Grave
E adesso l’incertezza lascia spazio alla paura. Quella che toglie lucidità, paralizza le idee, amplifica i propri limiti. Basta un lieve soffio per spazzare via un castello costruito con fondamenta di argilla. Con il Catanzaro a recitare la parte del lupo e l’Empoli a incarnare il ruolo dei tre porcellini. Timidi, ingenui, tremendamente impauriti. A nove giornate dal termine l’Empoli, forse per la prima volta in stagione, ha messo a fuoco il vero obiettivo della stagione: mantenere la categoria ed evitare di rimetterci le penne. Dopo alcune settimane di incerta lettura, vissute a metà tra il “vorrei ma non posso”, gli “arriviamo il prima possibile a 50 punti, poi si vedrà”, e gli “stiamo sulla parte sinistra della classifica”, la doppia trasferta meridionale andata in scena sull’asse tra Bari e Catanzaro ha tolto qualsiasi dubbio. Adesso si tratta, nè più nè meno, di lasciarsi alle spalle quantomeno cinque squadre. Quelle che segnano la differenza tra la sopravvivenza e l’abisso.
Lento
Si tratta di un’impresa tutt’altro che semplice stante l’evidente spirale di negatività in cui è piombata la formazione azzurra. Da due mesi a questa parte, il campionato si è trasformato in un incubo senza fine. Se a gennaio, l’Empoli aveva timidamente messo la testa fuori dal guscio alimentando sterili illusioni, a poco a poco è stato ricacciato nel limbo, fino a sfiorare l’anticamera dell’inferno. Dieci gare senza vittorie che hanno segnato il destino di Alessio Dionisi. Il folle quarto d’ora in cui ha preso forma il clamoroso ribaltone del Catanzaro è stata la goccia che ha fatto definitivamente traboccare il vaso del tecnico amiatino, già saturo di scelte tecniche discutibili, repentini cambi di formazione, atteggiamenti tattici discontinui e deficitarie gestioni delle gare in corso. Il tecnico amiatino, richiamato a Empoli per dare maggiore sostanza agli obiettivi della società, ha dovuto fare i conti con una realtà troppo fragile e disorientata per essere vera. Non sono assolutamente in dubbio le capacità professionali di un tecnico serio e preparato, ma la sua propensione ad adattarsi a un contesto rivelatosi troppo distante dalle sue ambizioni.
Moderato
A mister Fabio Caserta il compito di riscrivere la storia di un campionato che ha preso una piega non preventivabile e terribilmente pericolosa. L’arrivo del tecnico calabrese è volto a dare lo scossone emotivo a un gruppo che si è accartocciato su sé stesso. A eccezione di 2/3 giocatori, si ha la sensazione che questo Empoli non abbia mai messo in mostra il proprio volto più autentico. Se è vero che nella rosa attuale non figurano elementi di spessore tecnico e temperamentale come in passato, è altrettanto vero che certi valori sono rimasti nascosti tra le pieghe di una stagione estremamente negativa. In primis, per il neo mister, non si tratta di proporre nuove idee tattiche o di operare differenti scelte tecniche, atte magari a recuperare giocatori spariti dai radar o in evidente flessione. Adesso conta prima di tutto il risultato, lontano da fronzoli o sterili abbellimenti che, per natura, non appartengono a questa squadra. È il tempo di lottare su ogni pallone come fosse l’ultimo. Di affrontare l’avversario con rabbia, fame, ritmo e aggressività. Di evitare quei cali di concentrazione risultati fatali a Alessio Dionisi. Di ricompattare l’ambiente fino a rendere società, squadra, città e tifoseria un’unica entità in grado di raggiungere l’obbiettivo.














Gli agnellini non possono trasformarsi improvvisamente in leoni, Nico. L’unico compito di Caserta sarà quello di mettere in campo i giocatori secondo un ordine preciso, ognuno nel suo ruolo, ognuno per le proprie caratteristiche…..
Romagnoli invece di Guarino, ormai bruciato
Ebuhei o Candela terzini destri
Sempre a 3 a centrocampo
Elia finalmente dispensato dal fare il tuttofascia
Una boa centrale (Fila o Popov) di supporto a Shpendi
E pensare che in molti guardavano ai playoff…. sempre avuto la reale misura di ciò che fossimo, sempre avuto la convinzione che il “prete” non avesse aggiunto nulla, anzi certe volte aveva pure tolto con cambi cervellotici e se non trasmetti alla squadra che sul 2-0 devi vincere, vuol dire che “non sei del mestiere”…. sempre sostenuto che la B, per quello che consegue, è un patrimonio di Empoli città…. e va difeso con le unghie e con i denti.
Peccato che ci abbia azzeccato, preferivo gli insulti, ma l’ottavo posto!!! Ora ci si mette, tutti, la corazza e si lotta come nel 2012!!!! No so se Caserta sia l’uomo giusto, ma non abbiamo tempo per scoprirlo, il trittico di partite vitali ci aspetta!!!!
C’è qualcuno che e andato a vedere gli allenamenti ?
Ditemi che li metteva a 4 dietro …
non sto sulla pelle !