In questa fase particolare per il nostro club, a poco più di una settimana dall’inizio della preparazione, abbiamo scambiato alcune battute con il collega de “Il Tirreno”, Davide Biuzzi

Siamo dentro uno dei momenti più particolari della storia recente dell’Empoli anche se piano piano alcuni punti interrogativi stanno trovando risposta. Parto dalla vicenda DS. Che idea ti sei fatto rispetto alla situazione che ha visto la rescissione con Stefanelli e, se ce l’ hai, quale la primissima impressione su Fabio Artico…

Oltre a essere particolare il momento mi sembra complicato e difficile. In questo senso la vicenda del direttore sportivo è stata un inghippo in più, inatteso. Stefanelli a differenza di tanti dei suoi predecessori non aveva un legame particolare con Empoli, un passato azzurro è una vicinanza particolare. Era ed è un professionista, oltre che una brava persona, e da tale ha valutato un’offerta che gli è arrivata. Aveva un anno di contratto, con l’Empoli, e la Juve Stabia ne ha proposti due. Normale che ci abbia pensato, normale che di fronte alla riflessione anche lo stato maggiore azzurro abbia fatto le sue. Evidentemente il rapporto in questi pochi mesi non si era consolidato e, dunque, ognuno per la propria strada, senza rancore. Artico andrà valutato per fatti, come tutti del resto. Mi sembra, però, che il target sia quello giusto. Come lo era quello di Stefanelli.

Ti chiedo anche un pensiero sulla cessione dei due ragazzi dell’Under 17, situazione che ha creato non poco dibattito tra i tifosi…

Sul Tirreno abbiamo scritto di “gioielli sacrificati”. Chiaro che il percorso dei neo-campioni d’Italia doveva essere diverso. L’Empoli, storicamente, i suoi talenti vuole nutrirlo e coccolarli fino a goderseli almeno un po’ in prima squadra e poi rivenderli a peso d’oro. Stavolta, però, non poteva farlo. Per motivi di bilancio c’era da chiudere almeno una cessione importante entro il 30 giugno per sistemare l’ultimo esercizio, poteva essere Shpendi al Padova ma l’affare si è complicato e sul piatto c’erano solo i talenti dell’Under 17 di Tonelli. L’Atalanta ha sfruttato l’occasione con un’offerta, 4 milioni complessivi, che nel mercato attuale con è male. Proprio Shpendi, per dire, sarebbe andato via per 4,5 ma dopo aver segnato 15 gol in Serie B. Era già successo, in passato, con Rugani e Kabashi ceduti alla Juve direttamente dalla Primavera. Chiaro, ribadisco, che si tratta di un sacrificio ma un sacrificio necessario. Che peraltro fotografa bene la situazione attuale dell’Empoli

C’è poi l’aspetto closing. Sul “Tirreno” per primi avete sdoganato i possibili interessati ad entrare dentro l’Empoli. Oltre però le aree geografiche si sa davvero poco. In questo caso, oltre le tue personali sensazioni, mi piacerebbe chiederti anche quale sarebbe il tuo auspicio nella vicenda…

La sensazione è che le novità nella compagine societaria potrebbero esserci e anche presto. D’altra parte proprio la cessione dei gioielli dell’Under 17 racconta delle necessità che ci sono. E di cui il presidente Fabrizio Corsi non ha mai fatto mistero da un paio d’anni a questa parte e soprattutto in tempi recenti. La speranza, dunque, è che si possa fare in fretta anche se si tratta di affari complicati che richiedono passaggi e tempi tecnici non sempre brevissimi. Sotto traccia, però, qualcosa si muove. E avere chiarezza su questo punto può davvero diventare la ri-partenza.

Arriviamo al capitolo allenatore, che si sta risolvendo nella maniere più inaspettata. Ormai è stato sdoganato ampiamente che, salvo nuove sorprese, si ripartirà da Guido Pagliuca. Credo che come tutti anche te, fino a pochi giorni fa, mai ci avresti pensato e quindi ti chiedo che ne pensi adesso…

Confermo, mai avrei pensato al possibile ritorno di Pagliuca che invece si sta concretizzando. Prima del caso-Stefanelli, si sa, il prescelto era Di Giorgio e l’accordo praticamente fatto. Poi, ovviamente, il presidente Corsi ha preso tempo per permettere anche ad Artico di dire la sua e studiare la situazione. Da quello che trapela, poi magari ce lo faremo raccontare da lui, sarebbe stato proprio il nuovo direttore a ripescare il jolly Pagliuca dal mezzo. E l’allenatore sembra disposto ad abbassarsi anche l’ingaggio pur di tornare, infatti le parti stanno discutendo un nuovo contratto e non riprenderanno quello attualmente in essere e valido fino al giugno prossimo. Un segnale non da poco. Poi, ovviamente, se davvero tornerà, come oggi pare quasi scontato, altri segnali dovranno arrivare sia da lui e sia dalla società che dovrà comunque allestire una squadra per il tipo di calcio particolare, uomo contro uomo, che l’allenatore di Cecina porta avanti da anni

Ad oggi si preannuncia una stagione difficile, in salita. E’ presto per fare discorsi sulla stagione ma visto che siamo già dentro il mercato, ti chiedo quali sono i movimenti principali che ti aspetti?

Mi aspetto che, purtroppo, i sacrifici non siano finiti. L’Empoli cederà ancora e potrebbero essere anche cessioni importanti, ovviamente in base anche le offerte che arriveranno. Shpendi, Guarino e Popov sicuramente a oggi sono in vetrina ma non è detto che escano tutti né che escano solo loro. Quella che ci aspetta, dunque, sarà una stagione sulla falsariga della seconda parte della scorsa: guardarsi le spalle!

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

7 Commenti

  1. il Biuzzi è uno spirito libero, sempre molto interessante il suo punto di vista…. forse scomodo alla Family… ma un faro critico sempre acceso!!!!

  2. Quindi rifanno anche il contratto a Pagliuca, anche se a cifre minori sarà almeno due stagioni. Mamma mia come siamo ridotti…

  3. Pagliuca bene se ridimensionare ingaggio ma dovrebbe maggiormente smusare il proprio carattere e gestire il gruppo con più serenità come del resto è l ambiente Empoli. nessuno hai mette pressione stia tranquillità e adatti un abbozzo di gioco confacente ai giocatori che gli mettono a disposizione. il resto viene di conseguenza

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