Riprenderà domani il lavoro degli azzurri in vista del prossimo impegno di campionato, quello in programma sabato 14 alle ore 15 allo stadio Castellani contro il Mantova. Una gara che, arrivati a questo punto della stagione, assume inevitabilmente i contorni della partita campale per il cammino dell’Empoli. Purtroppo lo è in termini che, soltanto qualche settimana fa, non avremmo pensato di raccontare: la sfida servirà infatti per provare a tirarsi fuori da una zona di classifica che oggi rende la stagione azzurra complicata e per certi versi anche drammatica. Oggi la squadra beneficerà di una giornata di riposo e, senza volerci dilungare troppo im questo pezzo, è facile immaginare che proprio in queste ore possano essere fatte alcune valutazioni anche sulla posizione del tecnico Alessio Dionisi. La sensazione, però, è che l’allenatore possa rimanere in sella almeno fino alla gara di sabato, che di fatto diventa decisiva anche per lui. Tutto questo perché l’Empoli arriva purtroppo da un’altra sconfitta. Una sconfitta che, a differenza di quella di Bari, lascia dietro di sé molti più dubbi e mette la squadra in una posizione difficilmente difendibile. Anche in questo caso non mancano i rammarichi, anzi forse aumentano. L’approccio degli azzurri alla gara di Catanzaro era stato infatti molto positivo. Su un campo difficile, contro una squadra che sta meglio e che in casa aveva perso una sola volta, l’Empoli si era ritrovato dopo appena quindici minuti in vantaggio di due gol. Un capitale che una squadra con qualità tecniche, tattiche e mentali non dovrebbe mai dilapidare. E invece il finale di quella partita racconta altro: la rimonta del Catanzaro, che si impone per 3-2. Una squadra, quella giallorossa, che ha dato una vera e propria lezione sotto diversi aspetti, ma soprattutto sotto quello mentale. Dal momento in cui si è trovata sotto di due gol, il Catanzaro ha giocato con il coltello tra i denti, con una determinazione che purtroppo all’Empoli si vede troppo raramente. Ieri, di fatto, non si è vista. Proprio l’atteggiamento con cui la squadra ha gestito il doppio vantaggio è ciò che ha convinto meno e che alimenta le preoccupazioni in vista del finale di stagione. Come abbiamo già avuto modo di dire, e come abbiamo chiesto anche allo stesso Dionisi prima della partenza per Catanzaro, la domanda che inizia a farsi strada è se questa squadra abbia davvero la forza mentale per calarsi nella realtà del campionato che oggi si trova ad affrontare. Un campionato nel quale non basteranno la giocata di qualità o la presenza in rosa di alcuni giocatori che, sulla carta, possono essere superiori agli avversari. Servirà molto di più. E sappiamo bene quanto possa essere complicato per una squadra non costruita per questo tipo di lotta adattarsi improvvisamente a una battaglia per la salvezza. Perché questo Empoli, che piaccia o meno, e lo ribadiamo con convinzione, non è stato costruito per salvarsi all’ultima giornata. Era stato pensato per fare un altro tipo di campionato. Anche la scelta di Dionisi va in questa direzione: al di là della parentesi non fortunata a Palermo nella passata stagione, l’ex tecnico del Sassuolo è sempre stato considerato uno degli allenatori di riferimento per la Serie B, uno di quelli che si scelgono per proporre un certo tipo di calcio e per puntare a un determinato tipo di stagione. Non è un allenatore che prendi per impostare una squadra basata esclusivamente su uno shock mentale o su un calcio sporco, rude, da battaglia continua. Cose che oggi l’Empoli dovrebbe avere ma non dimostra di possedere.

Nella ripresa di Catanzaro si è visto un vero e proprio blackout. È chiaro che i due cambi effettuati all’intervallo abbiano avuto un peso: Elia ha chiesto il cambio per un problema fisico, mentre Yepes era condizionato da un cartellino giallo che stava iniziando a limitarne la prestazione. Tuttavia non è accettabile un crollo così netto anche da parte di chi era già in campo nel primo tempo. Semplicemente si è spenta la luce. E l’Empoli è andato a subire tre gol che già dal vivo apparivano difficili da spiegare. Il primo e il terzo in particolare, ma anche rivedendoli successivamente, lasciano pensare che forse questa squadra non abbia nemmeno tutte quelle qualità, anche tecniche, che spesso — e noi per primi — abbiamo ritenuto potesse avere. Roba imbarazzante. I dubbi sono molti e la preoccupazione adesso diventa davvero alta. La classifica vede diverse squadre racchiuse in pochi punti nella zona bassa, ma al di là di questo adesso non c’è più spazio per errori. Anche perché dietro le altre stanno iniziando a correre e a fare risultati. Alla prossima ci sarà proprio uno scontro diretto contro il Mantova, che in questo momento rappresenta una vera linea di confine tra la salvezza e uno scenario ben più complicato. Una partita che dirà molto su quale potrà essere il finale di stagione dell’Empoli. Anche le parole pronunciate dallo stesso Dionisi al termine della gara sembrano purtroppo andare nella direzione che stiamo raccontando. Il tecnico ha parlato apertamente di una mentalità che manca, di una squadra che nei momenti chiave non riesce a mantenere lucidità e solidità. Ed è proprio questo aspetto che oggi preoccupa maggiormente. Una mentalità che, evidentemente, questo allenatore non è riuscito a imprimere fino in fondo a questo gruppo. Dionisi resta un tecnico con qualità e con un percorso importante alle spalle — non possiamo e non dobbiamo dimenticare il campionato vinto nel 2021 — ma è altrettanto evidente che questa squadra, in questo momento, sembra avere bisogno di qualcosa di diverso. Ed è qui che si entra in una spirale molto delicata, nella quale spetta inevitabilmente alla società (che ieri ha parlato nella persona del DS) fare le proprie valutazioni e prendere eventuali decisioni. Anche perché la narrazione degli ultimi mesi racconta di un percorso particolare: prima l’esonero di Guido Pagliuca, tecnico con caratteristiche caratteriali e gestionali molto diverse rispetto a quelle di Alessio Dionisi, e poi la scelta di affidarsi proprio all’ex allenatore del Sassuolo. Due metodi quasi opposti, due modi diversi di interpretare il ruolo dell’allenatore. Eppure, al momento, né l’uno né l’altro sembrano essere riusciti a portare dentro questo gruppo di giocatori ciò che davvero serve: quel qualcosa in più che vada oltre la singola giocata, oltre la qualità individuale. Qualità che, a questo punto, forse non è nemmeno così presente come avevamo immaginato o sperato. Ma anche qualora ci fosse, è ormai evidente che da sola non basta più.

La sconfitta di ieri fa davvero male. Fa male anche perché all’intervallo, con l’Empoli avanti di due gol, probabilmente in molti avrebbero scommesso una cifra importante sul fatto che la squadra sarebbe riuscita a portare a casa la partita. Ed invece il secondo tempo ha raccontato tutt’altro: una squadra che si è smarrita, che non è riuscita a giocare, che non ha mostrato quell’attitudine necessaria per calarsi in una gara di quel tipo. Certo, anche la sfortuna ha avuto il suo peso. Il palo colpito da Saporiti, che avrebbe potuto portare addirittura sul 3-0, è un episodio che avrebbe potuto cambiare completamente la storia della partita. Ma sarebbe stato comunque un episodio, e non può bastare a spiegare quello che è successo nella ripresa. Per questo l’amarezza al fischio finale è stata enorme. Un’amarezza che si percepisce chiaramente anche leggendo i commenti e i messaggi che arrivano attraverso i social o direttamente alla nostra redazione. Messaggi spesso pieni di rabbia, perché fa male vedere l’Empoli in questa situazione. Fa male vedere l’Empoli così vicino alla zona della Serie C, una condizione che il club non viveva dalla stagione 2011-2012. Quella stagione si concluse poi con lo storico playout vinto in maniera rocambolesca contro il Vicenza, ma chi ricorda bene quell’annata sa quanto fosse stata complicata e quanto quella salvezza arrivò davvero sul filo. Anche allora si trattava di una squadra che non era stata costruita per quel tipo di campionato. Poi però la stagione prese una piega difficile: problemi, scelte sbagliate, errori che si sommarono uno dopo l’altro, fino ad arrivare a quell’appendice finale nella quale si riuscì a salvare il salvabile. Una situazione che l’Empoli dovrebbe assolutamente evitare di rivivere. Senza nemmeno voler prendere in considerazione scenari ancora peggiori. Eppure, nonostante tutto, vogliamo provare a mantenere una certa dose di ottimismo. Le partite da giocare sono ancora diverse, i punti a disposizione sono tanti e resta la speranza che possa arrivare quel colpo di coda capace di cambiare l’inerzia di questa stagione. Una stagione che difficilmente finirà negli annali per motivi positivi, ma che potrebbe almeno permettere all’Empoli di restare in questo nobile campionato che è la Serie B e ripartire il prossimo anno — poi si vedrà come e con chi. Perché sarebbe davvero sportivamente drammatico se, a trent’anni esatti di distanza, l’Empoli dovesse tornare a scendere nella terza serie. Uno scenario che aprirebbe riflessioni molto più ampie e che oggi preferiamo non immaginare. Guardando rapidamente alle prestazioni dei singoli c’è sicuramente un elemento che spicca su tutti e che porta il nome di Salvatore Elia. In quel primo tempo che ha giocato, oltre a segnare un gol lampo dopo  28”, non lo prendevano mai; un marziano. Ma in quel primo tempo sono state tutte prestazioni incoraggianti, chi più chi meno. Purtroppo c’è stata una discesa libera da parte di molti nella ripresa, citando su tutti Ceesay, Curto e Guarino. Chi è entrato dalla panchina non ha dato assolutamente niente, anzi ci sono elementi che al momento fanno un enorme fatica. Dionisi, al netto delle assenze e dei cambi forzati (come già spiegato) all’intervallo, ha sicuramente le sue responsabilità. Ci ripetiamo in maniera fastidiosa ma se una squadra ha tutte queste problematiche mentali, come lui stesso ammette, una responsabilità ce l’ha indubbiamente anche il tecnico. In questo momento è difficile dire se la soluzione più giusta possa essere quella di cambiare per la seconda volta allenatore, se però dovesse essere ancora lui a guidare la squadra serve una “rottura” anche da parte sua perché il metodo attuale, oggettivamente, ad oggi non funziona.

Articolo precedenteGalleria Serie B 2025/26 | Catanzaro – Empoli
Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

22 Commenti

  1. Basta!!!!!…….il presidente,se lo è ancora, deve metterci la faccia!!!!. Ci venga a dire come stanno le cose e cosa si vuol fare di questo Empoli.
    Dopo tanti anni di gloria,lo vogliamo portare al fallimento??!!.
    C’è lo vengano a dire!!!. Grazie.

  2. Quanto ancora si deve nascondere l’evidenza? …. quanto tempo dobbiamo ancora concedere? la strada è ormai irreversibile…. e lo si è visto chiaramente a Catanzaro….. ho un serio dubbio che si voglia veramente arrivare a un certo risultato…. il lassismo e gli applausi ci hanno portato a questo punto….

  3. Squadra con la coperta troppo corta; provi a attaccare e ti scopri dietro, provi ad abbassarti e ti schiacciano.

  4. Dalla Treccani online: «Vergogna: fatto, comportamento o persona che è causa di discredito o che merita condanna e riprovazione». Gli esempi riportati sono: «È una vergogna quello che hai fatto»; «Che vergogna questa sporcizia per le strade!».
    Un ulteriore esempio — «È una vera vergogna questo Empoli F.C.» — naturalmente non compare. Ma, di questo passo, non è escluso che prima o poi possa essere preso in considerazione dagli illustri accademici dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, dopo l’ennesima dimostrazione di ciò che la parola descrive.
    Perché ieri è stata una vergogna perdere una partita dopo essere stati in doppio vantaggio.
    È stata una vergogna subire tre gol in diciassette minuti contro il Real Catanzaro.
    È una vergogna continuare a insistere su un’inutile e dannosa difesa a tre, ostinandosi in un modulo che continua a dimostrarsi fallimentare.
    È una vergogna vedere questi giocatori indossare la nostra maglia mentre calpestano la nostra passione.
    È stata una vergogna la dichiarazione post-partita del duo Stefanelli–Dionisi.
    È una vergogna la totale assenza della società e la sua indifferenza.
    È una vergogna che Dionisi continui serenamente a passeggiare per Empoli senza che sia stata presa alcuna decisione.
    È una vergogna la miscela di tracotanza, saccenza e servilismo che caratterizza una parte della carta stampata.
    È una vergogna, infine, la classifica.

    P.S. Sempre secondo la Treccani, al plurale le vergogne indica le parti genitali.
    Di sicuro quelle sembrano mancare: ai giocatori, al nostro allenatore, a chi dirige da Monteboro e, in fondo, anche a noi tifosi, che nonostante tutto applaudiamo sempre a fine partita.
    La lingua italiana resta meravigliosa, soprattutto per la precisione con cui sa descrivere certe situazioni.

  5. Questo perchè manca un centrocampo di spessore, equilibrato, che possa sia proteggere la difesa che sostenere l’attacco. Ma Dionisi insiste a schierarlo solamente a 2, andando continuamente in inferiorità numerica nel mezzo.

    • Nello i gol li prendi dentro l’aria non sono d’accordo , manca un leader centrale il tuo discorso ci vorrebbe una squadra super per fare la difesa a 3 con Guarino….
      dammi retta a 4 il quinto posto era garantito non te lo toglieva nessuno , e mala che vada avevi 37/38 punti… e comunque lavoravi per il futuro …

  6. Secondo me due cose bisogna togliersi da testa.
    Non abbiamo una rosa MIGLIORE delle altre e continuare a scriverlo e dirlo in conferenza non serve. è una rosa mediocre, con qualche giocatore di categoria e niente più.
    Abbiamo raccolto MOLTO più del dovuto nel girone di andata, dove la squadra comunque non aveva MAI convinto. Neanche nella roboante vittoria col Bari, dove avevamo rischiato di prendere diversi gol.
    Tutti continuano a dare colpe ai vari mister. Sicuramente entrambi ne hanno avuto, ma sono 2 persone completamente diverse ed entrambe non hanno tirato fuori nulla da questi giocatori. Ne schemi di gioco, ne soprattutto CARATTERE. Ed in Serie B il carattere vale l’80% delle partite. Basta vedere tutte le squadre di bassa classifica. I loro tifosi sono orgogliosi, perchè vedono una squadra che ci prova in tutte le maniere, andando oltre i propri limiti tecnici.
    Perchè i tifosi invece quest’anno sono inferociti? Perchè non rispecchiano i valori visti negli ultimi 30 anni in campo. Vedono dei semi-zombie in campo che riescono a stare concentrati al massimo 30/45 min tutte le partite, per poi sparire. Quindi quello che si percepisce è disinteresse, poco attaccamento alla maglia. Tutti a ruotare, ma proprio tutti nella rosa è come se “sparissero” per intere frazioni delle partite.
    Il problema quindi è molto grave. Non possiamo continuare a limitarlo a “via Dionisi e si risolve tutto” perchè questo errore lo avete già fatto con Pagliuca. Io non capisco come in società non abbiano capito a gennaio del buco che avevano creato e non hanno minimamente capito il pericolo, che solo in pochissimi anche in questo blog avevano notato.
    Un ritiro per me è il minimo che dovrebbe esserci in questa settimana. Non tanto per “punire” giocatori e staff, ma per unirli di più in vista delle 3 partite decisive della stagione per me. Per legare ancor di più questi giocatori che sembrano non essere per nulla un gruppo.
    Fischiare si potrà fischiare, ma non mi sembrano proprio le persone che tirerebbero fuori l’orgoglio, quanto più si impaurirebbero, come già stanno facendo.

    Restiamo tutti uniti, tanto noi tifosi non possiamo cambiare testa ai giocatori, e non è il semplice cambio di allenatore che farebbe la differenza. Se poi in questi giorni cambierà, non ci deve interessare. L’unica cosa che conta è l’Empoli. Tifiamo come non mai nelle prossime 3 e trasmettiamo l’importanza della posta in palio.

    • Non si può cambiare la testa ai giocatori ok ma al Beatoamato si , si vuole fuori Dionisi Stop, si vuole aria nuova questa e marcia ok…
      Oltre tutto lo ripeto anche salvandosi con Dionisi e palese che non ci puoi fare un progetto e scarso e non sa leggere le partite lo dico già dall’anno che si saliva e tutti disperati perché voleva andarsene ero il più contento e il tempo mi ha dato ragione , e come in pochi si dice e meno male si levo dai coglioni lui stesso!

  7. Nemmeno Lovato riesce ad essere un Leader si e visto , questi ragazzi non possono guidare una difesa , ora non so Romagnoli in che stato e ma ci voleva un difensore di posizione che chiudesse tutte le magagne , magari in coppia con Lovato …
    E triste dirlo ma con un centrale e Mahle avevi risolto e Magnino andavano bene …
    peccato perché anche con un mister che dava del carattere avresti comunque portato minimo i play off da quinta in classifica…

  8. Intendo l’imbarazzo che hanno i ragazzi nel difendere , senza ne capo e me coda , impauriti e senza un minimo di conoscenza , troppo grande la responsabilità …
    vi ricordate il Nonno gli fu preso Maietta …
    e Gabriel… Brighi e Rodriguez…
    tutti utili alla causa….
    Non dico si poteva calcare la solita stagione ma certo non rischiare la serie C…

  9. La Samp pensa all’ennesimo cambio in panchina, noi cosa si aspetta? la partita con il Mantova è una finale da vincere in tutte le maniere e Dionisi non è in grado di poterci portare a questo obiettivo…. va mandato via subito!!!!

  10. Non fasciamoci il capo oltre il dovuto, però. Abbiamo pursempre un punto di vantaggio e tanti scontri diretti. Davanti le nostre punte fanno sempre gol. E’ dietro che bisogna inventarsi qualcosa di nuovo. Tipo Romagnoli insieme a Lovato.

    Shpendi 10 gol
    Popov 5
    Nasti 4
    Ceesay 3
    Pellegri 3
    Elia 2
    Saporiti 1
    Ilie 1

    Siamo invece la diciottesima difesa e non è accettabile!

  11. Non hanno capito che se anche vinci col Mantova con questo le 2 dopo rischi di cascare nei soliti errori non sarà una vittoria a cambiare , ma l’atteggiamento di come ti disponi in campo …
    l’impegno per me c’è manca lo stare in campo , noi ci basta levare la spocchia …
    del mister che dice non c’è tempo per passare a 4 ma scherza , lo hanno giocato tutti una settima e lo fai non puoi sempre aggredire i primi 20 minuti bisogna guardare per i 95 ,e nelle 3 partite quasi 300 in una settimana.

  12. Fulignati; Carboni, Guarino, Curto; Moruzzi (dal 27’st. Ceesay), Ignacchiti, Belardinelli, Ebuehi (1’st. Elia), Ilie (dal 40’st. Busiello); Shpendi, Popov (dal 40’st. Yepes). A disposizione: Perisan, Versari, Indragoli, Moray, Bembnista, Baralla, Asmussen, Pasalic, Zanaga, Orlandi. Allenatore: Guido Pagliuca.

    questa era la formazione dell Empoli il 15 agosto contro la Reggiana in Coppa Italia.

    cosa dimostra ? che avevamo una rosa incompleta, completamente in ritardo sul tabellino di marcia.

    ecco da qui, da quella continua inefficacia della società nel preparare una stagione ai primi di luglio, ma aspettare il gong del mercato.. queste sono le ragioni del fallimento..

    purtroppo negli ultimi anni é sempre stato cosi…

    io mi ricordo che quando la società Empoli aveva le idee chiare, nei primi 10 giorni di lavoro la squadra era praticamente pronta.. CAPUTO , DONNARUMMA, BENNACER, Castagnetti.. altro che arrivare a fine mercato per prendere i bidoni altrui

  13. Che pena sta diventando anche questo sito. PE non riesce mai a dire chiaramente alcune cose come stanno né a fare un editoriale di critica seria. Si parla sempre di prossima partita, di mentalità, di spirito. Tutta fuffa per girare attorno al problema, come la stampa locale fa da anni. Siamo davvero a un livello basso basso… per non parlare dei nostri ultras da divano… applaudono sempre e comunque, mai qualche coro contro società e squadra, rispetto a 15/20 anni fa siamo davvero allo sbando totale anche come tifosi organizzati. Mi raccomando pensiamo alla prossima gara

  14. E pensa si dava la colpa a Pagliuca …
    non so fortuna o no,ma stava comunque facendo punti con la media per arrivare 5°…
    e con diversi infortunati …
    Dionisi ha rovinato prima Pellegri ora Elia…
    e comunque la difesa e persino peggiorata …co si ricorda solo del 4-0 contro il Pescara…

  15. Erano tutti d’accordo a fare fuori Pagliuca come se era il male principale di tutti i mali…
    Tutti d’accordo Tifosi, dirigenza, e giornalisti … e ora non vogliono ammettere che i gufi ci capiscono di più …
    ma certo tenetevi l’orgoglio per la serie C…
    e comunque vada e comunque un fallimento totale … e peggio ancora sarà ripartite con Dionisi il peggior allenatore degli ultimi 25 anni!
    viva i gufi che vogliono bene alla città e ai colori!
    meno lecchini più palle!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here