Lento
Dopo due sconfitte consecutive, l’una pesante (Sudtirol) l’altra disastrosa (Carrarese), l’Empoli torna timidamente a muovere la classifica pareggiando a reti bianche al Castellani con il Modena. È il primo 0-0 della stagione, per certi versi eloquente espressione della sterilità offensiva di una squadra che, nelle ultime sette gare, ha segnato la miseria di tre reti. Due di esse, quella di Nasti a Mantova e di Ilie a Cesena, hanno peraltro permesso di conquistare 6 punti piuttosto generosi. Contro i canarini di Sottil, gli azzurri hanno mosso un piccolissimo passo in avanti, quantomeno in termini di attenzione difensiva e compattezza tattica, ma non hanno dato la sensazione di mordere la partita con quelle caratteristiche di intensità e vis pugnandi che contraddistinguono la serie B. L’Empoli è come quello studente che, pur avendo le capacità per ottenere voti migliori, galleggia pigramente intorno alla sufficienza, consapevole che, in ogni modo, ci sarà chi farà peggio di lui.
Adagio
La società, in questi ultimi (frementi?) giorni di mercato è corsa ai ripari cercando di offrire alternative tattiche e offensive a una rosa monocorde e incompiuta. L’inserimento di Candela consente a mister Dionisi di avere un’alternativa in più sulle corsie laterali, dove Moruzzi sta tirando un po’ il fiato dopo un ottimo spezzone di torneo ed Elia si sta adoperando anche in una fase difensiva che non è esattamente nelle sue corde. L’innesto del centravanti Daniel Fila dal Venezia è diretta conseguenza dello sfortunato epilogo della stagione di Pietro Pellegri. L’attaccante ceco va a rinforzare un reparto nel quale si va in gol con relativa modestia e in cui l’enfant prodige Popov vede il campo con il contagocce. Un caso, quello del 18enne ucraino, che pone costantemente dubbi e interrogativi sul suo precario utilizzo. Negli ultimi tre mesi, Popov ha giocato qualcosa come 35 minuti. Un minutaggio quantomeno singolare per un ragazzo di talento che ha già dimostrato di avere freschezza e senso del gol.
Andante
Se l’obbiettivo degli azzurri è quello di trascorrere senza patemi un anno di transizione ottenendo una salvezza tranquilla, si può dire che siamo in linea con le aspettative. Se l’intenzione è quella di raggiungere posizioni più gratificanti in ottica playoff, e l’arrivo di mister Alessio Dionisi nello scorso ottobre offrirebbe una chiave di lettura piuttosto esplicita in questo senso, occorre ammettere che i piani si stanno impantanando. L’attuale undicesimo posto, a debita distanza dalla zona a rischio e non troppo lontano dal fatidico ottavo posto, ci racconta di un Empoli a metà del guado. Che avrebbe nelle sue corde le qualità per rosicchiare qualche posizione in classifica ma, nello stesso tempo, sembra al momento privo della continuità e del temperamento per trasformare un campionato incolore in qualcosa di più ambizioso. Contro il Modena è andata in scena la classica partita conservativa di chi vuole arginare un trend negativo in attesa di tempi migliori. A Palermo, in un ambiente caldo e per molte ragioni ostile, occorrerà una prova di forza soprattutto dal punto di vista caratteriale.














Anch’io, quando andavo a scuola, studiavo davvero solo verso la fine. E infatti non sono mai bocciato. Facciamo finta che oggi, con la fine del mercato, siano uscite le materie della maturità e la classe faccia quel salto di qualità che attendiamo.
Anch’io mi chiedo quali siano i motivi di un così scarso utilizzo di Popov in un attacco che da un paio di mesi in qua non fa certo faville. Ha un rapporto minutaggio/reti realizzate da far invidia ai capocannonieri della B e il poco che ha giocato nelle ultime partite si è sempre dimostrato all’altezza, almeno al pari degli altri attaccanti.
Riguardo a Popov, aggiungerei che Dionisi Sabato ha preferito a lui anche il nuovo arrivato Fila con all’attivo un solo allenamento…sembra quasi sia in punizione!
Comunque Popov è rimasto!!!