Curva Ospiti | I tifosi del… Carpi

Curva Ospiti | I tifosi del… Carpi

Fonte: Claudio “Freccia” . Gruppi/compagnie esistenti: Guidati dal Lambrusco, Mucchio Selvaggio Carpi, Ultras Carpi, Wild Dogs ’92, Nucleo 1995, Fighters, 1.3.1.2 Carpi Casual, Asbò Cherp (Carpi in dialetto), Collettivo Avariato, Panthers, Nuove Leve 2013-A som sèmper chè, Irriducibili 1983. .

Fonte: Claudio “Freccia”

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Gruppi/compagnie esistenti: Guidati dal Lambrusco, Mucchio Selvaggio Carpi, Ultras Carpi, Wild Dogs ’92, Nucleo 1995, Fighters, 1.3.1.2 Carpi Casual, Asbò Cherp (Carpi in dialetto), Collettivo Avariato, Panthers, Nuove Leve 2013-A som sèmper chè, Irriducibili 1983.

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Coreografia dei tifosi del CarpiSito Internet: www.ultrascarpi.it

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Politica: Ufficialmente apolitici, con correnti sia di destra che di sinistra, che sembrerebbero in maggioranza (o, almeno in passato, lo sono state).  

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Settore: Distinti Nord, tranne i Panthers, nei distinti Sud, e gli Irriducibili 1983, in curva Nord. Comunque la “casa” degli ultras è sempre stata la curva Nord.

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Amicizie: Fano: tifoseria storica quella fanese, incontrata nello stesso girone di Serie D, nel 2007/08, con la quale viene fatta subito amicizia in casa, ed al ritorno i marchigiani riserveranno ai carpigiani una calorosa ed “alcolica” accoglienza. Nel 2010/11 ritroveranno i fanesi nello stesso girone della 2^ Divisione-Lega Pro (la vecchia C2), cogliendo l’occasione per rinnovare l’amicizia. Reggiana: tifoserie amiche da sempre, basti pensare che il “Mucchio Selvaggio Carpi” nasce come gruppo ultras reggiano, che esponeva il proprio striscione granata sugli spalti del “Mirabello” di Reggio Emilia. Bologna: si può fare pressoché il solito discorso fatto per i reggiani, con i “Forever Ultras”, gruppo che segue il Bologna, che avevano una sezione a Carpi (si rimanda anche alla sezione “Storia del tifo a Carpi”). Chioggia Sottomarina: una bella amicizia, nata nel 2006/07, anche se, pure nel 03/04, i carpigiani avevano avuto modo di vedere all’opera i chioggiotti, suscitando in loro una buona impressione. Vicenza: rapporto nato intorno al 1990, che poi perderà di importanza, allontanandosi, viste le diverse categorie in cui militeranno le rispettive squadre negli anni seguenti. Como: amicizia risalente all’incirca al ’90, ottimo il rapporto creatosi con loro specie all’inizio dell’amicizia, adesso un po’ raffreddato. Carrarese: amicizia allacciata anch’essa intorno al 1990, che continuerà nel corso degli anni, mantenendosi sempre una certa simpatia reciproca; si riuscirà a tenere un rapporto di rispetto anche nel 2010/11, quando tantissimi carraresi invaderanno Carpi. L’aquila: rapporto di stima con gli abruzzesi, sorto soprattutto grazie alla comune tragedia del terremoto, che ha colpito così duramente L’Aquila, nell’aprile 2009, e Carpi e dintorni, nel maggio 2012. Nel week-end del 23 e 24 giugno 2012, il gruppo “Red Blue Eagles” di L’Aquila è stato ospite dei Guidati dal Lambrusco, ed ha portato dei giochi per bambini, distribuiti in alcune scuole.

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Reciproco rispetto: Lucchese, Alessandria, Pavia, Vis Pesaro: vecchie amicizie, datate anni 80-90. Rapporti ora pressoché neutri.   

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Ex-gemellaggi: Spal: nel 1992 nasceva un bellissimo gemellaggio con gli spallini, o meglio coi ragazzi dell’”Astra Alcool”, anche al di là del calcio, che durerà diversi anni, finché loro avranno il comando della curva Ovest di Ferrara. Nel 93/94 il gemellaggio si rafforza, con una grandissima coreografia casalinga all’andata e la presenza di carpigiani al fianco dei ferraresi a Verona per la finale Playoff col Como. Nel 98/99 il gemellaggio però si rompe, a causa del ricambio generazionale dei ferraresi, i quali si comportano vigliaccamente a Carpi, picchiando alcuni ragazzi. Al ritorno i carpigiani cercarono vendetta andando ad aspettare gli spallini sotto la loro curva, mettendogli paura. Ravenna: nel campionato di C2 88/89 nasce una bella amicizia coi giallorossi romagnoli, rotta nel ’93, come si può leggere anche nella sezione “Rivalità”.

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Primo piano della curva del CarpiRivalità: Modena: rivalità storica, di campanile, molto sentita. L’avversità verso Modena ha profonde radici lontane. In alcune rare occasioni la piccola Carpi ha superato, sia in campo che sugli spalti, la grande Modena, anche se, va detto, che nella Sud modenese esiste una sezione di tifosi provenienti da Carpi.

Empoli: inimicizia risalente ai primi anni di C1 dell’Empoli dopo i primi due anni di Serie A, quindi all’incirca a cavallo tra gli anni 80 e i 90, con scontri e scaramucce sia a Empoli (90/91) che a Carpi, che hanno portato a diffide in casa empolese. Nell’ultimo Carpi-Empoli del settembre ‘13, partita di andata del campionato in corso, un gruppo di ultras del Carpi eluse i controlli, introducendosi nella zona riservata agli ospiti, arrivati a bordo di un pullman, cominciando a inveire contro gli empolesi, lanciando loro qualche bottiglia. Dopo la partita un gruppo di tifosi aggredì due coppie di ragazzi empolesi, che stavano salendo a bordo della loro macchina, procurando lesioni a uno di loro e frantumando un vetro dell’auto. A seguito di questi incidenti 13 carpigiani sono stati raggiunti da diffide che vanno da uno a tre anni, a seconda delle responsabilità. Mantova: vecchia rivalità, nata intorno alla fine degli anni ’80. Nel 93/94 centinaia di ultras in treno cercano il contatto con gli odiati virgiliani senza riuscirci. Ravenna: dalla rottura dell’amicizia saranno visti come acerrimi rivali, coi quali ci saranno alcuni scontri negli anni successivi. Nel 02/03 gli emiliani si presentano a Ravenna in due pullman non scortati e avvengono duri scontri, mentre al ritorno i ravennati arrivano poco numerosi e in ritardo. Centese: antica rivalità, anche se per diversi anni le due squadre non si sono incontrate. Scaramucce a Cento nel 2002/03. A Carpi, nello stesso anno, gli ospiti non si presentano. Monza: proprio coi brianzoli arrivano, al termine di una partita giocata in casa, le prime diffide (vedi anche sezione “Storia del tifo a Carpi”). Fiorenzuola: tifoseria tradizionalmente rivale; in trasferta a Fiorenzuola, nel 94/95, arrivano nuove diffide dopo quelle di Monza. Successivamente non vengono quasi più considerati. Rimini: nel precampionato 97/98, durante una partita di Coppa Italia nasce una grande rivalità coi romagnoli, coi quali ci sono scontri al termine della partita a casa loro, che si ripetano a Carpi l’anno successivo. Suzzara: storica, antica rivalità di confine, risalente agli anni 80, sfociata spesso in tafferugli. Nel 2008/09, in Serie D (girone D), il derby si rinnova: a Carpi gli ospiti si presentano in un buon numero, coi locali intenti a contestare due dirigenti del Suzzara, ex Carpi, mentre al ritorno i carpigiani si presentano altrettanto numerosi prendendo alcuni striscioni agli avversari, ma facendoli poi ritrovare per scherno. Sassuolo: vecchia rivalità; nel 99/00 a Sassuolo, caccia ai tifosi locali fin dentro il loro settore. Riccione: nel 05/06, all’ultima giornata, a Riccione, i carpigiani cercarono i locali fin dentro il loro bar, visto che l’anno prima, a Carpi, avevano tenuto un atteggiamento di sfida. Rovigo: piccole scaramucce in Carpi-Rovigo 2002/03. Venezia: i veneziani hanno un vecchio gemellaggio coi modenesi, e questo basta per averli come nemici…Piacenza: rivalità sentita sin dai primi anni 90. La Spezia, Casale, Baracca Lugo, Pro Sesto, Chievo Vr, Massese: tutte fiere rivalità targate anni 80-90, ora poco sentite.

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Coreografia notturna dei tifosi del CarpiStoria del tifo a Carpi: Il movimento ultras a Carpi nasce nel 1979, con la squadra che partecipa al campionato di Serie C appena conquistato. Il primo gruppo a sorgere è quello dei “Panthers”, in curva Nord, che si ritrova dietro uno striscione bianco e rosso, con la scritta in nero, composto da alcune decine di ragazzi, il cui nucleo portante si ritrova al cittadino Bar Gorizia. Nel campionato 1978/79, la squadra “gira” abbastanza bene, piazzandosi a metà classifica, in un campionato difficile, mentre l’anno successivo arriva ultima, retrocedendo in Serie D, con gli odiati cugini del Modena che invece vincono il campionato salendo in B. Da tale retrocessione l’A.C. Carpi ci metterà quasi dieci anni a riprendersi, militando nel limbo dei dilettanti fino al 1988, ragion per cui sono anni durissimi per il movimento ultras carpigiano appena nato, infatti il campionato di Serie D, poi chiamato Interregionale, non propone attrattiva o interesse. Comunque gli ultras a Carpi sopravvivono, anche se non sempre con continuità, con la squadra che arriva sempre seconda o terza, ad un passo dalla promozione. Ci si ritrova, in quel periodo, per sostenere i colori biancorossi prima col nome “Ultras Carpi”, poi dietro lo striscione “Gioventù Biancorossa”, quantomeno nei momenti topici della stagione, o nelle partite più importanti, però con poche soddisfazioni, visto che si assiste alla promozione di squadre senz’altro meno importanti. Sono anni bui, in cui tanti ragazzi si organizzano cercando qualcosa di meglio dell’Interregionale, dividendosi letteralmente in due gruppi: quelli che seguono la Reggiana e quelli che seguono il Bologna, squadre vicine, militanti in quegli anni in Serie B o C, entrambe con una forte rivalità e avversione per Modena. Risalgono infatti alla metà degli anni 80 la nascita dei Forever Ultras sezione Carpi e del Mucchio Selvaggio Carpi, rispettivamente tifosi di Bologna e Reggiana. Il fatto poi che tali tifoserie fossero ai tempi gemellate, non faceva altro che incoraggiare i ragazzi di Carpi a tifare Bologna o Reggiana, soprattutto nei derby elettrizzanti con l’odiata Modena, in cui decine e decine di carpigiani tifavano colori rossoblù e granata, mentre ben pochi sono quelli che parteggiano per la squadra modenese, della quale Carpi è tradizionalmente città ostile. In contemporanea, altri sport attirano a Carpi l’attenzione dei giovani, soprattutto la pallavolo, sia femminile, con la Goldoni, che maschile, con la Steton. I carpigiani si stringono in particolare a quest’ultima, che lotta per due anni, in un palazzetto stracolmo, per salire in A1, e poter sfidare così la Panini Modena, senza però riuscirci. Nella seconda metà degli anni 80, anche il Basket, con la Scat, attira gente al palazzetto. In tali anni si ricordano incidenti coi padovani (Scat), Imola (Goldoni) e Mantova (Steton), ma dopo poche emozionanti stagioni mai un altro sport di squadra diverso dal calcio arrivò a tanto. Intanto il Carpi arriva perennemente secondo; in quegli anni si ricordano le trasferte a Cento, Suzzara e, soprattutto Sarzana, con 200 carpigiani al seguito. Nell’estate ’88 arriva, dopo l’ennesimo campionato chiusosi al secondo posto, il ripescaggio in C2, per cui sale in città l’entusiasmo, che porta ad un fiorire di gruppi e compagnie che si avvicinano al “Cabassi”, ai colori biancorossi. Il campionato di C2 1988/89 è una marcia trionfale, lo stadio si riempie di gente e alcune trasferte, come le invasioni di Novara, Suzzara e Sassuolo, sono memorabili. Nel 1989 nascono molti gruppi: i ragazzi di alcune “compagnie” cittadine si avvicinano al Carpi dimenticando vecchi rancori e rivalità dietro nomi come “Guidati dal Lambrusco”, “Orgasmo Biancorosso”, “Fedayn”, “Boys del bar Dorando” e “Hooligans del bar Roma”, mentre quelli del Mucchio Selvaggio abbandonano il “Mirabello” di Reggio Emilia per confezionare un nuovo enorme striscione, sposando i colori biancorossi. La festa della promozione in C1 in casa col Varese, comunque aritmeticamente acquisita, è bellissima per tutta la città, con caroselli di auto e la curva Nord del “Cabassi” completamente coperta dall’enorme striscione “Forza magico Carpi”. Si gettano le basi di un vero movimento ultras a Carpi per i successivi 14 anni, in cui mai mancherà l’apporto per i colori biancorossi, anche se la ricca Carpi non sempre mostra grande attenzione verso la squadra. La città si sveglia, tanto che viene costruita, di fronte alla tribuna centrale e alle laterali in legno, una tribuna a gradoni (settore distinti) in prefabbricato, che porta la capienza dello stadio a 6.000 posti. Nell’ottobre ’89 si gioca, davanti a un “Cabassi” esaurito, l’attesissimo derby col Modena. Il tifo indiavolato non porterà però altro che un (giusto) pareggio. Il campionato è memorabile, sia per il tifo, organizzato prevalentemente dal Mucchio Selvaggio, che per il comportamento lusinghiero della squadra che sfiora il 5° posto, che avrebbe garantito la partecipazione alla Coppa Italia maggiore. Nel derby di ritorno, a Modena, saranno alcune migliaia i carpigiani presenti, ed anche le altre trasferte vengono affrontate in buon numero. Non mancano poi le coreografie, ben organizzate. Le curve del “Cabassi” vengono ampliate con gradoni in tubi-innocenti, ma archiviato il primo campionato in C1, passeranno molti anni prima che si rinverdiscano i fasti del primo. Sia il 90/91, con memorabili trasferte a Mantova e Piacenza, che il 91/92, vedono il Carpi salvarsi all’ultima giornata, con trasferta finale a Empoli. Gli ultras comunque si consolidano e, intorno al 1992 si formano i “Mods” e i “Wild Dogs”. Nel 1992/93 il Carpi, dopo un avvio promettente, conosce una grossa crisi, che porterà a un’ingloriosa retrocessione, resa ancor più amara dall’invalidamento dei punti conquistati da tutte le squadre contro il fallito Arezzo, unica compagine con cui il Carpi aveva vinto entrambe le gare. Gli ultras, per la prima volta, premono contro i cancelli dell’antistadio, per regolare i conti con alcuni giocatori, pratica che si ripeterà tante volte anche negli anni a venire. Gli ultras seguono comunque e ovunque la squadra e compaiono i ragazzi della “Nuova Guardia”, che diventeranno poi il “Collettivo Avariato”. Nel corso dell’estate c’è comunque un provvidenziale ripescaggio in C1, categoria nella quale, proprio in quell’anno (93/94) scende il Bologna, contro cui i carpigiani si fanno valere, sia in trasferta, con 500 ultras al seguito, che in casa, dove riportano tra l’altro una storica vittoria. Nel 94/95 arrivano le prime diffide: una quindicina col Monza in casa, bissate da quelle in trasferta a Fiorenzuola. La Nord però non molla, anzi, nascono nuovi gruppi come gli “Sconvolti” e il “Nucleo”, mentre altri si sciolgono. La triade Mucchio Selvaggio, Wild Dogs e Collettivo Avariato da quel momento in poi guiderà la curva. Al ’94 risale anche l’ultima delle rare trasferte in cui la tifoseria carpigiana non sia stata presente. Negli anni successivi il Carpi continua a salvarsi senza entusiasmare, ma ci sono comunque momenti importanti, come le trasferte del 94/95 a La Spezia e a Ravenna. Si arriva al 1996/97, con la società, composta dal vecchio presidente Saltini, che finalmente cambia allenatore (via De Biasi), e si qualifica ai Playoff per la B, fallendo per poco la promozione contro il Monza nello spareggio di Ferrara (cosa che sa di partita venduta da alcuni giocatori e mister De Canio). L’anno, sul piano ultras, parte subito positivamente e migliora cammin facendo, con esaltanti trasferte e vittorie, su tutte quelle col Modena, sia in casa che, storica, in trasferta, con successivi calorosi festeggiamenti. A Saronno, semifinale di andata Playoff per la B, sono sette i pullman di carpigiani al seguito, mentre a Ferrara, nella finale, partecipano circa in 4mila. L’epilogo è amaro, duro da digerire, anche perché la città aveva risposto alla grande, una volta tanto. L’anno successivo sarà l’ultimo decoroso in C1, infatti la società annega in un mare di debiti, contratti nel precedente anno. Nell’estate ’97 gli ultras, come sono soliti fare da alcuni anni, partecipano al ritiro in montagna con entusiasmo, dormendo in tenda al fine settimana, a fianco del campo d’allenamento. La squadra è davvero scarsa e si salva solo grazie alla grinta di mister De Vecchi, e col costante appoggio della curva. Il 98/99 è l’ultimo, davvero incredibile, anno di C1: perdendo in casa col Siena il 6 gennaio il Carpi è praticamente già retrocesso a metà campionato. Dopo 10 anni arriva quindi la retrocessione in C2 e l’anno dopo il Comune elimina le vecchie e gloriose tribune laterali del “Cabassi”, sostituendole con tribunette nuove. Il campionato di C2 non è certo esaltante, tanto che il Carpi, per il secondo anno consecutivo, arriva ultimo. A nulla serve l’impegno degli ultras, sempre presenti, da Sora a Teramo, da Sassari a Tempio, dove la caccia all’arbitro, dopo una direzione scandalosa, porta alla squalifica del “Cabassi” (col Mantova si gioca sul neutro di Padova). Si torna quindi nei Dilettanti, ma quando si crede d’aver toccato il fondo, arriva il peggio: la società passa in mano a diversi gruppi di affaristi e la Lega la dichiara fallita. Segue la radiazione e l’inserimento nel campionato di Eccellenza, nel girone romagnolo: è la fine del glorioso A.C. Carpi, nasce il nuovo Calcio Carpi. Il 2000/01 è un campionato disastroso (10° posto finale), vissuto dagli ultras nei distinti (le curve restano chiuse), sempre presenti in campetti di periferia o paesini sconosciuti. Il 2001/02 parte meglio, in panchina siede una vecchia bandiera del calcio locale e la squadra è abbastanza buona, tanto che, una volta cacciati alcuni dirigenti avventurieri, con la società in mano a una persona seria, si lotta per un campionato di vertice, duellando con la Pavullese fino in fondo. Intorno alla squadra c’è un certo entusiasmo e le presenze aumentano, anche tra i giovani, che crescono attorno alla vecchia guardia. Buon anno anche 2002/03, infatti, dopo la promozione dall’Eccellenza ottenuta con gli spareggi di Sacile, il Carpi ritorna in Serie D, da dove lo storia degli ultras a Carpi era nata. L’inizio non è dei più promettenti, il campionato si rivela un mezzo disastro e la società deve rifare la squadra in corso d’opera, grazie anche al carpigiano Salami, che entra a dare una mano al presidente. Con l’avvicendamento in panchina si cambia marcia ed arriva una meritata salvezza. Nel corso dell’anno, mentre i tifosi avversari latitano, in curva nascono nuovi gruppi come la “Puccionaia”. Dall’estate 2003, senza più smettere, si inizia a partecipare, prima come singoli poi come gruppo, ai “Mondiali antirazzisti”, che si svolgono prima a Montecchio poi a Casalecchio del Reno. Nel 2003/04 Salami rileva la società, che regge per anni con grande profusione di passione e denaro, ma con scarsi risultati, presentando in panchina la vecchia gloria carpigiana Bobo Notari, che porta il Carpi a una più o meno tranquilla salvezza. Alcune trasferte, come quelle di Cattolica, Chioggia, Urbino e Poggio Rusco, sono per vari aspetti da ricordare. L’anno successivo (04/05) è un mezzo disastro e succedono cose incredibili: si vedono cinque allenatori in panchina, uno dei quali (Presicci) sostituisce un giocatore giovane con un “vecchio”, non rispettando le regole federali, facendo così perdere a tavolino una partita vinta 3-0 sul campo. La salvezza arriva solo all’ultima giornata, a Rodengo, ma il dopopartita vede gli ultras riprenderla con alcuni giocatori ridicoli, più che festeggiare. Durante l’anno s’incontrano alcune tifoserie vere, come Pergocrema e Trento. Quest’ultimi si presentano minacciosi a Carpi, senza dar però seguito al loro atteggiamento, mentre al ritorno, sul neutro di Montebelluna, tengono ben altro comportamento, passando quasi tutta la gara a bere insieme ai carpigiani. Nel 05/06 salta la fusione con un’altra squadra minore di Carpi; il presidente Salami non molla e, seppur con pochi mezzi allestisce un buon team. Il campionato è particolare, perché c’è il Cervia protagonista della buffonata televisiva del reality “Campioni”, battuto sia in casa (2.500 spettatori) che al ritorno, in diretta tv. I Playoff verranno mancati per un soffio, a causa di una clamorosa papera del portiere, a tempo scaduto, con un tiro da lontano. Arriveranno l’anno dopo i Playoff, con l’epilogo finale del girone col Castellarano, ma il Carpi si fa battere 5-0, davanti a 600 ultras carpigiani in trasferta, vanificando tutto. La squadra, affidata ancora, come l’anno prima, a Notari, si fa forte dei ben 42 gol della coppia Ghepardi-Roncarati, ma la C2 resta un sogno. L’anno dopo, il 2007/08, finisce pressappoco come il precedente, perdendo i Playoff sempre col Castellarano, anche se la sconfitta (1-0) è meno umiliante da quella dell’anno prima. Il campionato lo vince invece l’incredibile Giacomense. L’anno successivo inizia con la Coppa Italia di Serie C a Ferrara in pieno agosto, dove i carpigiani si presentano in buon numero, ma la “nuova” rivalità non dà luogo a incidenti.

Uno scorcio della tribuna dello stadio di Carpi (Fonte sito ufficiale Carpi)Nel frattempo arriva il 2009, l’anno del centenario del Carpi. Nel corso dell’estate avviene la fusione saltata alcuni anni prima, superando consolidate rigidità, e una nuova intraprendente società affianca Salami. Si respira un buon entusiasmo, sia per la nuova società che per il centenario, non festeggiato però a dovere, a parte la realizzazione di un libro. L’inserimento del glorioso Pisa, retrocesso dalla B e fallito, nello stesso girone del Carpi, spenge un po’ gli entusiasmi. Saliranno, manco a dirlo, i toscani. L’anno 2009/10 parte male, ma con una vigorosa correzione di rotta, col cambio di allenatore e metà squadra a gennaio, è un trionfo, fino a raggiungere il 2° posto che vale i Playoff, dove, vinti quelli del girone, il Carpi arriva alle fasi finali, vincendo a Lamezia Terme, in una memorabile trasferta in treno con 37 ultras al seguito, ma perdendo incredibilmente la finale di ritorno col Pianura di Napoli, dove erano scesi con un pullman, per 8-2, dopo aver vinto 5-0 in casa!! Nel 2009 nasce il nuovo gruppo “Fighters”. Nel corso dell’estate arriva, benedetto, il ripescaggio, che riporta Carpi dopo dieci anni tra i professionisti, in C2, o meglio, nella 2^ Divisione Lega Pro, come si chiama ora, con tutte le sue stupide, rigide regole, come le limitazioni sugli striscioni, i biglietti nominali, la tessera del tifoso, ecc. Nel 2010/11 si impone alla parte più calda del tifo di traslocare in tribuna laterale, per lasciare un certo spazio agli ospiti. Il girone non è certo irresistibile e il Carpi parte alla grande. Strada facendo si incontrano tifoserie serie, come L’Aquila o Chieti e si ritrovano i carraresi e i amici fanesi. In un duello tiratissimo, il Carpi riesce, grazie anche al giudice sportivo, ad avere la meglio sulla Carrarese. I biancorossi approdano dritti dritti in prima divisione, la vecchia C1. Una cavalcata esaltante per i carpigiani, presenti ovunque in buon numero, da Villasimius, nel centro della Sardegna, fino ai 700 dell’ultima giornata a Prato, dove viene festeggiata la promozione, con caroselli gioiosi come non capitava da tanti anni. Si raggiunge anche la finale di Coppa Italia di categoria, persa a Castellammare di Stabia, davanti a 20 tifosi al seguito. La stagione si conclude con una mega-festa allo stadio lunedì 17 giugno, dove sono invitati anche presidente e sindaco: un pretesto per parlare del ritorno in C1, insieme a tifoserie amiche, giocare a calcetto, vedere filmati storici, bere centinaia di pinte di birra. L’anno successivo, 11/12, la tifoseria non può godersi il campionato fino in fondo, perché i lavori di ristrutturazione del “Cabassi”, costringono la squadra a disputare l’intera stagione regolare al sempre semivuoto “Giglio” di Reggio Emilia. L’unica gara giocata davvero in casa è la semifinale di ritorno dei Playoff col Sorrento. Per la seconda volta nella sua storia il Carpi sfiora la promozione nella serie cadetta, proprio nei giorni in cui uno sciame sismico inginocchia tutta la Bassa modenese. Motivi di “ordine pubblico” consigliano di far disputare la finale Playoff di ritorno, contro la Pro Vercelli, al “Braglia” di Modena, dove il Carpi viene sconfitto 3-1. Risultato a parte, è un anno molto sofferto per il tifo organizzato, in quanto schierato senza dubbi contro la legislazione repressiva in materia di tifo calcistico, contrario a tutte le assurde restrizioni, in primis la tessera del tifoso. Non sottoscrivendola sono state fatte alcune trasferte (Pavia, Terni, Vercelli, ecc.) senza poter entrare. Nel 2012/13, al termine di una stagione travagliata, iniziata a fari spenti, con tanti dissapori dovuti a strascichi dell’anno precedente, arriva una grande, inaspettata gioia, nonostante l’inserimento nel girone A, tornato a essere composto da squadre del centro-nord, del Trapani e della corazzata Lecce. Gli ultras riprendono il loro posto in curva Nord, nel vecchio e brutto “Cabassi”, ribattezzato “Lamiera Stadium”. La squadra dopo aver battuto il Lecce in casa a Natale, ha una flessione, per poi risalire con mister Brini fino ai Playoff. La curva organizza alcune discrete coreografie, ma in trasferta, senza tessera, i ragazzi della curva riescono ad entrare, con alcuni escamotage, solo in pochi posti: Bolzano, Chiavari, Lumezzane e pochi altri stadi, compreso il “Via del Mare” di Lecce, in occasione della finale Playoff di ritorno. Dopo un viaggio allucinante, con ogni mezzo, oltre 200 tifosi conquistano, insieme al Carpi, per la prima volta nella loro storia, la Serie B. La città impazzisce di gioia, si festeggia fino al mattino, attendendo prima il rientro della squadra, poi il grosso degli ultras. Viene stampato tanto materiale per rendere ancora più storico quello che fino a pochi anni fa era solo un sogno.

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Gruppi scomparsi, nati negli anni ’80: Fedayn, Boys Dorando, Avvinazzati, Mods, Hooligans del Bar Roma, Viking, Gioventù Biancorossa, Collettivo Biancorosso, Quelli della Laterale, Boys, Devils, Wild Kaos.

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Gruppi scomparsi, nati negli anni ’90: Carpi Autonoma, Impertinenti, Solo Carpi, Sconvolti, Le Fedelissime, Gruppo Cosmico, Nuova Guardia, Goofellas.

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Curiosità: -In occasione del recentissimo Carpi-Spezia di sabato 8 febbraio scorso, 24^ giornata del campionato di B, esposti gli striscioni “I tuoi valori e virtù simbolo di un calcio che non c’è più. Patciu uno di noi” e “08/02/1984: 30 anni di abusi”, riferito al trentesimo anniversario dalla scomparsa dell’ultrà triestino Stefano Furlan, causata da violente percosse ricevute dai celerini dopo una partita di Coppa Italia contro l’Udinese. -I “Guidati dal Lambrusco”, in collaborazione con gli altri gruppi di tifosi presenti in curva e in tribuna, contro lo Spezia hanno organizzato una raccolta fondi, come già fatto di recente per i terremoti dell’Aquila e della Bassa modenese, a favore delle popolazioni di Bastiglia e Comporto, due paesi in provincia di Modena, fortemente colpiti dalla recente alluvione del gennaio scorso. Nel giorno della partita, la somma raccolta ha superato, seppur di poco, le 1.000 Euro. Si è quindi deciso di continuare la raccolta per qualche altro giorno, presso alcuni bar di Carpi, invitando tutti, tifosi e non, a contribuire nel loro piccolo a questa bella iniziativa. In occasione di Carpi-Cesena, di sabato 22 febbraio prossimo, verranno comunicati la destinazione e la somma totale dei fondi raccolti. Eloquenti gli striscioni esibiti in Carpi-Ternana del 25 gennaio ’14: “12 fratelli sempre con noi”, “- balle…+ controlli”, e “Vicini ai popoli alluvionati”. -Sempre con lo Spezia, bellissimo il nuovo striscione sfoggiato dagli “Irriducibili 1983” in curva Nord. -I Guidati dal Lambrusco, dopo la prima forte scossa di terremoto avvenuta nel modenese il 20 maggio ’12, si attivarono subito per raccogliere dei soldi da destinare ai paesi più duramente colpiti. In occasione della semifinale Playoff col Sorrento, del 27 maggio ’12, venne organizzata una colletta, che sarebbe poi continuata in caso di ipotetica finale. In occasione della seconda forte scossa del 29 maggio, ci si ritrovò a vivere l’emergenza di persona e i “G.d.L.” si resero subito conto che una seconda colletta non sarebbe bastata, e avrebbero dovuto fare di più, quindi misero in vendita, il giorno della finale, diverse magliette con la scritta “Io non tremo”, vendita proseguita anche per tutto il mese di giugno. La risposta delle gente fu molto positiva. I soldi raccolti sono stati donati alle scuole di Rovereto che appartengono all’istituto comprensivo “Gasparini” di Novi. Sempre allo stesso istituto sono stati versati i soldi portati di persona dai ragazzi della “Nuova Guardia” Albinoleffe, in occasione della partita giocata a Carpi contro la formazione bergamasca il 07 ottobre 2012.

-I “Guidati dal Lambrusco” venerdì 14 febbraio 2014 hanno organizzato al pub “Kalinka” una serata all’insegna di tanta birra e buona musica, il cui intero incasso servirà come aiuto economico per alleggerire le spese che il gruppo ha affrontato per portare avanti la battaglia legale, contro i Daspo distribuiti durante Carpi-Empoli del settembre 2013. -In Pescara-Carpi del 30 novembre scorso, esposti gli striscioni “Finalmente Away con voi” e “Grazie CFC” (Carpi Football Club). Gli ultras carpigiani infatti, grazie alla sottoscrizione della “Away Card”, fatta in collaborazione con la società, possono ora andare in trasferta; un modo come un altro per non fare la tessera. -In Carpi-Juve Stabia del dicembre scorso, esposti gli striscioni “2009-2013: squadra e società orgoglio di questa città” e “Grazie Gigi, certe emozioni non si dimenticano 16-06-13”, rivolto alla punta Luigi Della Rocca, uno dei protagonisti della promozione dell’anno scorso, che ha sempre manifestato attaccamento alla maglia. -Discreta, certo non riuscitissima, la coreografia approntata per Carpi-Palermo del dicembre ’13, su cui dominava la scritta “Combattete per noi”. -In occasione di Carpi Siena, nel novembre scorso, esposte le scritte “09-02-97 – 17-11-13: la storia si ripete”, per ricordare le date delle sconfitte storiche dei modenesi in casa col Carpi (2-3 l’ultima), e “Sardegna non mollare”, a sostegno del popolo sardo, fortemente colpito in quei giorni da una tragica alluvione, che causò una ventina di vittime. -A Modena, in occasione del derby Modena-Carpi del 17 novembre ’13, esibito dagli ultras di Carpi lo striscione “Discriminati presenti”. E’ stato infatti una commedia dell’assurdo il piano deciso dalla Questura di Modena per evitare incidenti tra le due fazioni. I supporters che volevano assistere alla partita, in programma di domenica alle 12,30, sono stati divisi in sei categorie, per le quali erano previste regole e settori diversi: tifosi del Carpi residenti a Carpi, tifosi del Modena residenti a Modena, tifosi del Modena residenti a Carpi, tifosi del Carpi residenti a Modena, tifosi del Modena né di Modena né di Carpi, tifosi del Carpi né di Modena né di Carpi. Un autentico rompicapo, un labirinto di restrizioni, che ha spinto tanti, soprattutto tra i carpigiani, a restare a casa. A loro volta, essi dovevano essere distinti tra chi aveva la tessera del tifoso e chi no. Col risultato che per un derby che manca dalla stagione 98/99, c’erano circa 6mila persone, in uno stadio che ne contiene oltre 21mila, che ha del paradosso se si pensa che Modena è l’unica provincia che conta due squadre in Serie B. -Discreta la coreografia realizzata in Carpi-Novara dell’ottobre ’13, con la scritta “vinci per noi”, composta da uno stendardo per ogni lettera, unita ad alcuni fumogeni accesi. -Nell’ormai famosa partita Carpi-Padova, rinviata per un guasto all’impianto d’illuminazione dello stadio “Braglia” di Modena, gli ultras carpigiani, sistemati in tribuna, manifestarono eloquentemente il loro pensiero sulla sede di gara prescelta, con lo striscione “Orgogliosi della B…mai più qui” e con 15 minuti iniziali di sciopero del tifo. Passato il quarto d’ora lo striscione è stato rimosso ed è partito il tifo. -Molto bello il copricurva con la scritta “Forza vecchio cuore biancorosso” sfoggiato ai Playoff lo scorso giugno 2013, sia nella semifinale di ritorno col Sudtirol, in curva, dove è stato esposto anche lo striscione “Ciao Andrea fratello ultras”, sia nella finale di andata con il Lecce, nei distinti lato Nord. -Il problema principale negli anni scorsi, a Carpi, ricca città di 67.400 abitanti circa, è stato quello della scarsa affluenza di pubblico, vista la vicinanza di città come Bologna, Modena (20 Km.) e Reggio Emilia; la militanza della squadra in categorie minori in passato e il fatto che praticamente non esiste alcuna sezione ultrà al di fuori di Carpi. Spesso il pubblico carpigiano si è dimostrato freddo e distaccato nei confronti della squadra, e i ragazzi, almeno in passato, preferivano passare la domenica pomeriggio altrove anziché allo stadio. Ma la bella cavalcata della promozione in Serie B dell’anno scorso sembra aver portato nuova linfa ed entusiasmo all’ambiente, anche se, quest’anno, nel torneo cadetto, raramente gli spettatori superano le 2.500-3.000. -Il Collettivo Avariato, falcidiato dalle diffide, quest’anno festeggia il ventennale. -Sempre presenti le pezze “GdL sez.diffidati -daspo +asbò” e “Io tifo Carpi”.

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Liberi pensieri: “09-02-97 noi con voi nella storia, grazie ragazzi!!!”, per festeggiare la prima storica vittoria a Modena (96/97), “A.a.a. cercasi società” (Modena-Ca 97/98), “Protti non si tocca”, riferito al bomber Stefano Protti, fratello del più famoso Igor (Empoli-Ca 93/94); “Uniti per vincere” (Carpi-Chieti 10/11, 11/12, 12/13);  “No TdT” (12/13), “Per tutti i puffi è Birba la minaccia, ma non chi in giro ruba, uccide e spaccia” (Carpi-Crotone 13/14).

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