Empoli-Cesena (gara che torna dopo meno di due mesi rispetto a quella giocata nel girone di andata), valida per l’ottava giornata del girone di ritorno, assume contorni molto più profondi rispetto alla collocazione temporale della stagione. È una di quelle partite che, pur non essendo decisive in senso matematico, possono diventarlo sul piano emotivo, psicologico e soprattutto prospettico. Perché a questo punto del torneo iniziano a delinearsi le vere ambizioni e, allo stesso tempo, i reali rischi. L’Empoli si presenta all’appuntamento occupando il decimo posto in classifica, una posizione di equilibrio solo apparente. I numeri raccontano infatti di una squadra sospesa: cinque punti sopra la zona playout, sette sotto quella playoff, con l’ottavo posto – l’ultimo utile per gli spareggi promozione – occupato proprio dal Cesena. È evidente come il risultato di domani possa fungere da spartiacque, andando a indirizzare in modo più netto il cammino dell’Empoli in questa parte finale di stagione. Una vittoria avrebbe un valore enorme. Da un lato permetterebbe di allontanare in maniera più concreta i pensieri legati alla lotta per non retrocedere, una zona di classifica che, pur senza allarmismi, resta ancora troppo vicina per sentirsi tranquilli. Dall’altro lato avvicinerebbe sensibilmente quella zona playoff che rappresenta un obiettivo più ambizioso, ma anche più coerente con le qualità tecniche e caratteriali di questa squadra. Un obiettivo forse più sfidante, ma certamente più stimolante e in grado di accendere entusiasmo nell’ambiente. Gli azzurri arrivano a questa sfida reduci da una prestazione incoraggiante, il pareggio per 2-2 ottenuto sul campo del Frosinone. Una gara che ha mostrato entrambe le facce dei nostri ragazzi: da una parte qualche errore di troppo, in particolare in occasione dei due gol subiti, dall’altra un atteggiamento vivo, propositivo, coraggioso. Un Empoli capace di giocare, di costruire, di non rinunciare alle proprie idee nemmeno contro un avversario forte e ambizioso, che punto dritto alla promozione diretta. Proprio da quella prestazione Dionisi si aspetta continuità. Perché ciò che è mancato fin qui, forse più di ogni altra cosa, è stata la capacità di dare seguito alle buone prove. Troppe volte l’Empoli ha alternato partite di spessore a gare opache, a tratti incomprensibili, soprattutto contro avversari che hanno scelto di chiudersi, sporcare la partita e abbassare i ritmi. In quei contesti gli azzurri hanno spesso faticato a trovare soluzioni, pagando dazio anche in termini di risultati.

Da questo punto di vista, il Cesena rappresenta un avversario con caratteristiche più simili al Frosinone rispetto ad altre squadre incontrate recentemente. Una formazione che prova a giocare, che sviluppa l’azione e che, nel farlo, può concedere spazi alle ripartenze. Un aspetto che potrebbe agevolare l’Empoli, esaltandone le qualità in transizione e la capacità di attaccare gli spazi. Ma guai a sottovalutare i romagnoli. Nonostante le tre sconfitte consecutive, il Cesena resta una squadra di valore, organizzata, che spesso rende meglio lontano dal Manuzzi e che sa essere particolarmente pericolosa sulle palle inattive, grazie a elementi in grado di capitalizzare al meglio queste situazioni. Un altro tema centrale della vigilia è rappresentato dal rendimento casalingo. Al Castellani l’Empoli non vince dalla fine di novembre (il 5-0 rifilato al Bari) e l’andamento interno, fin qui, non può certo essere definito soddisfacente. Un dato che pesa e che stride con le ambizioni della squadra. Anche per questo, la gara di domani assume un significato ulteriore: ritrovare il successo davanti al proprio pubblico significherebbe non solo muovere la classifica, ma anche ricucire quel rapporto con lo stadio che deve tornare a essere un fattore. Sul fronte della formazione, Dionisi dovrà fare i conti con assenze pesanti. Mancheranno Magnino ed Elia, due pedine importanti nello scacchiere azzurro. Sulla corsia sinistra, come emerso chiaramente anche dalle parole del tecnico, toccherà a Moruzzi, pronto a tornare titolare dopo alcune settimane. Maggiore curiosità invece riguarda la sostituzione di Magnino: Yepes sembra il candidato principale, ma resta aperta anche l’opzione Haas, che potrebbe essere preso in considerazione in base alle esigenze tattiche della gara. In attacco, riflettori puntati sulle possibili gerarchie. Fila, pur senza brillare in maniera clamorosa a Frosinone, ha mostrato segnali incoraggianti, mentre Nasti da qualche settimana fatica a incidere. Non è escluso che Dionisi possa decidere di dare continuità al primo, magari rivedendo le scelte iniziali. In difesa, infine, è atteso il ritorno di Guarino nel terzetto arretrato dopo aver scontato la squalifica. Ovviamente uno dei temi di questa gara sarà il confronto tra i gemelli Shpendi che viaggiano su numeri personali molto simili. Quello di domani sarà inevitabilmente un altro un test di maturità, un passaggio chiave per capire a quale tipo di stagione possa davvero aspirare questa squadra. Arrivati a questo punto, diventa fondamentale sintonizzarsi sulla frequenza della continuità, perché è da ora che si iniziano a scrivere i capitoli decisivi. E i verdetti finali, nel bene o nel male, nascono proprio da serate come quella di domani.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

21 Commenti

  1. a parte il fatto che siamo a quattro punti dalla zona playout e non a cinque come dice l’articolo….ma come si fa a non rendersi conto che la classifica in basso si è così accorciata che parlare di playoff è la cosa più pericolosa che ci possa essere

  2. Veramente i punti sopra la zona playout sono quattro, e non cinque !!! cinque sono i punti sulla quota di retrocessione diretta !!! Ma di cosa ragioniamo; se non vinciamo domani, saremo in piena lotta retrocessione !!!

  3. Domani sarà già tanto portare a casa un punticino…ma tanto tanto…poi a Bari, in casa con il Mantova e a La Spezia ci giocheremo la permanenza in categoria (Catanzaro la vedo proibitiva)

  4. Volenti o nolenti la realtà è proprio questa.. Se vinci vai a 4 punti dai play off (poi se ci arrivi o no negli otto è tutto un altro discorso) se pareggi o perdi rischi di ritrovarti nei play out in maniera certa e in un battibaleno. Anche perchè da qui in avanti non si capisce con chi puoi spuntarla. Mancano due pedine importanti (soprattutto parlando di Elia) e quindi le cose si complicano, ma non c’è verso.. serve solo un risultato per uscire da questo periodo triste e buio.. E non dimentichiamo che dopo arriveranno due trasferte consecutive contro Bari e Catanzaro, quindi non credo che debbano mancare le motivazioni domani.. giochi chi giochi dei nostri!!!!

    • Aggiungo che la classifica attuale dice che tutte al momento hanno la possibilità di puntare alla salvezza escluso ormai un Pescara a soli 18 punti (e noi ne abbiamo presi 4 con loro.. porca miseria!), quindi chiunque incontri bisogna tirar fuori gli attributi!

  5. Mi sembrano i soliti discorsi di anno solo perché siamo avanti , Vincere e basta da novembre ma si scherza 3 vittorie in casa una era la prima …
    Se fatto una caxxata a riprendere Dionisi questo se c’era ad inizio si era penultimi …
    come ci sarà venuto in mente una cosa del genere !

    • Caro ENRICO, penso che tu abbia ragione…. anche quest’anno, andare al Castellani è da depressione…. ruolino in casa “misero”, pochi gol, poche vittorie (ultima il 29/11!!!!) …. molta sofferenza!!!!
      Non pretendevo una risalita immediata, ma almeno un campionato “dignitoso” e magari finire le partite con qualche vittoria in più… Dionisi? male male, non è riuscito in niente, non ha apportato niente al gioco… le buone partite di Palermo e Frosinone non posso bastare perchè ci sarebbe da sottolineare le “non” prestazioni di Carrara, Chiavari, ma anche Modena (fuori), Reggiana (in casa), Sud Tirol (in casa)….

      • Concordo sul fatto che a Carrara, a Chiavari e in casa contro il Sud Tirol non abbiamo praticamente giocato. Non sono d’accordo invece con la tua valutazione riguardo alle partite in trasferta contro il Modena (dove perdemmo pur sempre 2 a 1 contro una squadra allora prima o second in classifica e dove, senza un calcio di rigore all’ultimo secondo del primo tempo, saremmo andati all’intervallo in vantaggio) e in casa contro la Reggiana (onestamente, abbiamo giocato solo noi, magari creando meno occasioni da goal rispetto alla mole di gioco…se Shpendi invece della traversa avesse segnato, a quest’ora parlavamo di un’altro risultato). E non dimenticherei le partite in casa contro il Bari, contro il Frosinone e contro il Venezia, in trasferta contro il Cesena (soprattutto il primo tempo) e in trasferta contro l’Avellino. Sì, è una stagione “triste” dove di bel gioco non se n’è visto tanto (e di vittorie ancora meno), ma non abbiamo neppure fatto schifo sempre

  6. poi che vi cambiava se 30 punti li facevi suddivisi in 20 in casa e 10 fuori? Nel calcio di oggi non c è più tanta differenza tra casa e fuori soprattutto dall entrata del Var che ha messo in ghiaccio il cosiddetto arbitro e guardalinee casalingo. Quindi noi valiamo 30 punti, indipendentemente da come li suddividi. O in casa o fuori a me basta vincere, non dove.

  7. Arrivati a questo punto, squalificati o non, arrivi chi arriva, le partite in casa vanno affrontate per vincerle, va fatto di tutto per portare a casa i tre punti; se si spera nelle prossime due partite in trasferta, s’è perso veramente la testa ! Se Dionisi non è in grado di mettere in campo una squadra con in testa un solo obiettivo, è bene che faccia le valige prima possibile.

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