A cura di Claudio “Freccia”

Gruppo principale della Nord: Pescara Rangers

Altri Gruppi/compagnie esistenti in Curva Nord “Marco Mazza”: Pescara Rangers Vecchia Guardia 1976, Solite Facce, Pescaresi 1936, Pescara 4 Luglio 1936, A Sud del Fiume, 4 VZ, Gioventù Sbronza, San Donato, Isernia Dagli anni 90, Curva Nord Lato Mare, Già Sai!!!, Campari Group, 1936 Costa Nostra Pescara.                                         

Gruppi/compagnie esistenti nei Distinti: Quelli del Delfino, Falli Laterali, The Clan 1936, Solo PE, Pescara m.n.

Gruppi/compagnie esistenti in Curva Sud: Sconvolts.

Politica: ufficialmente apolitici

Gemellaggi/Amicizie: –Vicenza: storico gemellaggio, che dovrebbe essere il più vecchio ancora in piedi nella storia del movimento ultras italiano, nato il 9 gennaio 1977, quando 3mila pescaresi invasero Vicenza, con la loro squadra che espugnò il “Menti”, coi vicentini che, nonostante la delusione, salutarono l’uscita dei pescaresi dallo stadio con sinceri applausi. Al ritorno gli abruzzesi contraccambiarono con calore l’ospitalità ricevuta. Al termine del campionato, poi, le due tifoserie festeggiarono insieme le rispettive promozioni in Serie A. L’anno successivo, grazie ad accordi presi tra capi-ultrà, venne ufficializzato il gemellaggio, allorchè, nel prepartita di Vicenza-Pescara, Ciro, capo dei Rangers, e Moreno, leader dei vicentini, si scambiarono le sciarpe a centrocampo. Un rapporto di fratellanza, amicizia vera e propria, consolidata negli anni, tra ripetute visite reciproche, che per elencarle tutte ci vorrebbe un libro (molti ricordano i mille pescaresi a tifare Vicenza, a Ferrara nel ’90, nello spareggio per non retrocedere in C2, col Prato), tavole imbandite con bevute a fiumi, che ha anche dovuto superare esami non sempre facili. Difficile infatti dimenticare l’imbarazzo dei pescaresi al gol di Speranza che violò uno 0-0 già scritto, gradito a tutti, in un Vicenza-Pescara del gennaio 2006, svoltosi in un clima quasi irreale per la neve che cadeva copiosa. Le due tifoserie, al motto “Pescara-Vicenza nessuna differenza, Vicenza-Pescara nessuno ci separa”, tengono in vita questa bellissima, indissolubile amicizia. Molte volte si è visto gli striscioni di una tifoseria nell’altra curva, tantissime volte giri di campo coi bandieroni, l’8 giugno 1986 in evidenza lo striscione “Pescara Rangers”. D’antan la fumogenata bianca-azzurra-rossa in curva vicentina e la coreografia, sempre coi colori sociali delle due società, nella Nord pescarese. Addirittura l’1 aprile ’17 il Vicenza ha giocato a Perugia con la maglia biancazzurra del Pescara. In occasione del 40° del gemellaggio è stata stampata una sciarpa che riporta i colori delle due società, con da un lato la scritta “come noi nessuno mai” e dall’altro “Vicenza 09/01/77 40° Pescara”. Nel gennaio 2018, in merito alla crisi societaria che attanagliava il Vicenza, esposto vicino allo stadio lo striscione “Nessun tribunale può cancellare la vostra storia…il futuro appartiene a voi che di Vicenza siete vanto e gloria!”. Visita vicentina in Pescara-Benevento 19/20 con pezza “Old Fans Vicenza” nei distinti, mentre in Nord sventola un bandierone biancoazzurrorosso. -Wolfsburg, –Preußen Müenster: amicizie abbastanza recenti quelle con queste tifoserie tedesche, le cui squadre militano rispettivamente nella Bundesliga (Serie A tedesca) e nelle Serie minori. –Livorno: prima c’era un vero gemellaggio, il rapporto risaliva ai tempi della C (82/83), rinnovato negli anni successivi, ma che poi si è un po’ perso ed affievolito, anche perché le due squadre raramente si sono affrontate in tutti questi anni. Stendardo “B.a.l. Ovunque” Livorno, esposto in Siena-Pescara 2000/01. Diverse amicizie personali tra le due curve. Il gemellaggio non esiste più, ma sono stati mantenuti ottimi rapporti. Le due tifoserie si sono riavvicinate in seguita alla tragica morte in campo di Piermario Morosini, giocatore del Livorno, durante l’incontro di B Pescara-Livorno del 14 aprile 2012. -Cavese: nel marzo 2016 i cavesi subirono 68 diffide, di cui una ad una ottantenne. Striscione in Nord “Vicini alla Cava ultras”. Su un muro la scritta “Con un Daspo ad una 80enne la vostra vergogna sarà perenne”.

Buoni rapporti/reciproca stima: –Mainz 05: stima reciproca con questa tifoseria la cui squadra milita nella Bundesliga. –Genoa,: vecchio rapporto datato anni ‘80, son rimaste amicizie personali. In Pescara-Pordenone dell’1 settembre 2019 esposto lo striscione “Ciao Maurizio vecchio cuore rossoblù”, per la scomparsa di Maurizio Marchi, storico ultrà genoano. –Fermana, dovuto ad amicizie personali tra i membri della vecchia guardia di entrambe le tifoserie. –Iraklis: buoni rapporti coi tifosi di questa squadra che gioca in Grecia nei dilettanti. –Pro Vasto: gemellaggio direttamente coi Bad Boys Pescara negli anni ‘80, adesso rapporto disteso. Torres: stima reciproca risalente al campionato di C1 2002/03. –Francavilla: buon rapporto di vicinato. Nell’ottobre 2017 avviata dai pescaresi una raccolta fondi per dare una mano a 12 ragazzi di Francavilla per fatti avvenuti prima di una gara con L’Aquila. -Giulianova, -Avezzano.

Ex-gemellaggi/amicizie: –Messina: gemellaggio storico, quello ufficiale risale al campionato 1989/90, quando anche i Rangers hanno accettato il rapporto coi messinesi. I primi contatti concreti risalgono all’86/87, con la gara di andata che si disputò all’”Adriatico”: nelle settimane precedenti la partita, visti i rapporti di parentela che legavano i capi dei Bad Boys con alcuni capi del tifo messinese, fu stretto un patto d’amicizia tra “Bad Boys” e “Gioventù Giallorossa”. I Rangers non erano però d’accordo e ci furono incidenti tra le due tifoserie e tra gli stessi pescaresi. Al ritorno, 60 irriducibili andarono a Messina e si presentarono i problemi dell’andata, ma nell’89/90 le cose migliorarono decisamente e sia i Rangers che i gruppi dissidenti messinesi accettarono l’amicizia, tant’è vero che, quando i pescaresi andarono a Licata, vennero ospitati a Messina: il legame era davvero molto forte. Si ricorda un Acireale-Pescara al “Celeste”, il vecchio stadio di Messina, nel ’93, con massiccia partecipazione dei messinesi affianco ai colori biancazzurri, che fece seguito all’ormai storico spareggio per non scendere in C1, Messina-Monza (1-0), del 7 giugno ’90, in cui i pescaresi diedero il loro appoggio. Da allora sono state poche le occasioni in cui le due rispettive squadre si sono incontrate ufficialmente. Ma innumerevoli in passato le visite reciproche e i giri di campo coi bandieroni delle due tifoserie. L’ultima volta è stato nell’incontro di Coppa Italia a Messina della stagione 2003/04. In Pescara-Bologna, finale Playoff di B 14/15, esposto lo striscione “Vicini ai fratelli messinesi”, dopo i fatti di un Messina-Reggina, Playout Serie C 14/15, molto movimentato. Il gemellaggio è ufficialmente finito, con tanto di comunicato dei Pescara Rangers, anche se sembra strano; certo saranno rimasti rispetto e amicizie personali. I motivi alla base del “divorzio”? Il 16 gennaio 2016 gli ultras del Delfino hanno ricordato l’anniversario della morte del loro storico capo-ultrà Marco Mazza in Pescara-Livorno, e per l’occasione non si è presentato nessun delegato della Sud messinese. Inoltre i messinesi hanno rinnovato il gemellaggio con gli avellinesi, nemici storici dei pescaresi, infatti si sarebbe verificato il fatto che nella stessa giornata i messinesi avrebbero deciso di seguire in massa il derby campano Avellino-Salernitana, al fianco degli irpini gemellati. La scelta di sciogliere il gemellaggio non è stata condivisa da buona parte delle tifoseria pescarese. A dire il vero i messinesi esposero uno striscione in memoria del capo ultrà biancazzurro, ma, evidentemente, ciò non è bastato. –Bologna: simpatia nata grazie alle promozioni pescaresi festeggiate al “Dall’Ara” di Bologna nel ’77 e nel ’79, coi bolognesi al loro fianco, rotta per futili motivi. I “Pescara Rangers”, a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90, erano direttamente gemellati coi “Total Chaos Bologna”. In passato rubata anche una bandiera ai bolognesi, esposta in Pe-Bologna 2006/07. –Milan: gemellaggio importante, risalente all’87, svanito per incomprensioni: dopo una loro vittoria alcuni pescaresi in curva intonarono cori inopportuni contro di loro e il gemellaggio finì con grande rammarico per la gente che ci credeva. –Lecce: nato nell’85, era un vero e proprio gemellaggio, anche sentito, i vecchi rapporti erano più che distesi. –Sulmona: un tempo, negli anni ’80, c’era una sorta di gemellaggio tra i pescaresi e i “C.U.C.B. Sulmona”, poi infrantosi. –Rimini: un tempo amicizia con la” Falange d’Assalto Rimini”, i “Cherokee Pescara” avevano un grandissimo rapporto che li legava al suddetto gruppo. –Jesi: gemellaggio-lampo tra” Bad Boys Pescara” e “Brigata Jesi” in occasione di un’amichevole. Ovviamente tutto nel nome della rivalità con Ancona. –Roma: rapporti d’amicizie, soprattutto personali alla fine degli anni 70 (vedi però sezione “Rivalità”). Juventus: dalla fine degli anni 70 esistevano rapporti d’amicizia tra le due tifoserie. Striscione “Pescara Rangers in Curva “Filadelfia”, non ancora “Scirea”, in Juventus-Liverpool Supercoppa europea del gennaio 1985. Anni fa la curva juventina espose la scritta “Quanto avrei voluto riabbracciarti caro amico…Domenico nel cuore!”, in ricordo di “Gemellone”.

Rivalità: -Lazio: odio fortissimo, storico; da un Lazio-Pescara (2-0) dell’autunno ’77, zeppo di incidenti e violenze di ogni genere, mai viste prima nemmeno nei derby, nasce un acredine allo stato puro, per il comportamento a dir poco inspiegabile dei laziali, che fece maturare negli 8mila pescaresi presenti all’Olimpico uno spirito di vendetta, magari sbagliato ma comprensibile, che è diventato, col passare degli anni, ancora più profondo, fino ad arrivare ad alcuni anni fa, quando ha cominciato ad affievolirsi un po’, grazie soprattutto al fatto che le due squadre si sono incontrate poco ultimamente. L’origine di questo odio pare risalga a un furto di bandiere e tamburi dei laziali ai tifosi pescaresi. Pesanti incidenti in Pescara-Lazio 80/81 nei dintorni dello stadio, con gli ultras pescaresi che escono prima dallo stadio per dare la caccia ai laziali, che hanno la peggio. Rubati inoltre ai laziali gli striscioni “Guerriglieri Lazio” e “Uniti per vincere”, esposti rispettivamente in Pescara-Lazio 79/80 e 82/83, il secondo anche in un Pescara-Pisa 84/85. In Pescara-Lazio 85/86 esposto lo striscione: “Thanks Zigano noi ci riproviamo”, un grazie a chi sparò il lancio che uccise il laziale Paparelli nel ’79. I contrasti diventano ancora più aspri quando, nell’aprile del 1992, il pescarese Maurizio Mazzocchetti, 24 anni, viene ucciso all’esterno della discoteca “Cocoricò” di Riccione, da quattro coetanei romani forse per una battuta di troppo a una ragazza. Si sparse la voce (non confermarta) che gli aggressori tifassero Lazio. Apriti cielo. Il romano Fabio Gabriele fu condannato a 15 anni. Successive indagini della Digos hanno collegato la rissa a motivazioni calcistiche. Nel 2002 ore di tensione a Pescara: la cronaca parla di sassi al corteo dei laziali, giunti in treno, verso lo stadio; lacrimogeni sparati dai celerini, che operano alcune cariche, ci sono feriti. Incidenti limitati dalle f.d.o. nel 93/94 (comunque 4 feriti), con 400 laziali giunti in treno. Violenta rissa tra ultras della Lazio e del Pescara prima dell’incontro Pescara-Lazio (2-6) del 5 febbraio 2017. Nello scontro, che è accaduto soprattutto lungo viale Pindaro, nei pressi dello stadio “Adriatico-Cornacchia”, sono volate sedie e altri oggetti, inoltre si registrano danni alle auto parcheggiate lungo la via. -Chieti: molto sentita, perlopiù di campanile. Tanti anni fa, prima dell’inizio del tifo organizzato, si andava ad aspettare i chietini nel quartiere San Donato per fargli gavettoni di letame. Nel 1995 botte da orbi tra le opposte tifoserie alla stazione di Pescara, maxirissa, 30 tifosi denunciati. Rubato striscione “Ultras” Chieti del basket, esposto successivamente in Nord. Nel febbraio ’99, per Chieti-Messina (Serie C2), giocata sul “campo neutro” di Francavilla, pomeriggio di violenza tra le tifoserie di Pescara, Chieti e L’Aquila, con le tifoserie di Chieti e Messina aventi affianco, rispettivamente, quelle dell’Aquila e del Pescara, con le quali c’era gemellaggio. Davanti allo stadio, le f.d.o. furono impegnate nei primi scontri tra pescaresi e chietini. Le forze di polizia intervennero con decisione per sedare i “focolai” di violenza. Da ricordare il furto di uno striscione dei Rangers, che gli stessi pescaresi riuscirono a riavere solo dopo una denuncia. -Ancona: vecchia rivalità molto sentita. In Ancona-Pescara 89/90 gravi incidenti, con 14 tifosi pescaresi e 3 anconetani denunciati, responsabili di vari reati, tra cui danneggiamenti e lancio d’oggetti. Emessi diversi Daspo. Dopo la gara per le strade della città gravi incidenti. Danneggiata gravemente la macchina dell’arbitro Casarin, così come una decina di altre auto di pescaresi e nove dei dodici autobus che facevano da navetta ai tifosi giunti col treno speciale dall’Abruzzo. Sassaiole contro le vetture dei pescaresi c’erano state anche diverse ore prima dell’incontro. Incidenti anche nell’82/83, con le tifoserie che inizialmente si dividevano la curva Nord del vecchio stadio di Ancona, senza settore ospiti e polizia. Facile capire che di lì a poco succedesse un casino: volarono calci, pugni, bastonate e qualche pietra per un tempo lunghissimo, poi entrarono le f.d.o. che spararono lacrimogeni, ma dopo la gara succedono nuovi incidenti fuori, macchine danneggiate, poi polizia e fuggi fuggi, qualcuno fu beccato. Rubato lo striscione “Red Fable”, esposto in Pescara-Pisa 84/85 e, pare, anche “Ancona Korps”. Gravi scontri anche nel 2001 ad Ancona. -Ascoli: sentitissima da ambo le parti. Diversi anni fa fu teatro di scontri un Pescara-Ascoli di fine stagione, con lancio di sassi dei pescaresi agli ascolani, cariche delle f.d.o., sei feriti in totale tra tifosi e f.d.o., due arresti pescaresi. Scontri a Pescara anche nell’ottobre ’90: due poliziotti e due tifosi feriti (uno di Ascoli, uno di Pescara), un 27enne pescarese denunciato per resistenza e oltraggio. Gli scontri cominciarono dopo la fine del match, quando i pescaresi, dal settore Distinti, iniziarono a lanciare sassi e altri oggetti verso gli ascolani, che risposero prontamente, poi la situazione degenerò ulteriormente, con fitta sassaiola. Scene di guerriglia fino alle 17, quando i circa 400 ascolani risalirono sul treno. Rubato agli ascolani, in altre circostanze, lo striscione “Alcool Force”, esposto in Ascoli-Pescara 88/89. -Verona: rivalità piuttosto recente ma sentitissima, alimentata dalle numerose sfide negli ultimi anni, soprattutto per i big-match e i Playoff in Lega Pro. Spesso si sono verificati incidenti, come a Verona nell’aprile 2010 con le forze dell’ordine e coi veronesi stessi, arrestati 5 pescaresi. Negli scontri volarono petardi, bottiglie, pietre e bombe carta, con feriti sia tra tifosi che tra f.d.o. Incidenti piuttosto violenti anche in altre occasioni, tipo in Pescara-Verona 12/13. In Verona-Pescara del 17 dicembre 2018, durante il deflusso, scaramucce tra una 50ina di ultras pescaresi e supporters scaligeri. -L’aquila: derby molto sentito, rivalità storica. Scontri furibondi a L’Aquila nel 02/03 con megarissa sul terreno di gioco, botte da orbi, e conseguenti strascichi penali: ebbero una forte risonanza.  Però, dopo il violento terremoto che il 6 aprile ’09 ha colpito l’Abruzzo e, in particolare, la città de L’Aquila, quasi completamente distrutta, qualcosa è cambiato. Infatti, nel 2009, i Pescara Rangers si sono impegnati a favore degli sfortunati cugini aquilani, facendo da garanti per raccogliere i fondi che le tifoserie di tutta Italia hanno devoluto a favore di una sottoscrizione messa in atto dai “Red Blue Eagles L’Aquila ’78”. –Foggia: nel gennaio ’91 guerriglia allo stadio per Pescara-Foggia, violenti scontri, fitte sassaiole, 8 feriti e un arresto, bomba-carta al gol annullato al Foggia, che provocò il ferimento del tenente dei Cc. A fine match assurda caccia ai pugliesi, con molte auto danneggiate. Una decina di pescaresi si avventarono su un’auto targata “Fg”, scaraventando a terra il guidatore. I celerini caricarono diverse volte, ricorrendo anche ai lacrimogeni, gruppi di ultrà pescaresi, che volevano assalire il corteo dei foggiani (oltre 2000 in tutto) giunti in treno. Più di recente tafferugli a Foggia prima della gara, nel tragitto dalla stazione allo stadio, col danneggiamento di alcune auto targate “Foggia”. I 1500 abruzzesi durante la partita a contatto coi padroni di casa in diverse occasioni. Ma il peggio è successo dopo, con il seguente bilancio: 25 tifosi fermati e identificati (19 di Pescara, 6 di Foggia), 15 feriti, di cui 10 foggiani. Rubato ed esposto in un Pescara-Foggia lo striscione “Ultras Foggia”. Scontri anche nel pregara di Foggia-Pescara del 20 gennaio 2018, quando un folto gruppo di ultras foggiani, a viso coperto, muniti di diversi oggetti contundenti, si è recato alla stazione ed ha aggredito il grosso dei tifosi pescaresi giunti in treno . La celere ha faticato non poco per tenere a freno i pescaresi, pronti a reagire e rispondere alla vile aggressione. –Sambenedettese: acerrima rivalità, storica, perlopiù di campanile. Numerosi gli scontri in passato. Striscione “Ultras” sambino rubato in Samb-Nocerina 78/79 ed esposto a Bologna allo spareggio col Monza; mazzate a fine gara in Samb.se- Pescara 84/85, dentro il campo e fuori in un Samb.se-Pescara 86/87. Un anno furono sfondati i cancelli perché avevano messo la curva a 7000 £. In Pescara-Samb 02/03 esposto e poi bruciato lo striscione “Thugs Samb”. Quando le due squadre si incontravano erano sempre casini. Negli ultimi anni le due squadre non si sono mai incontrate, per le categorie diverse che frequentavano le due squadre. Alcuni anni fa la città rimase otto ore nelle mani degli ultras: la stazione ferroviaria si  trasformò in un campo di battaglia. Si parla anche di 8 arrestati, 3 denunciati e 40 feriti. Tanti teppisti incastrati dai filmati. –Salernitana: furibondi scontri in campo e sugli spalti in Pescara-Salernitana 95/96, con 60 feriti e 20 fermati. A 10’ dal termine un centinaio di pescaresi invade il campo, dirigendosi verso gli ultras salernitani, saliti in oltre 5mila per coronare il sogno della Serie A. Le due tifoserie sono rivali dai primi anni ‘80, anche se la rivalità non era esasperata. Anni fa le f.d.o. persero il controllo e iniziarono a manganellare, cariche ai campani col calcio dei fucili, lancio di lacrimogeni, colpi in aria con le scacciacani. Fuori dallo stadio anche i salernitani perdono le staffe, si sfogano nel tentativo di aggredire i pescaresi. In Pescara-Salernitana 95/96 esposta la scritta “Ritenta sarai più fortunAta”. Nel 99/00 i Bad Boys si ricordano di vecchi screzi ed espongono “Bentornati alla realtà, pentiti”, riferito alla retrocessione dalla A alla B dei campani. –Napoli: nel novembre ’06, per 5 ore, prima e dopo Pescara-Napoli, gruppi di tifosi si sono scontrati tra loro e con la polizia, cercando di regolare i conti per strada. Quattro auto bruciate, tra cui un mezzo della polizia, esploso. 11 feriti, di cui 5 tifosi, con un napoletano in Sala di Rianimazione per un grave trauma cranico, 6 delle f.d.o., il bilancio della guerriglia. –Cosenza: il 5 giugno ’94 duri scontri tra le tifoserie a Cosenza con circa 2mila pescaresi al seguito (gara importante, il Pescara doveva vincere per salvarsi dalla C1 e ci riuscì tramite classifica avulsa), che costarono due striscioni ai tifosi calabresi, uno distrutto sul posto, l’altro finito come “trofeo” ai gemellati messinesi. Prima di allora i rapporti erano piuttosto distesi, grazie anche allo spareggio salvezza di Serie B, Cosenza-Salernitana del 1991, coi cosentini sistemati in Curva Nord, coi quali molti pescaresi simpatizzarono contro i rivali granata. Nel maggio ’97, in un Pescara-Cosenza, caratterizzato dallo sciopero del tifo, c’è un invasione di campo: un gesto istintivo di una 30ina di tifosi della Nord quando, intorno al 20’ del secondo tempo, dalla sparuta rappresentanza calabrese salta  fuori uno stendardo pescarese (“Cherokee”), sottratto dai cosentini nella gara d’andata del dicembre 1996 indisturbati perché i circa 50 pescaresi in Nord (c’era contestazione), dopo aver sistemato i propri stendardi, furono allontanati e relegati dalle forze dell’ordine nella parte alta del settore di gradinata. A maggio la polizia blocca la vibrante reazione dei pescaresi, scesi sulla pista per raggiungere il “nemico” e recuperare lo striscione riconsegnandolo ai legittimi proprietari. A circa 10’ dal termine la curva i tifosi salgono in Tribuna per cercare di raggiungere i cosentini, ma intervengono le f.d.o. –Bari: rivalità sentitissima e storica. Pescara-Bari del 2005: un pescarese e un barese in manette dopo degli scontri; una bomba carta ferisce un finanziere al polpaccio, denunciati 45 tifosi, un agente viene colpito con calci al volto. Guerriglia e traffico bloccato intorno alla stazione. Stadio “San Nicola” teatro di guerriglia in un Bari-Pescara dell’aprile 2006, all’esterno e sugli spalti, per vecchie ruggini risalenti al match d’andata. Una consistente frangia di baresi cercò di impedire in tutti i modi l’ingresso nello stadio di un centinaio di supporters pescaresi. Lacrimogeni in campo, gara sospesa per 2’, seggiolini divelti. Alcuni tafferugli anche nel febbraio 2014. Striscione rivolto ai baresi in Pescara-Bari 30 gennaio 2016: “A semplici tifosi hai picchiato, di una bandiera raccolta ti sei vantato, la verità…da noi sei sempre scappato”. –Fiorentina: in Pescara-Fiorentina 92/93, 16 feriti in tutto, 7 fiorentini, 4 pescaresi, il resto “caschi blu”, compreso il questore; si passò dagli sfottò ai fatti con lanci di biglie d’acciaio e sassi, numerose le auto e le vetrine danneggiate, un arresto, dieci denunce. –Lucchese: a Lucca, nel marzo ’99, piuttosto caldi pre e dopo partita. Protagonisti una 50ina di pescaresi, affiancati dai livornesi, all’epoca solidamente gemellati. Gli episodi più gravi a fine match: 4 pescaresi, successivamente arrestati, danneggiano gravemente diverse auto in sosta; mentre le f.d.o. stavano per intervenire, sopraggiunse un gruppo di tifosi lucchesi, con le f.d.o. che dovettero prodigarsi affinché le due fazioni non venissero a contatto, in un clima da guerriglia urbana. Denunciato un giovane che, insofferente ai controlli della polizia, aveva forzato lo sbarramento, colpendo un agente del reparto mobile. –Arezzo: invasione di campo pescarese in un Arezzo-Pescara dell’87, con 12mila abruzzesi presenti. Gli aretini sono gemellati coi chietini, e tanto basta ad esser nemici dei pescaresi. –Roma: addirittura amicizie personali con il Cucs Roma a fine anni ’70, rubato ai romanisti lo striscione “Casalbertone”, esposto in Pescara-Roma 88/89. Tafferugli in curva Sud in un Pescara-Roma di diversi anni fa. Scontri sono avvenuti prima e dopo l’amichevole Pescara-Roma dell’8 agosto 2010. 10 feriti in tutto, di cui 3 pescaresi, 2 romanisti e 5 poliziotti. Tra i feriti un pescarese di 34 anni, accoltellato ad una coscia, e il responsabile della squadra volante di Pescara. Incidenti anche l’anno dopo. –Juve: amicizie personali fin dalla fine degli anni ’70, ma un episodio dell’estate 2012, una rissa in un pub di Torino, fa degenerare il rapporto. -Pisa: rubato lo striscione “Fedayn Pisa”, esposto in un vecchio Pescara-Pisa, presenti solo 5 pisani. Eppure negli anni 80 c’era un piccolo approccio amichevole, deterioratosi nel tempo. –Torino: maxi rissa tra le tifoserie di Torino, Pescara e Juve nell’estate 2012 (i pescaresi erano in trasferta per la partita Torino-Pescara). Le tifoserie vengono a contatto in un locale di Piazza Vittorio, nella zona della movida torinese, poi la situazione degenera in una rissa proseguita per strada: danneggiato il locale e alcune auto, molti feriti. A calmare gli animi ci pensa la polizia, che una volta intervenuta provvede ad arresti e denunce. Rubato lo striscione “Club Fedelissimi Torino-Roma”, esposto in un remoto Pescara-Torino. –Crotone, –Lecce: Nel maggio 2010 notte di guerriglia sulla A14 in tre aree di servizio, col bilancio di nove pescaresi arrestati e due agenti contusi. Il fatto più grave nell’Area di Metauro Ovest, a Mondolfi, nel pesarese, dove ultras abruzzesi, armati di pietre, bastoni e sassi vengono a contatto coi tifosi del Lecce, in ritorno dalla trasferta di Vicenza, rapinandoli del loro denaro, di sciarpe, felpe e altri oggetti personali, dileguandosi poi a bordo di due furgoni e varie auto, poi intercettati dalla Polstrada, che è riuscita a bloccare e arrestare 9 tifosi. Nel frattempo un’altra pattuglia della Polstrada accorre all’area di servizio Foglia Sud, dove gruppi ultrà di Pescara, Crotone e Lecce si azzuffano tra loro, dopo aver svaligiato roba per migliaia di euro all’autogrill. I due agenti della volante cercano di portare la calma tra le tre tifoserie rivali, venendo a loro volta aggrediti e malmenati. Inoltre, verso le 23, scoppia una sassaiola tra supporters del Pescara e leccesi nella stazione di servizio Conero Sud, sedata dall’intervento di pattuglie inviate sul posto dalla Questura. Incidenti tra pescaresi e leccesi nel 2018/19, sia all’andata che al ritorno (vedi sezione “Curiosità”). –Avellino: vecchie ruggini, rivalità sentita, risalente al periodo in cui le due compagini militavano in C1. In remoti Pescara-Avellino volarono mazzate. Trasferta vietata ai pescaresi nell’aprile 2016. –Latina: astio recente, incidenti in Latina-Pescara 13/14, quando, nel pregara, alcuni pulmini di pescaresi, passati sotto la Nord vengono notati dai ragazzi rimasti fuori. Ne nasce uno scontro vecchia maniera, molto leale; i pescaresi scendono e i pontini non si fanno pregare. La celere si trova impreparata, non interviene subito e per qualche secondo le due fazioni continuano ad affrontarsi, poi torna la calma. Nuovi scontri il 14/02/ 2015 con 9 arresti, 7 pontini e 2 abruzzesi. Coinvolti nella maxirissa, che ha visto feriti due abruzzesi e due poliziotti, anche i capi ultrà delle due tifoserie. A quello pescarese, particolarmente attivo nella rissa, ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari in quanto recidivo. –Cesena: vecchia rivalità. Tafferugli sedati a stento a Cesena dalle forze dell’ordine nel ’79. Agguato ultras all’autogrill di Pescara, dopo la gara Pescara-Cesena del 15 aprile ’16, quando i cesenati, che si erano fermati a fare rifornimento, sono stati aggrediti da quasi 40  pescaresi, armati di spranghe, bastoni, sassi e dotati di caschi integrali per proteggersi. Gli ultras cesenati non si sono fatti pregare e sono scesi dal pullman scontrandosi coi rivali. Alla fine alcuni ultras cesenati sono rimasti feriti, mentre, all’arrivo della polizia, i pescaresi si sono dileguati. Vietata per punizione la successiva trasferta di La Spezia, nonostante diversi biglietti fossero già stati venduti. –Sampdoria: in Sampdoria-Pescara del 1979, giocata sul campo neutro di massa, con una marea di doriani e tre pullman abruzzesi, scoppiarono disordini e a uno dei ragazzi pescaresi che stava attaccando lo striscione gli viene rubata una sciarpa. Il 28 novembre ’17, dopo gara di Sampdoria-Pescara, 4° turno di Coppa Italia 17/18, assalto organizzato e premeditato da parte di una frangia di doriani, una 30ina di facinorosi, armati di mazze e spranghe, che ha iniziato a prendere di mira il bus di linea che trasportava i pescaresi, lanciando alcuni sassi. Intervenuta la celere a evitare il peggio. –Palermo: storica rivalità per il gemellaggio che i pescaresi avevano coi messinesi, in passato presenti a Palermo i loro striscioni accanto a quelli biancazzurri. I pescaresi, seppur in incognito, presenziavano a Palermo anche nella prima metà degli anni 80, quando nel capoluogo siciliano non andava proprio nessuno. In Serie B 1991/92 per poco dalla gradinata inferiore non veniva sottratto lo striscione “Cherokee”, che i pescaresi riuscirono a tirar su. –Juve Stabia: vedi sezione “Curiosità”. –Brescia: denunciati due ultras bresciani che in Brescia-Pescara del 28 ottobre 2017hanno aggredito alcuni sostenitori abruzzesi, che assistevano all’incontro nel settore di bassa gradinata. Parma: una 40enne di Parma sarebbe stata aggredita da 4 persone con sciarpa del Pescara al collo, mentre tornava a casa, nel dopogara di Parma-Pescara del 14 ottobre 2017. Sarebbe stata tirata per il cappuccio della felpa e poi colpita con pugni allo stomaco, sputandole anche addosso. Rubata pezza ai parmensi diversi anni fa. –Foligno: striscione “Hooligans” rubato ai folignati, esposto in un Pescara-Campobasso 84/85. Screzi e ruggini anche con –Atalanta, –Nocerina.

Storia del tifo pescarese: La prima forma di tifo organizzato a Pescara si ha nel 1971, con la nascita del Club “I Fedelissimi”, che esce un po’ dall’improvvisazione che, pur con buoni risultati a livello ambientale, aveva regnato fino ad allora. Poi però, anche se ci sono già le “Donne Biancazzurre” e “I Fedelissimi”, si sente il bisogno di una sferzata, di un qualcosa di diverso, e una decina di giovanissimi amici, che seguiva le partite coi “Fedelissimi”, decide di fondare un nuovo gruppo per superare nei concetti e nei progetti il “vecchio”, per certi versi, tifo pescarese, così, nel novembre 1976, nascono i “Pescara Rangers”, con l’indiano per simbolo e “l’impero continua” per slogan, in concomitanza con la nascita di altri grandi gruppi ultras italiani. Quei giovani chiedono un primo aiuto e supporto ad Angelo Manzo, maggior esponente della tifoseria all’epoca, che già guidava il famoso “Club Excelsior”, recente anch’esso ma già frequentatissimo e punto di riferimento. Manzo si rende subito disponibile, col suo entusiasmo e quello dei suoi più stretti collaboratori, e lo stesso Club assume la denominazione “Club Excelsior – Pescara Rangers”. Il nome indicava nella prima parte la sezione “adulti” (over 40), nella seconda la sezione “giovani”, appunto quella dei “Rangers”. Detto Club si impone presto come grande realtà del tifo pescarese, grazie ad una organizzazione assolutamente esemplare, sostenuta da personaggi appassionati, bruciando le tappe, e nel giro di poco tempo diventa uno dei più ammirati e temuti in Italia. L’originalità del nome lascia qualche dubbio nei giovani del gruppo, visto che in tutta Italia non esisteva alcun gruppo con tale nome e quindi non sembrava appropriato, ma Manzo, a cui va quindi il merito di aver inventato questa denominazione, con il nome della città davanti, annulla determinato i tentativi di cambiarlo e li convince. Uno dei primi esodi a Cesena nel 75/76, si narra che molti cesenati ebbero la peggio. Dalla loro nascita i “Pescara Rangers” rimangono per varie partite casalinghe nei “distinti”, fianco a fianco ai vecchi Fedelissimi. In Pescara-Como del marzo ’77, i Rangers si presentano ufficialmente, in maniera del tutto autonoma, come traino del tifo pescarese, insieme al neonato gruppo “Ultras”, con risultati subito buoni. Nel 76/77, per far rimanere l’allenatore Cadè, furono raccolte 12mila firme. Dopo la promozione in Serie A lo stadio viene ampliato, iniziando dalla curva Sud. L’anno successivo, a lavori terminati, il nuovo assetto è il seguente: Nord definitivamente tempio del tifo pescarese, presidiata dai “Pescara Rangers” e dai vecchi Fedelissimi, che avevano appena cambiato nome in “Ultras”. Con la retrocessione in B del 1980, e quella successiva, in C, dell’82, con l’umiliazione di 12 sconfitte consecutive, il mondo della tifoseria subisce un tracollo epocale: la curva entra in crisi, molti abbandonano per un motivo o l’altro; rimane uno zoccolo duro di circa 300 unità nelle partite casalinghe, circa 60/70 per le trasferte. La stagione 83/84 di Serie B, riconquistata l’anno prima a Caserta, vede il primo ricambio generazionale nei Rangers. Gli anni ‘80 segnano un periodo di transizione, i cugini “Ultras” si sciolgono definitivamente, confluendo alcuni nei P.R. Nell’84/85, il Pescara offre un calcio spettacolare, che riavvicina la gente allo stadio, ma nell’85/86 arriva di nuovo la C, in un periodo di forti contrasti tra le varie componenti. In estate però, a sorpresa, il Pescara viene ripescato al posto del Palermo, segnale che la rinascita è alle porte: la stagione 86/87 vede ricrearsi una Nord bella e numerosa, grazie all’eccellente attività delle “seconde linee”, ed è di nuovo Serie A. L’anno dopo vede protagonisti il giocatore brasiliano Leo Junior e mister Galeone, e il Pescara, con un pubblico entusiasta, centra la salvezza in A. L’anno dopo l’entusiasmo cresce ancora grazie a straordinari risultati: al “giro di boa” la squadra è in zona Uefa, ma nel ritorno 15 sconfitte porteranno il Pescara ad un’inopinata retrocessione in B. Nell’89/90 la Nord si rende protagonista di pesanti contestazioni ai vari Castagner e Mazzone, fino a quando fa il suo ritorno Galeone che centra la sua seconda promozione in A, la quarta del Pescara, nel ’92. Tutta la tifoseria si rinfranca. Sono bei tempi, una bella curva, ma l’anno dopo il Pescara è già retrocesso al termine del girone d’andata, con seguito di scandali per maghe e intercettazioni telefoniche. I Rangers e gli altri gruppi minori, nonostante la retrocessione e la penalizzazione di 3 punti, non si perdono d’animo organizzando sempre un buon tifo e portando più tifosi possibile in trasferta. Avvengono contestazioni pesanti verso la dirigenza e il Pescara rischia la C1, la salvezza arriva in una mitica trasferta a Cosenza. Successivamente il direttivo dei Rangers arriva a pesanti screzi e, dopo alcune riunioni, si costituisce il “Vecchio Rangers”, inteso come un ritorno alle origini, più che un rinnovamento. I Vecchi Rangers vogliono cambiare concezione e struttura del gruppo con l’intento di formare un nuovo vero gruppo, magari anche dal numero di aderenti limitato, ma che sostenga la squadra e l’immagine della città. Dopo poco tempo però, sul neonato gruppo si abbatte la scure di numerose diffide, che di fatto ne dimezzano l’organico. Da quel momento, per un anno, viene esposto lo striscione Rangers rovesciato per rispettare le numerose diffide, mentre in trasferta decidono di non portarlo. Nel 1995/96 le diffide scadono e le fila si ricompongono. Ma nel corso di tale stagione i Rangers tornano ad essere un gruppo compatto e viene riadottato il classico nome “Pescara Rangers”. Si festeggia alla grande il ventennale, con la realizzazione di nuovo materiale, un libro e una festa a cui partecipa la squadra del Pescara del 1976 al gran completo, compreso il “mitico” mister Cadè. Intorno al ’98 tra “Bad Boys”, balzati nel frattempo al comando della curva, e P.R., che non facevano più parte del direttivo, ci sono divergenze legate a una differente posizione presa nei confronti della società e della squadra sul tema della contestazione. Nell’ottobre 1998 però arriva la svolta: dopo alcune riunioni tra tutti i gruppi della Nord, si decide di ritornare alle origini, unendosi tutti sotto il nome “Rangers”, che rimangono l’unico gruppo insieme ai “Bad Boys”, contribuendo, dopo un inevitabile periodo di rodaggio, ai successi della squadra, che fallisce la promozione in A per un punto. Nel frattempo erano nati diversi gruppi, più o meno importanti e più o meno vitali; per tutti questi gruppi non è facile abbandonare nomi e striscioni a cui avevano legato la loro storia, ma tutto viene fatto per il bene della curva, che rischiava, con tante frammentazioni, di andare allo sbando. Nel 2001 la squadra retrocede in C1, gli ultras attuano una pesante contestazione “Anti-Scibilia”: oltre ai numerosi striscioni contro il presidente calabrese, portati anche in trasferta, riescono a radunare migliaia di pescaresi in una manifestazione nel centro cittadino. Quello che irrita i tifosi e i gruppi organizzati in quegli anni, non è tanto il dover assistere a campionati mediocri, quanto l’arroganza suscitata dal duo dirigenziale Scibilia-Oliveri, a cui si attribuiscono dichiarazioni destabilizzanti. E’ il periodo di striscioni quali: “In qualsiasi categoria basta che andate via”, “Son finite le carote, ora è tempo dei bastoni” e “Adesso è tutta la città che te lo chiede: Scibilia vattene”. Nel 2003, al secondo anno di purgatorio in Serie C1, la squadra viene promossa in B, e ci resterà, con piazzamenti da rabbrividire (a parte il 2006), fino al 2007. Nel 2004 sarebbe retrocesso ma viene ripescato al posto dell’Ancona, mentre nel 2005 arriva 20°, retrocesso sul campo, ma ripescato grazie al caso-Genoa e alla mancata iscrizione di Perugia e Salernitana. Gli anni 2000 vedono la Nord segnata da lutti importanti: nel marzo 2004 muore il leader dei P.R. Stefano Paravia e nel gennaio 2006 muore Marco Mazza detto “Bubù” (ma ne parliamo a parte). Dal maggio 2004, a causa dello scioglimento dei “Bad Boys”, i Rangers restano praticamente l’unico gruppo organizzato della Nord, l’unico a portare in giro per l’Italia il nome della città. Nell’agosto ’06 festeggiano 30 anni di vita e di curva con una grande festa, in cui non mancano attimi di commozione. Il Pescara, nel 2007/08 in C1, rialza la testa anche per merito degli ultras, che la spingono alla Serie B nel 2010 dopo 4 anni di Serie C1. Il 2010/11, 13° in B, è un anno di transizione. Ma nel 2011/12 arriva sulla panchina biancazzurra nientemeno che Zdenek Zeman, il boemo maestro del 4-3-3 e del calcio champagne, bravissimo nel lanciare giovani talenti e nel far giocare bene e a ritmi vertiginosi le sue squadre. In quell’anno rilancia Sansovini, detto dai tifosi pescaresi “il Sindaco”, e lancia i nuovi Verratti, Immobile e Insigne. La curva è in visibilio, più che mai su di giri e lo stadio è quasi sempre pieno benché si tratti di Serie B. Logica conseguenza la promozione in A e la vendita dei gioiellini. Una volta in A, senza i gioielli e Zeman, che non è rimasto con una squadra che non voleva, il Pescara soffre, arranca e sprofonda in B nuovamente, anche perché i nuovi arrivi non sono paragonabili neanche lontanamente a quelli dell’annata di Zeman. Nel 2012, nel frattempo, si forma un nuovo gruppo ultras nel settore “distinti”, chiamato “A Guardia di una Fede 1936”, ora disciolto. Nel 2014 arriva un deludente 15° posto in Serie B, mentre l’anno dopo, arrivato settimo, perde la Finale Playoff per la A contro il Bologna, dopo due pareggi (0-0, 1-1). Nel 2015/16 il Pescara, dopo un’accesissima Finale Playoff per la A col Trapani, ritorna con pieno merito nella massima serie, con una presenza massiccia della tifoseria in tutti i campi ed entusiasmo alle stelle. Nel 2016/17 tanto per cambiare, Pescara ultimo in A e contestazione. Il 7 luglio 2017 nasce il gruppo “Curva Nord Vecchie Maniere”, che si scioglierà nel febbraio 2019. Nel 2018 arriva un deludente 16° posto, nonostante il ritorno di Zeman e una rinnovata fiducia nell’ambiente. Nel 2019 il Pescara arriva 4°, ma perde la Semifinale Playoff col Verona (0-0 al “Bentegodi”, 0-1 a Pescara): il tifo però non è quello di 3 anni fa.

Curiosità: -Momenti di tensione nel pregara del recentissimo Juve Stabia-Pescara del 29 ottobre 2019, quando un gruppo di tifosi abruzzesi è venuto a contatto con quelli delle Vespe all’esterno dello stadio. Le forze dell’ordine sono riuscite a tenere a bada la situazione evitando che gli scontri degenerassero. Un tifoso è rimasto leggermente ferito. In esame i vari filmati delle telecamere per risalire ai responsabili. -I “Pescara Rangers” chiamano a raccolta tutta la tifoseria per il 25 ottobre 2019, invitandola a partecipare in serata ad una riunione aperta a tutta la città. -Agguato di 50/70 ultras leccesi tutti incappucciati e travisati, muniti di torce e fumogeni, poco prima di Lecce-Pescara del 31 marzo 2019, ai tifosi pescaresi diretti al “Via del Mare”, sulla statale 613 Brindisi-Lecce all’altezza di Squinzano. Due tifosi del Pescara sono rimasti feriti, ricoverati in codice rosso all’ospedale di Lecce, dimessi con prognosi. Uno sarebbe rimasto colpito alla testa da una pietra, riportando un trauma cranico; l’altro sarebbe stato investito da un’auto durante i tafferugli. Altri son stati feriti in modo lieve. I teppisti avrebbero lanciato un fumogeno sotto una delle auto giunte dall’Abruzzo, che ha preso fuoco costringendo il conducente a fermarsi, bloccando così anche il pullman di tifosi abruzzesi, verso il quale son stati lanciati sassi ed è stato colpito con mazze che hanno provocato la rottura del parabrezza e il vetro del lato conducente. L’aggressione è avvenuta in risposta all’agguato a colpi di pietre e petardi che i pescaresi avevano riservato ai salentini dopo la partita dell’andata, il 5 novembre 2018, mentre i tifosi giallorossi si trovavano sulla via del ritorno, all’altezza di Francavilla a Mare. La risposta dei leccesi sarebbe stata violenta, sarebbero scesi dai mezzi e avrebbero lanciato torce, bruciando delle sterpaglie. Durante Pescara-Palermo del 3 aprile 2019 la Curva Nord è tornata sull’episodio, esponendo lo striscione “S.S.613: ma quale imboscata…è stata solo una bella chiacchierata”. -Tutti gli anni quando cade l’anniversario della sua morte, si ricorda con una coreografia Marco Mazza “Bubù”, a cui è intitolata la Nord. Il 20 gennaio 2019, per Pescara Cremonese, bella coreografia con cartoncini bianchi e azzurri a colorare la parte alta della curva e la scritta “Bubù” formata da stendardi ciascuno con una lettera, e un telone con un suo disegno al centro. In Pescara-Livorno del 16 gennaio 2016 cade il decennale della prematura scomparsa di Marco Mazza “Bubù”e per l’occasione la curva Nord si fa bella con una coreografia mozzafiato con fasce bianche e azzurre a coprire tutto il settore e al centro “Bubù nel cuore” e un bandierone copricurva raffigurante Marco Mazza, pronto a guidarli, esattamente come i ragazzi amano e vogliono ricordarlo, e, in cima al settore, lo striscione “Da quando ci hai lasciato nulla è più lo stesso ma continueremo a ricordarti in ogni pensiero e gesto, perché per noi tu sei…indimenticabile”. Esposti anche gli striscioni “La tua mentalità ci ha sempre guidato, onore a Bubù della Nord il grande capo!” e “Ti ricordiamo per com’eri, pensare che ancora vivi, che ancora ci ascolti e come allora ci guidi! Bubù vive”. Un male incurabile se l’è portato via in poco tempo, a 40 anni ancora da compiere, il 10 gennaio 2006. Una malattia che sapeva, o aveva certamente intuito, che lo avrebbe portato alla morte, affrontata con un carico di dignità propria solo di poche persone, di uomini veri. Ai suoi funerali, allo stadio, il 12 gennaio, erano presenti oltre 2000 persone, con delegazioni di tifoserie amiche e non: vicentini (oltre 30), messinesi, milanisti, ascolani, livornesi, genoani, sambenedettesi, ternani, tifoserie abruzzesi.  Il lunedì successivo la gara col Livorno, un comunicato dei “Pescara Rangers” annuncia la fine del gemellaggio coi ragazzi di Messina. Ad inizio gara era appeso un drappo giallorosso, a testimonianza della presenza, durante la gara però è stato tolto. Tantissimi gli attestati di stima, di affetto e gli striscioni a lui dedicati da numerose tifoserie italiane. -Il 26 novembre 2018 è scomparso a soli 52 anni Michele Cusanno, Michel per gli amici, pilastro della vecchia guardia, conosciuto e rispettato anche dai più giovani, molto considerato dagli ultras di un po’ tutta Italia, non un semplice uomo non un semplice ultras, lascia un vuoto enorme in curva. Da tempo stava combattendo col terribile male che un anno e mezzo fa si era abbattuto su Edoardo, il “mister”, suo inseparabile amico. Gli ultras del Torino gli hanno reso omaggio con lo striscione “Ciao Michel cuore granata”. -Poco dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova del 14 agosto 2018, che causò 43 vittime, all’ingresso della Curva Nord appare lo striscione “Vicini al dolore di Genova”. Per un alluvione che colpì Genova qualche anno fa, mostrarono in Nord il messaggio “Per ogni vittima innocente…con la forza della tua gente rialzati Genova Pescara è con te!”. -In Pescara-Ascoli del 12 maggio 2018, parte della tifoseria biancazzurra esprime il proprio disappunto nei confronti della società del presidente Sebastiani con la scritta, fuori dai Distinti, “Incassi milioni…a noi svincolati e bidoni”. -Un risultato davvero eccezionale, con oltre 2mila firme raccolte (su quasi 8mila presenze allo stadio) in occasione di Pescara-Cittadella dell’8 settembre 2017 dall’Associazione “Noi per la famiglia”, a supporto di Fabiola Bacci e Jonathan Sterlecchini, madre e fratello di Jennifer Sterlecchini, la ragazza di 26 anni uccisa a Pescara lo scorso 2 dicembre dall’ex fidanzato, nell’intento di abolire il rito abbreviato per i reati d’omicidio. La curva affigge alle vetrate della curva la scritta “Giustizia per Jennifer”. -Esposto lo striscione “Vicini alla gente di Ischia”, isola colpita dal terremoto il 21 agosto 2017, in Pescara-Foggia del 27 agosto successivo. -E’ scomparso il 27 luglio 2017 Edoardo Orsini, detto “Mister”, a 49 anni, anch’egli sconfitto da quel male che non perdona. Appassionato del Pescara e della Juve, amatissimo ultrà biancazzurro, da sempre presente in Nord, lascia un gran vuoto per la sua simpatia e disponibilità che emanava. Ricordato dagli ultras pescaresi nell’amichevole estiva con la Fidelis Andria (“Ciao Edo…già sai!”) e dai gemellati del Müenster (“Ciao Mister, Muenster non ti dimenticherà mai”) e del Wolfsburg (“Ciao Mister già sai!”). -Pesante contestazione durante il campionato di A 2016/17: gli ultras annunciarono che dal match Pescara-Genoa del 19 febbraio 2017 disertavano lo stadio “Adriatico-Cornacchia” e il loro settore riservato, fino alla fine del campionato, dicendo che lasciavano solo il Pescara con la sua vergogna, con il solo striscione “La vostra presenza…la nostra assenza!!!”, prendendo le distanze da tutti, dai dirigenti fino all’ultimo dei massaggiatori e che ci sarebbero stati solo in trasferta, per loro stessi, per la città e la maglia. -I ragazzi della Nord pescarese sabato 21 gennaio 2017 di prima mattina, si son dati appuntamento davanti allo stadio per andare ad aiutare le famiglie ancora bloccate dal terremoto e dalla neve, due eventi venuti quasi insieme che hanno messo a dura prova il CentroItalia, invitando tutti i pescaresi ad unirsi a loro. Un esempio di vicinanza e solidarietà concreta. I “Rangers”, in un comunicato, dicono che neve, esondazioni, terremoto e valanghe ci possono far cadere, ma nessuno può impedire di rialzarci, di ricominciare con più forza e voglia di prima. I ragazzi si sono messi in contatto coi sindaci di Atri e Manoppello dove hanno chiesto una mano per liberare case e strade dalla neve, senza tirarsi indietro. In curva, dopo il terremoto del 24 agosto 2016 che colpì Amatrice e altri paesi del reatino, in Pescara-Inter dell’11 settembre successivo si leggeva “Vicini alle popolazioni terremotate, rialziamoci insieme Pescara è con voi!”. I ragazzi della Nord si attivarono subito per la raccolta di generi di prima necessità. Allestiti punti di raccolta in città. -I Pescara Rangers sez. Silvi, nati nel 2002, con un comunicato ufficiale hanno annunciato il loro scioglimento: a partire da domenica 26 febbraio 2017 non sono stati più presenti come gruppo organizzato con pezza al seguito, tenendo a precisare che questa decisione non li allontana dalla curva e dagli amati colori. Era una sezione onnipresente, non saltava mai una partita, in casa e fuori, un gruppo tosto. Erano amici degli ultras dell’Iraklis Salonicco (Grecia). -In occasione di Pescara-Cagliari del 4 dicembre 2016 bella coreografia in Nord per festeggiare i 40 anni dei “Pescara Rangers”: bandierine biancazzurre, al primo anello formati con strisce gli anni “1976” e “2016”, al centro un telo con scritto “40” e sopra lo striscione “40 anni di ideali, valori e tradizioni tramandati per generazioni!!!”. -Tra gli ultras che purtroppo non ci sono più, sono da ricordare maggiormente anche: Stefano Paravia: uno dei maggiori esponenti dei Pescara Rangers, soprannominato “Il Guerriero”, venuto a mancare nel marzo 2004; Marco Casimirri: personaggio carismatico e protagonista della realtà ultras pescarese, trovato esanime nella sua abitazione di Pescara, a 32 anni, il 24 gennaio 2008; la domenica successiva, nel prepartita di Pescara-Juve Stabia, la Nord gli rende omaggio con una coreografia e lo striscione a 4 pezzi “Non ci sarà un minuto, un’ora, un giorno in cui non ti penseremo, ciao Casimiri”; Angelo Manzo: leader carismatico della curva pescarese, il principale fondatore dei “Pescara Rangers” capace di organizzare trasferte oceaniche come quelle di Bologna del ’77 (35.000 pescaresi al seguito) e del ’79, per festeggiare due promozioni in A, già agli inizi degli anni ’70 a capo del famoso “Club Excelsior”, frequentatissimo punto di riferimento; Domenico Rigante “Gemellone”: ucciso la sera del 1° maggio 2012 dopo un agguato infame di 6-7 nomadi, anche lui coi funerali allo stadio, presente tantissima gente, tantissime tifoserie amiche e nemiche; anche a lui ogni anno, quando cade l’anniversario, viene dedicata una coreografia; una è stata allestita per Pescara-Verona del 27 aprile 2019: cartoncini biancoazzurri, un copricurva al centro con gli occhi di Domenico che escono da un passamontagna, e sotto lo striscione “Il tuo sguardo la nostra forza”; assai bella anche quella del 2016 con gli striscioni “Dovunque guardo ci sei tu, ogni discorso sempre tu, ogni momento io ti sento sempre più”, “Domenico nel cuore” a centro curva e in alto “Il tuo nome è una bandiera di quelle che il vento non può lacerare, il tuo ricordo ci spinge a lottare, il tuo coraggio non si può scordare”; tutti gli anni va in scena un Memorial in suo onore; Sergio De Renzis: compianto ragazzo scomparso nell’86, importante figura dei “Rangers”, è anche grazie a lui se il “Pescara Rangers” non è sparito definitivamente, dopo la drammatica, scioccante retrocessione del 1982, e il precedente abbandono della prima generazione fondatrice; Ciro: ex leader dei “Rangers”, conosciuto esponente di rilievo scomparso anni fa, figura indimenticata a Pescara; Luca: ragazzo scomparso alcuni anni fa durante una trasferta, a cui rivolsero striscioni come “Quella curva ti ha preso la vita, questa curva ti piange unita”. -Durante il prepartita di Fiorentina-Pescara dell’1 febbraio 2004, un tifoso pescarese di 24 anni viene ripetutamente colpito al volto a colpi di manganello da un poliziotto. A seguito di queste percosse il giovane inizia un lungo calvario per non perdere completamente l’uso di un occhio. La tifoseria pescarese, in segno di protesta per l’accaduto, per la colpevole reticenza dei mass-media a divulgare la notizia e per solidarietà al tifoso, organizza striscioni, comunicati e manifestazioni di dissenso. A Maurizio all’ospedale di Careggi gli venne diagnosticata nell’immediato una ferita lacero contusa sopraccigliare con trauma perforante del bulbo, presenza di frammenti di vetro, distacco della retina e distacco di coroide emorragico. In poche parole l’occhio era quasi perso. Il ragazzo nel marzo 2004 viene operato. Un’operazione molto complessa che ridà miracolosamente la vista all’occhio del ragazzo. Ora non vede come gli altri, ma comunque ci vede, e nel 2008 il poliziotto che l’aveva colpito è stato condannato. -Sempre esposte le pezze “Domenico vive”, “Bubù”, “Marcolino vive”, “Umma vive”. -Tra gli striscioni da ricordare del passato: “Tutte le cose dritte mentono…ogni verità è curva”, “Se i conigli avessero le ali il cielo sarebbe dei laziali” (anni ’90), “Per la maglia per la città…vieni a cantare in mezzo agli ultrà” (appeso a un ponte cittadino nell’estate 2018), “La divisa è una scusa odiamo chi ne abusa” (esposto ai cancelli della Nord tempo fa).

I più importanti gruppi scomparsi: –Bad Boys: nascono nell’85 in occasione della trasferta di Campobasso. Quattro i fondatori, provenienti tutti dal quartiere Rancitelli, già con esperienza di curva alle spalle, nelle file di altri gruppi. L’iniziale dicitura era solo “Boys”, con tanto di striscione, ma fu rivista l’anno dopo perché usata da troppe tifoserie, così, nel 1986, col primo Pescara di Galeone, comparve in Nord lo striscione “Bad Boys”, in seguito “Bad Boys Pescara”, coi caratteri che li hanno resi famosi per la loro originalità e singolarità. L’età media era di 24-25 anni. Presenza del gruppo ovunque e originalità del materiale, contribuirono a farli apprezzare un po’ a tutti, facendo sì che le loro fila si allargassero a macchia d’olio, comprendendo ragazzi di tutte le zone cittadine. Quando, nel ’98, la Nord subisce un radicale cambiamento, con la fusione di tutti i gruppi nei Pescara Rangers, i Bad Boys, avendo costituito ormai un solido gruppo, grande e affermato, decidono di continuare da soli l’avventura, prendendo posto nell’anello superiore della curva. Nel maggio 2004, non riconoscendosi più negli ultras contemporanei, ma soprattutto, per mancanza di un discreto ricambio generazionale, si sciolgono dopo 19 anni di intensa attività. –Cherokee: storico gruppo, dichiaratamente destroide, fondato nel settembre ’87, poi confluito nei Pescara Rangers nel ’98, caratterizzato dalla marcata e costante mentalità Ultras, protagonista dei principali fatti di cronaca “nera” della Pescara sportiva, con scontri cruenti sia in casa che fuori; non era numeroso, ma presente ovunque e temuto in tutta Italia. All’inizio degli anni 90 i Cherokee avevano il 93% del gruppo diffidato da uno a tre anni. Sempre alquanto vivaci: nell’85/86, quando ancora non avevano un nome, i componenti del direttivo andarono a Catania e Palermo, dove per poco non perdono lo striscione, in autostop, correndo non pochi rischi. –Park Kaos: nascono nel 1987, gruppo valido, che si è fatto rispettare, tra l’altro il loro striscione fu l’unico che riuscì a entrare allo stadio, dopo gli scontri avvenuti alla stazione di San Severo, prima di Foggia-Pescara, nella stagione 1990/91. –Fedelissimi: primo gruppo organizzato del tifo a Pescara, nascono nel 1971. La loro presenza nei distinti, costante negli anni ’70, fa da “chioccia” ai giovani Rangers nel loro primo anno di vita. Poi, nella stagione 1977/78, passeranno in curva Nord, in concomitanza dei lavori dello stadio “Adriatico”. Striscione ritirato alla fine degli anni ’90, ma nel 2003, in uno stabilimento balneare, rinasce il progetto “Fedelissimi” per volontà dei capi storici che fondarono il gruppo. L’anno dopo, nella parte Sud del settore distinti, i “vecchi”, con alcuni giovani provenienti dalla Nord ed alcuni ex- Bad Boys, ridanno vita allo storico gruppo. L’esperienza termina gradualmente, soprattutto con le restrizioni sull’esposizione degli striscioni e la repressione ultras, che si manifestano col Decreto Pisanu nel 2007. –Alcool Group: nascono nel 1986 come “Alcool Group” e l’anno seguente diventano “Sconvolts” (sezione Alcool Group) in curva Nord. –Commandos:  gruppo storico che affonda le proprie radici negli anni ’70, il primo striscione era “Pescara Commandos”, poi solo “Commandos”, che ha fatto la sua presenza in curva fino a non molto tempo fa, anche se il gruppo era ormai sciolto. –Tritati: gruppo storico dei primi anni ’90, nato da una cerchia di amici. Da primo si chiamavano “Gruppo Tritati”, poi il nome viene abbreviato in “Tritati”. La loro prima sciarpa, con il lato B con scritto “Lazio merda”, è una rarità da collezione. –Ultras: altro gruppo storico del tifo pescarese, nascono nella stagione 1978/79. Mitico il vecchio striscione con la stella a 5 punte bianca, bordata di rosso. In un Pescara-Juve del 1980 fu coperto da una bandiera tricolore il teschio in uno striscione “Ultras”, poiché erano vietati dopo la tragedia a Paparelli del 28 ottobre 1979. Fianco a fianco coi Rangers in curva Nord, gruppo in cui confluiranno. –Uragano Club: nasce nella stagione 1976-77 sulla scia dell’entusiasmo che presagiva la prima promozione storica in A, da ragazzi non violenti che, non trovando spazio nel grande gruppo “Pescara Rangers”, voleva far sentire il proprio affetto alla squadra cercando di coinvolgere il resto dello stadio, che forse aveva bisogno di un gruppo in curva Sud. La confezione dello striscione, lungo 52 metri (!), da parte di 4 ragazzi all’epoca 17enni, richiese un lungo e duro lavoro artigianale. La scelta della Curva Sud venne dettata sia dalle dimensioni dello striscione, sia dalle possibilità economiche dei ragazzi. –Bronx Pescara: nascono nella primavera dell’87 in occasione di un Pescara-Cesena, ma hanno vita breve, sciogliendosi durante la stagione 1988-89. Erano direttamente gemellati con Vigilantes Vicenza, Fossa dei Leoni e Brigate Rossonere Milan, Ultras Livorno, Gioventù Giallorossa Messina, Commando Ultrà Curva Nord Lecce e Forever Ultras Bologna. –Ultras Pescara: nati nell’agosto ’96, è composto dalla vecchia guardia del tifo biancazzurro e da forze fresche di recente reclutamento. –Orgia Totale, –Fossa

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