Questa sera lo Stadio Stirpe sarà teatro di una sfida interessante ed allo stesso tempo molto difficile. Frosinone ed Empoli arrivano all’appuntamento con stati d’animo, obiettivi e pressioni completamente differenti, ma proprio questo rende il confronto estremamente affascinante e carico di significati, soprattutto per la squadra azzurra. Il Frosinone rappresenta senza dubbio una delle storie più interessanti di questo campionato. La squadra allenata da Massimiliano Alvini occupa il secondo posto in classifica ed è pienamente coinvolta nella lotta per la promozione diretta in Serie A. Un risultato che, alla vigilia della stagione, appariva difficilmente pronosticabile. La scorsa annata dei ciociari si era infatti chiusa con una salvezza arrivata in modo sofferto, quasi insperato, e in pochi avrebbero immaginato un cambio di passo così netto nel giro di pochi mesi. E invece il campo ha raccontato una storia diversa: identità chiara, organizzazione, intensità e qualità di gioco. Il Frosinone non è lì per caso, ma perché ha saputo costruire nel tempo certezze e continuità. Particolarmente impressionante è il rendimento interno. Lo Stirpe è diventato un vero e proprio fortino: il Frosinone vanta uno dei migliori rendimenti casalinghi di tutta l’attuale Serie B, un dato che certifica la forza mentale e tecnica di una squadra capace di imporsi davanti al proprio pubblico con autorità e personalità. Chi arriva qui sa di dover disputare una partita di altissimo livello per portare via qualcosa, perché i gialloblù non fanno sconti e cercano sempre di comandare il gioco. Di tutt’altro tenore è il momento che sta vivendo l’Empoli. I numeri del girone di ritorno sono impietosi: appena due punti conquistati nelle ultime sei gare, un bottino che rende gli azzurri la squadra con il peggior rendimento nella seconda parte del campionato. Un dato che pesa, soprattutto se confrontato con le aspettative di inizio stagione e con la qualità complessiva della rosa. L’ultimo pareggio per 1-1 contro la Reggiana, maturato al Castellani, ha lasciato l’amaro in bocca: l’Empoli ha dominato per lunghi tratti, ha creato tanto, ha concesso pochissimo, ma ancora una volta non è riuscito a trasformare la superiorità in tre punti. E così la classifica continua a non sorridere, alimentando dubbi e insicurezze.

Paradossalmente, però, questa squadra sembra esprimersi meglio quando affronta avversari di livello, squadre che non rinunciano a giocare e che cercano di imporre il proprio calcio. L’Empoli di Alessio Dionisi soffre tremendamente contro chi si chiude, abbassa il baricentro e spezza il ritmo, ma trova invece spazi e soluzioni quando la partita è più aperta. Non è un caso che una delle prestazioni più convincenti, almeno per interpretazione e spirito, sia arrivata nella sconfitta per 3-2 a Palermo: risultato negativo, ma gara giocata con coraggio, intensità e idee chiare. Quando invece gli azzurri si trovano davanti avversari attendisti, il tempo che scorre senza riuscire a sbloccare il match diventa un nemico. Subentra la paura, cresce la frenesia, e quella lucidità necessaria per fare la scelta giusta negli ultimi metri finisce per smarrirsi. È questo il vero nodo da sciogliere. L’Empoli deve togliersi di dosso questa sensazione di timore, quasi di insicurezza cronica, perché questa squadra non è stata costruita per vivacchiare nelle zone basse della classifica o per salvarsi all’ultimo secondo dell’ultima giornata, con l’elmetto ben calzato per tutto il campionato. Se non ritroverà serenità e fiducia nei propri mezzi, il rischio è quello di complicarsi maledettamente il cammino. Ma le qualità non mancano, e Dionisi lo ribadisce con forza. Il tecnico continua a sottolineare come il lavoro settimanale sia di alto livello e come la classifica, a suo giudizio, non rispecchi fino in fondo il reale valore della squadra. Anche alla vigilia di questa trasferta ha lanciato un messaggio chiaro: a Frosinone l’Empoli non andrà a fare la vittima sacrificale, ma scenderà in campo per giocare a viso aperto, senza timori reverenziali. Dal punto di vista tattico, gli azzurri dovrebbero disporsi con un 3-5-2. Tra i pali ci sarà Fulignati, mentre in difesa pesa la squalifica di Guarino: spazio dunque ancora a Curto, con Lovato nel ruolo di centrale e Obaretin a completare il reparto. Sugli esterni agiranno Candela a destra ed Elia a sinistra, chiamati a garantire spinta ma anche attenzione difensiva contro un Frosinone molto pericoloso sulle corsie. In mezzo al campo resta aperto il ballottaggio tra Degli Innocenti e Yepes in cabina di regia, con Ignacchiti e Magnino a fare le mezzali, chiamate a dare equilibrio ma anche inserimenti. In attacco, stando alle parole di Dionisi, potrebbe seriamente partire Fila dal primo minuto accanto a Shpendi, una scelta che testimonia la voglia del tecnico di vedere risposte concrete da chi durante la settimana si allena con grande intensità.

Nonostante il momento difficile, c’è ancora fiducia nelle potenzialità dell’Empoli. Un risultato positivo allo Stirpe, contro una delle squadre più forti e continue del campionato, potrebbe avere un peso enorme dal punto di vista mentale prima ancora che di classifica. Sarebbe una vera e propria cura, capace di togliere gli azzurri dalle sabbie mobili di una classifica ad oggi molto deludente e restituire convinzione e autostima; fattori imprescindibili se si vuol tirare fuori il meglio. Come detto la classifica oggi non soddisfa, ma il campionato è ancora lungo e margini per creare soddisfazione e far cambiare gli attuali pensieri, ce ne sono. Il format attuale della serie B permette discese e salite piuttosto repentine. Servono però segnali, servono prestazioni coraggiose e serve tornare a credere che questo Empoli possa lottare per qualcosa di più croccante rispetto a una semplice e sofferta salvezza. Frosinone può essere il punto di ripartenza. Sta agli azzurri dimostrarlo, sul campo, per provare a cambiare rotta…

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

11 Commenti

  1. Partita che si deciderà sulle 2 catene esterne:

    Curto e Candela a contrastare Ghedjemis
    Obaretin e Elia a contrastare Kvernadze

    Nel mezzo, si spera che Lovato abbia la meglio su Raimondo.

    Ognuno i’suo un ci sta che segnino: concentrazione massima, attenzione, abnegazione, non farli crossare: per nessun motivo!!!

    • Ghedjemis al 90% gioca a destra in attacco , tocca ad Elia , ed e’ l unico che ha la corsa per limitarlo
      Curto e Candela a destra in Difesa

  2. Alessio l’hai già scritto 2 volte. Il Frosinone non ha il miglior rendimento interno della B. Ha giocato 2 gare in meno in casa ma ci sono almeno 5 squadre che hanno fatto più punti tra le mura amiche.

  3. “Servono però segnali, servono prestazioni coraggiose e serve tornare a credere che questo Empoli possa lottare per qualcosa di più croccante rispetto a una semplice e sofferta salvezza”.
    No, non ci siamo. Questa squadra ha dimostrato troppe volte di essere inadeguata in quasi tutti i reparti, con giocatori spesso non all’altezza della categoria (forse si salvano il portiere ed elia), inconcludenti e svogliati, guidati da un allenatore ormai al capolinea, finito, privo del coraggio di cambiare e delle palle per osare: in conferenza elogia il Frosinone per la difesa a quattro, eppure continua a insistere con il suo modulo a tre. Fissato sulle sue idee dannose, si mostra succube delle fantasie del presidente e delle volontà dei procuratori… Vediamo di concludere questa orribile stagione e di dimenticarcela in fretta assieme a tutti i suoi protagonisti. Se un domani dovessimo ricordarla, temo che sarà solo per motivi tutt’altro che piacevoli …..

    • Qui siamo a corto di divertimento…. Nasti ha già fatto più gol rispetto alla media delle sue stagioni…. quindi il suo l’ha già fatto, dubito che possa andare oltre…. su Ilie, almeno Dionisi ha avuto il coraggio di ammetterlo…. non mi importa che siano bravi in allenamento quando non conta niente….

  4. Partita difficilissima e nella quale portare a casa 1 punto potrebbe essere il viatico non per qualcosa di più croccante, ma per ripartire alla ricerca di una salvezza tranquilla.
    Se a Palermo nonostante la beffa del rigore regalato e quindi del probabile punto perso (la partita comunque non era finita e non ci sarebbe comunque stata certezza di non prendere goal in un probabile forcing finale) ero fiducioso dovendo giocare con le due in casa in successione e prima di Palermo avrei fatto la firma per una sconfitta giocandosela, qui a Frosinone la prestazione è il viatico per avere chanche di portare almeno 1 punto e solo per quello, perchè ho come l’impressione che a questa squadra non basti l’uscire da un campo difficile con una buona prestazione per avere fiducia e grinta per quella dopo, ma anzi mentalmente si intristisca per l’occasione persa e per gli errori fatti.
    La partita persa a Palermo l’assimilo alla sconfitta dell’inverno scorso a Bergamo, anche li 3-2 su un nostro errore dopo aver accarezzato l’opportunità di almeno pareggiarla portò scorie nella partita successiva. Stessa cosa successe a Torino in campionato con la Juventus.

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