Più di dieci anni di Settore Giovanile nell’Empoli FC (in due tempi) , Siena, Bari, Ponsacco, Pistoia, una doppia esperienza in Cina nello Staff di Lippi, consulente di vari agenti e Società sportive.

Una chiacchierata con lui è una piacevole immersione nel “mondo del calcio” ai tempi del coronavirus ma anche no. Innocenti ci fa una foto per certi versi spiazzante ma sincera di quella che è la situazione del calcio in Italia e di quello che potrà essere, con un occhio particolare di riguardo – e come poteva essere diversamente?  – al calcio giovanile.

Come valuti la situazione del calcio in questo periodo? E…di che calcio parlano i mass media

Penso che principalmente sia da valutare l’aspetto sanitario e le conseguenze economiche che cio’ sta portando al nostro Paese. Stiamo vivendo qualcosa di (purtroppo) nuovo, sconosciuto. Da addetto ai lavori faccio moltissima fatica a parlare di calcio oggi, pur essendo il mio lavoro. Va anche detto che oggi i mass media non parlano assolutamente di calcio ma esclusivamente di Serie A. Credo che in questo momento storico sarebbe corretto e leale quanto meno dare voce a tutto il mondo calcistico, quello della B, quello della C, dei dilettanti e del settore giovanile. Mi soffermo su quest’ultimo in particolare, perche’ credo si stia un po’ sottovalutando una cosa (giudizio mio personale): i bambini sono quelli che piu’ hanno sofferto e soffrono il lockdown! Senza scuola, senza affetti (nonni, zii, cugini), senza amichetti e senza sport….. Pero’ ripeto, parlare di calcio oggi, con oltre 30mila morti, diventa un argomento eticamente eccessivo e fuori luogo. Forse meglio parlare di come mai l’Italia e’ andata in emergenza negli ospedali…..

Cosa va cambiato nel calcio e quanto questo periodo può intervenire sul cambiamento?

Verrebbe da “girare” la domanda, chiedendo cosa andrebbe cambiato. Personalmente credo che il momento potrebbe essere sfruttato come una grandissima opportunità, specie da molti club, in particolare quelli medio-piccoli. Ovvero ridare sostanza, concretezza e valore al settore giovanile, ai vivai, cercando di dare le maggiori’ opportunita’ possibili ai propri giovani. Purtroppo sono anche convinto che non accadra’. Piu’ realistico che le tante Societa’, di qualunque livello, che comunque saranno coinvolte, sperando non travolte, dal contraccolpo finanziario, si affidino a soluzioni….pasticciate

Mi fai una foto del settore giovanile in Italia prima del coronavirus?

 Sinceramente ho seguito poco, avendo trascorso quasi interamente il 2019 in Cina ed Asia. Tuttavia non mi sembra, per quel che ho visto, che possiamo dire di avere nel nostro Paese una situazione florida. Del resto non sono  io a dirlo ma parlano i numeri. Pochi giovani in A e B, molti stranieri spesso di livello mediocre se non peggio. Abbiamo ormai da anni imboccato la strada del risultati, del tutto e subito. C’e’ poca programmazione, poca voglia di “perdere tempo” nel settore giovanile. Mi sembra che la foto si possa descrivere cosi’

Quali le prospettive per il settore giovanile durante e dopo questa emergenza sanitaria?

Mi riaggancio al discorso fatto prima e sono molto pessimista sul settore giovanile “che verrà”. Ho la percezione che le difficolta’, innegabili, del post emergenza, difficolta’ economiche, porteranno in primis a tagliare il settore giovanile. Spero di sbagliarmi. Ma spero anche che  questa non diventi, per molti, una scusa per ridurre i costi…Io credo che nel calcio i costi si possano ridurre altrove. Mi dispiacerebbe inoltre vedere, e temo che accada, sparire molte societa’ dilettantistiche, quelle che concretamente sono le piu’ colpite dalla crisi

Se tu dovessi organizzare nel settore giovanile di una società in questo periodo di coronavirus – che si prevede durerà alcuni mesi – che tipo di provvedimenti prenderesti? Parlo proprio a livello pratico organizzativo

Premesso che sarai in grandissima difficoltà a livello morale, sopratutto nel contattare i “nuovi innesti”, conoscendomi credo che manterrei le rose attuali, dando fiducia ai ragazzi in organico. Sinceramente non credo me la sentirei di chiamare famiglie nuove per inserirle, sarebbe una questione etico-morale. Ma questa è una pura considerazione personale….Adesso mi preoccuperei della messa in sicurezza dei miei ragazzi, partendo dai trasporti, le strutture, il convitto ecc…

Una delle riflessioni che non è stata ancora fatta è sul mercato e valore dei giocatori; si spendono cifre altissime giocatori che poi spariscono nel nulla si pagano stipendi esorbitanti… l cosa incide Secondo te su questo tipo di situazione?

Sicuramente questo e’ uno degli aspetti che il calcio dovra’ rivedere e che probabilmente avrebbe dovuto rivedere a prescindere dal momento di crisi. Oggi il valore di mercato di un calciatore e’ senza dubbio “gonfiato” da troppe situazioni esterne che fanno lievitare i prezzi, spesso fino a divenire assurdi. Di conseguenza questo vale per gli ingaggi. Tutto cio’ diventa insostenibile specie per un paese economicamente fragile, e la crisi attuale mette a luce tutti le nostre debolezze, come l’Italia. Sarebbe auspicabile trovare un equilibrio e magari, come dicevo prima, ripensare un sistema calcio che possa dare piu’ spazi ed opportunita’ ai giovani, anche sapendo che per fare questo serve tempo e pazienza

Sempre partendo dalla domanda che ti ho appena fatto Pensi che i procuratori in tutto questo abbiano un ruolo? E perché lo hanno?

Premetto che a livello personale non sono contro l’agente. E’ una componente del nostro mondo e va considerata. Ma allo stesso tempo e’ brutto constatare come negli ultimi anni e’ stato dato troppo spazio a gli agenti, specie in quelli che io considero settori nevralgici della vita di una azienda (cioe’ di un club). Per spiegarsi meglio….se oggi gli agenti, e non credo di dire un eresia, si sostituiscono in buona percentuale al lavoro di scouting, e’ chiaro che il peso specifico diventa possente. Certo si potrebbe usare una battuta, dicendo che  e’ meno faticoso e meno dispendioso far fare ad altri anziche’ “mettersi in moto”, ma poi il rischio concreto e’ quello di entrare in un meccanismo che ti rende prigioniero…..

Premesso che sappiamo che per molto tempo le partite si giocheranno a porte chiuse… come questo inciderà sulla possibilità di scouting a livello di settore giovanile?

Sicuramente tutto sarà molto più complicato. Saranno di aiuto le nuove tecnologie, la visione in video del calcio nazionale ed internazionale. Oggi, fortunatamente, esistono piattaforme online che coprono l’intero panorama calcistico mondiale. Personalmente sono metodologie che uso da molti anni e che, pur non essendo come vedere una partita o un giocatore live, sono di grandissimo aiuto

 

Quanto in tutto questa situazione di incertezza, di voglia di ripresa (che però, come dicevi tu prima, sembra riguardare solo la Serie A) hanno un ruolo le TV?  E  non potrebbero avere invece un ruolo diverso…e quale? 

Il calcio italiano secondo me deve fare una riflessione semplice semplice. Perche’ siamo l’unico paese di prima fascia calcistica europea che vive quasi esclusivamente di diritti tv? Certo non voglio essere io a dare una risposta, ma e’ una domanda che dobbiamo farci. I club italiani, e non si parla certamente di primissima fascia e basta, non hanno sviluppato un piano B che potrebbe includere tantissime cose, come gli stadi di proprieta’ , i centri sportivi e mille altre possibili fonte di entrata. Purtroppo c’e’ stato un evidente adagiamento al fatto di sapere che si vivacchia con i soldi delle TV. Cosa succederebbe se le pay-tv ridimensionassero i pagamenti ai club? Probabilmente un ecatombe sportiva. E questo dovrebbe essere un punto di ripartenza. Fermo restando che lo spettacolo mediatico c’e’ ed e’ giusto che sia monetizzato. Allo stesso tempo nemmeno chi di competenza fa poco per veicolare nel mondo il “prodotto calcio italiano” nel mondo. Ci sono paesi dove non c’e’ nessun interesse al nostro calcio. Ma questo si riallaccia alle parole di prima. Se il livello tecnico e’ basso, cala a picco l’appeal…..

Ma poi: questo calcio degli alti numeri solamente per pochi grazie proprio alle entrate della TV non rischia di implodere su se stesso?

Come dicevo prima, si. Il rischio e’ non  alto ma altissimo! Se si va ad analizzare il bilancio di un qualunque club di A ma anche di B e’ troppo alta la percentuale di introiti dai diritti televisivi e di conseguenza e’ normale che sia a rischio il sistema tutto. Purtroppo penso anche che allo stesso tempo sia davvero dura uscire oggi da questo meccanismo che rischia di diventare capestro. Se oggi siamo a parlare che nel caso le tv non paghino l’ultima tranche della stagione e molti club rischiano grosso, la dice lunga.

Vorrei chiudere con una valutazione del tutto personale. In un momento drammatico sotto l’aspetto sanitario, economico e sociale e che avrà sicuramente ripercussioni a lungo termine, è abbastanza stucchevole vedere come, per l’ennesima volta, il calcio, o meglio i poteri del calcio, continuino a pensare di essere al di sopra di tutto e di tutti, alle leggi, alla moralità.

Basti pensare che ad oggi solo due club su 20 in A hanno regolarmente pagato i propri dipendenti. Casualità che i presidenti di questi due club siano stranieri?

5 Commenti

  1. Certo!! Ennesima dimostrazione della qualità e della competenza di questo UOMO…infatti da anni non “esce” più nulla dal nostro settore,pensate che Ricci,e’ l’ultima “eredità” di Andrea,solo un esempio,ma la storia di oltre 15 anni in azzurro con Marcello dice…Hisay,..Rugani,Brugman,Tonelli,
    Saponara,Pacini,Raggi,Traore,Diousse,e decine ancora…. perfavore mi ricordate un nome dei vari “direttori” succedutesi a Monteboro negli ultimi 5 anni! Grazie

  2. Una persona che ho conosciuto personalmente nell’ambiente calcistico, è il dirigente sportivo più competente che ho visto. Dopo 5 minuti di una partita di bambini è in grado di valutare chi ha prospettiva tra tutti i partecipanti, e spesso è il bambino che non è “visto” dagli altri. No n capisco come l’Empoli se lo sia fatto scappare due volte.

  3. Si grande intenditore e competente e persona che non dice una parola non condivisibile.
    Credo che abbia pagato proprio quello che dice nella prima parte sugli Agenti che di fatto integrano il lavoro di scouting di chi dovrebbe farlo di professione come vero intenditore di calcio e temo che avvenisse anche nel settore giovanile.
    Un Ricc.ardo P_ecini credo che poi si sposasse di più con il nuovo corso dirigenziale, nel quale era meglio prendere un giovane dall’estero e poi farci plusvalenza che formare tanti ragazzini anche stranieri, come è accaduto negli ultimi 15 anni a Empol. Poi mi ricordo che l’ex resp che veniva dal Capezzano ripeteva che la primavera la vedeva come un già campionato semiprofessionistico e che non amava prendere ragazzini troppo giovani (stile sui 10/11 anni) per poi formarli, ma era meglio prendere 15/16, per un discorso anche di problemi logistici e familiari dovendoli far trasferire cosi piccoli a Monteboro.

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