Leggo in alcuni commenti una certa irritazione da parte di alcuni tifosi per la situazione della prima squadra. Qualcuno pensa alla Serie A e altri, i pessimisti, vedono in questa Stagione 2025/26 solo una Stagione di transizione: il prossimo anno lotteremo per la promozione, diretta s’intende. Ma sono questi gli obiettivi della Società? E poi l’Empoli è anche Settore Giovanile. Questo interessa meno al tifoso, eppure qualche riflessione va fatta su quello che negli anni è sempre stato un importante serbatoio di risorse umane e finanziarie per la Società. E poi c’è lo Stadio, una faccenda che dura da oltre 10 anni e che al momento è caduta nel silenzio. Insomma, dove va l’Empoli FC? Partiamo da quello che è oggi.
La prima squadra. Il miracolo-Corsi che sta tenendo la squadra da trent’anni tra Serie B e Serie A, con ben 17 Campionato disputati nella massima serie, ormai è annoverato come ordinaria amministarzione. La Serie A è quanto ci compete..e per ora accontentiamoci della Serie B ma con uno sguardo sempre verso l’alto mi raccomando. Ma che è successo al tifoso empolese? Sarà perché chi scrive di Campionati ne ha visti oltre una sessantina, metà dei quali in Serie C con qualche salto in basso, in Serie D…sarà che quando da piccolo facevo le figurine pensare che un giorno la mia squadra del cuore sarebbe arrivata in Serie A era qualcosa che andava oltre il sogno di chi, con me e come me giovane tifoso azzurro, da bambino e poi adolescente giocava al calcio tra i sassi dei “Giardini” e scambiava le figurine di giocatori e squadre irraggiungibili. Sarà che per chi è stato sui campi della Cuiopelli o del Rapallo o della Maceratese o del Poggibonsi a vedere sfide che valevano (allora) i due punti….pensare che un giorno ci saremmo seduti sullle tribune di San Siro per una partita di Serie A è qualcosa che dà ancora un’emozione indescrivibile. Era qualcosa che andava oltre il sogno. Sarà quello che volete, e sarò pure retorico, ma dimenticarsi il passato o, peggio, far finta che non sia esistito, non rende giustizia al presente e ce ne distorce il valore. Quello che Fabrizio Corsi ha fatto per l’Empoli credo che sia un unicum nel panorama calcistico non solo italiano. E’ stato bravo a raccogliere con umiltà l’eredità di competenze e conoscenze di un grande come Silvano Bini e a innovarla, a saperla leggere e tradurre negli anni ’90 e poi a saperla traghettare fino ad oggi. Ha garantito all’Empoli sportiva ed ai suoi tifosi si stare per tanti anni nel salotto bono del calcio che conta, per 17 volte nel massimo Campionato, una volta addiruttura in Europa. Tutto bene dunque? No perché qualche problema c’è. Quello che mi sento di imputare all’Empoli di oggi è l’aver smarrito la sua identità e di aver voluto recidere le sue radici troppo in fretta, inseguendo una “modernità” che non appartiene alla sua storia e al suo DNA. Cambiare logo, cambiare inno, ammiccare non troppo velatamente al blu quasi dimenticando l’azzurro, perdere alcune figure che ne avevano fatto la fortuna (anche economica) e contribuito a diffonderne un’immagine positiva (una immagine fatta di contenuti e valori non di esteriorità), sono fatti che abbiamo visto nel corso degli ultimi dieci anni progredire con troppa fretta, perdendo per strada pezzi di sè. Sfilacciato il rapporto con i tifosi (da quanti anni non viene più fatta la presentazione della squadra? da quanti anni giocatori e Dirigenti non incontrano i tifosi?), passato quasi in sordina il centenario (e, per, carità, non diamo la colpa al Covid…non ditelo a chi, per un anno, ha prodotto 100 articoli di storia, interviste, racconti..), molto si si è investito sull’apparire e meno sull’essere, anni fa sono arrivati (poi per fortuna se ne sono andati) in Società personaggi che niente avevano a che vedere con la storia e il modo di essere dell’Empoli FC, sul Settore Giovanile sono stati commessi errori nella gestione e nella programmazione che poi nel tempo hanno lasciato il segno. C’è stato un percorso parallelo tra l’aspetto prettamente calcistico e quello extra campo: nel primo la Società ha tenuto botta riuscendo a mantenere alto il livello, nella cose fuori dal campo si è perso qualcosa.
A proposito di Settore Giovanile abbiamo un vivaio interessante, una Primavera destinata a fare da protagonista e le altre squadre che marciano nei pieni alti delle rispettive classifiche. Ma il problema, ad Empoli, non è mai stato quello di vincere ma quello di “fare giocatori”. E la domanda che oggi dobbiamo farci è: ci sono nelle squadre i Montella, i Rugani, gli Asllani, i Baldanzi, solo per citarne alcuni? Non sono in grado di rispondere ma la vendita o il prestito a gennaio di quest’anno di qualche giovane giocatore lascia più di una perplessità, anche se non è una novità se ripenso che negli ultimi 10-12 anni sono stati ceduti (anche nel mercato di gennaio) giocatori tipo Rugani, Kabashi, Lipari, Fontanarosa… Mi piacerebbe sapere (e lo chiederemo) quale è l’organizzazione dello scouting, come si acquistano i giocatori, il peso che anche qui hanno i procuratori, il ruolo delle famiglie molte delle quali pensano di avere in casa i Ronaldo o Messi. Il Comune ha approvato (secondo me giustamente, lo dico chiaramente!) una variante che amplia campi da gioco e servizi a Monteboro. Questo fa pensare che la Società, nel solco della sua tradizione, continua a credere e ad investire nei giovani. Fa piacere ma forse non basta. L’impegno e la professionalità di chi nel Settore Giovanile opera e lavora sono fuori discussione ma purtroppo l’Italia è un Paese per vecchi anche nel calcio e questo non aiuta certo il lavoro. Sicuramente il lavoro di chi scopre i giocatori sui campi aiuta me va dettio che la concorrenza oggi è spietata: a 12 anni ci sono già i procuratori e alcune Società sborsano cifre assurde per comprare ragzzi anche a 14 anni o meno, molti dei quali poi si rivelano bidoni. Cosa c’è dietro a tutto questo??
In ultimo lo Stadio. Non dico che siamo alle barzellette perché sarebbe irriguardoso per chi su questo “tema” ha investito tempo e dedizione, impegno. Ma sinceramente, dopo oltre 10 anni, ci aspettavamo qualcosa di più dei soliti discorsi, delle solite giustificazione burocratiche, dei silenzi, e del cerino che passa da una mano all’altra per paura che qualcuno rimanga bruciato. Ad oggi tutto tace. Si parla sottotraccia di 2026 per il Bando di Project Financing e poi settembre inizio lavori. Attendiamo con fiducia ma per favore lasciateci tutte le nostre perplessità. E qualcuno parli e ci dica come stanno le cose, per favore!
Riassunto. Quando si parla di Empoli FC il riferimento e gli argomenti sono sulla prima squadra. Giusto? No, perchè l’Empoli calcio non è solo la squadra di Serie B anche se questa è quella su cui si riversa l’attenzione. Credo che da parte di chi ha a cuore la squadra e la Società (tifosi, stampa, politica, imprenditoria) ci debba essere più consapevolezza di quella che è la situazione, di quello che l’Empoli è, di dove è, dei mezzi economici di cui dispone. Pretendere la squadra in Serie A o che debba lottare sempre per la Serie A è non leggere o non voler leggere la realtà. Se al giugno 2025 l’Empoli ha chiuso con un passivo di oltre 300.000,00 euro, pur a fronte di ricavi da vendite di giocatori di 23 millioni, qualcosa vorrà pur dire. Se l’Empoli fa un mercato al risparmio è perché non vuole spendere o perché non può? Molti lamentano mercato povero da parte della Società. Ma a qualcuno non viene il dubbio che questo sia quello che l’Empoli ad oggi può permettersi? Poi il DS (non è caso è stato deciso di far saltare Gemmi) può avere sbagliato alcune scelte o alcine modalità (non conosco le dinamiche di mercato quindi non so rispondere a questo) poi alcuni acquisti si saranno rivelati scarsi e ci sono certo anche delle responsabilità gestionali ma mai perdere di vista il quadro di riferimento all’interno del quale la Società opera. Errori? Certo: su tutti quello, ad esempio, a patrere di chi scrive, quello (al netto degli infortuni) di non aver acquistato un portiere all’altezza la scorsa stagione. Imperdonabile. Pur con tutte le critiche ( a parere di chi scrive immeritate ed ingiuste..infamatemi pure) fatte a D’Aversa l’Empoli quest’anno avrebbe giocato ancora in Serie A. Se ancora la vicenda Stadio è in stallo ci saranno magari dei motivi finanziari? Forse non si trovano investitori del tutto convinti del progetto? Forse le garanzie che la Società offre al Comune non sono sufficienti? Credo che il mantenimento della Serie B, oggi e negli anni a venire, sia già di per sé un lusso per una realtà come quella di Empoli. Immagino ci saranno opinioni diverse ma penso che oggi sia necessario una bagno di umiltà. Da parte di tutti, tifosi, Società, stampa. Alcuni invitano il Corsi a vendere e a costoro vorrei chiedere: chi compra? L’Empoli non è una Società che ha una sua tradizione abituale nella Serie A, non è una squadra che ha molti tifosi, e Empoli non è una città attrattiva da un punto di vista turistico. Per intendersi, l’Empoli non è il Genoa o l’Udinese o l’Atalanta, e Empoli non è Como o Verona. Chi compra l’Empoli? L’imprenditoria locale non sembra voler investire sulla proprietà, ad oggi siamo alle sponsorizzazioni, che non è poca cosa, ma non è come acquistare una Società. Quindi, pur con tutti i difetti che possiano trovare, non posso che sperare in una lunga vita della proprietà attuale e nella capacità di Fabrizio Corsi di trasmettere ai sui eredi la sua stessa competenza, la sua stessa passione, il suo saper parlare con tutti senza salire sul pulpito. Difetti? Molti, sopratutto quando gli si chiude la vena e le spara grosse. E ultimamente ci sembra troppo chiuso in se stesso, troppo silenzioso, poco comunicativo. Abbioamo detto che sì. anche la Soceità debba fare questo bagno di umiltà. Ci aspettiamo un cambio di passo non tanto sugli obiettivi sportivi quanto sulla sua capacità di tornare (eh, sì, tornare!) ad essere in sintonia con la sua gente, a parlare con chiarezza, a dire le cose come stanno senza nascondersi dietro la retorica delle parole. “Siamo l’Empoli” non era uno slogan, era un marchio di fabbrica riconosciuto e riconoscibile. Ecco, questo credo possa e debba essere il futuro della Società: dare uno sguardo indietro per andare per andare avanti, per guardare al futuro con la concretezza di guardare alle cose come sono e la fantasia ed il coraggio di immaginarne di nuove. E il futuro non sarà più solo un’ipotesi ma storia.














Bell articolo signor Fioravanti! Per come la vedo io è tutto nella norma…solo che qualche tifoso si e’leggermente montato la testa… Campionati complicati ci stanno e vanno accettati,poi si riparte
Sono d’accordo su tutto
Io esagero sullo Stadio ma non vorrei che si facesse il famoso pasto più lungo della gamba …
addirittura io non vorrei che l’Empoli rischiasse per lo Stadio , e giusto che venga fatto con quello che danno per gli europei 2032 ,farlo da 14.000/ 15.000 e farlo a modo …
65 milioni per un rabbercio non esiste se poi il rabbercio e 15 milioni più 5 milioni dagli Sponsor e qualcosa dell’Empoli
almeno e un rabbercio economico …
con 65 milioni minimo lo fai nuovo …
siamo a quasi 100 giorni e non viene più detto nulla …
Fonti certi mi dicono che in Co, mu, me e diventato un segreto di stato dove lo tengono per sé … c’è un ufficio a posta dove nessuno può sapere …
questo come lo chiamate democrazia ?
Oggi c’è stata una DIFFIDA a Abodi e Salvini
da parte di tante città dove si sono riunite , e hanno delegato una famosa avvoc
Quindi crudelmente, ma pragmaticamente: se l’obiettivo basico dei prossimi anni è stazionars in B ed evitare la retrocessione in C perché non ci sono soldi per allestire squadre competitive, che senso ha avere uno stadio nuovo e polifunzionale dall’enorme costo da quasi 20.000 posti, come se fossimo in un paese avanzato ( l’Italia in calcestruzzo costruita negli anni ’60-’70 sta definitivamente crollando a pezzi, ponti, cavalcavia, strade, palazzine, interi paesi sulla frane…) se poi siamo di media 4.500 per vedere la Juve Stabia, l’Arezzo, il Sud Tirol o il Mantova…? Sarebbe come uno che compra un’auto di lusso da 200.000 euro, ma non ha ne’ dentiera ne’ scarpe e vive in affitto…
Ebbi Dubbi mi rincuora sentirti…
45 anni di Stadio e trasferte e mi devo sentirmi dire falso tifoso …
Premesso che non ho niente contro chi ama l’Empoli e dice la sua personale opinione con il cuore in mano, anzi massimo rispetto, ma troppo spesso sento o leggo molte cose forse in contraddizione. Da un lato si vorrebbe uno stadio da serie A e dall’altro si vorrebbe una tifoseria contenta di vedere partite di una pochezza terribile, contenta anche di perdere meritatamente 3 a 0 da Carrarese e non solo ! Secondo me prima si dovrebbe avere maggiori certezze sullo spettacolo che si intende proporre a chi dovrebbe andare allo stadio, poi ovviamente passare dalle parole ai fatti perché abbiamo lo stadio più brutto di Europa e forse del mondo, ma non per passare brutti pomeriggi come ormai troppo spesso ci accade !