A cura di Claudio “Freccia”

Gruppi esistenti: Nuova Guardia, Ultras Movement Salerno-Eterna Passione, Centro Storico, Mariconda, I.g.u.s., Frangia Kaotika, Salernitanità, Pazzi di Lei, Viking Guerrieri, Giffoni Granata, Nucleo Storico, Vecchi Ultras, Teddy Boys, 1984, Old Clan, Prigionieri di una Fede Gate 50, Ultras Salerno S.C.P. (Salernitana Che Passione), Boys, Zona Orientale, Generazione Donato Vestuti, Salerno Raito, Q4 Granata, Bologna Granata, Stoned Rione Calenda, Quelli di Milano, Sezione 1919 Voghera, Sezione Torino, Torrione Alcolica, Gruppo Navy La Spezia, Nord Est, Tibur Salernitana, Tibie e Peroni, Ansia Granata.                                                                                  Settore: Curva Sud “Siberiano”.

Storia del tifo salernitano: I primi germogli di tifo a Salerno risalgono al 21 settembre 1975, quando, in un Salernitana-Reggina, nascono gli “Ultras bar Nettuno”, una ventina di ragazzi, con lo striscione di circa 30 metri, imponente per quei tempi. Avevano un bandierone bianco con un grande teschio granata e un tamburo. La domenica successiva si aggiunsero ragazzi che frequentavano il “Bar Reali”, la loro caratteristica principale era la costanza nel seguire con passione la squadra. I due gruppi si fusero subito. Prima trasferta a Vasto che coincise con una giornata ricca di incidenti. Gli ultras andarono tutti insieme in pullman: erano gli anni in cui non c’erano né scorte, né divisioni negli stadi, e quando vennero attaccati pensarono solo a difendersi egregiamente, i cani sciolti ne combinarono di tutti i colori. Il primo fumogeno fu acceso il 25 gennaio 1976. Da quel momento i ragazzi del “Nettuno” e del “Bar Reali” diventano punto di riferimento per tutta la curva. Il campionato 1975-76 termina mestamente, i ragazzi del “bar Nettuno” si sciolgono e la denominazione per l’anno seguente è “Ultras Real”. La squadra continuava a deluderli, ma il gruppo era sempre al suo fianco. Vengono comprate 30 magliette, fatte confezionare con la dicitura “Ultras Real”. All’inizio della stagione ’77-78 gli entusiasmi scemano, la squadra non mantiene mai le premesse iniziali, però per fortuna arrivano le nuove generazioni, così gli “Ultras Real” si sciolgono ed arriva il momento dei “Panthers Granata”, che appaiono per la prima volta col loro striscione l’11 settembre 1977. Il gruppo storico è composto da amici che si ritrovano al bar “Nettuno”, erano sempre pronti sulle barricate dentro o fuori. Sono loro il primo vero nucleo ultras di Salerno e da loro nasce il movimento ultras a Salerno. Sempre nel ’77 sopraggiunge un fatto nuovo, la nascita dei “Fedelissimi bar Trieste”, pieni di entusiasmo, trovano anche una sede decente. Il nome cambia poi in “Fedelissimi Antica Salerno”, perché tutto era nato nel centro storico. Il primo bandierone a Salerno lo confezionano loro. Sono anni splendidi, lotte all’ultimo sangue coi cavesi, trasferte pericolosissime affrontate con spavalderia e senza alcuna scorta, derby con la Nocerina diventati storici, in uno dei quali, vinto 4-1 in una giornata piovosa, venne aperto lo striscione “Rosso il sangue nero la morte, bastardo rossonero questa è la tua sorte” lungo 50 metri, al termine della partita. Sono anni di fervore, nel ’78 nasce il “Club Plaitano”, che nel ’90 diverrà col crescere delle fila “Ultras Plaitano”. Ma gli anni ’70 si chiudono con una tragedia: la morte, il 28 ottobre 1979 in un derby del laziale Vincenzo Paparelli, colpito in pieno volto da un razzo sparato dalla curva romanista. E’ l’inizio della prima repressione contro gli ultras. Tra l’81 e l’82 nascono altri piccoli gruppi: i “Fighters”, ovvero i ragazzi del Club Ippocampo; i “Fedayn”; i “Warriors”, piccolissimo gruppo in cui milita Ciccio Rocco, futuro capo-ultrà e gli “Ultras” di Vincenzo e Carmine Rinaldi, alias il “Siberiano”. Nel 1982 i “Panthers” si riuniscono insieme a questi quattro gruppi andando a formare i “Granata South Force”, come logo una stella a cinque punte, che può considerarsi una prosecuzione dei “Panthers”. Nel 1986 nascono i “Wild Group”. Dal campionato 87/88 il lanciacori è Ciccio Rocco, che lo sarà fino al maledetto campionato di Serie A. Ciccio e il “Siberiano” danno vita ad un binomio inscindibile, consacrato dallo scambio dei ciondoli della folgore e la stella. Il motto dei “G.S.F.” è “Vivere Ultrà per amare Salerno”. Alla penultima giornata della Serie C1 girone B 1989-90, nella trasferta di Brindisi, che consente alla Salernitana il ritorno in B dopo 23 anni, lo stadio è quasi interamente granata. Sono gli anni in cui il tifo è compatto, entusiasmante, assordante e costante, non condizionato dall’esito delle partite. Nell’89 nascono gli “I.G.U.S.”, ancora in attività. Nel 1990, con la Serie B e il passaggio dal vecchio “Vestuti” allo stadio “Arechi”, il tifo granata si arricchisce di tanti altri piccoli gruppi. Nascono la “Nuova Guardia”, gruppo del quartiere Pastena, i “Viking Guerrieri” (settembre ’90), dalla fusione di “Viking Granata” e “Guerrieri Salerno”, e, da una scissione dei “G.S.F.”, il “Nucleo Storico”. Altro gruppo che ha lasciato un’impronta indelebile, ora disciolto, è stato quello degli “East Side”, nati nel 1988, primo gruppo granata a realizzare materiale molto curato e il primo a portare bandiere a due aste. Dopo essere venuto un punto di riferimento per la curva, si scioglieranno nel 1995. Nell’88 era nato anche il “Commando Ultrà”. Nei primi anni ’90 in curva anche gli “Upset Minds” e il “Gruppo Pompa”. Nasceranno inoltre i “Mummions”, ragazzi del club Somma, e gli “Untouchables”, ragazzi di Vietri sul Mare. Il 26 giugno 1991, a Pescara, viene perso lo spareggio-salvezza in Serie B, contro il Cosenza, ricco di incidenti. E’ un brutto colpo per Salerno. Nel 1993/94 il presidente Pasquale Casillo porta sulla panchina granata l’allenatore in seconda della sua squadra principale (il Foggia): Delio Rossi. Comincia in modo brusco il rapporto col nuovo mister, che invece porterà, dopo la coda Playoff, i granata in Serie B. La tifoseria granata raggiunge grandi livelli di organizzazione, comincia l’era delle mitiche coreografie, ancora oggi ineguagliate, e del rispetto in tutta Italia. Non mancano tra i gruppi i momenti di tensione. Nel 1997/98 la Salernitana vince il campionato di Serie B e viene promossa in A, per la prima (e unica) volta. Nell’anno della Serie A la Sud è protagonista di sbalorditive scenografie da oscar. Poi, a fine campionato, avviene la tragedia di 4 ragazzi morti bruciati sul treno che li riportava da Piacenza. La curva sarà profondamente segnata da questo lutto. Ci vorrà del tempo alla Sud per riprendersi, perché molti ragazzi abbandonano i gruppi e molti di questi gruppi si sciolgono. Negli anni 2000 la Salernitana vivacchia in Serie B, sempre seguita appassionatamente dai suoi sudditi. Nell’aprile 2010 un altro gravissimo lutto devasta la curva granata: muore Carmine Rinaldi, per tutti il “Siberiano”, vero capo-ultrà. Nel 2011, a seguito del fallimento del club, avvenuto al termine della stagione, viene fondato il “Salerno Calcio”. Nel luglio 2012 il sodalizio acquisisce i beni immateriali della “Salernitana Sport” e cambia la ragione sociale in “Unione Sportiva Salernitana 1919”. Gli ultras portano avanti la battaglia del marchio e dello stemma, l’Ippocampo. Dal 2012 Raffaele Russo “’o Viking”, ex capo-ultrà, si presenta nuovamente in Curva dopo tanti anni di assenze, cominciate nel 2005. Intorno al 2012 si sciolgono i “Granata South Force” e gli “Ultras Plaitano”. Nell’agosto 2014 si sciolgono i “Fedelissimi Antica Salerno”. Nel 2014/15 la Curva Sud Siberiano viene eletta come la curva più bella della Terza Serie nazionale tramite un sondaggio del canale web ufficiale della Lega Pro. Quell’anno arriva l’agognata promozione in B, seguono poi, dal 2016 al 2019, piazzamenti mediocri che non soddisfano la fame di calcio dei salernitani. Il resto è storia dei nostri giorni.

Gemellaggi/Amicizie: –Bari: un gran bel gemellaggio, una fratellanza vera e propria, un legame delle due città che va oltre il calcio, quello tra Salerno e Bari. Nel 15/16 a Bari, un corteo parte dalla Nord dopo un susseguirsi di canti, sventolio di bandiere, battimani, il tutto reso suggestivo da torce e fumogeni, e arriva sotto il settore ospiti. All’Arechi, al ritorno, grandiosa coreografia della Sud con carta argentata, gli stemmi delle due società ai lati, al piano superiore, e sotto la scritta “Since 1983”, anno in cui nasce il gemellaggio, più i volti dipinti di alcuni capi-ultras delle due tifoserie. Già dal mattino cori di stima, abbracci e pranzo effettuato da esponenti baresi e salernitani, nonostante l’altissima posta in palio del match. In città esposta la scritta “Da Salerno a Bari finchè morte non ci separi”. Nel dicembre 2016, al “San Nicola” di Bari, corteo come l’anno precedente. Molti i salernitani accorsi, ai quali viene data tutta la Curva Sud. L’intero stadio è uno sventolio di sciarpe salernitane e baresi in goliardia. Striscione “Seguaci” Bari esposto in Sud per Salernitana-Avellino del maggio ’17. Salernitana-Bari del 4 novembre 2017, giocata davanti a 17mila spettatori, è, manco a dirlo, un’altra occasione di amicizia, passione, fratellanza tra le due città, che si assapora non solo quando si affrontano le due compagini, ma anche quando un barese va a Salerno a farsi “un giro” o un salernitano va a far visita a Bari per un weekend o per andare a gustare qualche specialità culinaria barese. Bella la coreografia barese: “tre colori, due città”. Innumerevoli le visite reciproche in passato. Esposto in città nel novembre ’19 lo striscione “Il tempo riscrive i contorni della storia e la verità prende il posto dell’infamità…rispetto per i fratelli baresi”. –Brescia: ogni volta che le due squadre s’incontrano si rinnova questo bel gemellaggio Nord-Sud, nato per motivi assai tristi nel nome di Roberto Bani, bresciano morto a 28 anni a Salerno il 10 maggio 1997, che cadde picchiando violentemente la testa sui gradoni. I tifosi granata, distrutti e commossi, parteciparono emotivamente come pochi a quell’evento drammatico: durante i 6 giorni della speranza, nella sala di rianimazione del “San Leonardo”, fu un autentico via vai, una storia purtroppo senza lieto fine. I salernitani, sconvolti dall’accaduto, raccolgono contributi per aiutare la famiglia di Roberto, stessa cosa fanno i supporters bresciani. C’era già prima una certa amicizia, ma da allora l’amicizia fu sempre più forte, unica, che cresce anno dopo anno in ricordo di Roberto. Nel 15/16 a Brescia gli ospiti espongono “Salerno saluta Brescia” e, dietro la Curva Nord, “Roberto Bani: gli Ultras non muoiono mai…”. Al ritorno, a Salerno, i campani espongono “Ricordando Tone e Bani salutiamo gli amici bresciani!” e, fuori lo stadio, lo striscione “La curva Sud saluta gli amici di Brescia”. Quest’ultimi si uniscono all’ultimo saluto che la curva Sud tributa a un tifoso troppo presto scomparso con lo striscione “Ciao Gennaro CNB”, mentre i salernitani mostrano “Nel bene e nel male con animo guerriero ciao Gennaro fedelissimo vero”. Pezze bresciane in  Verona-Salernitana 16/17.  Drappi bresciani anche in Parma-Salernitana 17/18 e striscione dopo le numerosissime diffide che colpiscono la curva lombarda “Vicino agli amici bresciani…diffidati liberi”. La Curva Nord Brescia offrì, prima di Brescia-Salernitana del 22 aprile 2019, pane, salame e birra agli ospiti. –Reggina: vecchio gemellaggio, risalente alla stagione 1986/87, che si regge su basi solide, anche se, per la verità, prima di quella stagione c’erano stati incidenti tra le due tifoserie. Fu il “Commando Ultrà” della Reggina a contattare i “Granata South Force”. In 3 si recarono in Calabria, ospitati nella sede del gruppo reggino, che spiega come non tutta la curva sia d’accordo sul gemellaggio, in base ai trascorsi non certo pacifici. Nonostante i dubbi e le incertezze i campani si recano allo stadio e posizionano in curva reggina lo striscione “Ultrà Salerno”. La situazione si fa subito tesa e sembra degenerare da un momento all’altro ma, nel corso della gara, la tensione si stempera e alla fine tutti i gruppi reggini li vanno a salutare, si spiegano, si scusano e gli danno appuntamento a Salerno. Il gemellaggio si consolida nel campionato 87/88 proprio a Salerno, da allora il rapporto tra le due tifoserie è diventato indissolubile. Innumerevoli le visite reciproche, ad esempio i reggini erano presenti in Salernitana-Avellino del maggio ’17 e del marzo ‘18. Il 28 dicembre 2017 ultras salernitani insieme ai gemellati di Reggio Calabria, prima di imbarcarsi per la Sicilia per poi raggiungere Palermo. –Andria: amicizia dovuta soprattutto ai baresi, gemellati sia con Andria che con Salerno. Numerose le visite reciproche, ad esempio striscioncino “Brigata Fidelis” esposto in Avellino-Salernitana15/16 e Salernitana-Pescara 18/19. Andriesi presenti in Salernitana-Avellino 16/17. –Schalke 04: bel gemellaggio internazionale, giovane ma fortissimo, che dal 2016 unisce la Curva Sud Siberiano ad una delle tifoserie più calde della Germania. In occasione del match d’esordio della Bundesliga 17/18, i tifosi dello Schalke 04 sfoggiano un’inedita bandiera che raffigura, uno accanto all’altro, il logo della propria squadra a quello dell’Ippocampo. Tedeschi presenti con tanto di drappo in Salernitana-Perugia 16/17. Presenti gli “Ultras Ge” anche a Vicenza nel febbraio 2017, in Salernitana-Avellino 16/17 e, in molti, per Salernitana-Ascoli 17/18 in cui si festeggiò i 27 anni di attività della “Nuova Guardia” Salerno, gruppo gemellato direttamente con loro. Ultras di Gelserkinchen  presenti per le strade di Salerno nell’ottobre 2016 per il derby col Benevento, in Cosenza-Salernitana del 27 dicembre ’18 e in Salernitana-Pescara del 30 dicembre ’18. A febbraio ’18 esposta dagli “U.Ge” in una gara interna la frase “Curva Sud Siberiano nessuna diffida vi fermerà”. –Monopoli: rapporto di bella amicizia che dura ormai da diversi anni, un po’ raffreddatosi ultimamente. Le due compagini da tempo non si affrontano. Bellissima e ben riuscita iniziativa organizzata dalla curva Sud Monopoli a fine 2014,  che nel giro di poco tempo mise in piedi un’amichevole tra la loro squadra e la Salernitana, decidendo di devolvere l’intero incasso a favore del piccolo Armandino di Salerno, affetto purtroppo da rara malattia. La giornata trascorse all’insegna dell’ideale, dell’amicizia e della solidarietà. Presenti per l’occasione anche diversi ultras di Bari e Salerno. Giro di campo nel prepartita coi bandieroni per rinsaldare lo storico gemellaggio, con tenuto in mano lo striscione “Salerno saluta Monopoli”. In curva i pugliesi espongono “Benvenuta Salerno” e “Armandino alla riscossa!!!”. Gemellaggio che risale più o meno alla stagione 84/85 al motto di “Monopoli-Salerno gemellaggio anche all’inferno”. Presenza dei monopolitani in Salernitana-Barletta 14/15, gara che oltre alla matematica promozione in Serie B, ha visto anche rinnovarsi l’amicizia con –Barletta: un rapporto che dura dal 1990/91. I padroni di casa li accolgono con lo striscione, esterno stadio, “Benvenuti agli amici di Barletta”. In Salernitana-Bari 15/16, i campani espongono “Ultras Barletta non mollate”; i pugliesi hanno visto fallire la loro squadra nel 2015. –Venezia: tra le due tifoserie è nata piuttosto recentemente una bella amicizia. Venezia-Salernitana, 1^ giornata di campionato 17/18: i padroni di casa espongono “Benritrovati ultras granata” e “Siberiano vive”; gli ospiti “Michael sempre con noi”, ultras veneziano prematuramente scomparso nel giugno 2017. Veneziani si uniscono alla protesta della Sud di Salerno il 30 marzo 2019. –Ascoli: grande rispetto sfociato in un’amicizia ufficiale, iniziato nel 2013, quando, nel campionato di Lega Pro 1^ Divisione, la squadra granata fece visita all’Ascoli. Diversi ultras della Curva Sud Siberiano, all’epoca tutti sprovvisti di Tessera del tifoso, trovarono grande disponibilità da parte degli ascolani nell’acquistare i tickets per assistere al match, aggirando così l’obbligo della Tessera. Inoltre esposero lo striscione “Nazzareno vive”, ultrà ascolano morto nel 1988 al termine di Ascoli-Inter dopo un violento pestaggio. Gli ottimi rapporti che intercorrono tra gli ascolani e i ragazzi di Reggio Calabria e Bari, non fa che favorire il feeling. Gli ascolani a Salerno nel 15/16 espongono lo striscione “R.i.p. Marco”, tifoso granata venuto prematuramente a mancare. Marchigiani accolti dallo striscione “Rispetto per gli ultrà ascolani” il 30 novembre 2019 a Salerno.

Buoni rapporti/recipr.rispetto:. –Roma: un filo conduttore lega la Roma alla Salernitana, quello di aver avuto come capitano Agostino Di Bartolomei, dal carattere schivo e riservato, molto lontani dai canoni classici del calciatore, che morì suicida il 30 maggio 1994 a San Marco, frazione di Castellabate (Sa) dove viveva, sparandosi un colpo di pistola al petto, dieci anni esatti dopo la finale di Coppa dei Campioni persa in casa dalla Roma contro il Liverpool. Le due tifoserie l’hanno sempre amato. –Latina: i pontini non mancano mai con gli striscioni di ricordare il “Siberiano”. Diversi anni fa c’era rispetto anche con la Paganese, tant’è che lo striscione “Ultras Pagani” lo si poteva notare ogni tanto tra i salernitani. –Benevento: c’è un bel rispetto negli ultimi anni. La Curva Sud Benevento, nell’ottobre 2016, portò la propria offerta per la causa del piccolo Francesco Pio, bambino salernitano gravemente malato. –Ravenna: c’era un gemellaggio una volta, ora solo reciproca stima. –Liverpool: un gruppo di supporters della città dei Beatles, gli “Scousers”, hanno seguito dai distinti alcune partite clou della Salernitana in tempi abbastanza recenti.

Rivalità: –Avellino: acerrima e ormai vecchia rivalità regionale. Comunque esposto in Avellino-Salernitana15/16, dai granata, lo striscione “Matteo lotta da ultras”, un bambino di Avellino allora gravemente malato. In Avellino-Salernitana del 24 dicembre 2016, gli ospiti espongono su più piani la scritta “Per questa partita abbandoni il presepe…ti sembra bello? lascia perdere i gradoni…e torna al bue e l’asinello!”. Il 13 maggio 2017, penultima di campionato di B, si rinnova la rivalità a colpi di striscioni, cori e coreografie. Originale quella della Sud “Siberiano” ispirata ad una simpatica serie di cartoni animati: “Curva Sud Agnellino”, scritto su sfondo bianco verde, a copiare il loro “Curva Sud Avellino”, con un gigantesco personaggio che…pensa “vita da pecora”. Un tifoso avellinese colpito al braccio da un petardo lanciato dal settore Distinti. Uno striscione in Sud recita “Parli di essere nel mondo ultras alla ribalta, ma nei nostri derby non sei mai andato oltre al ‘chi non salta’”. Per gli ultimi derby disputati vedi la sezione “Curiosità”. –Napoli: la rivalità è nata quando i tifosi napoletani della Curva A, affiancarono gli stabiesi nella finale Playoff di C 1993/94, Salernitana-Juve Stabia, mentre “Palummella”, storico capo-ultrà napoletano, e una delegazione del suo “Cucb”, andò tra i salernitani,. Fino ad allora si poteva dire che il rapporto tra le due tifoserie fosse di assoluta tranquillità, finché il Napoli ha disputato la Serie A. Da quel momento invece nasce l’inimicizia, che sfocia in vera e propria rivalità. Il sorpasso, mal digerito dagli azzurri, avvenne nel 1998, allorché la Salernitana viene promossa in Serie A (l’unico anno che ha disputato la massima serie) e il Napoli retrocesso in B. Alla 1^ giornata di A nel 1998, 12mila salernitani invadono Roma esponendo lo striscione “Napoletano guarda come si fa la Serie A”. Due campionati successivi le due squadre si ritrovano rivali in cadetteria; da allora gli scontri tra tifosi hanno fatto sempre da scenario alle partite in campo. Incidenti piuttosto pesanti nel novembre 2002, coi salernitani che avevano il dente avvelenato per quanto successo l’anno prima, quando un gruppo di 30/40 napoletani caricò sotto la Tribuna di casa e si scontrò con i pochi ultras di Salerno allora presenti che ebbero la peggio, uno di loro fu anche accoltellato. I salernitani nel 2002, in circa 200/300 si portano vicino al cordone che divide le due fazioni e inizia a caricare, prima la polizia, rompendo il cordone e poi i vari pullman, pulmini, auto private e ragazzi che a piedi raggiungono la curva Nord attraverso la zona loro riservata, che invece non era isolata come si doveva. Tutto ciò va avanti per diverso tempo, fino a che la polizia carica energicamente con l’uso di tantissimi lacrimogeni, riuscendo a disperdere i salernitani. Mentre il grosso della Sud rientra in curva all’esterno rimangono una 40ina di ragazzi che aspettano l’arrivo della Curva A napoletana, che si trova nella zona industriale bloccata dalla celere. Poi arrivano 5 bus di napoletani arrivati col treno, che vengono energicamente caricati dai pochi salernitani rimasti, visto la presenza di un solo cellulare. Dai pullman non scende nessuno, intanto sotto la Nord arrivano ben scortati in corteo altri napoletani che avevano viaggiato in treno. La situazione si normalizza, ma a fine gara ancora scontri, coi salernitani che provano due cariche, respinte dalla celere, con i napoletani che, dopo essersi scontrati con la polizia, riescono a sfondare un cancello e ad uscire, ci sono dei corpo a corpo, che però durano poco, con la celere che respinge entrambe le fazioni. I salernitani da lontano lanciano qualche oggetto, mentre i napoletani continuano a scontrarsi con la celere per poi ripartire coi pullman per impedire nuovi scontri alla stazione, che invece avvengono fino a Napoli. Altri scontri anche nel 2004. –Casertana: le due tifoserie sono divise da una rivalità di vecchia data. Un vecchio Casertana-Salernitana 1982/83: la guerra cominciò già al botteghino, i salernitani entrarono nella stessa curva dei rossoblù. La Salernitana segnò su una punizione dubbia, fatta anche ripetere. All’esultanza granata iniziò inevitabile il corpo a corpo. Gli ospiti si difesero bene, compatti, ma progressivamente, il grosso dei salernitani uscì dallo stadio, rimasero dentro in pochi; ultimo ad abbandonare la curva il “Siberiano”, che fu circondato fuori lo stadio da un gruppo di punk armati di catene, che gli insultarono la mamma, lui reagì anche se era solo e ingaggiò un duello coi punk, le dette e le prese, a terra lo picchiarono selvaggiamente, con un bidone di ferro lo stavano ammazzando. In Salernitana-Casertana del 2015 esposto in Sud lo striscione, rubato in precedenza, “Rossoblu Coccagna”. A fine gara da registrare qualche scaramuccia, sedata velocemente dalle forze dell’ordine. Un agguato congiunto, un mix  tra casertani, reduci da Catania, dove ci avevano rimesso due stendardi, e messinesi, a pochi chilometri dall’imbarco dei traghetti a Messina, il 27 febbraio 2016, a un pulmino e ad un auto con a bordo 15 tifosi della Salernitana di ritorno da Trapani. I due mezzi, entrambi danneggiati,  furono accerchiati e speronati da 80 ultras, e colpiti da spranghe e pietre. Poi cominciò la colluttazione. I granata, sebbene in netta inferiorità, scesero e reagirono difendendosi. Gli scontri sarebbero terminati con la difesa del drappo da parte dei salernitani, e con l’arrivo della polizia. –Cavese: acerrima storica rivalità di campanile, anche se c’è rispetto. Violenti scontri ai tempi della C, soprattutto negli anni ’80. In un vecchio striscione “Cava provincia di Salerno”. –Verona: storica, tipica rivalità Nord-Sud. Nel 2016-17 a Salerno fin troppo decise le misure preventive sul piano dell’ordine pubblico, con chiusura di metropolitana, cinema e locali di ristorazione e posizionamento di container a rendere un fortino inespugnabile il settore ospiti. Numerosi gli incidenti in passato, specialmente a Salerno. I salernitani, numerosi al “Bentegodi” di Verona nel 16/17, espongono l’eloquente “Verona merda”. –Vicenza: le due tifoserie certo non si amano e non se lo mandano a dire. Attimi di tensione nel post-match di Vicenza-Salernitana 15/16, quando alcuni granata vengono intercettati da ultras biancorossi. A Salerno, nel 16/17, prepartita movimentato all’arrivo dei bus con i tifosi ospiti. Un gruppetto di salernitani parte verso i bus con lancio di torce e bottiglie, ma la pronta reazione delle guardie evita qualsiasi possibilità di contatto tra le due fazioni. –Nocerina: pessimo rapporto, anche per motivi campanilistici, vista la breve distanza che separa Salerno da Nocera Inferiore: appena 15 Km. Di rilievo internazionale fu il clamoroso episodio relativo al campionato 2013/14, definito “derby farsa” e “derby della vergogna”: i tifosi nocerini, ai quali era stato fatto divieto di assistere alla gara a Salerno, minacciarono i calciatori della propria squadra affinché non giocassero; quest’ultimi, una volta effettuate tutte assieme le tre sostituzioni, inscenarono dei finti infortuni fino a costringere l’arbitro a sospendere la gara per insufficiente numero di giocatori rossoneri. Ai molossi fu fatto divieto di proseguire il campionato (società radiata), e a tecnici, dirigenti e calciatori vennero inflitte severe sanzioni. –Perugia: amicizia risalente all’inizio degli anni ’90, sfociata poi in un gemellaggio a tutti gli effetti. Questo fino al 31 marzo ’94: gara di Coppa Italia Salernitana-Perugia; l’arbitro De Santis, quello di Calciopoli, decide di indirizzare la partita a favore degli ospiti. Sull’1-0 per i granata assegna una punizione per presunto fallo fuori area. La Salernitana protesta, il Perugia batte la punizione a sorpresa e Pagano mette dentro a porta vuota, l’esultanza sotto la Sud è plateale, il gol viene assegnato scatenando un putiferio, con la tifoseria granata inviperita. Invasione di campo e cori contro il presidente del Perugia Luciano Gaucci, che fecero storcere parecchio il naso ai circa 20 perugini presenti. Fatto sta che il rapporto tra le due tifoserie si ruppe irrimediabilmente e già nella gara di ritorno i pochi granata vennero accolti da fischi e striscioni offensivi, anche se si dice che il rapporto tra le due fazioni si fosse incrinato già in precedenza. Nella stagione successiva si ebbero scontri all’esterno del “Curi” di Perugia, con la folta rappresentanza granata che più volte provò a trovare il contatto con quella di casa nei pressi della Nord. In quegli anni venne realizzata dalla Sud una coreografia raffigurante una confezione di Baci Perugina, con dedica che recitava “Ogni bacio tira un altro bacio, come ogni odio porta un altro odio, così come rispettiamo vogliamo essere rispettati, ma contro i vili ed i mediocri la nostra coerenza è più forte della vostra demenza”. –Inter: gli “Ultras Plaitano” nel 2005 si fecero rubare lo striscione dagli interisti, in occasione di Inter-Reggina, dove erano a fianco dei gemellati reggini, poi lo recuperarono grazie all’intervento della Digos. Il gruppo, secondo il “codice” non scritto degli ultras, avrebbe dovuto sciogliersi, anche secondo gli altri gruppi della Sud. Gli interisti credevano di inseguire dei reggini per rubargli lo striscione, ma nelle borse c’erano solo sciarpe della Reggina e nessun striscione. In Piazzale Lotto intervenne la polizia per fermare l’aggressione di 10 tifosi dell’Inter contro 4 della Salernitana, che persero lo striscione, anche se non avevano provocato. Il direttivo del “Plaitano” era rimasto a Salerno, il quale con troppa facilità e leggerezza affidò lo striscione in mano a ragazzi che certo poco avrebbero potuto fare in caso di attacco, ostentando tra l’altro felpe del proprio gruppo ultras. –Foggia: rapporti tesi anche per la rivalità che i rossoneri hanno coi baresi, fratelli dei salernitani. In Salernitana-Foggia del 21 dicembre ’17, esposto all’esterno dello stadio lo striscione “In giro per l’Italia numerosi e compatti, all’Arechi invece i soliti 4 gatti!!!” (erano solo 300 da Foggia). –Taranto: incidenti pesanti a Taranto alla fine degli anni ’80. –Frosinone: numerosi attriti in passato, soprattutto per le sfide incrociate in Serie C. –Monza: ritorno finale di Coppa Italia Lega Pro, aprile 2014: alcuni ultras della Salernitana andarono verso la Nord, pare senza intenzioni bellicose, sembra fossero diretti a salutare i gemellati di Bari, Reggina, Brescia e Monopoli, ma mentre passarono nell’area della Tribuna, si avvicinarono a quelli del Monza e iniziarono i tafferugli. Tre i feriti tra i tifosi ospiti. Intervenne la polizia evitando che la situazione peggiorasse. –Pescara: rivalità vecchia e molto sentita. Ogni volta che si incrociano le due tifoserie non se le mandano certo a dire. Furibondi scontri in campo e sugli spalti in Pescara-Salernitana 95/96. –Cosenza: vecchia storica ruggine. Striscione anni ’80 “Al cosentino piace giocare a nascondino”. –Ternana: striscione anni ’90 “Puttana la Ternana”. –Genoa: rivalità ormai sbiadita. –Cagliari: tafferugli negli anni ’90, lancio di sassi in Salernitana-Cagliari 98/99.

Curiosità: -I gruppi Ultras “Nuova Guardia”, “Nucleo Storico”, “Frangia Kaotica”, “I.g.u.s.”, “Prigionieri di una Fede” in occasione delle due partite interne con Crotone e Pordenone (rispettivamente 15 e 26 dicembre 2019), organizzano una raccolta fondi da destinare interamente all’associazione “La Tenda”, centro di solidarietà Onlus di Salerno che gestisce varie comunità, per l’acquisto di prodotti indicati dalla stessa associazione per potenziare il percorso di integrazione educativo degli ospiti, per realizzare i loro desideri di adolescenti; verranno consegnati la mattina di Befana 2020 per una bella festa coi bimbi. -Al termine di Salernitana-Crotone (3-2) del 15 dicembre 2019 esplode il “Caso-Jallow”: l’agente del giocatore parla di insulti rivolti al ragazzo, che avrebbe sentito anche un “negro di merda”. Dopo il gol del pareggio il calciatore ha un gesto di stizza e provocatorio rivolgendosi ai presenti nel settore Distinti. La reazione spropositata  dell’attaccante non piace per niente alla tifoseria, che da quel momento inizia a beccare il giocatore ad ogni tocco di palla. In Curva esposto a inizio match lo striscione “Il progetto sbandierato è miseramente naufragato, è finita la pazienza per colpa della vostra strafottenza, niente alibi né giustificazioni siete solo dei buffoni”. La gara è preceduta da una prevendita in linea con quanto accadeva ai tempi della Lega Pro o della Serie D, eloquenti gli striscioni apparsi nei punti nevralgici della città a manifestare il malcontento dilagante di una piazza delusa e amareggiata per l’ennesima stagione che sta evolvendo al di sotto delle aspettative. -Nella gara interna con l’Ascoli del 30 novembre 2019, esposto in Curva nel gelo dell’Arechi, con solo 5.787 spettatori presenti, lo striscione “Anche quest’anno il copione non è cambiato…stesse promesse…stesso campionato!!!”. -Il tifo organizzato decide di non partecipare alla trasferta di Castellammare di Stabia del 23 novembre ’19, per non sentirsi asserviti ai giochi di potere, che prima vietano la trasferta e poi danno il via libera alla vendita dei tagliandi. Fuori lo stadio compare lo striscione “Partono tutti o non parte nessuno…restare a casa per dignità…per questa maglia…per questa città!”. -A Cremona, il 10 novembre 2019, esposti gli striscioni “10/11/1979: una data speciale, un ricordo…immortale, buon compleanno Aldo”, in memoria di Aldo Meroni, ex membro della “Nuova Guardia” scomparso alcuni anni fa, che avrebbe compiuto 40 anni, e “Antonio, Marco, Matteo…eroi di ogni giorno!!”, in memoria dei tre vigili del fuoco che hanno perso la vita dopo essere stati coinvolti nell’esplosione di una cascina a Quargnento (Al). 900 i salernitani presenti, se non è amore questo… -Il 26 ottobre ’19, per Salernitana-Perugia, è una giornata triste: vengono ricordati Antonio e Melissa con gli striscioni “Ti ricorderemo così…comunque sempre qui’!” e “Siam qui a renderti onore…ciao Melissa”, inoltre viene osservato un tempo di silenzio. Il 22enne Antonio non ce l’ha fatta ed è morto il 20 ottobre 2019 dopo oltre una settimana di agonia. Era rimasto gravemente ferito in un incidente stradale insieme all’amico di sempre Andrea, un altro esponente degli “U.M.S.”, travolti da un’auto su uno scooter. Esposto anche lo striscione “Stendardo teso, sorriso costante, ciuffo biondo: ti ricorderemo così, buon viaggio Antonio, il tuo posto sarà comunque sempre qui”. Belli i messaggi a lui dedicati da tutte le tifoserie gemellate, che hanno avuto la percezione del dramma, così come l’hanno avuto per Melissa, 16enne grande appassionata di calcio, tifosissima della Juve ma soprattutto della Salernitana, che ha avuto un malore a scuola durante un’interrogazione, ed è morta all’improvviso il 7 ottobre 2019. Fuori dallo stadio esposto il messaggio “Il tuo dolce sorriso in ogni angolo del Paradiso…R.i.p.Melissa”. Ma il 2019 ha visto anche la scomparsa del 17enne Mario, avvenuta nella tarda serata del 14 aprile 2019, mentre percorreva il raccordo stradale Salerno-Avellino, una morte che ancora non ha avuto giustizia. Il 28 agosto 2019 si è svolto il 1°Memorial di calcetto a lui dedicato, con a bordo campo lo striscione “Il tuo ricordo resterà indelebile nei nostri cuori e continueremo a onorare per te i nostri colori. Mario vive” del suo gruppo “Salernitana Che Passione”. Striscioni dei gemellati per lui e un “Ciao Mario” di cosentini e pisani. -Non hanno potuto partecipare alla trasferta di Trapani del 22 settembre 2019, e da lì la presa di coscienza di un incubo che ritornava, i 45 supporters che avevano subìto il Daspo di gruppo per la trasferta del 28 dicembre 2017 a Palermo, e che avevano gioito per la vittoria al Tar essendosi visti revocare il provvedimento, salvo poi incassare la sospensione dell’esecutività di quella sentenza loro favorevole, impugnata da Questura di Palermo e Ministero dell’Interno. I sostenitori granata ovviamente non ci stanno e sono pronti ad entrare nel merito, preparando la loro strategia: si alza l’onda di protesta. Su quel pullman furono sostanzialmente trovate delle torce la cui vendita è libera in commercio, perciò tanta è la rabbia, lo sdegno nei confronti di una giustizia che di giusto non ha niente. La mano pesante della Questura di Palermo era stata sottolineata con un minuto di silenzio per ogni Daspo ricevuto, praticamente tutto il primo tempo, nel match casalingo con la Pro Vercelli del 17 febbraio 2018, col solo striscione in Sud “Risorgeremo come l’alba, chi è come noi non si stanca!”. -A Cosenza, il 31 agosto 2019, col settore ospiti quasi pieno i granata espongono il significativo striscione “P.Romeo e Siberiano, rivalità, rispetto e mentalità…questo e il nostro credo ultrà”. -La Società Salernitana decide di dedicare a Carmine Rinaldi il “Siberiano” il Torneo del Centenario, triangolare amichevole Salernitana-Bari-Reggina, che si disputa il 1° agosto 2019, ma lo fa applicando un costo d’ingresso, scelta non condivisa da molti, anche in virtù del fatto che avevano promesso la disputa di un’amichevole di lusso alla quale gli abbonati avrebbero potuto assistere gratuitamente. Ci sono comunque circa 4mila presenti, dei quali circa 400 tra baresi e reggini che sono insieme in Curva Nord, facendo tifo comune e dando vita a un gran bello spettacolo a livello ultras. Ciascuna delle tre tifoserie realizza uno striscione per Carmine. La Sud è divisa in due grupponi, uno capitanato dalla “Nuova Guardia”, l’altro dagli “Ultras Movement Salerno”, una cosa che certo Carmine non avrebbe apprezzato, c’è disunione, si fanno cori diversi, uno scempio per molti. Carmine Rinaldi, per tutti il “Siberiano”, muore a soli 46 anni il 13 aprile 2010, colto da infarto mentre lavorava. La tifoseria perse una delle colonne storiche, perché Carmine era una leggenda del vero tifo salernitano: fisico da granatiere, biondo, occhi azzurri, era chiamato da tutta la città sportiva “Il Siberiano” perchè allo stadio era solito presentarsi ogni domenica con la sua maglietta numero 15 a maniche corte (sponsor Antonio Amato) con qualsiasi temperatura. Coadiuvato dai suoi amici inseparabili in curva e fuori, Toni Gioia e Ciccio Rocco, ha disegnato pagine indelebili della storia della Salernitana. Un esempio per tutta la tifoseria che ammirava la sua fede incondizionata alla casacca. Prima del rito funebre il feretro del “Siberiano” è stato portato al vecchio stadio “Vestuti”, la sua seconda casa. Ad accoglierlo migliaia di tifosi, che esposero lo striscione “Il nostro addio è un arrivederci…salutiamo il Siberiano”. Innumerevoli i cori a lui rivolti, cantati a squarciagola da tutti i presenti. Una coreografia venne organizzata appositamente per lui ed a lui nel tempo sono stati dedicati striscioni come “E’ doveroso onorare la memoria perché di te si tramandi la storia! Siberiano in eterno”, “Auguri Carmine ovunque tu sia”, “Dell’essere ultras hai fatto uno stile di vita, la tua curva con fierezza ti onora ogni partita, Siberiano vive” (aprile 2017 in città), “Ricordiamo la memoria dell’uomo che ha fatto la storia!”. Tra le sue frasi celebri “Quella è nostra, è la nostra vita la Salernitana, ci conosciamo da tanto tempo”, “Ogni singolo ultras è un bravo ragazzo” e “Riconoscevamo solo la casacca non chi la indossava”. -In Salernitana-Catanzaro, 2° turno di Coppa Italia 19/20, dell’11 agosto 2019 la Sud si compatta di nuovo ed offre una prestazione d’impatto esibendo anche lo striscione “Salutiamo l’ultras che sei stato il resto per noi non va considerato…riposa in pace Diabolik”, per il capo ultrà laziale Fabio Piscitelli, assassinato in un parco della Capitale pochi giorni prima. -Il 19 giugno 2019 il popolo salernitano festeggia i 100 anni della società, con un maxicorteo, fuochi pirotecnici e una bellissima mega fumogenata sul lungomare: questa è Salerno con fiumi di gente per le strade del centro cittadino. -700 circca i salenitani presenti a Venezia per il Playout di ritorno 18/19, vinto ai rigori, più volte rimandato, che si è giocato lo stesso nonostante si sapesse già della retrocessione a tavolino del Palermo. -Ai primi di aprile del 2019 il gruppo “Nuova Guardia” ha incontrato a Roma i vertici della Società, ai quali ha ricordato tutto, punto per punto. La delegazione ha preso atto dell’atteggiamento dei due proprietari del club, Mezzaroma e Lotito: l’apertura nei loro confronti, l’ammissione di colpa sui risultati, sulle loro assenze, sulle inadempienze rispetto al Centenario, parole che, auspica il gruppo, devono diventare fatti. Per cui da sabato 13 aprile, in Salernitana-Cittadella, sono tornati a fare tifo all’Arechi, non perché convinti dalle promesse ma perché hanno voluto concedere un’altra chanche a chi si è assunto una grande responsabilità, dichiarando pubblicamente di non voler cedere la Società ma di volerla portare a livelli che più gli competono. -In occasione di Salernitana-Venezia, del 30 marzo 2019, pesante contestazione del popolo salernitano, che si riunisce in migliaia nel piazzale antistante la Curva Sud, con ben in vista lo striscione-slogan “Liberate la Salernitana!”, stessa frase con la quale si erano presentati due settimane prima a Livorno, rivolto alla società per la pessima gestione, con cori di protesta contro il direttore sportivo Fabiani e il copatron Claudio Lotito. Gli ultras annunciano la diserzione da ora fino alla fine del campionato 2018/19 e alla protesta si aggiunge anche un gruppo di veneziani, accolti dallo striscione “Benvenuti amici veneziani”, che restano fuori fino al fischio d’inizio del match. Sotto lo striscione di benvenuto attaccano “Liberate la Salernitana” e “Vicini alla Salerno Ultras”. La tifoseria salernitana è da tempo in aperta contestazione con Claudio Lotito, invitato ad andarsene, reo di non aver potenziato a dovere la squadra al mercato di gennaio. La tifoseria è stanca delle sue parole e diserta lo stadio: ad esempio col Novara, il 25 marzo 2018, i paganti erano solamente 3.311, a fronte di 3.381 abbonati, e in curva era presente il solo striscione “Nessuna resa”. La curva a Lotito ha sempre riconosciuto i meriti dei campionati vinti e il fatto di aver speso 300mila euro che investì a fondo perduto per evitare di partire dall’Eccellenza, ma ora è stufa di tanti proclami e promesse disattese, ricordandogli che la Salernitana è della tifoseria. Esposto a Siano, fine febbraio ’18, lo striscione “Salerno non è un hobby o una succursale…tornatene a Roma…Lotito maiale!!!”, inoltre “Lotito vergogna…Salerno merita rispetto”. Dura contestazione contro la società anche alla fine di Salernitana-Spal del 28 febbraio ’17. Nel gennaio ’17: “Stanchi dei riassunti delle puntate precedenti, Salerno merita progetti vincenti…”. Da dire che i salernitani non hanno mai avuto una storia sportiva davvero all’altezza del calore e delle aspettative di una piazza bella e innamorata ma da sempre sfortunata nel calcio. -Nel gennaio 2019 è comparso una striscione fuori l’Arechi che i gruppi della “Siberiano” hanno tenuto a precisare non essere espressione della linea né dell’iniziativa della curva, bensì di un singolo gruppo (gli “U.M.S.”) che ha scelto di fare autonomamente. Un modo di agire che i gruppi avevano da tempo accantonato perché ritenevano che solo con l’unità d’intenti e forze si poteva portare la tifoseria granata ai livelli che anche di recente hanno fatto parlare di loro per seguito, coreografie e iniziative di massa, applaudite da tutta Italia. -Molto bella la coreografia allestita in Salernitana-Perugia del 21 ottobre 2018, con la scritta “Salerno” in corsivo, granata su sfondo bianco, su un telone copricurva sospeso tra la parte superiore e la parte inferiore della Sud e dintorno cartoncini a strisce multicolore. Nell’occasione raccolta la somma di 4.050 €. per la piccola Nina di Portogruaro (Ve), affetta da rara malattia, causa sposata anche dagli ultras del Venezia Mestre. Una delle più belle coreografie allestite negli ultimi anni è anche quella in occasione di Salernitana-Palermo del 25 agosto 2018: telone copricurva in Sud inferiore con la scritta nera su sfondo grigio “State of mind” e nella superiore un altro telone con disegnato un ultrà incappucciato e travisato con davanti la scritta granata “Salerno”, circondato da “raggi” formati da cartoncini bianchi e granata e all’estremità due copricurva con disegnata foglia d’alloro bianca su sfondo nero, come la scritta a formare l’anno di nascita della Salernitana“1919”. -Nell’amichevole estiva Salernitana-Monopoli del 19 agosto 2018 esposta la scritta “Verità e responsabilità vengano fuori in fretta…per questa ennesima tragedia che ci sta stretta!!! Rialzati Genova”, a favore della popolazione genovese colpita dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi di 5 giorni prima, che ha causato 43 vittime. -L’11 marzo ’18 è andato in scena all’Arechi il secondo round del derby con l’Avellino, che ha perso anche stavolta dopo il 2-3 dell’andata, per la gioia dei quasi 16mila presenti (comunque folta rappresentanza avellinese). Numerosi gli striscioni ironici e pungenti, come “Fai l’amico dello juventino e il gemellaggio con l’olandese. Ma resti sempre un cafone di paese”. Nel finale la Sud rivendica il successo dell’andata firmato Minala: “Ormai lo sa il mondo intero: l’incubo dell’Irpinia è l’uomo nero” e “’Gnummazzo’ granata” (termine tipico del dialetto avellinese, che indica una sensazione di “vuoto” allo stomaco, causato da una cocente delusione difficile da metabolizzare; una percezione negativa, che si presenta come un pensiero ricorrente). Rivalità messa da parte al minuto 13, quando, come accaduto durante il minuto di raccoglimento prima del match, tutto lo stadio ricorda Davide Astori, capitano della Fiorentina scomparso il 4 marzo a Udine. La Sud gli dedica lo striscione “Ovunque tu sarai…i veri capitani non muoiono mai!”. Purtroppo non tutto è filato liscio sul piano dell’ordine pubblico. Già allo stadio s’era diffusa la notizia di un vero e proprio agguato da parte di una sparuta rappresentanza di teppisti biancoverdi nei confronti di alcuni inermi tifosi granata che passavano di lì, diretti allo stadio. Dal manipolo criminale irpino sarebbero state danneggiate anche diverse auto e, lo stesso, avrebbe tentato di speronare alcuni passanti in motociclo. L’intervento delle forze dell’ordine ha riportato, a fatica, la calma. Disordini anche in Tribuna a pochi minuti dal fischio d’inizio, quando alcuni tifosi granata hanno provato a entrare nella zona destinata ai parenti dei calciatori dell’Avellino. Ma sono subito intervenuti steward e forze dell’ordine per calmare le acque, che si erano agitate inspiegabilmente. -Salernitana-Parma (0-1) del 26 febbraio 2018, è stata condizionata dalla straordinaria ondata di gelo che invase l’Italia in quei giorni, col minimo dei paganti stagionale. A fine gara, fuori lo stadio, pesante contestazione a squadra e Lotito. Lo zoccolo duro ricorda Alessandro Rubino, 34 anni, tifoso granata scomparso alcuni giorni prima la partita per una brutta malattia, con lo striscione “Alessandro fai buon viaggio, la curva Sud ti rende omaggio”. Ai funerali del ragazzo, che ha seguito negli anni la Salernitana in casa e fuori, gruppi di Bari, ma anche dalla vicina e storicamente rivale Avellino. Accesi numerosi fumogeni, numerose sciarpe sul feretro. -In occasione di Salernitana-Cremonese del 19 novembre 2017, la Curva Sud è carica ed accoglie l’ingresso in campo delle squadre con una bellissima coriandolata bianco-granata, con dei maxi-stendardi che formano la scritta “Curva Sud” al 2°anello e “Vinci per noi” al primo. Realizzato anche uno striscione a sostegno di Luca, ultras della Sambenedettese caduto in coma dopo Vicenza-Samb, per le percosse subite dalla celere. -Salernitana-Frosinone,10^ giornata campionato di B 17/18, si gioca dopo la vittoria nel derby a Avellino ed è grande l’euforia che si respira allo stadio “Arechi”. Una fumogenata, un lunghissimo striscione di ringraziamento in balaustra e un “Che l’Italia lo sappia, la storia continua, Minala al 96°” al primo anello. -Avellino-Salernitana, derby del 15 ottobre ’17, passerà alla storia per l’incredibile rimonta dei salernitani, chiamati da quelle parti “pisciaiuoli”, dal 2-0 per l’Avellino al 2-3 salernitano, con gol di Minala al 96’ che va a zittire la curva Sud avellinese. -I salernitani a La Spezia, nella 1^ giornata di B 16/17, durante il minuto di raccoglimento per le vittime del terremoto che ha colpì il CentroItalia, espongono la scritta “Vicini a questa ennesima tragedia…fratelli d’Italia non mollate!!!”. -In Salernitana-Spezia 15/16, la “Nuova Guardia”, con un comunicato manifesta la scelta di tesserarsi, decisione che crea qualche frizione in curva. Uno striscione degli “U.M.S.” recita “Distinguersi per non estinguersi…”e intorno tanti cartoncini con scritto “No Art.9”. -Nessuno a Salerno dimenticherà mai quel 24 maggio 1999, una data scolpita nella memoria comune della città. Una tragedia senza senso, innescata dal gesto sconsiderato di uno o più folli, che provocò un incendio sul treno che riportava a casa circa 1500 salernitani dalla sfortunata trasferta di Piacenza, ormai vicino a Salerno, e quindi la morte di 4 giovanissimi ragazzi. Il dramma della retrocessione all’ultima giornata del campionato di Serie A 1998/99, con la città convinta di aver appena vissuto un incubo, non fu nulla davanti alla morte di Vincenzo, Ciro, Simone e Giuseppe: in pochi attimi tutta Salerno sprofondò nel baratro, il tifo organizzato, per un po’ di tempo, non fu più lo stesso. Il 24 maggio 2019 è apparso fuori lo stadio lo striscione “Da 20 anni…siamo qui per non dimenticarvi: Simone, Ciro, Peppe, Enzo sempre con noi!!!”. -Molte le iniziative della Sud nel campo della beneficenza e del sociale anche in passato, le raccolte fondi a favore di bambini gravemente malati, per comunità o ospedali. Ad esempio il 17 dicembre, in occasione di Salernitana-Carpi, la Curva Sud  effettua una raccolta fondi destinata alla costruzione di un centro sportivo polifunzionale ad Amatrice. Ai varchi d’accesso dei vari settori i punti di raccolta. -Giuseppe Plaitano, ucciso da un colpo vagante di un poliziotto il 28 aprile 1963 negli incidenti di un Salernitana-Potenza, non è, come da molte parti riportato, la prima morte di un tifoso in uno stadio italiano. La prima morte in assoluto in uno stadio risale al maggio 1920 a Viareggio ed è quella di Augusto Morganti. -All’inizio degli anni ’90, mentre tutte le tifoserie italiane esibivano gli striscioni dei gruppi, i granata facevano già quello che molte tifoserie fanno oggi, ossia lo striscione unico che rappresenta tutti i gruppi. Era bellissimo lo striscione gigante “Salerno”.

Clubs principali: Club “Mai Sola”, Milano Granata, Salerno Club 2010                            

Politica: ufficialmente apolitici.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

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