due allenatori.

Resta però una riflessione che merita di essere fatta. Ceesay può essere una risorsa preziosa per l’Empoli, ma è altrettanto importante che la squadra riesca a sfruttarne davvero le qualità. Se viene utilizzato davanti, deve poter trovare situazioni nelle quali la sua velocità possa diventare un vantaggio, senza chiedergli continuamente di interpretare movimenti che non appartengono alla sua natura calcistica. Se invece viene impiegato più largo, può offrire corsa, spinta e capacità di accompagnare l’azione, mettendo a disposizione della squadra caratteristiche differenti rispetto a quelle di una seconda punta tradizionale. Non è una questione di etichette o di ruoli scritti sulla distinta, ma di trovare il contesto nel quale un calciatore possa rendere al meglio. In questo momento Andreoletti sembra considerarlo una soluzione importante e la sensazione è che difficilmente potrà rinunciarvi, almeno finché il reparto offensivo continuerà a presentare le attuali limitazioni. Ceesay non è il centravanti che manca all’Empoli e non può essere chiamato a risolvere da solo i problemi realizzativi della squadra. Può però rappresentare una pedina utile, anche in un ruolo non propriamente suo, a patto che venga messo nelle condizioni di esprimere ciò che sa fare meglio. La sfida, per il tecnico, sarà proprio questa: continuare a valorizzarne la disponibilità e le qualità atletiche, senza perdere di vista l’esigenza di costruire un attacco che abbia riferimenti e caratteristiche complementari.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

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