Le amichevoli estive servono soprattutto a questo: iniziare a conoscere una squadra e provare a leggere le idee dell’allenatore. Guai, però, a trasformare ogni scelta in una gerarchia definitiva. Vale anche per l’attacco, dove contro la Virtus Entella Guido Pagliuca ha alternato due coppie ben distinte: Distefano-Monaco nel primo tempo (con poi anche Shpendi), Bianchi-Popov nella ripresa (con Campaniello nel finale). Non significa necessariamente che oggi esistano una coppia titolare e una di riserva. Anzi. In questo momento le gerarchie sono ancora tutte da costruire e le combinazioni potranno cambiare anche nelle prossime uscite. Tuttavia, le caratteristiche dei giocatori permettono già di immaginare soluzioni differenti.

La prima coppia è probabilmente quella più dinamica. Distefano ama muoversi su tutto il fronte offensivo, venire incontro, attaccare gli spazi senza dare punti di riferimento ai difensori. È un attaccante che vive molto di mobilità e che tende a partecipare alla costruzione dell’azione, senza limitarsi ad aspettare il pallone negli ultimi sedici metri. Accanto a lui Monaco rappresenta una punta più verticale. Il classe 2007 ha ancora ampi margini di crescita, ma possiede già una qualità evidente: attacca con decisione la profondità, cerca continuamente la porta e ha l’istinto dell’attaccante che vive per il gol. La stagione da protagonista in Primavera 2 lo ha confermato sotto questo aspetto. È una coppia che, almeno sulla carta, può mettere in difficoltà le difese soprattutto con ritmo, movimenti e attacchi negli spazi. Nella ripresa, invece, si è vista una soluzione diversa. Bianchi è un centravanti che ama lavorare molto spalle alla porta. Ha struttura fisica, protegge il pallone e può diventare un punto di riferimento per far salire la squadra. È il classico attaccante che permette ai compagni di accorciare e occupare stabilmente la metà campo avversaria. Vicino a lui Popov offre caratteristiche complementari. L’ucraino possiede centimetri e presenza fisica, ma sarebbe riduttivo considerarlo soltanto una punta di “peso”. Ama dialogare con i compagni, sa muoversi fuori dall’area e, quando è in condizione, abbina qualità tecniche ad una discreta capacità di attaccare la profondità. È un profilo che può garantire soluzioni differenti rispetto a Monaco, privilegiando magari una manovra più ragionata e meno frenetica.

Naturalmente tutto questo va inserito all’interno del contesto collettivo. Un attacco rende in un modo se supportato da esterni molto offensivi, in un altro se il centrocampo accompagna maggiormente l’azione. Per questo sarebbe sbagliato stabilire oggi quale coppia sia migliore dell’altra, e parlare anche di coppie definite. La sensazione, però, è che Pagliuca abbia a disposizione interpreti con qualità piuttosto diverse. Da una parte maggiore mobilità e ricerca della profondità, dall’altra più fisicità, appoggi e possibilità di consolidare il possesso nella metà campo offensiva. Le prossime settimane serviranno anche a questo: capire se il tecnico sceglierà una coppia di riferimento oppure se, proprio grazie a queste caratteristiche differenti, preferirà adattare l’attacco alle partite e agli avversari. Per ora una certezza c’è: la concorrenza è aperta e nessuno, almeno oggi, può considerarsi un titolare inamovibile. Ovviamente non dimentichiamo Shpendi e Campaniello, comprimari contro l’Entella per motivi diversi: il primo è sotto un’attenta gestione fisica ma anche una potenziale uscita, il secondo al momento sembra (a lui poi il ribaltare questo) dietro nelle gerarchie.

Articolo precedenteMercato Azzurro | Pensiero del SudTirol per Curto
Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

3 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here