E così si era scherzato! Ma insomma…mica tanto! Si sono mossi i vertici del calcio europeo e mondiali, i Capi di Stato, dirigenti , allenatori, giocatori. Si sono mossi, soprattutto, i tifosi!

Non voglio vederci niente di romantico in questa clamorosa e disonorevole marcia indietro di questa Superlega targata Italia – Spagna – Inghilterra ma, evidentemente, qualche nervo scoperto deve aver toccato. Forse quello del Governo del Calcio, che ha visto minacciato il suo potere politico-finanziario, forse i potenti mass media che hanno visto minati equlibri di diritti TV e palinsesti, forse le Società di calcio rimaste (per volontà o per scelta) escluse, che hanno temuto di perdere succulenti incassi dalle TV. Sicuramente ci sono stati di mezzo interessi finanziari enormi. Non facciamo gli ipocriti: il calcio da anni sta andando verso una deriva che lo allontana sempre più dai tifosi, dalle identità, dalle storie e sta sempre più diventando uno spettacolo da salotto-divano. Ma, evidentemente così ancora non è. O, almeno il processo di depurazione dei tifosi, della loro passione, della loro emozione, non è ancora concluso.

E questo ce lo hanno insegnato ieri i tifosi inglesi per primi, che sono scesi in strada per difendere un loro residuo diritto alla passione sportiva, a meritarsi un titolo sul campo e sul campo a vincere o perdere, a sognare e soffrire, ad urlare per un gol, a disperarsi per una sconfitta. Perché lo spirito del calcio è questo. E da lì dove è nato è arrivato il segnale più chiaro e più forte. Ci sono stati certo, lo abbiamo detto, interessi e giochi di potere in questa assurda manfrina della Superlega che si è consumata in 48 ore, e ci saranno stati dentro pure tradimenti, ipocrisie, inganni. Ma dentro c’è anche la ribellione di un popolo che ha battuto un colpo per dire che ancora esiste, che c’è, e che non si accontenta di essere solo “cliente” ma vuole essere soprattutto tifoso.

Ieri in Inghilterra hanno detto NO, forte e chiaro, allenatori come Klopp e Guardiola, intere squadre (il Liverpool).  La Superlega ha cominciato a sfilacciarsi da lì, oltre Manica. Mentre in Italia assistevamo al silenzio incredibile ed imbarazzante di Juventus, Inter e Milan, all’impaccio di quache allenatore (l’unico che ci ha messo la faccia per esprimere in modo palese il suo dissenso è stato De Zerbi,  mentre poche erano le  voci da parte delle altre Società e poche anche le voci anche da parte delle tifoserie delle squadre coinvolte, in Inghilterra è iniziata la teoria degli abbandoni.

Già nella tarda serata di ieri, ha iniziato il Manchester City, e poi l’Arsenal (che ha chiesto pure scusa), poi le altre 4 inglesi.Il Presidente del Liverpool ha fatto un discorso in streaming ai suoi tifosi che sarà stato pure ipocrita ma  ha toccato le corde del cuore.

Solo stamattina il comunicato dell’Inter che annunciava la sua rinuncia, dopo il Milan. Agnelli, poco fa, confermava la sua convinzione della bontà del progetto informando che molte squadre lo avevano cercato per aderire….. L’Italia ne esce con una immagine non tra le migliori nonostante proprio ieri il suo Presidente Federale, Gravina, sia stato eletto nel Comitato esecutivo dell’UEFA.

Nessuno, se non tra le righe, ha forse detto la verità. Ma una cosa è emersa, chiara ed incontrovertibile: il calcio, così com’è, non può andare avanti.

Le 12 Società che avevano dato vita, nella notte tra domenica e lunedì scorso, alla Superlega (qualcuno ha parlato di golpe), al 30 giugno 2020 avevano accumulato un totale di 2,5 miliardi di debiti. Pensare che una Superlega, invisa ai poteri del calcio, ai Governi, agli stessi tifosi, avrebbe potuto essere la soluzione, non è stato soltanto un atto scellerato ma anche miope. Allora la soluzione per trasformare i bilanci da meno a più qual’è?

Ce lo dice il CEO (Chief Executive Officer)ì, cioè il Direttore Generale, del Bayern Monaco, Karl-Heinz Rumenigge, e le sue parole spiegano anche il perché la sua squadra, come nessuna altra della Germania, abbia aderito al progetto:

“Non credo che la Superlega risolverà i problemi finanziari dei club europei causati dal Covid. Piuttosto, tutti i club in Europa dovrebbero lavorare in modo solidale per garantire che la struttura dei costi, in particolare gli stipendi dei giocatori e gli onorari per i consulenti, siano adeguati alle entrate per rendere il calcio europeo più razionale”.

La strada più semplice, la più ovvia. Per questo, forse, quella che ancora si è scelto di nonpercorrere.

20 Commenti

  1. OT Scusate se cambio discorso, ma è ufficiale Empoli-Chievo al 27 aprile ore 16.
    Significa che il Chievo NON ha fatto ricorso oppure che lo presenterà adesso?
    Grazie

  2. Super Lega?.. 😃
    Bella figura ha fatto Agnellino!..
    Se fosse ancora vivo l’Avvocato
    una cosa simile non sarebbe accaduta.

    • Ma basta mistificare l’avvocato! Pagava gli operai 900 mila lire e 14 miliardi Platini!
      Sono passati trent’anni, ma gli agnellini succhiano il sangue al Paese da sempre, e sa sempre lo tengono sotto ricatto.

    • Sì certo, mica il governo inglese che promette fior di tasse in caso di concretizzazione del progetto Superlega…no no, 500 tifosi (anche meno) che hanno alzato un po’ la voce…ma per favore.
      I tifosi sono l’ultima ruota del carro, utili solo a ricoprire il ruolo di co-protagonisti della stucchevole narrazione di questi giorni: il calcio è di tutti, i bambini devono poter sognare certi palcoscenici, non esistono più le mezze stagioni, ecc…
      Comunque tutto è finito per il meglio: la principessa in pericolo è stata salvata, il drago malvagio ucciso, il cavaliere di umili origini è stato incoronato re…e tutti vissero felici e contenti.

  3. Quando i procuratori (alcuni addirittura inguardabili, delle vere e proprie palle di lardo) cominciarono a diventare potenti tanto e più dei calciatori… fu lì l’inizio della deriva…

  4. Meno male che ancora ci sono persone che hanno il coraggio e la personalità di dire le proprie convinzioni, non in Italia purtroppo, quelli che dovrebbero contare tutti in silenzio, a rimorchio come sempre, parlo di addetti ai lavori per capirsi. Non c’è da stupirti del resto

  5. io avrei un’idea per trovare il denaro…espropriamolo a Florentino Perez, vendiamo tutta la rosa del Real Madrid (squadra scandalosa e antisportiva come tutte le spagnole) vendiamo lo stadio di Madrid e qualcosa si recupera al posta della SUPERSEGA

  6. A me qualcosa non quadra…
    E se fosse stato fatto tutto ad arte per poi arrivare comunque a mediare con la UEFA un nuovo format che possa essere più vicino alle loro richieste.
    Io credo che si aspettassero questa reazione a livello europeo da parte di istituzioni, addetti ai lavori e tifosi.
    Lo avevano calcolato…

  7. Grande figura di m…a di agnelli Inter e Milan , è stata la dimostrazione che questi con lo sport non c’entrano proprio niente ,il profitto è solo il loro scudetto , società piene di debiti che pur di accaparrarsi i meglio giocatori si indebitano sempre di più ,ma la colpa è anche di chi dovrebbe vigilare i loro conti che si gira dall’altra parte a dimostrazione che queste società sono protette dai poteri forti, dovrebbero infliggere delle sanzioni pesantissime a questo trio di società a delinquere ,poi cosa non meno importante il nessun rispetto per i tifosi che oramai non contano più .

    • Infatti manifestazioni come la Sei nazioni sono aperte a tutti…o anche l’intero sistema sportivo statunitense, giusto per dirne uno.

  8. La super lega non è morta. Per uscire devi pagare un indennizzo (fonte intervista a Florentino) e nessuno lo ha pagato. È solo un arrivederci. Si riorganizzeranno, daranno un volto vagamente democratico alla “cosa” e andranno dritti verso l’obiettivo, prendendo accordi con i governi politici e sportivi.

    I tifosi della inglesi in rivolta non sono serviti a niente. Però hanno dimostrato. Hanno dimostrato di non accettare supini tutto quanto gli piove addosso.
    Dall’Italia cosa ti vuoi aspettare? Impongono un coprifuoco fino al 31 luglio e restiamo passivi. Sarà una superlega a smuovere un popolo morto nell’anima e schiavo del potere?

    • Per il coprifuoco scendi in piazza a protestare no? Invece da tipico italiota aizzi dietro una tastiera e forse se alzi un po’ la voce è per il calcio, tipico italiota PAROLAIO .

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