Non è più tempo di analisi tattiche raffinate o di proiezioni a lungo raggio. La classifica e il calendario pongono l’Empoli di fronte a una realtà nuda e cruda: siamo entrati nel momento più critico e delicato dell’intera stagione. La trasferta di domenica pomeriggio a Padova non è una partita come le altre; è uno spartiacque che richiede la massima coesione tra squadra e città. Siamo onesti: il cammino percorso finora non autorizza celebrazioni né elogi. È stata fin qui una stagione difficile, a tratti deficitaria, che non lascerà spazio a caroselli di gioia nemmeno in caso di vittoria all’Euganeo. Padova non è il traguardo, ma una tappa obbligata da superare “senza se e senza ma”. Anche con i tre punti in tasca, la tensione dovrà restare altissima: la strada verso la salvezza rimane in salita e il finale di campionato non concederà distrazioni.

La logistica non ammette alibi. La collocazione domenicale e una distanza chilometrica assolutamente accessibile rendono la trasferta di Padova un appuntamento a cui la tifoseria azzurra deve rispondere presente in massa. Se già a Genova si è percepito un segnale di grande impatto, domenica serve un passo ulteriore. L’apporto del pubblico non è solo una questione di colore, ma un fattore motivazionale determinante per un gruppo che ha bisogno di sentire il peso e l’orgoglio della propria piazza, della propria identità, del proprio orgoglio. Volgliamo ancora essere chiari su un punto: la permanenza in categoria non è un obiettivo da osannare o per cui ringraziare i protagonisti. È, semmai, un atto dovuto. In caso di esito negativo, infatti, non sarebbero i singoli attori del campo a pagare il prezzo più alto, ma l’intero patrimonio sportivo di Empoli e i suoi sostenitori.

Fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata, fino a quando la matematica non ci darà ragione, la salvezza deve diventare la nostra ossessione. Ogni tifoso azzurro, ogni sportivo empolese, deve fare la propria parte fino in fondo. Andiamo a Padova per prenderci quello che serve, con i denti e con la voce. Poi, solo allora, ci asciugheremo il sudore dalla fronte e, senza troppi fronzoli, guarderemo avanti.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

14 Commenti

  1. Il problema principale è che questa squadra non trascina la folla.
    Non tanto per i risultati in se e per se, quanto per il modo di giocare che è veramente irritante.
    Nessuna lotta, nessuna foga, nessun arrembaggio mai.
    Squadra avulsa che aspetta succeda qualcosa intorno ad essa. Che sia il gol subito o una carambola a favore.
    Veramente difficile così essere compatti fino alla fine.

  2. Se i giocatori scendono in campo come a Genova o in altre partite a Padova si fa un viaggio a vuoto anzi torni a casa con un giramento di ……… non si meritano niente questi polli e questa società.

  3. Ci sarà la curva nuova piena 5 euro il biglietto per loro …
    Bisogna sostenere 5 partite meno di un mese …
    noi abbiamo 1.500 biglietti a disposizione,
    poi ci sarà il tempo per chiedere e poi proviamo a pretendere ,facciamo il nostro ma deve finire il dare bisogna anche avere indietro qualcosa 35 anni di nulla assoluto !
    La serie C e l’inferno chi l’ha vissuto sa cosa significa in 1.500 allo Stadio ma 1.000 anche in trasferta si andava ….

  4. Ha ragione Alessio. Nonostante tutto bisogna sostenere la squadra e andarci a prendere questa vittoria.
    Molto ma Molto meglio dover ricostruire un percorso in B il prossimo anno rispetto alla C.
    Forza Ragazzi, dobbiamo salvarci

  5. E’ inutile andare a Padova in 10, 100 o mille! Questa squadra per attaccamento, indole e carattere non si merita niente! E’ inutile fare i titoloni per i tifosi ad invogliarli ad invadere Padova, i tifosi fanno fin troppo! Questi giocatori andrebbero presi a calci nel fondo….

  6. Prima di Empoli Mantova: “non è una partita come le altre; è uno spartiacque che richiede la massima coesione tra squadra e città.”

    Prima di Sampdoria Empoli: “non è una partita come le altre; è uno spartiacque che richiede la massima coesione tra squadra e città.”

    Ora si ripete la litania: “non è una partita come le altre; è uno spartiacque che richiede la massima coesione tra squadra e città.”

    Ancora il giornalista non ha capito il problema di questa squadra. Tutte le volte evoca “la salvezza come atto dovuto”: si, figurati…..

  7. Non puoi cavare il sangue dalle rape. I giocatori si chiamano Guarino Obaretin Yepes Nasti….non Biliotti Salvadori Vertova Gelain Della Scala e Croce.

  8. I gruppi organizzati una volta facciano qualcosa e vadino al campo d’allenamento a dire che in campo devono lottare e sputare sangue sennò glielo fanno sputare loro a forza di labbrate, vediamo se qualcuno si sveglia così!!!!

  9. Terza maglia fucsia si può retrocedere ma non così troppe figure di cacca …
    Se sarà così allora preferisci come hanno fatto gli Spezzini ?…
    Si ritorna lì siamo quelli che siamo ma non possiamo più stare in uno Stadio del genere!

  10. Tutto vero quello che avete scritto, però con un pò di fortuna erano stati fatti 27 punti in 19 partite, ora al di là di rape o non rape occorre sostenere noi stessi, perchè sostenendo la squadra si sostiene noi stessi, poi a fine campionato se (come si spera) dovessimo restare in B, dovremo essere noi a fare la conta di chi si merita di restare (ad ora non più di 5/6) e chi andare.
    La serie B è troppo più importante da salvaguardare rispetto alla A. Per cui proviamo ancora una volta a cercare di dare il massimo come tifoseria.

  11. mi dispiace ma io passo. pensavo di venire con l’ Entella che cade nel giorno del mio compleanno, ma riprenderò a spendere per voli esosi, cibo, ostelli,etc, quando Horsi aprirà il portafoglio! ho preferito comprare un volo per Vilnius, così vedo un po’ di lituane!

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