A cura di Claudio “Freccia”

Gruppo principale: Boys Parma 1977

Altri Gruppi/compagnie: G.F.Ovunque, Navetta Parma, Gruppo 4 maggio, Twins, Danè, Aquila Longhi, Firm Parma, Vecchia Monti, Old Danè, Dannato vivere…, Crociati Milano, Settore Crociato Roma, Boys Giovani, PonteTaro Molesta, Ingestibili, Boys London, Parma Alkolika, Gruppo Mannaggia, Gruppo Molesto, Alcohol Sguast, Phoenix Parma, Sezione Nord/Est, Quelli di…Popeye, Scalinata, Brigata 1913, Forever Idratati, Terminal, Colliculum

Compagnie di paese o città: Far West Villanova, Sorbolo, Soragna, Roccabianca, Monticelli, Langhirano, Busseto, Corniglio, Mattaleto, San Lazzaro, Albareto, Felegara, Noceto, Medesano, Collecchio, Traversetolo, Salso, Mordacci, Fidenza (prima sezione dei Boys a nascere), Gaione, Via Isola, Vigolante, Agno, Cassino, Codesano, Alba, Buca Sarda, Napoli, Brindisi, Oltr’enza, Quindici, Montanara, Varano (Felegara), Bardi, Milano, Ireland, Oltretorrente, Pedrignano, Felino, Taranto, Fontanellato.      Sito Internet: www.boysparma1977.it          Settore: Curva Nord “Matteo Bagnaresi”.

Gemellaggi/amicizie: –Empoli: gemellaggio bellissimo quello coi toscani, che poggia su basi solide, nato il 25 novembre 1984 a Parma. Uno dei più vecchi ancora in piedi nel panorama ultras italiano, apprezzato dagli ultras delle due città, ma anche dai tanti sportivi che si recano allo stadio conoscendo poco o niente delle dinamiche curvaiole. Innumerevoli le visite reciproche in tutti questi anni. “23 anni d’amicizia e rispetto, dove li trovate nel vostro mondo perfetto?” e “Emi e Tino fratelli ultras” sono due striscioni apparsi fuori lo stadio in Parma-Empoli 07/08. In Roma-Parma ’10-11 i Boys, molto compatti e vivaci, ricevono la visita dei “Rangers Empoli”, con tanto di pezza. Giro di campo con diversi bandieroni in Empoli-Parma 03/04, 05/06 e 06/07. Striscione empolese nel 2005/06 “Dal 1984 eternamente fratelli”. In Parma-Empoli 03/04 copricurva al centro della Nord con da un lato i colori parmensi e dall’altro quelli empolesi, ed al centro la scritta “84-06 Parma-Empoli”. Striscione “Desperados Empoli” in Siena-Parma 03/04. Presenti striscioni empolesi “Desperados” e “Rangers” in Parma-Milan 03/04, “Desperados” in Parma-Inter stesso anno. Ancora striscioni “Rangers” e “Desperados” in Siena-Pr 04/05 e Fiorentina-Parma Coppa Italia, stesso anno. Il gemellaggio è stato rinnovato alla grande a Empoli per Empoli-Parma del 19 aprile ’15, con partitella tra tifosi la domenica mattina, mega-pranzo all’aperto con grigliata e altre squisitezze, e sbandierata con lo striscione “Emiliano vive” e altri belli da leggere sugli spalti. Striscione “Bentornato Ottavio”, ultrà empolese a cui finalmente è finita la diffida, esposto in Parma-Ribelle del febbraio 2016. A Lucca, per i Playoff per la B 16/17, presenti diverse pezze empolesi. In Parma-Empoli, Serie B, settembre ’17 si rinnova il gemellaggio con gli empolesi ospiti nella nuova sede dei Boys, grandi bevute, e, cosa sempre più rara, giri di campo delle rispettive tifoserie coi bandieroni. Esposto dagli empolesi lo striscione “Da sempre per sempre fratelli”. Nell’amichevole del 18 agosto 2017 Parma-Empoli, tifoserie a braccetto, tutt’e due in curva Nord; esposto lo striscione “Cambiano i tempi e le generazioni…sempre uniti dietro questi striscioni”. –Sampdoria: il 7 ottobre 1990, a Parma, viene allacciato il gemellaggio con gli U.T.C. (Ultras Tito Cucchiaroni) della Sampdoria, uno dei più belli e sentiti a livello nazionale. Moltissime le visite reciproche che si sono scambiate le due tifoserie, unite da un no deciso verso la repressione indiscriminata e le leggi speciali. Per Sampdoria-Parma 2008/09 gemellaggio rinnovato in bellezza: il fine settimana inizia al sabato con una partita di calcio tra gli esponenti di Boys Parma e Ultras Tito e seguente scorpacciata, poi alla domenica, parmensi e doriani sottoscrivono un comunicato comune contro l’introduzione della tessera del tifoso. I supporters parmensi, circa 900, colorano il settore con una semplice ma bella coreografia con strisce a scendere dei colori sociali delle due società. I doriani espongono in gradinata la scritta “L’amicizia è come il vino, invecchiando migliora. Bentornati Boys”. In occasione di Parma-Samp 2009/10, per il ventennale del gemellaggio, i Boys realizzano una coreografia con riprodotti gigantograficamente gli striscioni “Ultras” Sampdoria e “Boys” Parma, su cui campeggia la bella frase “Parma Sampdoria da 20 anni gemellati, tre generazioni due striscioni”. Per il match Parma-Bologna 2013/14 esposta la scritta “Noi stiamo con i 93”, il numero esatto dei doriani diffidati ingiustamente a Livorno per aver affrontato la trasferta senza tessera. Striscione in Parma-Vicenza 08/09 “40 anni di amore infinito, auguri Ultras Tito”. Amichevole estiva Parma-Samp 12/13: esposta la scritta “Al gemellaggio vogliamo brindare, per il tifo libero continuiamo a lottare”. – Bordeaux: gemellaggio che dura ormai dall’aprile del 1998, quando i Boys furono invitati dai “Devils Bordeaux” a Parigi, per assistere alla finale di Coppa di Francia contro il Paris St. Germain. I rapporti tra i due gruppi sono stati tessuti da un ragazzo dei “Devils”, domiciliato per motivi di studio a Parma e assiduo frequentatore della Nord. Cinque ragazzi del gruppo partono da Parma in auto e raggiungono l’Alta Savoia, dove salgono a bordo del pullman della locale sezione bordolese. Allo “Stade de France” viene così siglato il gemellaggio coi girondini, un gemellaggio bellissimo. Molti di loro andarono a Parma a far visita ai Boys, il cui striscione ha girato quasi tutta la Francia, rafforzando ancora di più il gemellaggio. I Boys presero parte a scontri coi parigini, con i quali si confrontarono qualche anno prima in una gara di Coppa. Gli stessi Boys passarono numerosi Capodanni in terra francese. Nel 2006 purtroppo i “Devils” si sono sciolti per dissidi interni al gruppo, ma il rispetto e l’amicizia dei Boys non sono mai mancate. Questo fatto ha modificato non poco gli assetti della “Virage Sud”, incidendo anche nel rapporto tra i parmensi e i francesi, senza per questo intaccare il rispetto che la “Virage Sud” porta alla Nord di Parma, dimostrandolo più volte. Il 23 aprile 2016 i Boys hanno trascorso la serata insieme ai ragazzi di Bordeaux “Ultramarines” e “Alta Savoia”, rinsaldando il gemellaggio che lega le due città. Per l’occasione i francesi hanno omaggiato i parmensi di una foto ricordo che ritrae Boys e Ultramarines in trasferta a Monaco. Una trasferta che ha sancito un nuovo inizio di questa splendida amicizia. Girondini presenti a Imola con tanto di pezza nel 15/16. In Bordeaux-Nancy  la “Virage Sud” ha esposto la scritta “Diffidati Boys: siamo con voi”. In Parma-Maceratese dell’aprile 2017 esposto uno striscione in francese per ricordare i 30 anni degli “Ultramarines Bordeaux”. I Boys esprimano totale vicinanza nei confronti dei fratelli degli “Ultramarines Bordeaux” per gli arresti subiti durante la trasferta di Strasburgo del 3 febbraio 2018. –Curva Sud Catania: rapporto allacciato esattamente il 26 novembre 2006, quando alcuni membri dei “Boys” incontrarono per la prima volta gli “Irriducibili 1991 Catania” della Curva Sud. Per l’occasione si giocò Catania-Parma, gara che non era in programma dagli anni ’80 e che non era mai stata affrontata dai parmensi. Esattamente 10 anni dopo è in programma Catania-Vibonese, quindi, quale miglior occasione per festeggiare la ricorrenza? In tutto questo tempo tanti ragazzi dei due gruppi hanno stretto amicizia, anzi, una vera e propria fratellanza, ed hanno trascorso tempo insieme nelle due città. Pranzi, cene, mangiate, dormite, fumate, bevute hanno consolidato l’unione Ultras;  due gruppi e due città differenti…ma che alla fine hanno in comune molti aspetti di vivere lo stadio Sono i “piccoli gesti” che cimentano e consolidano questo rapporto, come gli striscioni che si sono scambiati i due Gruppi per i diffidati, o d’incoraggiamento, ma soprattutto la visita dei catanesi al cimitero dal “Bagna” a Piratello di Imola prima di andare alla festa dei Boys nel 2017 dove lasciarono un mazzo di fiori rossazzurri, e per questo ricevettero anche i ringraziamenti dei genitori di Matteo. In occasione di Catania-Vibonese 14 Boys raggiunsero Catania accolti come meglio non si può: un pranzo tipico a base di specialità locali, visita al baretto dove gli vengono presentati anche tutti gli altri gruppi che da 2-3 anni popolano la curva Sud, poi gli viene regalato il materiale dell’Estrema Appartenenza, sigla che racchiude tutti i gruppi; lo stesso fanno i Boys col loro materiale, omaggiando inoltre i catanesi dello striscione “Clamoroso al Cibali…da 10 anni Boys e Irriducibili”. “Rispettiamo chi ci rispetta” e “Libertà per gli ultras” sono i cori che chiuderanno questo bellissimo momento aggregativo. Nella Sud di Catania tante cose sono cambiate in positivo negli ultimi anni: tutti fanno quadrato, compatti, spalla contro spalla; sta rinascendo il movimento che si era interrotto per la Tessera. Il gemellaggio è sentito anche dagli altri gruppi o compagnie della Sud. Purtroppo il 1° febbraio 2017 è scomparso, dopo una lunga malattia, il capo indiscusso, il simbolo del movimento ultras catanese: Ciccio Famoso.  Ai funerali uno dei Boys era presente, è rimasto di sasso dal testo letto da un ragazzo del gruppo di Ciccio: parole bellissime che lui ha trasmesso ai suoi ultras. Il 24 aprile ’16, in occasione di Catania-Melfi, la Curva Sud Catania espone lo striscione “Avanti Crociati Boys Parma”. In Parma-Lumezzane, esordio casalingo del Parma in Lega Pro con annessa coreografia, viene esposto lo striscione “Bentornati diffidati Curva Sud Catania” per il rientro dai Daspo di Varese-Catania. Presenza dei Boys a Catania il 1° febbraio 2018 per il primo anniversario della scomparsa di Ciccio Famoso. –Rapid Vienna: bella amicizia internazionale coi biancoverdi viennesi. I “Tornados” sono il gruppo più attaccato ai parmensi ed innumerevoli sono state le visite reciproche in questi anni. Nel luglio 2016 visita dei parmensi agli amici “Tornados Rapid Vienna”, per l’amichevole Rapid Vienna-Chelsea, in cui c’è stata l’inaugurazione del “West Stadion”, il loro stadio che recentemente aveva subìto lavori di ammodernamento per adattarsi alle normative Uefa e all’incremento di pubblico che l’Europa League aveva generato. Ad accoglierli alle porte di Vienna i ragazzi dei Tornados, i soliti che vengono a Parma 3-4 volte all’anno e per i Boys è sempre un piacere poterli riabbracciare. I ragazzi di Vienna conducono i Boys nella loro sede, un vero covo. Hanno organizzato uno spuntino prepartita di prodotti tipici della zona. Per Parma-Fano del marzo ’17 i “Tornados Vienna” hanno omaggiato prima della gara i parmensi di bellissimi bicchieri di birra serigrafati col simbolo dei Boys e l’indirizzo della nuova sede dei Boys. Sul finale della gara intonato un coro in loro onore, fieri dell’amicizia che li lega da alcuni anni ormai. I Boys con tanto di lettera d’invito in impeccabile lingua italiana furono invitati al 20° compleanno dei “Tornados Rapid” nel novembre 2016. I Boys decidono di esporre la pezza “Curva Nord Matteo Bagnaresi”, un passo importante, che i ragazzi di Vienna avevano espressamente richiesto dopo la partita col Sassuolo. Prima dell’invito sul palco dei Boys, uno del direttivo ha fatto un discorso di presentazione  sui Boys, raccontando un po’ come sia nata questa amicizia e come sia stata portata avanti nel tempo, così da mettere tutta la curva a conoscenza di tale fatto. Scambiate tra Boys e Tornados belle targhe-ricordo. Il 4 febbraio 2018 presenza della curva Nord con tanto di pezza di Matteo Bagnaresi a Vienna in occasione del derby Rapid Vienna-Austria Vienna. –Perugia: per Perugia-Parma, Serie B, settembre ’17, i Boys sono stati ospiti degli “Ingrifati Perugia”, gruppo conosciuto negli anni soprattutto grazie ai fratelli empolesi e con il quale si è inevitabilmente instaurato un buon rapporto vista la condivisione di tanti ideali. I Boys vengono subito accolti con entusiasmo presso la sede del gruppo perugino, dove gli sono stati offerti panini e birre a volontà. E’ stato bello e piacevole il raccontarsi tanti ricordi tra loro, riesumati dai ragazzi. Dopo tante risate ci si dirige nei

pressi di una piazzetta in mezzo al verde dove è presente un monumento in ricordo dello “Skrondo”: un momento molto toccante che rende veramente l’idea di quanto forte fosse il legame che univa questo ragazzo al gruppo “Ingrifati”. Non mancano i saluti a Matteo e a “Nevrite”, scomparso di recente. Durante la gara esposto dai ragazzi di Perugia lo striscione “La Nord ricorda Matteo, accompagnato dall’accensione di un fumogeno. –Montevarchi: i parmensi hanno stretto amicizia coi toscani, in seguito alle varie visite a Empoli, per il torneo per Emiliano e in altre occasioni.

Buoni rapporti/reciproca stima: –Bari: rapporti di rispetto e stima grazie soprattutto al fatto che i baresi sono gemellati coi sampdoriani, legatissimi ai parmensi. Negli ultimi anni i rapporti sono andati sempre più intensificandosi. Nel 2008/09, a Bari, i parmensi applaudono sentitamente il coro partito spontaneo dalla Nord barese per il “Bagna”. Rispetto rinnovato dalle due tifoserie per Bari-Parma del 21 dicembre ’17.- Lazio: un rispetto reciproco nato da pochi anni, tra due tifoserie che hanno dimostrato molta sensibilità tra di loro per i rispettivi lutti: i parmensi per il laziale Gabriele Sandri, i laziali per Bagnaresi. In Parma-Lazio 2010/11 è dedicata a Gabriele la coreografia della Nord a tre anni dalla sua scomparsa: un telone copricurva con su scritto “In ricordo di Gabriele Sandri cittadino italiano” e lo striscione “11-11-07 – 11-11-10 gli ultras non dimenticano: Gabriele vive”. In risposta i laziali alzano potente il coro “Bagnaresi uno di noi”. A Roma, nella stessa stagione, i laziali esposero “Con il tuo coraggio hai affrontato anche l’ultimo viaggio. Ciao Bagna”, e i parmensi subito dopo rispondono con lo striscione “Giustizia per Gabriele”. Bello il pregara di Lazio-Parma 11/12 con in campo tutta la famiglia Sandri, con foto di rito sotto la Nord e un mazzo di fiori dei Boys, che riescono, pur non presenziando causa tessera, a portare uno striscione che sarà tenuto in mano per tutto il primo tempo dai pochi parmensi tesserati presenti (“I vostri figli i nostri fratelli ciao Bagna ciao Gabriele. Boys”). Parma-Lazio 11/12 si gioca nell’anniversario della morte di Matteo e alcuni laziali, pur senza la possibilità di assistere alla gara, fanno visita ai Boys per questa ricorrenza. La delegazione biancoceleste si raduna ad un paio di chilometri dallo stadio, dove ci sono striscioni e fiori sull’immagine di Matteo; solo a poche manciate di minuti dall’inizio raggiungerà lo stadio, dentro il quale l’attenzione si sposta verso la curva Nord, che allestisce un’esemplare coreografia, con un telone copricurva che ripropone una sua foto con un bellissimo disegno, contornato da bandierine bianche, giallo e blu, e le scritte “Tutto questo anche grazie a te…ciao Vappo” (un ragazzo del gruppo che contribuì a dipingere in vita il telone con l’effige di “Bagna”).

Ex-gemellaggi/amicizie: –Spezia: nel gennaio 1978 gli “Ultras Spezia”, in trasferta a Parma, propongono un’alleanza tra i due gruppi, facendo così nascere il primo gemellaggio dei “Boys”. Agli inizi di settembre 2007, in occasione di un’amichevole a Salsomaggiore Terme, viene rotto ufficialmente il gemellaggio con gli “Ultras Spezia”: da un anno i rapporti tra i Boys e una parte della curva spezzina si erano deteriorati e lo strappo non era stato più ricucito. Una parte della loro curva non aveva digerito la mancanza di scontri tra emiliani e livornesi durante un’amichevole a Viareggio. Loro in netta superiorità cercarono gli spezzini. Non ci sono, ci siamo noi la risposta dei 20 presenti ed i livornesi se ne andarono. I parmensi si sentirono traditi. Il gemellaggio era visto soprattutto in chiave anti Carrarese e Reggiana.  Ed era molto sentito, spesse volte ci si è ospitati a vicenda nella propria curva, nella propria sede e nelle proprie case. Moltissime le visite reciproche. Dopo lo scioglimento è subentrata la rivalità, con gli spezzini ancora arrabbiati per questa rottura. Nel 2° tempo di Parma-Spezia del 27 dicembre ’17 esposta dai parmensi la pezza “spezzini cani bastardi”. Per Inter-Parma 05/06 presenza spezzina con striscione “Bulldogs La Spezia”. In Parma-Bologna 04/05 presenti gli striscioni “Ultras Spezia” e “Fronte del Porto”. –Modena: durante Parma-Spal, metà febbraio

’78, viene ufficializzato il gemellaggio, in chiave anti-spallina, coi modenesi. Ma dopo alcuni tafferugli a Reggio Emilia coi locali, affrontati a fine aprile ’84 insieme ai modenesi, nascono delle incomprensioni con quest’ultimi e le “Brigate Gialloblù Modena” rompono il gemellaggio, che si trasforma in rivalità. –Verona: gemellaggio nato il 29 gennaio 1984 su un convoglio ferroviario che stava portando, in categorie diverse, i Boys Parma 1977 a Carrara (C1) e le Brigate Gialloblù Verona a Pisa, in B. Fino ad allora, tra i due gruppi, era intercorsa, tra l’altro, anche un po’ di rivalità. Durante quel tragitto nacque dal confronto la scoperta d’avere una filosofia ulltras e di tifo molto affini. In Parma-Verona del gennaio ’97 esposta la scritta “La Nord saluta gli Hellas Fans”. Il rapporto si consolidò fino a metà anni ’90, ma poi calò fino alla rottura comunicata dai veronesi ai Boys a metà febbraio 2000, prima di Hellas Verona-Parma al “Bentegodi”. Con il tempo erano venute a mancare a Verona le persone che avevano legami d’amicizia coi Boys. –Vicenza: nel giugno del 1979, al “R.Menti” di Vicenza, il Parma affronta la Triestina nello spareggio promozione per la B. I “Vigilantes”, ultras del Vicenza, anche se non invitati, entrano in curva coi parmensi, per dar manforte contro i triestini, loro rivali di sempre. Nessun parmesnse si oppone decisamente alla loro presenza, così che questi appendono il loro striscione di fianco a quello dei Boys. Un’amicizia, quindi, più “subita” che cercata, ma che comunque termina il giorno stesso. La temporanea e parziale collaborazione coi vicentini causa ai Boys l’inimicizia dei veronesi, che spediscono alla sede del gruppo gialloblù una lettera minatoria. Nel marzo 1980 i “Vigilantes” lasciano a Parma lo striscione “Lion’s Supporters”, già conquistato ai bresciani, nel tentativo di garantirsi l’incolumità. –Cesena: in chiave anti-Bologna uno dei primi gemellaggi, tra i più sentiti; ancora oggi tra i “vecchi” ci si vede ancora ogni tanto, come in occasione della messa per Glauco, capo storico della curva cesenate scomparso tragicamente alcuni anni fa, uno degli allora artefici del gemellaggio. Nel novembre ’82 i Boys viaggiano verso Rimini in treno. Presso la stazione ferroviaria di Cesena si presentano numerosi ultras locali, i ragazzi pensano ad una imboscata, poiché il viaggio è stato particolarmente turbolento, con agguati a Reggio Emilia e Bologna, ma i cesenati chiedono solo di aggregarsi, visto l’odio che li contrappone ai riminesi. Nasce così un’amicizia. Il 4 gennaio 1987 viene ufficializzato in Romagna il gemellaggio con le “Weisschwarz Brigaden Cesena”. Nel giugno del ’94, a Cremona, viene disputato lo spareggio- promozione per la Serie A Padova-Cesena, ma i Boys decidono di non andare in quanto l’amicizia coi bianconeri di Romagna si è ormai persa. Piacenza: nell’ottobre 1984 alcuni ragazzi dei “Boys” si uniscono ai piacentini in trasferta a Reggio Emilia. Nel novembre 1985, a Piacenza, viene ufficializzato il gemellaggio con gli ultras biancorossi; ma l’amicizia è molto superficiale e termina il giorno stesso. Barletta: il 3 gennaio 1988 i Boys, a Barletta, compiono la loro prima trasferta al Sud; l’accoglienza è ottima e viene siglato un gemellaggio col locale “Gruppo Erotico”. Un giocatore gialloblù, dinanzi ad alcuni ultras parmensi, rivela il suo disinteresse per la trasferta del gruppo in Puglia: il capo dei Boys cerca immediatamente di stenderlo, ma viene prontamente fermato da altri ragazzi del gruppo. Una ventina di Boys, nel gennaio 1989, raggiunge i barlettani in trasferta a Cremona, dove conquistano una decina di sciarpe dei “Longobards Cremona”. I barlettani a fine anno ’90 regalano lo striscione “Ultras Ghetto sezione Nomadi” ai parmensi.

Rivalità: –Reggiana: fortissimo odio, rivalità acerrima, soprattutto di campanile; un’antipatia che vive oltre il perimetro dello stadio. Solo 40 Km. e il fiume “Enza” separono le due province Il derby dell’Enza è sempre stato pentitissimo ed è un’esperienza che ogni appassionato di calcio, non per forza di curve, dovrebbe fare. A Novara, nell’80/81, i Boys costringono gli ultras di casa a consegnare lo striscione “Forever Ultras”, preso agli acerrimi rivali dei parmensi, in cambio dello striscione comasco “Venceremos”. Nel dicembre 1983, durante il derby al “Tardini”, esposto e poi fatto a brandelli lo striscione reggiano “Forever Ultras”, ottenuto dai novaresi. Tafferugli nell’aprile ’84 anche a Reggio. Nell’ottobre ’84 scoppiano tafferugli in gradinata Nord in un Reggiana-Piacenza; i Boys affiancano i piacentini e un giovane parmense viene accoltellato. Il 4 maggio ’86 si sfiora la tragedia, con scontri tra tifosi e polizia che fanno temere una nuova Bruxelles, un campo di battaglia; provocazioni abituali negli stadi scatenano un’assurda carica dei blu. La Reggiana vinse al “Tardini” 2-1; guerriglia tra i Boys e celere, che caricò indistintamente, i Boys si opposero con la forza a quel barbaro atto, uno scontro coraggioso che costò arresti e denunce a molti ragazzi. A Reggio Emilia derby precampionato 89/90, il 1° agosto, scontri pre e dopopartita. I ragazzi di p.le Lubiana perdono lo striscione “Lubian’s”. In dicembre si torna a Reggio, coi parmensi che riempiono il settore all’inverosimile. Al ritorno, il 27 maggio ’90 a Parma, scontri in curva Sud tra parmensi e reggiani. I Boys conquistano il principale striscione granata “Ultras Ghetto”, il Parma la Serie A. Nel ‘90/91 a Pisa, nel settore ospiti viene esposto e subito fatto a pezzi lo striscione “Ultras Ghetto sezione Nomadi”, regalato ai Boys dai barlettani. A febbraio ’97, per il derby di Reggio Emilia, vengono organizzati due treni speciali ma ne parte solo uno. Scoppiano incidenti nella stazione di p.le Bottego. Così alcuni ragazzi partono per Reggio in auto e, arrivati a destinazione, sfondano i cancelli. Tensione a Parma prima del derby del maggio 2017: diversi parmigiani in diversi punti della città giravano con spranghe, caschi e bottiglie. Un gruppo di granata, arrivati a Parma in treno, sono riusciti a sfuggire al controllo delle f.d.o. e si sono riversati nelle vie del centro provocando alcuni danni a negozi e auto in sosta. Esposto in Nord su più piani lo striscione “Fuggi a Carrara, rompi con Ferrara, con lo Spezia scappi dopo i sassi, sull’A14 ti lanci in sorpasso, con il Sassuolo passeggio, stessa storia a Correggio, ora segni il goal della bandiera e lo vuoi dire all’Italia intera? Sono anni che non vedi la mia schiena”Striscione “Forever Ultras” dei reggiani esposto in Parma-Reggiana 83/84 e, nella stessa gara, “Dio stramaledica i reggiani!”. –Juventus: rivalità diventata fortissima negli ultimi anni, ma nata quando, ai primi anni ’90, il Parma comincia ad occupare i quartieri aristocratici del calcio italiano ed europeo. Un ragazzo dei Boys, rimasto isolato, viene vigliaccamente accoltellato fuori dal “Delle Alpi” di Torino, nel gennaio ’91. Alla fine di Parma-Juve del 14 maggio 1992, finale di ritorno di Coppa Italia, i Boys, dallo stadio fino al centro città, si scontrano più volte con gli ultras juventini. Numerose sono le partite contro i “gobbi” durante la stagione 1994/95, che consolidano la rivalità. Agli inizi del ’95 gli juventini penetrano in curva Nord molto prima della partita e alcuni ragazzi li fronteggiano da soli. A metà giugno del solito anno, nella casalinga finale di ritorno di Coppa Italia, i parmensi si scontrano con la polizia dietro la curva Nord, nel tentativo di arrivare al settore bianconero. Ad inizio 1997 i Boys si scontrano con i “Viking Juve” in zona Petitot, a Parma, coi bianconeri vinti e messi in fuga. A gennaio 2005, alla fine di Parma-Juve, gli ultras bianconeri invadono il terreno di gioco e avanzano verso la Nord, ma i Boys intervengono e li rispediscono in curva, azione che costa 11 diffidati. Nel 2009/10, a due anni di distanza dalla tragica morte del “Bagna”, viene nuovamente permessa la trasferta di Torino con la Juve, organizzata in treno. L’arrivo è salutato da alcune bombe carta e di lì a poco gli si fanno incontro i ragazzi della Curva Nord juventina, tenuti poi a distanza dalle guardie. Verso il 30° del primo tempo, almeno 6 grossi petardi vengono lanciati a ripetizione nel settore dei parmigiani, creando spavento. La loro reazione non tarda a venire, con lancio d’oggetti verso gli juventini. Il match viene sospeso per 6 minuti e il capitano della Juve Del Piero va a parlare coi capi ultrà per placare gli animi della Nord ed evitare così la sospensione definitiva della partita. Nel secondo tempo i Boys non si raggruppano più nella parte inferiore del settore, ma al centro, dove tengono in mano la sola pezza del “Bagna”; alla fine festeggiano la bella vittoria coi giocatori che gli lanciano le maglie.  Era il 13 gennaio 2013 quando una 50ina di Viking, Nucleo e N.a.b., si presentarono senza scorta e in corteo al “Bar Gianni”, ritrovo abituale dei Boys, cercando e trovando lo scontro per poi mettere in fuga i pochi ultras crociati presenti a quell’ora, con gli juventini che ebbero 20 diffidati per l’azione. Carica di adrenalina per i parmensi in occasione del quarto di finale con la Juventus al “Tardini” del 28 gennaio 2015, per l’odio tra le due tifoserie, alimentato tre giorni prima dalla Curva Scirea con l’esposizione, durante Juve-Chievo, dello striscione “28-01 aperitivo da Gianni…”, riferito agli scontri di cui sopra. Il bar ritrovo dei Boys resterà chiuso per motivi di ordine pubblico. Il contatto sarà evitato solo per il massiccio dispiegamento di forze dell’ordine, in una città blindata. A sorpresa a fine match le guardie cambiano itinerario ai bus arancioni che trasportano gli juventini, facendoli passare vicino la curva Nord a sirene spiegate, spiazzando chi si aspettava botte o fughe sugli spalti. Da segnalare la presenza e l’”attesa” dei parmensi fin dal primo pomeriggio e, ad inizio gara, la contestazione contro alcuni dirigenti parmigiani e Ghirardi, rei di poco attaccamento alla squadra. Durante la gara sono purtroppo partiti bruttissimi cori da parte bianconera “Uno di meno, voi siete uno di meno”, seguiti dai fischi dello stadio, già sentiti quest’anno in campionato. In Parma-Juve dell’aprile ’15, i Boys, dato gli insulti degli juventini in Coppa Italia, esibiscono “Dall’Heysel a Scirea i vostri morti abbiamo sempre rispettato, voi il Bagna avete infangato…infami!”.  Esposte pezze “Fighters” e “Arditi” Juve in Juve-Parma 04/05 e “Arditi” in Siena-Parma 04/05, in qualche modo finite in mano parmense. (Vedi sezione “Curiosità” per i fatti più recenti). –Brescia: rivalità vecchissima e sentita. Nel novembre 1983, a Brescia, i Boys subiscono una sassaiola in curva e sono poi assediati dai rivali all’uscita; provvidenziale l’intervento della polizia. Sempre a Brescia, nel settembre ’87, finita la partita un’ottantina dei Boys sono assediati da moltissimi ultras delle Rondinelle. A metà febbraio ’88 gli ultras bresciani vengono caricati e presi a sassate al “Tardini”, che abbandoneranno solo alcune ore dopo la fine della partita. Nel febbraio 1993, a Brescia, i supporters emiliani subiscono pesanti attacchi agli autobus che li riportano in stazione. Anche il treno, che viaggia a singhiozzo, subisce numerosi agguati. –Roma: rivalità piuttosto recente ma sentita eccome. Il 4 febbraio 2001, scontri coi romanisti, giunti in massa a Parma, prima e dopo la partita. A febbraio 2006, in occasione di un notturno Parma-Roma, un tifoso ducale riceve cinque coltellate e il Bar Gianni, ritrovo abituale dei tifosi gialloblù nel prepartita, è assaltato dalla polizia. A metà gennaio 2007, in una notturna Parma-Roma, scontri contro gli ospiti nel dopopartita, che costeranno una diffida. –Como: vecchia e datata rivalità, ora stemperatosi, soprattutto perché le due squadre da tanto tempo non s’incontrano. Nel novembre 1979, con un’azione proditoria, viene grattato lo striscione “Venceremos” ai lombardi. A fine marzo ’80, i Boys non organizzano ufficialmente la trasferta a Como, nel tentativo, rivelatosi poi inutile, di evitare la rappresaglia di comaschi. –Mantova: vecchio, antico astio; parmensi accolti a fine ottobre ’80 da una sassaiola a Mantova, alla quale rispondono con una carica. Nel novembre 1981 il Parma torna in trasferta a Mantova, e i Boys, memori della stagione precedente, decidono di portare con sé una trentina di manici di piccone. I ragazzi delle Due Stelle viaggiano in treno e, una volta arrivati a destinazione, sistemano le armi fuori dallo stadio, in un punto dove pensano di ripassare a fine gara. Ma all’uscita il gruppo riceve la scorta della polizia, cosa mai successa, quindi il piano salta. I Boys vengono fatti passare sotto la locale “Curva Te”, e puntuale parte la carica degli ultras biancorossi. I parmensi rispondono e, durante i tafferugli, un poliziotto cerca di fermare un ragazzo del gruppo. Gli altri intervengono per liberarlo. L’agente, in grave difficoltà, fa esplodere un colpo d’arma da fuoco in aria. Dopo Parma-Brescia a metà giugno ’89, ragazzi dei Boys  individuano alcuni ultras mantovani, già allora gemellati coi bresciani, in via Torelli. Lo striscione “C.U.C.T.” (Commando Ultrà Curva Te) viene conquistato dopo un breve inseguimento. –Spal: forte, antico odio; gli ultras ferraresi, in occasione di un derby casalingo del ’78, vengono letteralmente massacrati. Un ferrarese, animato da spirito di vendetta, torna a Parma per un raid notturno durante la settimana successiva, lanciando una molotov contro la sede dei “Boys”. Nell’ottobre ’82 i parmensi, in trasferta a Ferrara, conquistano lo striscione spallino “Boys”., poi esposto. Ad agosto 2001, trasferta precampionato a Ferrara, che una quarantina di Boys affrontano in pullman. Scontri nel dopopartita, attorno allo stadio, con gli ultras spallini. –Modena: dal gemellaggio alla rivalità il passo è breve, alimentata anche da questioni campanilistiche. Alla fine di Parma-Venezia di Coppa Italia, nell’ottobre ’92, scontri tra parmensi e modenesi, gemellati coi veneti. Il 1° marzo 2003 si gioca Parma-Modena. Dopo l’incontro, inaspettatamente, il corteo degli ultras canarini viene fatto passare dalla polizia davanti all’ingresso della Nord e i pochi ragazzi presenti hanno la peggio. Un ragazzo dei Boys viene arrestato in flagranza differita e riceverà una diffida di tre anni con obbligo di firma. Già nel precampionato si erano verificati scontri a Parma prima della gara. Il Parma a fine luglio 2005 gioca in amichevole a Sestola (Modena) contro il Castelnuovo Garfagnana. Al ritorno, presso il comune di Fanano, la via è sbarrata dagli ultras modenesi, che caricano il torpedone dei Boys. La reazione è decisa e i modenesi sono costretti a indietreggiare, con feriti da una parte e dall’altra. –Vicenza: dopo i tiepidi iniziali rapporti d’amicizia, a fine anni ’70, solo una fiera rivalità. Nel maggio 1987, a Vicenza, i Boys si scontrano contro gli ultras locali prima di entrare allo stadio. Un ragazzo conquista una bandiera biancorossa sul terreno di gioco prima della partita. –Fiorentina: vecchia rivalità. A fine novembre 1994 si gioca in notturna Parma-Fiorentina di Coppa Italia. All’ingresso della Nord succede il fattaccio: un ragazzo viene ripetutamente accoltellato dagli ultras viola. Nuovi scontri il 1° ottobre 2000 davanti allo stadio di Parma. A metà giugno, a Firenze, per il ritorno della finale di Coppa Italia, lancio di oggetti tra i due settori. –Paris Saint-Germain: nel marzo 1996 scontri con gli ultras francesi a Parigi, sui Campi Elisi. I padroni di casa attaccano i Boys con aste e bastoni; i tafferugli proseguono per diversi minuti., ma, nonostante l’inferiorità numerica, gli emiliani tengono testa ai francesi. Il Parma, sconfitto 3-1, viene eliminato dai futuri vincitori della Coppa della Coppe. –Bologna: vecchissima e sentita rivalità, astio. Duri scontri a Bologna ai primi di novembre ’84. Un ultras locale viene leggermente ferito con un arma da taglio; il pullman dei Boys viene perquisito e un ragazzo arrestato. A fine novembre ’86, Parma invade Bologna marciando in corteo per il capoluogo senza scorta; con loro anche gli ultras cesenati. –Wisla Cracovia: nel novembre ’98 è in programma il ritorno dei 16.mi di finale di Coppa Uefa Parma-Wisla Cracovia, e, dalla sera prima dell’incontro, parte la caccia al polacco, in rappresaglia all’accoltellamento di un tifoso gialloblù all’andata. –Pisa: ai primi d’aprile 1987 i parmensi rubano lo striscione “Boys” ai pisani. –Milan: nel gennaio 1991, al “Tardini” di Parma, conquistato dai parmensi lo striscione milanista “Sconvolts”, che la settimana dopo sarà esposto a Torino, contro la Juve. –Genoa: antica rivalità. Tafferugli al “Tardini” nel novembre 1984. A fine maggio 1987, nella trasferta di Genova, lo striscione storico “C.U.S.”, compagno di tante avventure, è conquistato da rossoblù. Gli ultras genoani, nel settembre ’87, penetrano in curva Nord nel dopopartita e tentano di rubare alcuni striscioni, mentre i Boys sono fuori dai cancelli. –Carrarese: vecchissima rivalità un po’ sbiadita nel tempo, per le diverse categorie delle due squadre. Striscione “Carrarini teste di marmo” esposto in Parma-Carrarese 1983/84. Nel gennaio 1984, nella non facile trasferta di Carrara, alcuni ragazzi sono minacciati coi coltelli. Nel marzo 1986 i parmigiani sono sotto l’assedio di forze soverchianti e solo l’intervento della polizia permette di risolvere la situazione. Sempre a Carrara, a fine agosto 2004, in precampionato, il pullman dei Boys è preso a sassate da carrarini e reggiani, gemellati tra loro. La reazione è tempestiva e i rivali sono affrontati e costretti alla fuga, anche se l’azione costa sei diffide. –Cremonese: vecchio e sentito astio. A Parma, ai primi di settembre ’85, contro i grigiorossi in Coppa Italia, i Boys conquistano lo striscione “Collettivo Ultras”. Dopo la ventina di sciarpe rubate a fine gennaio 1989, scontri a Parma a fine aprile del solito anno. A inizio novembre ’95 a Cremona, incursione dei parmensi dietro la curva grigiorossa, con tafferugli nei quali viene preso lo striscione “Baraonda” Cremona, poi requisito dalla polizia. Quattro ragazzi dei Boys vengono diffidati e, successivamente, processati. –Atalanta: odio comunque non acerrimo. A fine ottobre 2002, nei pressi del settore ospiti, prima di Parma-Atalanta, avviene uno degli scontri più duri e leali affrontati dai parmensi. –Triestina: vecchissima rivalità coi giuliani, fin dalla fine degli anni ’70. A Trieste, sul terreno di gioco a fine partita, nell’aprile del 1990, i Boys si scontrano con gli ultras triestini. Un ragazzo di Parma viene arrestato. “Via dal campionato: non siete italiani” è uno striscione esposto in Parma-Triestina 82/83. –Padova: nel novembre ’85, a Padova, mentre gli ultras veneti si scontrano con la polizia fuori dallo stadio, i Boys prendono gli striscioni “Commando Ultrà Curva Nord” e “Ultras” (in origine dei vicentini). Nell’ottobre 1995, sempre a Padova, i Boys si scontrano coi padovani prima della partita. Scontri al bar “Primavera” a Parma prima della partita di andata 16/17, che lasciarono in entrambi i gruppi tante diffide. –Sturm Graz: scontri a Parma con gli ultras austriaci nel novembre ’99 in via Duca Alessandro e anche al ritorno si verificano leggeri tafferugli. –Ancona: vecchia rivalità, ora molto all’acqua di rose. A metà novembre 1988, a Parma, i Boys rubano gli striscioni “Red Animals” e “Hell’s Angels” agli anconetani. Nel febbraio ’90, a Ancona, i bus che trasportano i parmensi in stazione sono bersagliati dalle sassate degli anconetani. –Sparta Praga: A Praga, per l’andata dei quarti di finale di Coppa delle Coppe 1992/93, i Boys, nell’intervallo della gara, sono attaccati dagli ultras locali, ma reagiscono con coraggio. Volano pugni, una torcia, poi intervengono le forze speciali. Stampa e società attaccano ingiustamente il gruppo, che risponde attuando uno sciopero del tifo. A fine novembre del 1997 i parmensi tornano a Praga, con due pulmini. Memori degli scontri del 1993 sono pronti ad una trasferta impegnativa ma, contro tutte le previsioni, il soggiorno in terra ceca sarà assolutamente tranquillo. –Austria Vienna: tafferugli con gli ultras austriaci a metà aprile 2005 a Parma in zona stadio. –Cska Mosca: duri scontri in notturna a fine aprile 2005 con gli ultras russi a Parma. –Venezia: rivalità storica, sentita, scontri con gli ultras arancioneroverdi a Parma in Coppa Italia, a fine settembre 2000. Vecchie ruggini quando i modenesi, gemellati coi lagunari, in un Reggiana-Venezia rubarono lo striscione ai parmensi “Unione Crociati Parma”. Nel febbraio ’17 a Venezia raid dei veneziani ai parmensi, che andavano allo stadio a piedi. Scattate diverse diffide –Sambenedettese: odio vecchio ma persosi negli anni. Nel marzo ’89 scontri a Parma coi marchigiani, che rischiano di perdere uno striscione, in via Torelli. –Reggina: vecchie ruggini. Nel maggio 1989 intensi tafferugli tra lo stadio e la stazione a Parma tra le due fazioni, coi reggini che si sfogano danneggiando parecchie autovetture. –Forlì: vecchia rivalità, ora quasi inesistente. Nel 1980/81, i parmensi si presentano in mimetica, secondo una moda dall’ora, decisi a vendicare alcuni torti del passato a danno loro: conquistano la curva di casa, caricano gli avversari anche durante la partita, alla fine si scontrano con la polizia e, al ritorno in città, sono oggetto di attacchi mediatici dalla “Gazzetta di Parma”, oltreché di attenzioni particolari della magistratura.Nel 15/16 a Forlì i parmensi si vestono come

usava negli anni ‘70-’80. –Treviso: vecchissima rivalità. Nel gennaio 1983 i Boys espugnano la curva di casa.

Storia del tifo parmense: Il gruppo antesignano è quello dei Danè (“dannati” in dialetto emiliano), tifosi crociati della prima ora, anche se il primo gruppo ultrà nasce il 3 agosto 1977, quando un manipolo di giovani tifosi del Parma decide di intraprendere una nuova via, diversa da quella del Centro di Coordinamento Parma Clubs. Presso un’osteria di periferia nasce il Parma Club “Boys”. Lo striscione con le due stelle, ideato da un ragazzo del gruppo coi colori della città, esordisce nella trasferta di campionato di Ferrara, alla terza giornata del campionato 1977/78. Al “Tardini” è appeso in Curva Sud, a fianco della gradinata in cemento (oggi “Distinti laterali”), dove trovano posto i tifosi più caldi. La sede è il Bar Polisportivo di p.le Risorgimento, dove si tengono le riunioni e si conserva il materiale. Nel ‘78/79, per dare più colore al tifo, fatto perlopiù di coriandoli, fiaccole, bandieroni, carta igienica, viene ideato un nuovo striscione in pvc. Nell’aprile 1979, per Parma-Novara, è appeso al “Tardini” uno striscione che diventa simbolo ideologico del tifo emiliano: “Crusader Ultras Supporters”, con al centro un teschio con ossa incrociate e ai lati gli scudi del Parma Calcio. Nel frattempo erano comparsi “Panthers” e “Ultras”. Con il nuovo campionato i Boys si trasferiscono al centro della curva Sud, settore che, spesso, dividono con le tifoserie avversarie. La polizia a quei tempi è praticamente assente e la tensione coi rivali sempre alta. In seguito all’uccisione del laziale Vincenzo Paparelli, in un derby romano del 1979, è vietata l’esposizione di alcuni stendardi. La scritta “Ultras” e il teschio di “Crusader Ultras” iniziano ad essere coperti dallo striscione “Supporters”. Nel gennaio 1980 i Boys traslocano nella nuova curva Nord, ricostruita più grande in cemento. Dopo un anno è ancora Serie C. Lo striscione “Crusader Ultras” è modificato: “Ultras” viene staccato e diventa uno striscione a sé stante; “Crusader” diventa parte di un nuovo striscione, “Crusader Supporters”, che debutta in un derby con la Reggiana. Nell’81/82 è di nuovo B, ma il Parma vivacchia stabilmente a metà classifica. Molte trasferte vengono saltate, e anche in casa non c’è molto seguito, con una Nord grigia e vuota. Nell’82/83 l’attaccante Massimo Barbuti, con la sua grande umanità, instaura coi Boys un rapporto amichevole e sincero, conquistando i più giovani. A Ferrara segna il primo gol con la maglia crociata; sette giorni dopo, in casa con la Carrarese, il primo gol al “Tardini”, che corre a festeggiarlo sotto la Nord, salendo sulla recinzione metallica, che cede subito, sotto il peso dei Boys festanti. Nell’83/84, caso forse unico nel mondo, il Parma cambia maglia, tra l’indifferenza della sua tifoseria. Durante l’inverno vengono pubblicati due numeri della fanzine “Crusaders, notiziario del Parma Club Boys”. A fine maggio a Vicenza il Parma è seguito da 7.000 tifosi, e a Sanremo, poco dopo, ottiene la Serie B. Nel febbraio 1985  affronta la capolista Bari di Matarrese e, contro ogni pronostico, s’impone 3-0, ma, a pochi secondi dalla fine, l’arbitro sospende la partita per nebbia tra l’incredulità generale: i parmensi assediano gli spogliatoi. A Empoli, a fine aprile, esordisce il nuovo striscione “Boys” in pvc. A fine stagione il Parma torna in C1. Il 4 maggio ’86, al “Tardini”, al termine di un derby con la Reggiana, la Nord invade pacificamente la pista d’atletica, ma il questore ordine la carica della celere. I parmensi rispondono e 29 agenti restano feriti. Feroci sono gli attacchi dei mass-media. Il Parma sale nuovamente in B. Vari ragazzi, perseguitati dai processi, abbandonano. I capi, per vari motivi, uno dopo l’altro, escono di scena; il testimone passa ad altri. Nel giugno 1987, allo stadio di Cremona, i Boys si scontrano pesantemente coi carabinieri e, in stazione, prima di prendere il treno del ritorno, una vetrata finisce in frantumi: venti “Boys” sono trattenuti per accertamenti. La rabbia esplode con atti vandalici e il treno che riporta i parmensi viene completamente devastato durante il viaggio. Il gruppo, per evitare la polizia, tira il freno d’emergenza e scende in via Golese, così che il convoglio arriva in stazione praticamente vuoto. Nell’ottobre 1987 lo striscione “Crusader Supporters (già “Crusader Ultras”) è rimodificato in “Crusader Ultras Supporters”. A fine settembre 1988, contro il Padova al “Tardini”, i Boys si spostano al confine est della Nord, a fianco dei Distinti, in polemica col resto della curva, per la scarsa partecipazione al tifo. La protesta terminerà 25 giorni dopo contro l’Avellino. A fine stagione 88/89 in Nord vengono esposti diversi striscioni per l’allenatore G. Vitali, invitato a restare, ma il Parma, all’insaputa di tutti, aveva già scelto il nuovo tecnico. Nell’89/90 i Boys effettuano alcune trasferte al Sud per la prima volta, come Pescara e Foggia. Ai primi di febbraio del ’90 muore il presidente del Parma A.c. Ernesto Ceresini. Nel 1990/91 un mare di gente segue il Parma nelle trasferte al Nord: migliaia di persone a Milano, a Torino con la Juve, a Bologna e a Genova. All’ultima giornata, con il Milan a San Siro, storica impresa del Parma, che si qualifica per la Coppa Uefa. Nel corso di alcune riunioni estive i Boys invitano tutte le varie compagnie a rinunciare ai propri striscioni, in favore di quelli del gruppo principale. La dicitura “Crusader Ultras Supporters”, che aveva caratterizzato molte stagioni, viene abbandonata in favore di “Boys”, com’era in origine. La loro sede è ora al Petitot di p.le Risorgimento. Alla prima di campionato esordisce lo striscione “Boys” in pvc, col nome del gruppo tra due simboli coi leoni. A Sofia, in Bulgaria, viene affrontata la prima trasferta europea. Ai primi di ottobre, per Parma-Sampdoria, viene organizzata la “Festa di squalificazione”, dopo l’eliminazione dalla Coppa Uefa, ad opera degli stessi bulgari. A metà gennaio ’92 viene organizzata contro l’Ascoli una coreografia in Nord, in cui i Boys chiedono il ritorno della maglia crociata. Il Parma, da quell’anno ufficialmente nelle mani della famiglia Tanzi, inizia a scalare i vertici del calcio italiano ed europeo. Il primo trofeo messo in bacheca è la Coppa Italia, conquistata in casa contro la Juventus. Nel 1992/93 moltissimi tifosi partecipano alle trasferte in Europa, mentre in campionato si registra un vistoso calo. I Boys cambiano di nuovo sede, trasferendosi al circolo Arci di viale Basetti. Il 24 gennaio 1993 il gruppo inizia le pubblicazioni di “Boys”, fanzine a un foglio, e una settimana dopo, contro l’Atalanta, inaugura in Nord l’impianto audio per dirigere i cori. A metà maggio 1993, 12mila parmensi invadono il mitico stadio londinese di Wembley, per la finale di Coppa delle Coppe contro i belgi dell’Anversa, sconfitti 3-1. Il Parma conquista così anche questa Coppa. A inizio 93/94 i Boys si trasferiscono in una nuova sede e, a Roma contro la Lazio, ai primi di settembre, esordisce lo striscione “1977”. La fanzine del gruppo inizia ad essere sponsorizzata; diventa di quattro pagine a colori e viene stampata in tipografia. A fine ottobre, contro la Reggiana, il gruppo si scontra pesantemente nel dopogara con la polizia. Ai primi di febbraio 1994, con il Milan a S.Siro, il Parma conquista la Supercoppa Europea. Il derby del 6 aprile ’94 contro i rivali storici reggiani, è “regalato” ai granata, che lottano per salvarsi, così i Boys prendono la ferma decisione di non fare più cori per i giocatori (tra i primi in Italia a non farli più), e di scioperare contro Roma e Benfica. Ma al “Tardini”, contro i portoghesi, qualche storico leader decide di far cantare. Alla luce di questo, diversi ragazzi decidono di abbandonare. Il Parma a maggio perde la finale di Coppa delle Coppe (0-1) contro gli inglesi dell’Arsenal a Copenaghen. L’anno dopo, nuova sede dei Boys, in via Marinelli. A San Siro, a metà maggio, il Parma conquista la Coppa Uefa contro la Juve, con un gol di Dino Baggio. All’inizio di giugno, a Torino, il Parma incontra di nuovo i bianconeri nella finale d’andata di Coppa Italia. Ma la partecipazione della tifoseria gialloblù è scarsa, nonostante si tratti di una finale, così come lo è stata durante tutto il torneo (vedi Perugia, Cagliari e Firenze). A fine settembre ’95, dopo la trasferta di Genova con la Sampdoria, dove un Parma rinunciatario e svogliato subisce un pesante passivo, i Boys confezionano lo striscione “Onoratela!”, con la maglia disegnata. In un Fiorentina-Parma di metà febbraio ’96, giocato in notturna, i Boys espongono lo striscione “Ma che parmigiano sei tu che tifi alla tv”: parte la battaglia contro le Pay-tv. Dopo gli scontri di Parigi del marzo ’96, i Boys decidono di non appendere più gli striscioni fino a fine stagione. Tre giorni dopo Parigi, il Parma perde 3-0 a San Siro col Milan e il tifo viene sospeso fino alla fine del campionato. Nel settembre ’96 i Boys non riescono ad organizzare la trasferta in Portogallo con il Vitoria Guimaraes, ritorno del 1° turno di Coppa Uefa, col Parma sconfitto e eliminato. A metà dicembre scontri con le forze dell’ordine a Vicenza nel dopopartita. Appena prima di Natale fa il suo esordio, a San Siro contro il Milan, lo striscione “Crederci”. Nel 1997, dalla fusione dei preesistenti “Settore Crociato”, nato a sua volta nel ’94 dalla fusione di “Potere Crociato”, del 1994, famoso per la sua fanzine e le lungimiranti battaglie contro il calcio moderno, e “Mat p’r al Parma”, nasce il “Settore Crociato”, che rivitalizza la tradizione crociata, riconoscibili infatti dai loro vessilli bianchi con la croce nera sventolati al “Tardini”. Si pongono al fianco dei Boys, coi quali però il rapporto non è dei migliori. Bella anche l’esperienza, la parentesi degli Ingestibili. Il 7 giugno 1997, in Cittadella, i Boys organizzano una bella festa per il ventennale del gruppo. Il fortissimo Parma stellare di Carletto Ancelotti termina secondo a due punti dalla Juve. Nel gennaio ’98, dopo aver subito cinque gol a Genova, la Nord solleva lo striscione “Parma: rialzati e combatti” e rispolvera il “Crederci” dell’anno prima. Dopo i primi anni di A, ultras e tifosi sono notevolmente diminuiti. All’inizio della stagione 98/99 esordisce al “Tardini” lo striscione nuovo in pvc “Boys Parma 1977”, ed è inaugurata la sede di via Calestani, primo domicilio esclusivo del gruppo. Lo striscione “Boys” si fa tutte le trasferte, e quando non è possibile appenderlo viene sorretto a mano. Il 1° novembre debutta al “Tardini” lo striscione “Noi siamo gli ultras”, ideato come introduzione a “Boys Parma 1977”. Ai primi di maggio ’99 a Firenze, finale di ritorno di Coppa Italia, incidenti con la polizia a inizio partita, causa lento afflusso nel settore: al 90° il Parma conquista la Coppa. A metà maggio arriva a Mosca anche la Coppa Uefa, conquistata contro l’Olympique Marsiglia, annichilito con un secco 3-0. E’ il Parma più forte di tutti i tempi, che annovera campioni come Buffon, Crespo, Benarrivo, Veron, Fabio Cannavaro, Thuram, Asprilla, Chiesa, Balbo, ecc. In estate viene organizzato il primo torneo estivo di calcio a 5 della Nord. Verso fine agosto, a San Siro col Milan, il Parma vince anche la Supercoppa Italiana. A fine ottobre ’99 prima volta a Reggio Calabria e, agli inizi di novembre due pulmini “Boys” raggiungono Helsingborgs in Svezia (trasferta di Coppa Uefa). A fine 1999/00, nell’ultima di campionato col Lecce, mentre stampa e tv locali raccontano di una buona stagione per il Parma, i Boys realizzano una coreografia con bandiere a forma di fiasco, sottolineando l’annata non soddisfacente della squadra. Il 20 maggio 2000 il Parma perde lo spareggio per accedere alla Champions League a Verona contro l’Inter (1-2), col settore gialloblù strapieno. Le presenze in trasferta però sono diminuite e si partecipa meno anche nei cori. Si decide di organizzare le trasferte solo per i tesserati e di utilizzare il megafono invece dell’impianto audio. A metà dicembre il gruppo dona un’autoambulanza all’Assistenza Pubblica di Parma. Il 1° febbraio 2001, a Udine in Coppa Italia, vanno solo i Boys, che espongono la scritta “I cori per i giocatori? Dalla tele non si sentono”. A Firenze, per il ritorno della finale di Coppa Italia, il 13 giugno 2001, a causa del flusso degli spettatori molto lento, scoppiano pesanti incidenti con la polizia. La Coppa va alla Fiorentina (0-1, 1-1). Nel 2001/02 i Boys riprendono a organizzare le trasferte per tutti e ad impiegare l’impianto audio in curva. Dopo una serie di risultati negativi, viene confezionato lo striscione “No alla resa”, che esordisce a Torino a metà dicembre ’01. Il 20 gennaio 2002 gravi incidenti in Inter-Parma, a fine partita con la polizia, che stranamente impedisce ai tifosi gialloblù di defluire. Bilancio: un ragazzo arrestato e 13 diffidati. A fine aprile ’02, al “Delle Alpi”, andata finale di Coppa Italia contro la Juve, con scontri, fino il match, con le forze dell’ordine, che sbarrano l’uscita ai tifosi parmensi. Uno dei Boys è selvaggiamente pestato. Lancio anche di fumogeni da una parte all’altra. A Parma, al ritorno, Juve sconfitta e Coppa Italia in bacheca. A Modena, in un’amichevole postcampionato contro i canarini, viene diffidato un ragazzo per il lancio di una torcia. In agosto i Boys celebrano con una festa in curva Nord il 25° anno di storia. A marzo 2003, una settimana dopo i gravi incidenti col Modena al “Tardini” (vedi sezione “Rivalità”), esordisce lo striscione “Ultras liberi”, che sarà esposto per un discreto lasso di tempo. Il 27 aprile dello stesso anno, di ritorno da Reggio Calabria, il pullman dei Boys è letteralmente divorato dalle fiamme e lo striscione “Boys” in pvc, confezionato 18 anni prima, è perso nel rogo. Il 22 giugno, a Milano, una delegazione di Parma partecipa alla “Manifestazione contro il calcio moderno”, iniziativa promossa dal Movimento Ultras, sigla che raduna 72 gruppi ultras italiani. Nell’estate 2003 viene rifatto un nuovo striscione “Boys” identico all’originale bruciato sul pullman a fine aprile. Alla fine di dicembre scoppia il caso Parmalat, un crack finanziario devastante, e il Parma A.c. finisce in amministrazione straordinaria: il futuro della società è incerto e nebuloso, ma la squadra macina successi sul campo. A fine marzo 2004, su un pullman dei Boys diretto a Milano, nasce un coro sulle note di “Maledetta primavera”, che ben esprime i sentimenti dei tifosi più fedeli, con frasi che suonano come un giuramento. Il verso “Ci basterà veder la maglia per cantare ancora”, verso metà aprile viene usato come didascalia alla coreografia permanente della Nord (un’enorme maglia a strisce orizzontali gialloblù) contro la Juve. Circa 5.000 parmensi seguono ai primi di maggio il Parma a Milano contro l’Inter, coi gialloblù in lotta per un posto in Champions L. Nonostante la sconfitta, si festeggia un’annata indimenticabile. A fine giugno 2004 nasce il Parma F.C., a cui sono conferite tutte le attività sportive del vecchio Parma in amministrazione straordinaria. Ai primi di marzo 2005 i tifosi accompagnano la squadra al “Tardini” a piedi, in una manifestazione intitolata “Portiamo il Parma alla salvezza”. Alla metà di giugno il Parma affronta un drammatico doppio spareggio-salvezza con il Bologna: al “Dall’Ara” quasi 8.000 parmigiani festeggiano la permanenza in A. Il Parma non è più lo squadrone di qualche anno prima e l’inizio del campionato 2005/06 è critico: cinque punti in cinque partite. Il 15 gennaio 2006, fuori dai cancelli del “Tardini”, inizia la protesta contro la mancata vendita della società. Dieci giorni dopo la protesta arriva a Collecchio, davanti agli uffici della Parmalat di Callisto Tanzi. Solo i Boys affrontano le trasferte al Sud, le più lontane e impegnative. Contro l’Udinese, stagione 2006/07, viene srotolato il più grande bandierone copri curva mai confezionato dai Boys, con al centro il motto “Parma siamo noi”. Il 2007 inizia col Parma penultimo in classifica. Il 2 gennaio con un blitz, gli ultras entrano negli spogliatoi del Centro Sportivo di Collecchio per chiedere maggior impegno ai giocatori; le cose però non migliorano e vi tornano il 13 dopo l’ennesima sconfitta. Il giorno dopo gli scontri coi romanisti del 17, i Boys rivolgono un appello a tutte le realtà locali, affinché diano il loro contributo alla causa crociata. A fine gennaio ’07 la società Parma F.c. viene rilevata da una cordata di imprenditori. Libertà di tifo, lotta al caro-biglietti e difesa della natura comunitaria e sportiva dello stadio Tardini, sono tre campagne che impegnano i Boys con varie iniziative. L’11 novembre 2007 un agente di polizia uccide senza motivo l’ultrà laziale Gabriele Sandri. La Nord si astiene dal tifo, organizza varie azioni per sensibilizzare l’opinione pubblica e per impedire che la vicenda sia stravolta e insabbiata. Il Parma stenta in campionato, mancano soprattutto impegno e spirito di squadra. Di ritorno dalla trasferta di Torino i Boys bloccano i crociati davanti allo stadio; l’allenatore, particolarmente criticato, sarà esonerato dopo tre partite, di cui l’ultima è contro la Sampdoria, al termine della quale scoppia la protesta. Due ragazzi sono successivamente diffidati. Il 30 marzo 2008 muore il “Bagna”, membro dei Boys, durante la trasferta di

Torino, schiacciato da una manovra maldestra di un autista di un pullman di tifosi juventini, ad un autogrill vicino Asti. La curva Nord prende quasi da subito il nome i “Curva Nord Matteo Bagnaresi”. Il 18 maggio il Parma retrocede in Serie B. Fuori dal “Tardini”, a causa di una dissennata gestione dell’ordine pubblico, si registrano attimi di tensione tra parmigiani e interisti, con sei Boys diffidati senza motivi particolari. Il Parma inizia male la B 2008/09 e, verso fine settembre, dopo un pareggio in casa col Frosinone, esplode una contestazione spontanea in curva. La Nord chiede alla società d’affidarsi a dirigenti esperti, l’allontanamento del ds Berta, e più serietà e impegno a giocatori e allenatore. Il derby col Modena è vietato ai tifosi ospiti e la Nord, per protesta, annulla la coreografia programmata e contesta il provvedimento. A Vicenza, ad inizio 2009, un ragazzo viene diffidato per aver lanciato una torcia in campo al gol dei crociati. A fine febbraio, anche il derby di ritorno col Modena viene negato agli ospiti, cosicché i Boys danno vita a varie iniziative di protesta: uno striscione fuori dallo stadio modenese, un altro al Petitot e magliette “No al calcio senza tifosi” regalate ai giocatori parmensi. A Cittadella, con 3.500 tifosi al seguito, il Parma riconquista la Serie A. La vittoria è dedicata a chi non è mai sceso in B: al “Bagna” e ai diffidati. Il 1° giugno, alla Festa promozione a Lemignano, partecipano circa duemila persone. Dalle ceneri del fallimento del 2015 (vedi sezione “La stagione di passione 2014/15”) il Parma è rinato ripartendo dalla Serie D, con nuova dirigenza, nuova linfa, nuovo entusiasmo con circa 10mila abbonati (record di tessere per la Serie D), 2500 a Valdagno con l’Altovicentino, numeri impressionanti. La bandiera Luigi Apolloni allenatore e Nevio Scala, artefice del Parma dei miracoli, presidente. Due società la controllano: “Nuovo Inizio s.r.l.”, composta da imprenditori locali, che controlla la maggior parte del club, e da “Parma Partecipazioni Calcistiche, formata da tifosi. Dopo una sola stagione tra i Dilettanti il 17 aprile 2016, con la vittoria casalinga (2-1) sul Delta Rovigo, i ducali festeggiano il ritorno tra i professionisti, al termine di un’annata da record, sia per il seguito dei tifosi, sia per i punti in campionato, chiudendolo senza mai perdere. Il Parma raggiunge il primato stagionale dell’unica squadra imbattuta nelle prime quattro Serie italiane. Il 17 giugno 2017 il Parma completa il doppio salto e, vincendo 2-1 contro l’Alessandria a Firenze, Finale Playoff di Lega Pro, conquista la promozione in Serie B, coi parmensi che occupano l’intera curva Ferrovia, circa 6mila i biglietti venduti

La stagione di passione 2014/15: La stagione 2014/15 è stata un vero e proprio calvario, partendo dall’esclusione dall’Europa League, per un mancato pagamento Irpef dopo il 6° posto dell’anno scorso, in seguito alla mancata licenza Uefa. Dopo questa decisione il presidente Tommaso Ghirardi, il 30 maggio 2014, annuncia le proprie dimissioni e mette in vendita la società. Il 12 settembre però le ritira. Il 7 dicembre Ghirardi vende ufficialmente il Parma a una cordata russo-cipriota, rappresentata dall’avvocato Giordano. Il 21/01/15 viene nominato Ermir Kodra nuovo presidente, mentre proprietario è Rezart Taçi. Il 9 dicembre il Parma viene penalizzato di 1 punto, in seguito ad inadempienze parziali dell’Irpef. Il 23 gennaio Antonio Cassano mette in mora il club per mancato versamento delle mensilità, ma la società poi smentisce, facendo sapere che il fantasista ha solo reclamato lo stipendio non pagato. Cassano, malgrado tutto convocato per la gara contro il Cesena del 25, il giorno dopo, in seguito a questa vicenda, rescinde il contratto. Il dg Leonardi, in seguito alla contestazione della curva dopo la partita, è colto da malore causa stress e viene ricoverato in ospedale. Il 29 gennaio anche Francesco Lodi mette in mora la società, chiedendo il pagamento di tutti gli stipendi arretrati; se non verrà pagato entro 21 giorni può svincolarsi. Nella sessione invernale del mercato i ducali si rinforzano con arrivi importanti. Il 6 febbraio la società viene nuovamente ceduta, stavolta a una cordata italiana. L’8 febbraio viene nominato nuovo presidente Giampietro Manenti, che dovrà pagare 15 milioni per saldare gli stipendi arretrati entro il 16. Con la scadenza del giorno utile per il pagamento degli stipendi, non viene versato alcun bonifico, ma, nonostante il tempo sia scaduto, Manenti si dice tranquillo e fa sapere d’aver ottemperato. Il 17/02 vengono portati via dal centro sportivo di Collecchio furgoni e un’auto del club. Intanto arrivano altri 5 punti di penalizzazione, poi la Procura di Parma chiede il fallimento della società per inadempienze fiscali (debiti ammontanti a 97 mln. di €.). Manenti, a cui viene concessa una proroga, fa sapere che i soldi arriveranno, per tranquillizzare l’ambiente, e che darà seguito, fiducioso, agli impegni presi. Intanto, il normale svolgimento del campionato è seriamente a rischio, a cominciare da Parma-Udinese del 22 febbraio. Alla società son rimasti 40mila €., che non garantiscono l’energia dello stadio, stewards e ambulanza fino a fine stagione. La Lega Calcio farà in modo di dare un po’ di ossigeno al Parma attraverso un anticipo del cosiddetto “paracadute” che spetta alle squadre retrocesse. Nonostante le smentite di Manenti, il 20 la gara coi friulani viene rinviata a data da destinarsi. Intanto Leonardi viene ricoverato per un altro malore e il 21 febbraio trasferito in un centro specializzato per stati d’ansia e depressivi. Il giorno seguente circa 1000 tifosi protestano sotto casa sua insultandolo pesantemente. Per la partita Genoa-Parma, Lucarelli e compagni fanno sapere che non vogliono farsi pagare il viaggio e che se non sarà la Lega a farlo, pagheranno loro stessi la trasferta. Il giovedì prima della gara che si sarebbe dovuta disputare a Genova una delegazione di giocatori del Parma, insieme a mister Donadoni, sono andati a trovare i Boys nella loro sede, sorprendendoli per la loro maturità e senso della realtà, in una situazione paradossale, tra promesse, bugie, pignoramenti e silenzi di Lega e Figc. Maturità che i giocatori non avevano per niente dimostrato a Bergamo quando, dopo la sconfitta 1-0, non erano andati a salutare i tifosi che, non erano andati a salutare i tifosi che, nonostante l’alluvione che aveva colpito la città, erano presenti in trasferta. Il 26 febbraio, i giocatori rendono noto che non scenderanno in campo a Genova. Le altre squadre che giocano domenicalmente alle 15, in segno di solidarietà iniziano a giocare alle 15,15. Anche la gara col Genoa è rinviata a data da destinarsi. Il 4 marzo il direttore generale Leonardi si dimette per problemi di salute e per non essere, nel difficile momento, d’impaccio alla nuova dirigenza. Intanto, insieme all’ex presidente Ghirardi, viene indagato per concorso in bancarotta fraudolenta nell’inchiesta sulla gestione della società della Procura parmense. Intanto la Lega decide di far terminare ai crociati il campionato grazie ad un aiuto votato da quasi tutti i clubs (16 su 20), che s’impegnano a versare 5 milioni tramite il fondo delle multe comminate dal giudice sportivo. Dopo due settimane di stop, il Parma torna così a giocare, contro l’Atalanta, col consenso dei giocatori. Il 14 marzo vengono inflitti altri due punti di penalizzazione e Ghirardi e Leonardi inibiti per 4 mesi. Il 18/03 Manenti viene arrestato per reimpiego di capitali illeciti per aver provato a ottenere, con l’aiuto di complici, 4 milioni e mezzo di € per il Parma, tramite utilizzo di carte di credito clonate. Il giorno seguente il Parma F.C. viene dichiarato ufficialmente fallito dal Tribunale di Parma. I debiti del club ammontano a 218.446.754,61 €., con un patrimonio netto negativo di 46.696.901 €., più un ingente debito sportivo, di cui 63.039.920 €. verso i giocatori tesserati. Il 21 aprile la società ufficializza la base d’asta a Euro 20 milioni. Il giorno seguente il Tribunale di Parma dichiara il fallimento della Eventi sportivi S.p.A., società in mano a Manenti, che deteneva il 90% del capitale sociale del Parma. La prima asta del 6 maggio va deserta, così si procederà con altri bandi. La Figc sapeva tutto: che il Parma aveva degli enormi debiti alle spalle, che non stava pagando i calciatori e che il crack finanziario era un rischio concreto, e lo sapeva da quasi un anno: un’ispezione della Co.Vi.So.C. nell’aprile 2014 aveva portato all’attenzione della Figc la grave situazione delle società. Ma l’allarme rimase inascoltato, nessuna conseguenza concreta a parte l’esclusione

dall’Europa League. Con la sconfitta a Roma con la Lazio per 4-0, il 29 aprile ‘15 il Parma retrocede matematicamente in Serie B con sette punti di penalizzazione complessivi e con cinque giornate d’anticipo. I crociati salutano la A dopo sei stagioni consecutive. Il Parma a giugno 2015 è in liquidazione, a causa di una gestione criminale dei bilanci del club da parte dell’ultima proprietà, ma anche di chi ha consentito l’accumularsi di un debito spaventoso senza muovere un dito. Al Petitot attaccato nel giugno ’15 il bellissimo striscione “Canteremo fino alla morte innalzando i nostri color!”. La tifoseria parmigiana si domanda come il signor Ghirardi, dopo il fallimento del 19 marzo 2015 del Parma Calcio, sia ancora libero di festeggiare in discoteca o andarsene tranquillamente in vacanza in Costa Smeralda, dopo aver rovinato una città e aver distrutto oltre 100 anni di gloriosa storia calcistica: Parma non dimentica. L’altro tiranno dei parmensi è il dg Pietro Leonardi, direttore generale del Latina dall’ottobre 2015: vergogna senza fine. Tavecchio e Abodi non dicono niente? Il Tribunale ha fatto sapere che Il danno subito dalla società Parma è stimato in almeno 60 milioni di Euro. Danno al quale Ghirardi e Leonardi, ritenuti responsabili, devono rispondere

Curiosità: -Domenica 11 febbraio 2018, in occasione di Parma-Perugia, si è celebrata la giornata gialloblù corciata. La giornata delle bandiere e delle due aste. Ogni compagnia della Nord ha portato il suo stendardo. -In occasione della trasferta di Brescia di sabato 2 febbraio 2018 ad inizio 2° tempo sono stati alzati tanti cartelloni con la scritta “Tommaso Ghirardi ladro”. -Sabato 20 gennaio 2018 è andato in scena il derby Cremonese-Parma con la presenza di circa 2mila gialloblù. Lo storico gemellaggio tra grigio rossi e reggiani, presenti in curva Sud in diverse decine con le pezze del “Gruppo Vandelli” e delle “Teste Quadre, non poteva far altro che alzare i toni. Vittoria dei 9mila cremonesi presenti allo stadio “Zini”. Striscione parmense “Per queste merde di società pagano sempre tifosi e ultras”, che calamita l’applauso accorato di entrambe le tifoserie. Del resto le ferite dei fallimenti di Modena e Vicenza (altro storico gemellaggio grigio rosso) sono ancora troppo calde per passare inosservate. -Per Parma-Spezia, Serie B del 27 dicembre ’17: dagli sfottò liguri come “Passeggiamo a casa vostra…” si capisce che i tempi del gemellaggio tra le due tifoserie sono ben lontani. Adesso è forte odio. La Curva Nord si illumina letteralmente con un continuo accendersi di torce in ogni dove, sparsi per tutto il settore, inoltre sparati tanti razzi. -A Terni, giorno dell’Immacolata 2017, i parmensi ad inizio ripresa mettono in piedi una piccola coreografia esponendo diversi cartoncini con il volto di Federico Aldrovandi, ed in basso esponendone uno in formato più grande, aggiungendo nome e cognome dello sfortunato ragazzo, per rimarcare l’importanza di ricordare un 18enne ed annullare lo squallido teatrino dell’Olimpico, quando agli spallini venne vietato di introdurre in curva una bandiera con l’immagine del ragazzo. -A Carpi, novembre ’17, esposto lo striscione “Dai Luca lotta da ultras”, per esprimere la vicinanza e la solidarietà a Luca Fanesi, ultrà della Sambenedettese, che durante i tafferugli coi vicentini viene selvaggiamente picchiato dalla celere e ridotto in coma. -Per Parma-Avellino del 29 ottobre 2017, affisso sul monumento del Petitot, non fatto entrare dalle autorità competenti, lo striscione “Corruzione e disoccupazione figlie di un governo abusivo, reati di tortura, leggi fatte su misura…e tutta Italia parla di un adesivo???”, che riassume la posizione della Nord sul fiume di parole posteriori al famoso adesivo laziale di Anna Frank, simbolo della Shoa, con la maglia della Roma. Prima della partita i tifosi hanno reso omaggio a Costantino Violi, per tutti Tino, fondatore dei “Danè” e poi dei “Boys”. Esposto lo striscione in Nord “Arrivederci Tino, 40 anni da Boys”. -Parma-Brescia, settembre 2017: ha fatto molto discutere la recente comparsa di Tommaso Ghirardi al fianco del neo-presidente bresciano Cellino, avvistato poco tempo prima a una partita della Leonessa. I parmensi espongono striscioni quali “Non ti vogliamo in galera ma in penultima pagina e sulla cronaca nera” e “Mai più Ghirardi e Leonardi nel calcio”, oltre a “In un mondo che prigioniero è camminiamo liberi io e te!”, per festeggiare il ritorno dopo la diffida di alcuni Boys. -Tanta attesa per Reggiana-Parma (0-2) del 19 dicembre ’16: tappezzata la città di volantini e striscioni per invadere Reggio. I parmensi all’appuntamento rispondono quasi in 3mila. Giorgino e Baraye fissano il risultato sullo 0-2: adrenalina allo stato puro, la curva frana, la gioia è incontenibile, i “saluti” ai reggiani rimbombano. Esposto lo striscione “Coniglio sempre attaccato ma quando mai ci hai caricato?”, poi ad inizio secondo tempo viene realizzata la coreografia che era prevista ad inizio gara, ma prima viene srotolato lo striscione “Li volete vedere i veri colori da sostenere e la città da difendere?”, visto la coreografia che in settimana viene sgamata ai reggiani che recitava “A sostegno dei nostri colori a difesa della nostra città”. Abbassato lo striscione parte la coreografia parmense: il copricurva giallo con raffigurato l’Elmo crociato si apre al centro mentre ai lati vengono alzati cartoncini blu, con lo striscione “Da 103 anni Parma Calcio…da 40 anni Ultras”. Vittoria in campo e sugli spalti, con gran tifo in un secondo tempo che non passava mai. -In occasione di Parma-Piacenza (2-0), Playoff per la B del maggio 2017, esposto sulla vetrata lo striscione “Troviamo Fabio Ercolanoni”, “Nevrite” per chi non lo conosceva. Una delle figure principali degli “Ingrifati Perugia”, scomparso in quei giorni, conosciuto nei vari tornei disputati a Empoli in ricordo di Emiliano, rispettato per la grande mentalità. Troviamo Fabio era il nostro appello! Durante la gara si respira grande entusiasmo, grazie anche al nuovo coro sulle note di “Despacito”. -Venezia-Parma (2-2), gennaio ’17: parmensi in quasi 1400 unità e soliti sfottò. Esposto lo striscione “Mari, monti e fiumi attraverserò”. -Per Parma-Samben.se del febbraio 2017, come ormai da qualche domenica a questa parte, i ragazzi dei Boys si impegnano per sostenere l’associazione Onlus “Casa Azzurra” di Corcagnano, promuovendo l’acquisto dei biglietti della 12^ riffa dei Boys, il cui incasso in parte servirà a finanziare l’associazione stessa. Esposti alcuni striscioni riguardanti i fatti di Venezia-Parma: “Veneziano multimediale non distingui l’ultras dal tifoso normale”, “Fantasie che volano libere, fantasie che a volte fan ridere, fantasie che credono alle favole”, dedicato rispettivamente a modenesi, che raccontano in giro balle; a quelli di San Donà e ai modenesi, e “300 volte grazie capitano”, per Lucarelli.  -Parma-Fano del 19 marzo ’17: approntata una bellissima coreografia per il 40° dei Boys, con in alto la scritta “Sempre e solo Boys” e 5 teloni coi simboli che hanno accompagnato la storia del loro glorioso striscione, poi viene realizzato un “40” con le bandierine di colore bianco incastrato tra il giallo e il blu. Esposto lo striscione “della beneficenza non ne volete parlare scrivete solo per infamare, tv e stampa siete il male”. -Prima di Parma-Teramo 16/17 non si capisce bene come mai, ma un pullman di tifosi del Teramo è stato fatto arrivare all’ingresso dello stadio completamente indisturbato, poi riesce a superare ben due sbarramenti transennati, dove sono presenti dei vigili urbani, sino a presentarsi alla rotonda davanti alla Nord. -Sabato 12 novembre 2016 è in programma la trasferta a Macerata: raggiunto il punto di ritrovo fissato col Centro di Coordinamento con ultras e tifosi della Maceratese per consegnare loro i beni di prima necessità che i Boys avevano raccolto la mattina prima di partire, per donarli alle popolazioni colpite dal terremoto. Il gesto dei parmensi ha visto la riconoscenza del popolo di Macerata, apprezzato da tutti i presenti, che in più occasioni applaudono sentitamente. I Boys avevano preparato lo striscione, da esporre allo stadio “le vostre radici più forti delle loro parole”, che alle perquisizioni viene data l’autorizzazione di farlo passare solo un pezzo. -In Forlì-Parma del febbraio 2016 era in mezzo agli ultras a fare il tifo il bomber della squadra Yves Baraye, che non poteva giocare a causa della squalifica subita la domenica precedente in Parma-Ribelle, quando estrasse dai pantaloncini un passamontagna gialloblù ed esultò sotto la curva indossandolo, beccandosi il secondo “giallo”. -Festa per la matematica promozione in Lega Pro, con bella coreografia fatta di 7mila bandierine sparse in ogni settore dello stadio, in occasione di Parma-Delta Rovigo del 17 aprile ’16, col “Tardini” vestito a festa, riempito dalla presenza di oltre 15mila spettatori. Festeggiamenti prima in curva con Capitan Lucarelli a lanciare i cori, poi con il corteo che arriva in piazza dove tante persone si sono unite agli ultras per salutare la maledetta Serie D. Quando i giocatori arrivano in piazza ad accoglierli c’è un vero e proprio bagno di folla e i festeggiamenti durano davvero a lungo. Dopo la trasferta di Brescello venne coniata la bella frase “Non c’è verso e non ci si può far niente, chi viene adesso si innamora per sempre”. -In Parma-Feralpisalò dell’ottobre 2016, specialissima ed esclusiva partecipazione dell’Orchestra e del coro del Liceo Musicale, che hanno cantato/musicato il “Va Pensiero” nell’occasione della ricorrenza del 203° compleanno di Giuseppe Verdi, grande compositore originario di Busseto, alle porte di Parma. -I Boys nel corso degli anni hanno consegnato un’ambulanza alla città, hanno aiutato il Giardino Riabilitativo dell’Ospedale di Parma e l’Associazione Fibrosi Cistica della pediatria con la loro riffa annuale, si sono impegnati in prima persona per spalare e raccogliere beni di prima necessità da donare alla popolazione parmigiana colpita dall’alluvione dell’autunno 2014 e per consegnare beni di prima necessità e alimentari alle popolazioni emiliane colpite dal terremoto nel 2012. Il 6 gennaio 2018 i Boys, il Centro di Coordinamento e i Danè si sono recati a Lentigione, colpita dall’alluvione recentemente, all’asilo SS.Annunziata per consegnare i beni che avevano raccolto nelle settimane precedenti. Raccolta per i terremotati del centro Italia dei Boys (striscione “I Boys sono vicini ai terremotati!”) per Parma-Lumezzane 16/17 -Duro e prolungato faccia a faccia, al termine di Parma-Cesena (1-2), 1^ giornata di ritorno, campionato 14/15, tra Antonio Cassano, che dopo qualche giorno non sarà più un giocatore del Parma, svincolandosi, e uno dei capi ultrà della curva Nord, Cesare “il Frambo” che chiede massimo impegno e “Rispetto per noi che si siamo”, come recita uno splendido striscione della Nord. Furono poi stampate magliette da vendere a scopo benefico con l’immagine del “Frambo” e quel suo dito puntato verso Cassano. Il ricavato, 4500 Euro per 1400 t-shirt vendute, venne donato al reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Parma. -28 anni fa si spense Ernesto Ceresini, per tutti IL presidente, una delle ultime bandiere del calcio vero, uno che per il Parma ha dato tutto, noncurante della malattia che giorno dopo giorno lo logorava. Anche se i rapporti non sono stati sempre idilliaci, quando morì gli venne fatto lo striscione “Ernesto, la Serie A conquistata per te sarà ancora più bella”. -Tra gli idoli della Nord ricordiamo Massimo Barbuti, beniamino della Nord non per la sua tecnica, ma perché ci metteva l’anima a rincorrere ogni pallone; Alessandro Lucarelli, la cui gigantografia è stata stampata su un bandierone di alcuni anni fa, capitano di mille battaglie, non ha mai abbandonato il Parma con coraggio e con impegno, ha dichiarato: “Amo Parma e qualunque cosa accada chiuderò la carriera in maglia crociata”. “Fascia al braccio, maglia sempre sudata, capitan Lucarelli storia crociata”, striscione in Parma-Ascoli del novembre ’17, Lucarelli a fine gara va sotto la curva a ringraziare; Hernan Crespo, parmense d’adozione, argentino di origine, forte centravanti con Parma nel cuore. -L’organo d’informazione dei Boys Parma è la bellissima Fanzine “1977”. -Il 15 dicembre 2013 10mila bandierine abbracciano la coreografia della Nord per il Centenario. La maglia del Centenario distribuita in un cofanetto cartonato con un opuscolo della sua storia. -Legnano-Parma 15/16: esposto lo striscione “Ci siamo scelti la vita più bella che ci sia!”. -Bellaria-Parma 15/16: esposto lo striscione “Spalla contro Spalla combattiamo insieme anche questa battaglia”, per un ragazzo in difficoltà dei Boys. -splendida coreografia a Brescello col Lentigione e in casa con l’Altovicentino (“Dalle ceneri più forte risorgerò”, con sopra in bassorilievo disegnati tutti i monumenti di Parma, e più sopra lo stemma del Parma. -Parma-Bellaria 15/16, striscione “Siamo stati quelli che abbiamo sempre voluto essere”, con Tino Asprilla, stella del Parma anni ’90, in Nord a lanciare i cori.        Ultras scomparsi troppo presto, nel vento della Nord: Bagna: i Boys nell’estate 2017 hanno deposto presso l’autogrill Crocetta Nord, vicino Asti, dove tragicamente morì il Bagna, una pietra in suo ricordo, che purtroppo, per cause non dipendenti dalla volontà dei Boys, sono stati costretti a rimuoverla, decidendo così di portarla presso la sede. Nel susseguirsi di ogni stagione calcistica, la partita che cade attorno al 30 marzo assume, da 10 anni a questa parte, una valenza speciale, quella del ricordo di colui che porta il nome della curva Nord, ossia “Matteo Bagnaresi”. Negli anni i Boys si sono radunati nel luogo dove prendeva vita la seconda parte dell’anima di Matteo, quella della militanza politica attiva, lo stabile dell’ex Centro sociale “Mario Lupo” per commemorare la sua memoria, affinché il suo esempio venga tramandato di generazione in generazione per tutti coloro che vorranno avere coraggio e buonsenso nella vita. Poi è sempre seguito un corteo fino allo stadio capeggiato da uno striscione a lui dedicato. Dal 2016, tuttavia, in seguito all’apertura di “Casa Matteo”, centro socio-ricreativo-culturale della “Fondazione Matteo Bagnaresi, è mutato l’itinerario assumendo come partenza il posto che è l’interpretazione dell’eredità spiritale del figlio dei coniugi Bagnaresi, pertanto anche quest’anno il corto è partito da questo luogo per poi raggiungere la curva Nord. Come tutti gli anni è di consuetudine la coreografia dedicata al “Bagna”. Al risuonare dell’Aida, musica che accompagna l’ingresso delle squadre in tutte le partite casalinghe, parte il copricurva raffigurante Matteo, sovrastato dallo striscione “Per sempre ultras, contornato ai lati da delle bande multicolore. Come sempre il primo e l’ultimo coro sono per Matteo, scandendo quelle parole che sono incise sul marmo della targa all’ingresso della Nord. In occasione di Parma-Fiorentina dell’aprile 2010 gli venne dedicata una stupenda coreografia, coi colori del Parma, un copricurva centrale riproducente lo stendardo ingigantito “Curva Nord Matteo Bagnaresi”, e a corollario la scritta “Il tuo sorriso nei nostri cuori il tuo nome nella nostra curva”. Per la trasferta di Imola 15/16 i parmensi hanno fatto visita al cimitero di Piratello di Imola dov’è sepolto il Bagna, in totale silenzio e raccoglimento. Mado: in Parma-Cesena del dicembre ’17 ricordato dai romagnoli con lo striscione “Ciao Mado parmigiano vero di Glauco amico sincero” (vedi sezione “Ex-gemellaggi/amicizie”) per ricordare Amadei, noto come “Mado”, uno dei più storici ultras parmigiani appartenenti al direttivo dei Boys che purtroppo ci ha lasciato qualche giorno prima di Parma-Cesena, in cui è stato esposto anche “Ciao Mado, continua il tuo cammino nel vento della Nord”. Como: durante la partita con la Juve al Tardini del 2013/14 viene ricordato il “Como”, al secolo Marco Comelli, a tre anni dalla sua scomparsa, con la scritta “Como sempre nel cuore”, uno dei Boys che ha sempre difeso l’onore di Parma senza mai tirarsi indietro; una sua immagine storica è quella sua a Praga che con la cinghia in mano difende a testa alta il nome di Parma. Tino: noto esponente dei Boys scomparso anni fa. Per Parma-Lazio del 7 dicembre 2014, la Nord lo ricorda con un bandierone copricurva che riproduce il suo stendardo “Tino Boys con noi” ed in basso lo striscione “Tino con la tua forza nel cuore canteremo sempre più”. Vincio: striscione “Da 20 anni Vincio vive” nell’amichevole Parma-Entella del 30 agosto ’15. Zivo: “Zivo presente”esposto in Parma-Teramo dicembre ’16, in occasione dell’anniversario di una persona fantastica, che ha lasciato un grande vuoto. “Schiavi del Campari” era una pezza che portava in giro lo “Zivo”. Il Giuly: omaggiato di vari striscioni, uno a Venezia nel gennaio ’17, quando il tredicesimo anniversario della sua morte ricorreva il giorno prima; storico membro dei Boys. Vappo: in Parma-San Marino 15/16 esposto lo striscione

“Vappo per sempre Boys”, in quanto nei giorni precedenti la suddetta gara è ricorso l’anniversario della sua triste scomparsa, avvenuta nel 2011. Era di Noceto, amava i Boys e partecipava attivamente alla vita del gruppo, che non manca di dedicargli un coro a più riprese. Piccio: a Carpi, nel novembre 2017, viene esposto lo striscione “Ciao Piccio guarda che spettacolo”. Azza: striscione “Ciao Azza” in Parma-Ribelle del 14 febbraio ‘16, per un ragazzo che aveva il Parma nel cuore, spentosi la settimana prima, troppo presto rimasto a quando tutti si sarebbero aspettati; un duro colpo. Condor, Barbaz.                                                Politica: 100% apolitici

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