Siamo arrivati alle ultime curve di questo gran premio, di questo campionato di Serie B. Curve insidiose, rese ancora più complicate dalla situazione attuale dell’Empoli, chiamato a salvarsi e a difendere una categoria che, onestamente, non pensavamo di dover mettere così in discussione a questo punto della stagione. E invece è proprio qui che siamo: con l’obiettivo salvezza diventato, a tutti gli effetti, l’unico modo per dare un senso a questa annata. La prima di queste tre curve finali porta a Venezia, sul campo della capolista. Una squadra che, numeri alla mano, ha dominato il campionato e che, restando nella metafora automobilistica, ci ha addirittura doppiato. Se ci fermassimo ai dati, alla classifica, alle statistiche, il verdetto sembrerebbe già scritto. Una partita quasi ingiocabile. Ma il calcio, per fortuna, non è soltanto numeri. È fatto di uomini, di emozioni, di testa, di cuore. È fatto di motivazioni. Ed è proprio su questi elementi che, nella storia, si sono costruite imprese capaci di ribaltare pronostici che sembravano già segnati. Anche la storia dell’Empoli lo dimostra. Tutto questo per dire una cosa semplice: le partite vanno giocate. Si parte sempre da 0-0 e non è un luogo comune, ma la realtà. Ed è proprio da qui che l’Empoli deve ripartire, cercando di dimostrare che qualcosa dentro c’è ancora. Che, nonostante tutto, esistono valori, esiste una qualità che magari si è vista troppo poco, ma che può ancora emergere nel momento decisivo. Perché l’alternativa è una sola: arrendersi. Sventolare bandiera bianca e accettare un destino che invece deve essere combattuto fino all’ultimo, anche passando eventualmente da un play-out. Finché ci sarà una possibilità, sarà doveroso provarci. Non è questo il momento di puntare il dito o di analizzare nel dettaglio tutti gli errori di una stagione disgraziata che, comunque vada, andrà rivista ed analizzata a fondo. Le valutazioni ed i severi giudizi arriveranno, inevitabilmente, a bocce ferme. E sarà giusto farle, anche in maniera profonda, mettendo in discussione molto anche della società. Adesso però il focus deve essere uno solo: arrivare in fondo e mantenere la categoria. Perché questo avrebbe un valore enorme per il futuro del club. Al contrario, una retrocessione aprirebbe scenari ben più complessi e delicati di quanto già il retrocedere.

Tornando alla partita, il contesto è chiaramente difficilissimo. Lo sarà per il valore dell’avversario, lo sarà per l’ambiente, lo sarà anche per l’assenza di un seguito importante di tifosi azzurri, visto il divieto imposto ai residenti in provincia di Firenze. E lo sarà anche perché il Venezia, con i giusti incastri di risultati, potrebbe addirittura festeggiare la promozione proprio battendo l’Empoli, nel giorno di San Marco, patrono di Venezia. Eppure, non si può scendere in campo già battuti. Nonostante le difficoltà tecniche, tattiche e caratteriali emerse, e nonostante qualche problema di formazione – con Ghion ed Elia in dubbio, Fila indisponibile e Popov rientrato ma non ancora pronto per partire dall’inizio – l’Empoli ha il dovere di provarci. Indipendentemente da quello che sarà l’assetto tattico scelto da mister Caserta, domani chi scenderà in campo con la maglia dell’Empoli dovrà avere piena consapevolezza del momento. Senza esagerazioni, ma restando nel contesto sportivo, queste partite hanno ormai un valore che si avvicina a una sorta di vita o morte. Servirà il 101% da parte di tutti. E se le cose non dovessero andare nel verso giusto, dovrà essere soltanto perché l’avversario si sarà dimostrato oggettivamente superiore. Paradossalmente, però, il fatto di affrontare una squadra che sta meglio di noi e che ha disputato un campionato completamente diverso potrebbe rappresentare un vantaggio. Nelle ultime sei gare con Caserta in panchina, l’Empoli ha sempre affrontato squadre che in classifica stavano sotto, con tutto il peso della responsabilità sulle proprie spalle. Una pressione che la squadra ha spesso dimostrato di non saper reggere, evidenziando limiti più mentali che tecnici. Questo gruppo, infatti, ha dato troppo spesso l’impressione di essere impaurito, riuscendo a reagire soltanto dopo aver subito il colpo. Non è un caso che, eccezion fatta per la vittoria contro il Pescara, l’Empoli sia sempre andato in svantaggio: quando c’è stato il tempo per recuperare, qualcosa è stato fatto; quando il tempo è mancato, come a Genova o a Padova, la partita è scivolata via.

Domani, almeno sotto questo punto di vista, il peso sarà diverso. Non ci sarà l’obbligo di fare la partita, non ci sarà quella pressione di dover dimostrare di essere superiori. Questo non significa poter scendere in campo con leggerezza, perché i punti adesso pesano tantissimo e lo faranno anche i risultati degli altri campi, che inevitabilmente andranno seguiti. Ma l’Empoli può permettersi un atteggiamento diverso: più attendista, più accorto, pronto a sfruttare le ripartenze. In altre parole, giocare da provinciale, esattamente come tante squadre hanno fatto contro di noi, mettendoci spesso in difficoltà. Potrebbe essere questa una delle poche strade percorribili per provare a portare a casa qualcosa che, in questo momento, varrebbe oro. Non ci sono molte alternative. Serve tirare fuori tutto quello che c’è, anche quello che fin qui è rimasto nascosto. Spetta ai ragazzi dimostrare che qualcosa dentro esiste ancora. Spetta al gruppo, ma anche al club nel suo complesso, far vedere presenza e voglia, aspetti che troppo spesso sono mancati nel corso della stagione. Intorno non si respira sfiducia. Lo si percepisce dai commenti, dalle reazioni, dall’umore generale. Ed è comprensibile. Ma finché c’è vita, deve esserci anche la volontà di credere che qualcosa possa ancora cambiare. Il supporto, da fuori, non mancherà fino all’ultimo minuto utile. Oltre a questo, però, non si può fare. Il resto è tutto nelle mani della squadra. E chissà che, proprio quando meno ce lo aspettiamo, non possa arrivare qualcosa di clamoroso. Poi certo, chiudendo con una battuta: se davvero dovessimo andare a Venezia, fare una grande partita e magari vincerla, un po’ di rabbia verrebbe spontanea pensando al perché non sia successo prima. Ma sarebbe una rabbia decisamente più piacevole da portarsi dietro, magari durante il viaggio di ritorno e in vista delle ultime due decisive sfide.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

18 Commenti

    • sarebbe evvaaai se il monza avesse avuto 3 o 4 punti di vantaggio sul frosinone, cosi come e’ ora non sappiamo se esultare o bestemmiare, solo il futuro ce lo dira’! io temo che vinceranno entrambe le prossime 2 partite ed il monza avra’ la necessita’ di vincere l’ultima contro di noi!

  1. esatto bisognerebbe sperare che che o la carrarese domani o la juve stabia il primo maggio battano il frosinone ma io ho seri dubbi che possa accadere. il frosinone e entrato in una trans agonistica che in un modo o nell altro le partite le vince

  2. Non avete capito un cavolo! Se il Monza stasera non perde, il Venezia domani (anche battendoci) non festeggia in nessun modo la promozione.

  3. Ragazzi noi bisogna battere L Avellino e sperare che al Monza nell’ultima partita gli basti un punto e sarebbe salvezza, se il punto lo fai domani sarebbe meglio ma la vedo dura!

    • esatto blues ma sarebbe meglio che ol monza arrivasse all ultima giornata che hli basta un punto, e ovvio che devi battere l avellino pero nel caso si riuscisse a battere l avellino a noi interessa che il monza non arrivi all ultima col coltello tra i denti

  4. È bello vedere fare i conti sperando di ottenere un risultato, in questo caso la salvezza, però a me sembra che i giocatori hanno già alzato bandiera bianca e a noi non resta che fare i conti (che saranno disattesi) con la matematica.
    Forse sbaglio, sarebbe meglio, ma non mi pare, purtroppo.

  5. “esistono valori, esiste una qualità che magari si è vista troppo poco, ma che può ancora emergere nel momento decisivo.” “fateci arrabbiare”ma per piacere, ma ancora cosa dobbiamo aspettarci per capire che questi sono davvero scarsi e hanno meno palle di un bambino…si cagano addosso appena ci sono da. tirare fuori gli attributi

    • Speriamo che il Frosinone non faccia più di 2 punti nelle prossime 2 gare ….dobbiamo sperare che il Monza contro di noi non necessiti dei 3 punti

      Noi con le ne forze non ci salviamo mai

  6. Fabius, una cosa è giocare sapendo che in ogni caso non festeggi, altra cosa è sapere che se batti l’Empoli sei in Serie A

  7. Purtroppo i valori morali dei giocatori sono addirittura inferiori a quelli tecnici …..tranne pochi che si contano su una mano .
    Spero che metta in campo domani chi li ha ed ha voglia di giocare dopo mesi di dimenticatoio in panchina , Curto, Degli Innocenti , Ignacchiti su tutti e Saporiti che ha dimostrato di saper segnare goal che portano punti , come Popov .

    Non voglio più vedere in campo Yepes , Ghion e Fila ..mai più …
    come il centrocampo a 2 .

    Per me la formazione sarebbe questa
    4312
    Fulignati
    Ebhuei
    Lovato
    Curto
    Candela
    Magnino
    Degli innocenti
    Ignacchiti
    Saporiti
    Sphendi
    Popov

    Elia è infortunato cronico , tempo che non lo rivedremo in campo

  8. La qualità io non capisco come viene considerata dai giornalisti specialmente di Pianeta Empoli, per me la qualità è non tirare alle stelle per più volte quando ne hai la possibilità, la qualità è tirare calci d’angolo pericolosi, è fare uno stop a modo, è non allungarsi la palla su un’azione di contropiede o quando ai terzini lasciano praterie, qualità è saper fare un passaggio filtrante, un controllo di palla orientato, qualità è fare la scelta giusta. Solo Saporiti, Elia, Ilie e Ghion l’avrebbero ma per motivi diversi (fisici, atletici in primis) non la mettono a disposizione. Gli altri di qualità ne hanno poca e dovrebbero emergere altri valori a compensare i difetti di quelli prima, ma i valori di esperienza, fisicità e garra e cuore sono solo in alcuni e non basta. Se poi ci mettiamo allenatori che hanno dato molta confusione nel gioco e negli automatismi io tutti questi valori da stare a metà classifica non li vedo.

  9. le prossime in casa da come vocifera qualcuno ci saranno degli addetti in vari settori del castellani col sacchetto delle offerte………….

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