Trentasei giorni dopo. Calcio e governo si erano visti lo scorso 22 Aprile  ancora nel pieno della tempesta coronavirus. Tutto era in altissimo mare. Le acque sono ancora agitate, per carità, ma oggi la ripartenza della serie A può avere una data. Condizionata, ma pur sempre una data. L’aumento dei casi registrato in Lombardia non dovrebbe fermare il conto alla rovescia. E alle 18.30, il momento in cui Vincenzo Spadafora aprirà la conference call con tutte le componenti del mondo del calcio, al ministero dello Sport dovrebbero essere già arrivate le indicazioni del Comitato Tecnico-Scientifico. Che ieri non ha ancora aperto il fascicolo, ma che lo farà nella riunione di stamattina. Il protocollo sanitario per la ripresa delle partite riprende in pieno ciò che è stato stabilito per gli allenamenti: riesce difficile a questo punto pensare a una contrarietà degli scienziati.

Ieri è stato un giorno di contatti e di riunioni preparatorie. Si è discusso in Figc del problema della proroga dei contratti. Non ci potrà essere una norma complessiva, l’«ombrello» dell’indicazione Fifa permetterà trattative singole che comunque avranno dei vincoli. Il principio è chiaro, anche per i prestiti: i calciatori dovranno rimanere nelle loro squadre attuali fino alla fine della stagione (cioè al 31 agosto) senza fare ritorno alla base. Si parla anche di una mediazione sul fronte dei meccanismi per evitare un’eccessiva dilazione dei pagamenti degli stipendi. Ieri Damiano Tommasi, il presidente dell’Assocalciatori, ha detto a «Il Mattino» che «i calciatori non sono dei robot, ci sono delle preoccupazioni. Una criticità è la partita alle 16.30 che a giugno e luglio in Italia non è pensabile».

Una criticità che la stessa Lega ha cercato di ovviare proponendo orari di inizio delle partite differenti. Se prima delle 17 per i calciatori non si può giocare, ecco allora la proposta del primo slot orario delle 17.15. Si spostano in avanti anche le altre due fasce: start fissati per le 19.30 e addirittura per le 21.45. Soluzioni su cui il sindacato dei calciatori riaprirà la discussione. Tommasi si è anche concesso via twitter una fuga poetica e l’ungarettiano «Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie» è diventato «Si sta come a maggio. In Italia, la serie A». Provando una traduzione: è tutto ancora incerto.

gazzetta.it

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