La sconfitta interna contro il Vicenza ha lasciato in eredità più di una delusione. L’Empoli ha mancato l’appuntamento con quel passo avanti che ci si aspettava dopo la discreta prestazione di Ascoli e il ritorno a fare punti. Venerdì scorso, al Castellani, gli azzurri erano chiamati a mostrare maggiore cinismo sotto porta e a correggere quelle ingenuità difensive che nelle ultime settimane hanno pesato sul cammino della squadra. È successo esattamente il contrario: nessun gol realizzato, due ingenue reti subite e una prestazione complessivamente poco convincente. Due episodi evitabili hanno indirizzato la partita, ma sarebbe riduttivo fermarsi soltanto a quelli, perché per lunghi tratti l’Empoli ha faticato a trovare ritmo, idee e incisività. Qualcosa in più si è visto soltanto dopo l’espulsione di Curto, quando gli azzurri hanno alzato per una quindicina di minuti il livello dell’aggressività. Non abbastanza per strappare applausi, ma almeno per dare l’impressione di poter rientrare in partita. In quel frangente era arrivato anche il gol del possibile pareggio con Cauz, annullato per fuorigioco. Troppo poco, comunque, per cambiare il giudizio su una serata che ha riportato a galla limiti già emersi. E adesso non c’è nemmeno il tempo per rimuginare: il calendario propone subito la trasferta di Cesena, un turno infrasettimanale che può diventare un passaggio importante per capire quale direzione voglia prendere questa squadra. Dopo otto giornate, lo sappiamo bene, la classifica non può ancora essere considerata un verdetto definitivo. Ma l’Empoli è in zona playout e questo dato, pur senza alimentare allarmismi prematuri, non può essere ignorato. L’avvio aveva lasciato intravedere qualcosa di interessante, adesso stanno emergendo difficoltà che richiedono risposte concrete. Alcuni piccoli bonus sono già stati giocati e continuare a lasciare punti per strada, anche in questa fase iniziale, rischia di complicare un percorso che sappiamo essere difficile. La salvezza è l’obiettivo, ma per raggiungerla non basta ripeterlo: bisogna iniziare a costruirla partita dopo partita.
La sfida del Dino Manuzzi, sulla carta, mette di fronte due squadre che stanno attraversando un momento tutt’altro che brillante. Il Cesena ha un punto in più dell’Empoli e non vince dalla seconda giornata, quando ha ottenuto l’unico successo del suo campionato. Anche in casa i bianconeri sono ancora alla ricerca della prima vittoria, ma questo non significa che la trasferta sia meno insidiosa. Il Manuzzi è uno stadio caldo, capace di spingere la squadra e di rendere complicata la vita agli avversari. Serviranno quindi personalità, attenzione e soprattutto la capacità di restare dentro la partita anche nei momenti di difficoltà. Ma, senza tanti giri di parole, all’Empoli serve una risposta importante. Ci auguriamo tutti di vedere una prestazione migliore rispetto a quella contro il Vicenza, una squadra più aggressiva, più organizzata e più lucida nelle due aree. Stavolta, però, non possiamo limitarci a cercare segnali incoraggianti o a valutare soltanto le sensazioni lasciate dal gioco. Il risultato viene prima di tutto. Perché è vero che siamo ancora nel primo quarto di stagione, che il cammino è lungo e che non tutto può essere risolto in una sera, ma è altrettanto vero che il campionato non aspetta nessuno. In una classifica corta, perdere terreno significa ritrovarsi rapidamente a dover rincorrere. E quando l’obiettivo è la salvezza, ogni punto lasciato per strada può pesare più di quanto si immagini. Per questo la gara di Cesena richiede qualcosa in più sul piano delle motivazioni, del carattere e della determinazione. Non si tratta di pretendere miracoli, ma di vedere una squadra consapevole del momento che sta vivendo e capace di assumersi le proprie responsabilità. Anche le scelte iniziali potrebbero offrire qualche indicazione: sulla carta tutti sono a disposizione di mister Andreoletti, ma appare difficile immaginare Yepes dal primo minuto, così come Ceesay. Potrebbe quindi aprirsi la possibilità di vedere finalmente insieme, dall’inizio, Shpendi e Popov, una soluzione di cui si parla da tempo e che potrebbe dare un volto diverso all’attacco. Al di là degli interpreti, tuttavia, sarà l’atteggiamento a fare la differenza. L’Empoli deve ritrovare concretezza, evitare gli errori che stanno condizionando le sue partite e dimostrare di avere la fame necessaria per uscire da questo momento.
C’è poi un precedente che rende questa trasferta ancora più interessante, almeno guardando alla storia recente azzurra. L’anno scorso l’Empoli uscì dal Manuzzi con una vittoria per 1-0, in una delle giornate che sembrarono rappresentare il punto più alto della stagione. Sulla panchina c’era Dionisi e quella vittoria alimentò la sensazione che la squadra potesse davvero giocarsi le proprie carte per raggiungere i playoff, un traguardo che in quel momento appariva alla portata. Poi, invece, da lì iniziò una fase discendente che avrebbe portato a tutt’altro epilogo. Non vogliamo caricare una singola partita di significati che non può avere, né cercare parallelismi forzati tra due stagioni diverse. Ma ci piace pensare che Cesena possa diventare, stavolta, un punto di ripartenza anziché il momento dal quale cominciare a perdere quota. Per riuscirci, però, non basteranno le buone intenzioni. L’Empoli dovrà mettere in campo qualcosa di tangibile, a cominciare dalla voglia di lottare su ogni pallone e dalla capacità di trasformare le occasioni in punti. Le pressioni, inevitabilmente, iniziano a farsi sentire. Non siamo ancora al momento dei bilanci, ma nemmeno in una fase nella quale tutto può essere rimandato alla partita successiva. La sconfitta contro il Vicenza ha lasciato una ferita sportiva che va affrontata con una reazione immediata. A Cesena non sarà semplice, perché nulla lo è in questo campionato, ma proprio per questo gli azzurri devono dimostrare di aver compreso il momento. La classifica può ancora cambiare volto in poche giornate, a patto di cominciare a muoverla nella direzione giusta. E allora, per una volta, lasciamo da parte i discorsi sulle prospettive, sui segnali e sulle potenzialità: martedì sera serviranno soprattutto punti. L’Empoli deve dare una risposta, a sé stesso e al proprio cammino. Perché la stagione è ancora lunga, ma il tempo per concedersi altri passi falsi non è infinito.
















Non possiamo perdere troppo terreno, poi potrebbe essere sempre più difficile recuperare…. senza girarci intorno, la squadra è rabberciata nei valori tecnici, si è badato molto al prezzo e pochissimo alle qualità…. Cesena è una tappa fondamentale, se perdi, si apre una voragine…. è bene renderse conto!!!! Il risultato? conta solo quello!!!
Comunque tutto era già evidente a luglio, e non parlo solo del Mister (era palese che il rapporto sarebbe durato poco, anche dopo la farsa della conferenza stampa della ri-presentazione), ma anche i valori tecnici di chi hai comprato.
Non hai soldi? bene, metti in campo i ragazzini sperano di aver azzeccato l’idea di averci puntato…. se poi metti in discussione il credo, puntando su elementi poco affidabili (Deli, Bandinelli e Degl’Innocenti) fai capire che, anche nelle difficoltà, non sai mantenere una linea nelle scelte, denotando scarsa coerenza….