Adagio
L’Empoli esce sconfitto 3-2 a Palermo al termine di una delle prove più convincenti della stagione. Per sfrontatezza, personalità e organizzazione di gioco. Purtroppo resistono certe amnesie e disattenzioni difensive che impediscono agli azzurri di uscire dal Renzo Barbera con quel risultato positivo che avrebbero ampiamente meritato. Accade che, al cospetto di una delle squadre migliori della cadetteria, costruita senza mezzi termini per vincere il torneo e riconquistare la serie A, gli uomini di mister Dionisi accettino la contesa senza timori reverenziali. Liberi da quelle scorie mentali che ne hanno limitato il rendimento nell’ultimo periodo. Di fronte alla corazzata Palermo, 7 vittorie e 4 pareggi nelle ultime 11 gare, non sono ammessi calcoli o esasperati tatticismi. L’Empoli disputa un ottimo primo tempo, andando al riposo con un pareggio che va strettissimo a Lovato e compagni. Nella ripresa cresce inevitabilmente l’intensità dei rosanero ma gli azzurri hanno il merito di restare sempre dentro al match, fino a una sorta di harakiri finale che rende decisamente più amaro il viaggio in Sicilia.
Andante
Il non esattamente rimpianto ex Alessio Dionisi si affida a un modulo che rinuncia alla figura del trequartista per dare maggiore sostanza alla linea mediana, con l’ex Modena Magnino posto sulla linea di Ghion e Degli Innocenti. Sulle corsie laterali, viene confermato l’ottimo Elia sulla sinistra e proposta la novità di Candela a destra. Davanti si torna alle due punte con Shpendi e Nasti dal primo minuto. Un atteggiamento tattico che imbriglia le geometrie di Segre, Ranocchia e soci mettendo in costante difficoltà il team di Pippo Inzaghi. Se il centrocampo azzurro, per larghi tratti del match, riesce a primeggiare sulla mediana rosanero, lo stesso non si può dire del pacchetto avanzato, dove Shpendi si muove con impegno e generosità senza mai rendersi pericoloso e Nasti si mette al servizio della squadra non riuscendo a incidere sul piano della finalizzazione. I gol arrivano da chi non ti aspetti. Segnano Guarino e Ebuehi ma, a cinque minuti dal termine, un gentile cadeau azzurro regala al Palermo la sesta vittoria casalinga di fila, lasciando la truppa di Dionisi immeritatamente a bocca asciutta.
Allegretto
Un goffo tocco proibito in area del neo entrato Ceesay, a cinque minuti dal termine, produce il penalty decisivo che lancia in orbita il Palermo e vanifica una delle migliori prestazioni stagionali degli azzurri. Si perde a testa alta, si esce dal Barbera con la convinzione che questa squadra può e deve migliorare l’attuale undicesimo posto in classifica. Sono quelle sconfitte che devono trasmettere fiducia e convinzione. Non ci sarà sempre un Pohjanpalo a trasformare in ora tutto quello che tocca o un Palermo alla spasmodica ricerca della serie A diretta. L’Empoli dovrà dimostrare di essere sé stesso anche quando avrà di fronte squadre che offrono minori spazi, privilegiando lotta e copertura degli spazi ai lustrini del bel gioco e spettacoli pirotecnici. L’esperienza ci dice che ogni partita fa storia a sé ma se l’atteggiamento visto contro il Palermo sarà replicato al cospetto di squadre meno qualitative, accantonando quelle paure e fragilità che rendono incerto e discontinuo il cammino, l’Empoli di Dionisi può finalmente crescere, allontanando i cattivi pensieri.














Tutto giusto quello che dici, Nico, ma dopo 24 giornate credo che possiamo senz’altro rinunciare alla speranza di un miglioramento: siamo sempre stati ottavi….noni….decimi…undicesimi…..
Non sarebbe poco un “miglioramento mentale” che ci faccia entrare in campo decisi e determinati come abbiamo visto a Palermo e a Modena. La posizione finale conta (è importante tenere gli occhi aperti e tenere a debita distanza il 16° posto…), ma conta molto di più che questa squadra, con tutti i suoi limiti, prenda comunque coscienza di dover entrare in campo determinata e aggressiva contro tutti. (E magari non sarebbe male iniziare a eliminare qualche errore grossolano come quello del rigore causato a Palermo, in un’azione dove avevamo due giocatori che potevano tranquillamente calciare la palla e buttarla più lontano possibile dall’area…)
Guarda che l’errore nasce proprio dal fatto che c’erano due azzurri.
Se ce n’era solo uno il pallone sarebbe stato calciato via.
Mi sembra talmente evidente….
Stiamo parlando sempre di una squadra incompiuta…. errori errori errori…. quante occasioni vanno date a certi giocatori, prima di rendersi conto che forse bisogna cambiare?
Anche per chi sta in panchina è avvilente quando chi gioca non si dimostra all’altezza…. al momento cosa potrebbe avere di meno Popov, Bianchi e Fila rispetto a Nasti? lo stesso discorso va fatto per Curto in difesa….
Fulignati
Curto Lovato Obaretin
Candela Magnino Yepes Igna Elia
Fila Popov
Ma un po’ di rab,bia un vi fa, vedere le 2 retrocesse una prima e una seconda Venezia , e Monza …
poi ok dei discorsi che siamo piccoli un si ha i soldi per competere ..
Però si vuole fa lo STADIO più grande della metà delle province di Italia … si ragiona su tutto ma non difendere la città non vi potete vantare di essere tifosi eccezionali …
lo conosci il vecchio detto toscano ” che c’entra icculo con le 40 ore?”” Te mischi sempre le cose. Se analizzi l’aspetto tecnico non ci infilare sempre lo stadio. Il Monza ha un monte ingaggi di 33 milioni (pari pari quello della serie A) Il Venezia molto alto. E hanno propprietà di fondi stranieri. Ecco la spiegazione.
Massy il ganzo che siete voi che mischiate io sono d’accordo con te quindi se non hai le possibilità di competere , perché fare una cattedrale , che sarà uno scheletro vuoto …
ma vu siete ganzi e il sistema che si contraddice …
mi scappa da ridere , se no ci sarebbe da piangere …
lo metto e come lo Stadio nel mezzo e lo farò fino allo sfinimento…
Nico Raffi ottimo giornalista, era molto bravo anche quando faceva lo speaker.
Ora mister ti devi convincere a non giocare più con il trequartista…con Magnino e Candela abbiamo un ottimo centrocampo a 5 quindi spero tu continui con il 352 specialmente dopo la bellissima prova di Palermo…
“…Sono quelle sconfitte che devono trasmettere fiducia e convinzione…” mah, non sono molto d’accordo.
A Palermo, non c’era alcun dubbio che dovevamo scendere in campo col 352, per conyrastare una delle migliori squadre del torneo. Con la Juve Stabia, il discorso cambia: la dobbiamo vincere, e, secondo me, dobbiamo mettere un campo un trequartista; se poi in testa abbiamo l’idea prima di tutto non perderla, allora riscendiamo in campo con 5 a centrocampo, e lasciamo perdere la “fiducia e convinzione” che ci può aver dato la buona partita in terra siciliana.
Contro la Juve Stabia sarà una “partitaccia”…squadra rognosa che non molla mai…per prima cosa bisogna assolutamente non perdere e dopo, in base a come si mette la partita, cercare di vincere…una sconfitta sarebbe “drammatica” (naturalmente sportivamente parlando)…ed è per questo che occorre presentarsi con un centrocampo più robusto e coperto…a mio avviso la partita da vincere senza se e senza, ma perché è assolutamente alla nostra portata, è quella di domenica con la Reggiana…li possiamo giocare anche con il trequartista…(basta che non sia Ilie o Ceseey ma Saporiti)
Infatti, se “bisogna assolutamente non perdere”, scendiamo col 352 !!! Ma giochiamo in casa (credo !), e non giochiamo per vincerla ? Aspettiamo pure la Reggiana, e se poi non si vince manco quella, che si fa ? Si aspetta la prossima ? Dai, un pò di autostima mettiamocela tutti, giocatori e tifosi.
Il 3/4 deve essere forte oppure non conviene, meglio 3 centrocampisti
assolutamente cosi.
sono d’accordo con quanto scritto nel post: carattere, voglia di giocare, atteggiamento in campo nelle ultime due gare è stato molto diverso dalle prove con SudTirol e Carrarese. Il problema è che in tasca entra solo un punto, quando almeno potevano entrarne due e ora la classifica bisogna guardarla eccome. Questo campionato sarà di transizione: ma non tutti i campionati così sono uguali. Ci sono quelli che in cui si riesce a trovare una base per la stagione successiva in cui si dovrà fare meglio. E ci sono quelli in cui si finisce praticamente al punto di prima, dovendo poi ricominciare da zero l’anno dopo. L’obiettivo deve essere rientrare nella prima delle due ipotesi, scongiurando la seconda…
se pensiamo che giocare con il trequartista significhi pensare di poter vincere la partita……
e’ un illusione da tavolo , chi Ilie o Saporiti ?
ancora non si e’ capito che li portano via di peso ?
352 sempre , 2 punte ed una mezzala che sale in appoggio alle punte (Degli Innocenti ed Ignacchiti questa cosa la sanno fare) , Candela e Magnino danno copertura e senso tattico alla squadra
se lo pensi come l Inter e’ uno schema che ti permette di attaccare con molti elementi ,
se lo pensi alla Cremonese no
3412 mai piu’
Cremonese che è in caduta libera. Retrocederà insieme al Verona e a una fra Pisa e Fiorentina