A chi accostava le sonorità di un componimento di Federico Maria Sardelli ad uno di Antonio Vivaldi, evidenziandone la somiglianza, una volta fu risposto: “in baroque music we proceed by imitations and not for absolute creations”.

Il Pordenone, o chi per esso (sponsor tecnico, intermediario-fornitore, ecc.), pare abbia curiosamente trasportato questo tipo di approccio sulla maglia della compagine neroverde. Potremmo partire dello stemma societario, che fin dal suo esordio nella nuova veste grafica ha fatto discutere per l’affinità (eufemismo) con il vecchio logo FIGC e quello utilizzato da Hayete Bahadori (uno Youtuber attivo nel ramo videogiochi).
Ma ancora più intricato appare l’insieme di citazioni (chissà mai quanto effettivamente volute o quanto casuali) che caratterizzano la maglia in sè per sè, che nella propria composizione chiama in causa almeno tre squadre diverse di tre periodi diversi. Una sensazione di dejà-vu dovrebbero averla anche i tifosi azzurri (se non altro quelli dai 30 anni in su), e se la sfumatura sul lato inferiore riporta alla mente in particolare un’altra compagine neroverde (il Sassuolo della scorsa stagione, ma potremmo fare altri esempi), le personalizzazioni rimandano abbastanza chiaramente alla Roma del biennio 2003/2005.

Un elemento assolutamente originale rispetto a questi esempi però c’è: il profilerare di sponsor su ogni lato della maglia, male comune a gran parte delle squadre professionistiche e di cui non si può certo fare una colpa alla società friulana. Un ineludibile segno dei tempi secondo alcuni, di cui gli appassionati farebbero però volentieri a meno. Il curioso mix del Pordenone è almeno servito a richiamare alla mente un altro calcio, quello italiano fra fine anni ’90 e primi anni 2000, anni luce lontano da quello odierno…e se questo sia un bene o un male, lo lasciamo giudicare ai lettori.

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2 Commenti

  1. Caro Massimiliano, questa sua analisi all’immagine grafica della mia squadra è divertente e “rivelatrice di scomode verità”. :-)) Continuerò a seguirla. Un’altra maniera di guardare al calcio, fatta di colori, maglie, stemmi, attenzione al dettaglio ed alla progettazione degli stessi.
    Saluti e complimenti
    Stefano

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