Riprende già oggi il lavoro degli azzurri, perché il calendario non concede tregua e domenica il Castellani sarà di nuovo teatro di una sfida che, inutile girarci intorno, ha già il sapore dello spartiacque. Arriva la Reggiana, in uno scontro che pesa, come la classfica ci riacconta. Prima però sarà necessario capire chi ci sarà e chi no: le condizioni di Elia, uscito acciaccato dall’ultima gara, andranno valutate giorno per giorno, così come quelle di Ghion e degli altri ancora ai box. La sensazione, ad oggi, è che difficilmente si possano recuperare in tempi utili, ma le prossime 48 ore diranno qualcosa in più. Venendo alla sconfitta contro la Juve Stabia, è difficile trovare parole che non suonino come un campanello d’allarme. Se non è crisi, poco ci manca. Perché al di là delle analisi tattiche, dei moduli, delle scelte e delle letture, nel calcio contano i punti. E i punti si fanno con vittorie e pareggi, non con le prestazioni raccontate (vedi Palermo) come incoraggianti dopo una sconfitta. Il trend dell’Empoli, oggi, è preoccupante. E domenica si materializza la situazione più delicata possibile: ancora in casa, contro una squadra che sta sotto o appena sopra in classifica, con un solo risultato realmente accettabile. La prestazione, questa volta, conterà relativamente. Servirà solo se funzionale al risultato. L’analisi si fermerà al punteggio finale. Il tema centrale resta quello del carattere. Dopo 24 giornate non si può più parlare di episodi isolati. I passaggi a vuoto sono stati troppi e troppo simili tra loro. Si può anche perdere a Palermo contro un avversario più forte, si può anche uscire a testa alta in determinate circostanze, ma quello che manca è la continuità. Una parola che continua a non trovare spazio nel vocabolario di questa squadra. Le parole di Matteo Lovato nel post gara sono risuonate forti, forse come non accadeva da anni. Un capitano che punta il dito, che parla di sufficienza, di fame mancata, che ammette apertamente che, fosse stato in tribuna, avrebbe fischiato anche lui. Dichiarazioni pesanti, che chiamano in causa l’atteggiamento prima ancora che l’aspetto tecnico. Non servono nomi: il messaggio è arrivato chiaro. Crediamo che sia una delle più significative degli ultimi anni, una di quelle interviste che, lo scriviamo con vent’anni di esperienza addosso da questo punto di vista, difficilmente ci troviamo a sentire. Alla mente sono tornate quasi le parole di Silvio Baldini, dopo Pisa, nella lontana stagione 2008-2009. E dire che l’approccio non era stato sbagliato. L’Empoli era partito forte, aveva trovato il gol, aveva avuto almeno un paio di occasioni clamorose per raddoppiare; poi su questo, perchè parliamo di errori marchiani, ci torneremo. Ma nel calcio, quando non chiudi le partite, rischi di pagarne il prezzo. E da lì in avanti si è visto troppo poco. Soprattutto è mancata la reazione. Dopo il primo gol campano, e ancor di più dopo il secondo, ci si aspettava una squadra rabbiosa, determinata, pronta a prendersi la partita con le unghie. Invece si è vista timidezza, confusione, affidamento al caso. Non si discute l’impegno in senso assoluto, perché parliamo di professionisti. Ma dalla tribuna la percezione è stata diversa: è mancata quella sensazione di poter rimettere la gara sui binari giusti. La Juve Stabia, che già in classifica stava meglio, ha costruito la sua vittoria con fame e organizzazione. E stavolta non c’erano alibi legati al campo o al contesto.
I fischi del Castellani sono stati inevitabili. E forse, per quanto possano fare male, rappresentano un segnale necessario. A volte, nello sport come nella vita, serve più un richiamo deciso che una carezza consolatoria. Perché la classifica adesso impone uno sguardo diverso: non più verso ambizioni teoriche, ma verso chi sta dietro. E quando iniziano a circolare parole come “timida” e “impaurita”, significa che il problema non è solo tecnico o tattico, ma mentale. Noi per primi abbiamo spesso cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno. Oggi, però, sarebbe poco onesto non riconoscere che quel mezzo pieno si sta assottigliando. Le qualità che abbiamo intravisto a tratti devono diventare sostanza, altrimenti restano solo potenzialità inespresse. Se davvero ci sono. Nel concetto del si salva poco o addirittura niente rientrano anche le prestazioni dei calciatori, che ieri escono davvero per la stragrande maggioranza con una insufficienza, in alcuni casi anche molto marcata. Gli elogi che si fa davvero fatica a tirar fuori dopo quello che abbiamo visto possono essere per Elia, che fin quando è stato in campo ha fatto vedere cose davvero interessanti; dai suoi piedi, è partito quel perfetto pallone che Lovato ha incornato portandoci in vantaggio. E forse sarà un caso, ma la partita è cambiata in maniera radicale anche in virtù dell’uscita dell’ex calciatore dello Spezia. Il solito Fulignati ha fatto il suo mestiere e non ha alla fine responsabilità sui gol e, forse un po’ paradossalmente, il trio di difesa si è comportato discretamente bene. Lovato addirittura fa gol, poi magari compensa un po’ in negativo con quella palla che perde e che dà il là all’azione del pareggio stabiese, ma tutto sommato i tre uomini davanti al portiere non si sono comportati male. Le manchevolezze totali si annidano a centrocampo ed in attacco, qualcuno è stato davvero disastroso. Ebuehi, che si era tolto la soddisfazione del gol a Palermo ,ieri è stato complice in tutte e due le segnature delle vespe. Nella prima situazione potrebbe aggredire Leone, ma sta a debita distanza e gli fa calciare comodamente quel rigore in movimento. Sul secondo gol c’è da stendere un velo pietoso perché fa un qualcosa che, forse, nemmeno negli amatori si vede. Ilie è ormai un giocatore sul quale non abbiamo più parole: l gol a Cesena e nient’altro. Il rumeno sta collezionando, per quanto i nostri voti non sono sicuramente Bibbia, una serie infinita di 4,5. Giocatore che puntualmente azzecca quasi niente. Magnino aveva fatto qualcosa in più, senza strappi clamorosi ma con ordine e applicazione. Anche la sua uscita, nel secondo tempo, ha tolto equilibrio a una squadra che già stava scivolando via. E poi c’è l’attacco. Qui il discorso si fa impietoso. È giusto ribadire che si difende e si attacca tutti insieme, ma è altrettanto giusto dire che gli attaccanti devono fare la differenza nelle aree. E oggi non la stanno facendo. Non segnano con continuità, sbagliano occasioni che a questi livelli non si possono sbagliare. Perché la sensazione, concreta, è che la partita potesse essere chiusa sul 2-0, forse anche sul 3-0. L’azione di Fila resta l’emblema della serata: una sequenza di scelte e gesti tecnici completamente errati, qualcosa che un attaccante non può permettersi. Ma non è solo lui. Shpendi gira a vuoto, Nasti quando ha la palla buona la calcia addosso a un difensore. È un problema collettivo del reparto, di fiducia e di lucidità.
Molto male la gestione della panchina. L’undici iniziale poteva avere un senso, ma la gestione dei cambi lascia tante, tante perplessità. Dionisi le ha spiegate dal suo punto di vista, ma resta il fatto che quelle fatte all’intervallo continuano a non essere ben comprese e comunque, chi è entrato ha tolto anziché aggiungere. Dionisi, questo gli va riconosciuto senza togliere niente al giudizio, le sue responsabilità, se le è prese; ha parlato da allenatore e si è messo a capo dei colpevoli della debacle di ieri sera. Se non è crisi, ci siamo molto vicini. E per evitare che quella parola entri definitivamente nel vocabolario di questa stagione, c’è una sola medicina: vincere domenica contro la Reggiana. Non per l’estetica, non per l’analisi tattica, ma per i punti e per ciò che rappresenterebbero a livello mentale. Perché poi subentra l’aspetto psicologico. E quello, nello sport come nella vita, pesa enormemente. L’Empoli deve lavorare su questa paura. Perché di paura si sta parlando. E non è accettabile a questi livelli. Parliamo di giocatori che non sono arrivati ieri, che hanno fatto vedere qualcosa per essere qui. L’inesperienza può spiegare certi errori, ma non può giustificare un atteggiamento timido ed a volte rinunciatario. Si può perdere contro un avversario più forte che ti schiaccia, ed al quale a fine partita applaudire. Ma non si può offrire una prestazione come quella di ieri, dove è mancata la sensazione di aver dato tutto. Il famoso 101% non si è visto. E non è la prima volta. Sbagliare è umano. Perseverare diventa pericoloso. L’Empoli sta reiterando gli stessi errori: approcci buoni, occasioni sprecate, crolli mentali, nessuna reazione vera. È su questo che bisogna intervenire. Prima ancora che sul modulo, prima ancora sugli uomini. Perché senza carattere e fame, anche le qualità – ammesso che ci siano – restano solo teoria. Ed il tempo delle teorie sta finendo.














Responsabilità n.1 della situazione ai “tifosi” che hanno sempre messo la testa sotto la sabbia, che hanno sempre battuto le mani, che hanno dato di gufi/strisciati a chiunque mettesse in risalto i problemi di questa squadra e di questa società, che prendevano per il c.ulo chi commentava criticando lo stato delle cose.
Tirate giù quello striscione “l’empoli non si discute, si ama” perchè l’empoli lo ama chi lo mette in discussione. PEORE!!!
Probabilmente gli ultras se così si possono definire avranno un tornaconto biglietti abbonamenti aiutino per le trasferte? se non non si spiega il motivo che questi applaudino sempre anche di fronte alle umiliazioni del passato e del presente , non si spiega .
Ma chetati…i VERI tifosi conoscono la realtà Empoli e sanno che nel calcio di oggi il massimo che può fare questa proprietà è insufficiente per una serie A, ma anche per una buona serie B, ergo il nostro futuro nei prossimi anni è una cadetteria da provare a salvare il più a lungo possibile, oppure stabilizzarsi in serie C e diventare una sorta di vivaio per qualche squadra di serie A, in attesa che il mondo del calcio italiano imploda (e ciclicamente succede) e torni ad essere economicamente più umano.
Nessuno è interessato ad investire ad Empoli e nell’Empoli oltre ad una semplice sponsorizzazione quindi smettiamola di chiedere una nuova proprietà e teniamoci questa che almeno nel professionismo (A,B, o C che sia) ti ci può mantenere.
P.S.: non sono arrabbiato nemmeno con la squadra e con l’allenatore. La rosa è mediocre a parte 2/3 elementi e fa quel che può…non ho visto tirare indietro il piede ne risparmiare una corsa. Ho visto limiti tecnici non rimediabili e limiti atletici fisiologici di questi giocatori e tanta insicurezza.
Dionisi è un discreto allenatore, ma nulla più. Sbaglia come sbaglia qualunque discreto allenatore, è uno che va bene se la squadra ha valori importanti solo da limare. Non va bene se una squadra deve essere risistemata tecnicamente dalle fondamenta come nel nostro caso.
Analisi da applausi..chapeaux
L’atteggiamento degli ultras, se cosi gli vogliamo definire, è nocivo. Se non lo capiscono, allora il problema è davvero inquietante che si spiega solo in una maniera e qui mi fermo. Altro problema la società attuale. Fin quando le cose sportivamente sono andate bene in tanti hanno fatto finta di non vedere. E ci sta. Ma è nel momento delle difficoltà che poi si vedono i valori ed oggi questa società non ha valori, è distante, asettica, priva di uomini che abbiamo l’azzurro tatuato addosso. Presidente escluso ma mi sa ormai ai margini. Ed anche qui, se non lo si capisce il problema diventa ancora più grosso. Ma tanto vi basta una conferenza ongi tot anni sul fantasmagorico stadio e tutto è ok. Siamo ai minimi storici dal 1996 e non considero l’anno del playout in B perchè per me quella squadra con quella di oggi ci vince 4-0.
Incredibilmente il calendario ci dà un’altra possibilità: la Reggiana è la squadra da puntare (essendo la prima del play out). Se vinciamo la mettiamo a 7 punti e con un briciolo di tranquillità in più, possiamo gestire il vantaggio.
Scusa eh….come fai a vincere se dovrai fare a meno dell’unico giocatore in grado di saltare l’uomo, di crossare e di fare tutta la fascia? Me lo spieghi? grazie.
Lo so. Ma basterebbe che l’allenatore mettesse dentro al posto di Elia il suo alter ego Ceesay. Non un terzino come ha fatto ieri sera!!!
La prossima partita va vinta, punto. In maniera “sporca”, non me ne frega niente del bel gioco (che tanto non vedremmo lo stesso), ma voglio vedere undici giocatori incazz@ti, scendere in campo con la bava alla bocca e fare le buche in terra.
Basta non togliere Magnino che fa’ giocare meglio anche gli altri centrocampisti ,
ti regge tutto il centrocampo …..ieri ne abbiamo avuto la prova
Tra l’altro, parlando di attacco, se non ricordo male l’ultima rete dell’Empoli segnata da un attaccante (o almeno un centrocampista avanzato) è stata a Cesena con il gol di Ilie.
Da allora:
Empoli Sud Tirol= 0-1
Carrarese Empoli= 3-0
Empoli Modena= 0-0
Palermo Empoli= 3-2 (Guarino, Ebuehi)
Empoli Juve Stabia= 1-2 (Lovato)
Sono praticamente 500 minuti (Cinquecento!), considerando che il Gol di Ilie era a inizio ripresa, che non segna un attaccante dell’Empoli…
Per quanto possano essere “sterili” i nostri attaccanti, questa situazione va sbloccata.
Da quando si è infortunato Pellegri.
….brutta cosa perche’ anche lo scorso anno eravamo salvi quando si fece male Pellegri ,
la cosa non porta bene
Non volevo scriverlo, anche se Pietro si è infortunato qualche gara prima (a Mantova, se non ricordo male).
Comunque anche solo la sua presenza faceva “reparto” da solo e soprattutto era un trascinatore.
Non abbiamo perso solo un bomber…
spero che si impauriscano e si rendano conto che la situazione e’ molto pericolosa , encefalogramma piatto , siamo sereni nell onorevole sconfitta ormai.
non hai MAI la sensazione che questa squadra possa vincera’ ma sempre che possa perdere,
fai goal solo su calcio da fermo , mai su azione ormai da mesi.
l societa’ si era illusa di avere una rosa da play off prendendo Dionisi al posto di Pagliuca ,
ma questa e’ una rosa d Castori da Bisoli da Ballardini….da chi e’ navigato a portare all salvezza situazioni difficile
mancano 14 partite dove dobbiamo fare 18 punti per salvarci tranquilli
……ed abbiamo da incontrare tante di quelle sopra a noi ….
spero si rendano conto della situazione in societa’
la reggizna e battibile, punto. il nostro problema e mentale le occasioni , se enormi e non di diffivile esecuzikni le devi co cretizzare . il problema e che gli attaccanti si incarfano in scelte incomprensibili.
perche’ sono scarsi e si sentono bravi
Elia che sembra un fenomeno nei primi tempi ….dove vola ma sbaglia sempre l ultimo passaggio al 55′ ha finito la gamba …..
Sphendi , generoso , insostituibile per il lavoro che fa’ ma confuso e scarso tecnicamente ,
non vede mai la porta
Fila , colonna di cemento ….ieri di un egoismo ingustificato con un 3vs 1 che era il 2-0
fare 2 goal da qui alla fine….i goal che non portano punti
Ceesay – Ilie – Saporiti …..comprimari da 20 minuti finali quando vinci ( percio’ mai importanti ..)
siamo messi male….molto male