Il primo giorno di lavoro è servito soprattutto a rompere il ghiaccio. Il gruppo è inevitabilmente incompleto e il mercato dovrà ancora scrivere tantissimo per la definizione dell’organico. Eppure, qualche punto fermo già esiste. Il primo è rappresentato dal sistema difensivo: si ripartirà dalla difesa a tre. Da qui, però, nasce una domanda interessante. Se la struttura di partenza resterà la stessa vista nelle sette gare della passata stagione, sarà davvero lo stesso Empoli? Probabilmente no. Ed è proprio qui che si apre il terreno delle ipotesi, quelle ragionate, perché oggi sarebbe impossibile parlare di certezze. Il mercato, inevitabilmente, cambierà il volto della squadra. Ma un allenatore, prima ancora dei nomi, ha sempre in testa un’idea. E il compito del direttore sportivo Fabio Artico sarà proprio quello di individuare profili funzionali a quella filosofia. Una differenza non banale rispetto alla scorsa stagione, quando – senza voler scaricare tutte le responsabilità su un singolo aspetto – è apparso evidente come molte caratteristiche della rosa non fossero perfettamente aderenti alle richieste di Pagliuca. Al di là del valore assoluto dei calciatori, è mancata soprattutto la funzionalità al sistema. Ed è da qui che si può immaginare un’evoluzione. La sensazione è che il nuovo Empoli possa cercare una costruzione del gioco meno “provocatoria” rispetto a quella vista nelle ultime settimane dello scorso campionato. In quella parentesi si ricercava spesso l’aggressione dell’avversario, invitando il pressing per poi superarlo con giocate verticali e attaccare immediatamente gli spazi creati. Un principio moderno e coraggioso, ma che richiede interpreti molto specifici, sia dal punto di vista tecnico sia da quello della personalità.
Non è detto che questo concetto venga abbandonato, ma potrebbe essere gestito con maggiore equilibrio. Magari alternando costruzioni più dirette ad altre più ragionate, senza la necessità di attirare sistematicamente la pressione avversaria. Una squadra capace di scegliere quando rischiare e quando, invece, consolidare il possesso. Anche perché una delle parole che potrebbe accompagnare questa nuova stagione è proprio equilibrio. Pagliuca ha sempre costruito le proprie fortune su squadre estremamente intense, aggressive e con un ritmo elevato. Le sue formazioni chiedono tantissimo agli esterni, probabilmente il ruolo più delicato del suo sistema. Sono loro a dare ampiezza in fase offensiva, ma anche a trasformare rapidamente il modulo quando si perde il pallone. Servono corsa, continuità e soprattutto capacità di leggere i tempi delle due fasi. Ed è forse qui che potrebbe nascere una delle principali differenze rispetto al recente passato. L’impressione è che si possa vedere un’occupazione degli spazi più razionale. Non soltanto una pressione feroce in avanti, ma anche una squadra maggiormente predisposta ad accorciare in maniera compatta, mantenendo distanze più corte tra i reparti. Un’aggressività meno “istintiva” e più organizzata, con l’obiettivo di evitare quelle situazioni in cui, una volta superata la prima pressione, la linea difensiva si trovava troppo esposta.
Non è un caso che lo stesso Pagliuca, analizzando il suo primo periodo empolese, abbia riconosciuto come dietro qualcosa non abbia funzionato a dovere. I numeri raccontano di un’Empoli che ha concesso troppo e, soprattutto, con una certa continuità. Per questo motivo appare difficile immaginare che uno degli obiettivi principali non sia quello di aumentare la solidità senza rinunciare all’identità. Difendere meglio, però, non significa necessariamente abbassarsi. Anzi, potrebbe voler dire migliorare la riaggressione immediata dopo la perdita del pallone, accorciare più velocemente sul portatore e impedire agli avversari di trovare quelle transizioni che tanto hanno fatto soffrire l’Empoli nell’ultimo campionato. Una fase difensiva che parte già dagli attaccanti e che coinvolge tutta la squadra, nella quale ogni giocatore deve sapere esattamente quando uscire e quando, invece, mantenere la posizione. Anche davanti qualcosa potrebbe cambiare. Più che la disposizione, potrebbe evolversi il modo di attaccare l’area. L’Empoli potrebbe cercare con maggiore continuità gli inserimenti delle mezzepunte e dei quinti, riempiendo meglio la zona di finalizzazione. Non solo verticalità immediata, quindi, ma anche una circolazione capace di creare superiorità sugli esterni prima di arrivare al cross o alla rifinitura centrale.
Naturalmente tutto questo, oggi, resta nel campo delle ipotesi. Sarebbe prematuro parlare di un Empoli già definito dopo un solo allenamento e con un mercato ancora tutto da sviluppare. Quello che però sembra abbastanza chiaro è che la difesa a tre rappresenterà soltanto il punto di partenza. Il vero salto di qualità non passerà tanto dal modulo, quanto dalla sua interpretazione. E molto dipenderà anche dalla capacità del direttore sportivo Fabio Artico di consegnare a Pagliuca giocatori costruiti sulle sue idee. Perché il calcio moderno insegna che spesso non è il sistema a fare la differenza, ma quanto gli interpreti riescano ad esprimerlo. L’Empoli riparte da una certezza e da molte incognite. La prima è il 3-4-2-1, o comunque una struttura con tre difensori. Le seconde riguardano tutto il resto. Ed è proprio lì che, tra mercato, lavoro quotidiano e idee dell’allenatore, nascerà il vero volto dell’Empoli 2026-27.
















Ma cosa volete che cambi!!!!
Diciamocelo francamente, la scelta è caduta su lui perché era già a libro paga…. bisogna risparmiare ed era la scelta più economica…. non ce la vorrete mica far passare per una scelta tecnica? ma credete veramente che siamo così beoti?
ma infatti
Purtroppo in tanti ci credono…
arriva Simone Corazza, bomber ckn esperienza, facciamoci coraggio
C.occhi ma chi doveva prendere gemmi senza soldi visto che continuate a battere questo tasto?
Pagliuca voleva adorante.
Il Venezia è andato, ha pagato 3 milioni e ci ha vinto il campionato.
Qui senza soldi ti sei dovuto accontentare di un nasti qualsiasi e i risultati si sono visti.
Premetto che sbaglio a rispondere. A voi piace scrivere e va bene, vi diamo questo libero spazio quindi giusto che lo sfruttiate. Ma fai il mio nome. Allora Pagliuca non ha mai chiesto Adorante e non ha chiesto specifici attaccanti. Ha chiesto tre giocatori, due in mezzo, uno dietro. Poi sui soldi possiamo anche essere d’accordo, meno sulla “bontà” del dirigente chiamato in causa.
Appunto senza soldi compri chi c’è.
Era quasi impossibile accontentare pagliuca.
Che figuraccia ha fatto Andre! Avete fatto bene a rispondergli, uno non può continuare a provocare e raccontare falsità senza sapere nulla!
Scusa quale sarebbe la falsità?
Ti aiuto Andre. La falsità è che Pagliuca volesse Adorante.
No infatti ci sputava sopra su un attaccante che aveva allenato e con lui aveva fatto 20 gol.
Scopri l’acqua calda comunque…Quando avevamo i soldi pure noi si spese 5 milioni e si prese Caputo e Donnarumma e ci vincemmo il campionato…
Che poi non sempre va così. Mancuso lo comprammo a 5 milioni e quell’anno si faticò molto e si perse ai playoff con un Chievo quasi fallito.
Per fortuna l’anno dopo andò molto bene.
Il miglior Pellegri avrebbe fatto meglio di Adorante. Il giocatore lo si era preso, poi la scommessa è stata persa, ma non sul piano tecnico.
Sì forse alla PlayStation…scommessa persa in partenza
Ma te ammettere di aver detto una cosa inventata di sana pianta proprio no eh? Che senso ha la tua replica, me lo spieghi? Io oggi non ho chiesto ad un mio collega di darmi 50 euro, ma se li trovavo per terra in strada o se lui me li donava spontaneamente non é che ci sputavo sopra…smettila di arrampicarti sugli specchi che fai più bella figura
Io non ho da arrampicarmi su nulla.
Quello lo fate abbondantemente voi per difendere l indifendibile.
Su adorante fu scritto e detto molte volte l anno scorso da molti e comunque il succo del discorso è un altro.
Chi poteva prendere gemmi che garbava a pagliuca se la tua società di 💩 non ha messo nelle mani del ds per ben due anni praticamente niente?
Fu fatto passare per miracolo 1 milione di investimento per elia.
Fai festa Andre. vai a pontificare le tue banalità su qualche altro sito, ci faresti un piacere a tutti
Su Adorante fu scritto e detto da molti chi? Qua su PE (e noi che facciamo i giornalisti rispondiamo solo di quello che scriviamo noi) non abbiamo mai fatto un articolo su Adorante. Perchè non è mai stato – logicamente – oggetto di valutazione. Ne tantomeno, come già detto, di richiesta. Poi se lo dice la qualunque o qualche sito che le spara vai a dirlo a loro ma non a me. Ma non perchè io, o PE, sia infallibile, assolutamente. Con questo ti auguro buona prosecuzione.
che figuretta, andre…
NOn sono ottimista, ma spero che vada tutto per il meglio…
La verità e’ che prima si prendeva 10 dalle cessioni e si spendeva 3 .
Per fare un esempio prendevi bennacer 1 mln la Mantia 4,5 mancuso 4,5 Caputo 3 Zajc ed Eder 2 di Lorenzo Parisi 1 ecc mln per poi rivenderli a peso d’oro.
Ora invece si prende 10 e si spende 0,5 se tutto va bene come si può andare avanti così…!!!
infatti non gliene frega più niente l’ importante è mantenere gli stipendi
Credo che il passaggio tra i vari DS in questi ultimi due anni sia a nostro vantaggio, perchè mia opinione personale ma G-emmi non aveva il carattere giusto per andare d’accordo con il beatoamato e credo anche un pochino pulcinella verso l’allenatore oltre che con la piazza.
Ste-fanelli senz’altro più di buone maniere e per me avrebbe fatto bene, ma non gli vedevo il polso verso la squadra.
Artico vediamolo ma ha umiltà, conoscenza (anche se lontana) dell’ambiente e del beatoamato e si è posto in modo onesto.
La scelta sull’allenatore è del DS avallata dal beatoamato, non l’avrebbe ripreso se non ci fosse ristrettezza finanziaria, ma sono sicuro che ad Articolo avrà delegato il compito di gestirlo. Perchè non era venuta l’idea finchè c’era Ste-fanelli in sella?
Ale Co.cchi. Hai avuto notizie sulla scelta del vice allenatore? Se è stata una scelta del mister o imposto dalla società?
x cui elia e degli innocenti non li vendiamo più xchè sono rotti…..evviva due acquistoni……e saanda’ di nulla
Elia uno dei pochi giocatori veri in rosa. Degli Innocenti per me si potrebbe anche regalare
Il succo dell’articolo a livello tattico è semplice: migliorare sulle preventive.
Fossero solo le preventive…c’è da rifondare la rosa per non fare figure di m
comunque nel suo eccessivo bubbolare su tutto Andre su una cosa ha ragione. Se il budget è sempre zero è inutile prendersela con Gemmi o con Stefanello che non accontentano l allenatore. E difficile accontentare qualsiasi mister spendendo zero. A volte basterebbe poco di più. Magari anno scorso Fulignati se msnifestavi la voglia di prenderlo definitivo con un miliocino la Cremonese che in A non se ne faceva una mazza accettava. Lovato forse con 2 lo prendevi. Ora avevi 2 pezzi validi da tenere o da mettere sul mercato. Io difendo spesso l operato generale della società ma magari ogni tanto un paio di milioni in più dentro e ti cambia una stagione. Poi Gemmi non sapeva parlare ed empatia zero, ma senza soldi ma chi doveva prendere?
Per fare quel gioco di aggressione alta di Pagliuca ci vogliono giocatori come ha la Spagna al Mondiale.
Collettivo e fame.
Aggiungo… mentalità!