A cura di Claudio “Freccia”

 

Gruppi/crew esistenti: Brigata Speloncia (si chiama così in onore di Claudio Natale, detto “Speloncia”, o “zio Spelo”, vecchio ultrà carismatico scomparso nel 2003; quelli della “Brigata Speloncia” sono le ex “Teste Marotte”. Il gruppo è di destra ma non fa assolutamente politica allo stadio), Via Armenia 5r (era l’indirizzo della sede della “Fossa dei Grifoni”, il nome al gruppo è stato dato in onore ad essa; fa la sua prima uscita ufficiale a Bologna il 20 marzo 2011; stampano una fanzine molto bella, rinnovata nel 2015), Old Block 1973, G.A.V. (Gruppo Andrea Verrina) 2003, Collettivo Rossoblù (il 21 febbraio 2015, tra l’euforia e l’adrenalina di un derby serale rinviato poi per pioggia, fa la sua prima comparsa in Gradinata il loro vessillo, nella zona di sinistra guardando la Nord), Caruggi, Giovani 5r, Gruppo Meroni, Sette Settembre, Guaps (componente femminile del Via Armenia 5r, sempre presente), Noi di Sampierdarena, Ringhiera Ostile 1893, Vecchia Guardia San Teodoro, Grifoni Ovunque, Ragazzi Certosa 1988, Ragazzi Struppa, Vintage Group, East Coast, Piazza Adriatico Rossoblù, Quelli di una Volta, III° Anello, East Gate Genoa Cfc 1893, Ciassa Manin, Borgo Ratti, Figgi dö Zena, Tranvieri Instabili, Ponente Rossoblù, Ciucchi da bira Serra Riccò, Piazza Adriatico Rossoblù, Brigata Palo, Banda Matuzalem, Quezzi, Gruppo Banana, Cobra Fabri, SD5, RenSen, Sez.Levante, Nati Grifoni, Portuali Voltri, I Ragazzi del Bar, Bastarda la Carta, Happy Kaos, Domani Rauchi, Gole Arse, Ciao da, III° Palo da Sinistra.
Siti Internet: www.viaarmenia5r.it – http://genoa1893.altervista.org
Settore: Gradinata Nord, tranne i Figgi do Zena, divisi tra Sud e Distinti, e Sez.Levante, sempre in Sud
Gemellaggi/Amicizie: -Napoli: gemellaggio forte, ben solido, uno dei più vecchi del panorama ultrà italiano, che lega più che due tifoserie, due città intere, nato per la precisione il 16 maggio 1982, quando al S. Paolo di Napoli si incontrarono le due squadre per l’ultimo turno di campionato. La posizione del Napoli era buona, tranquilla, mentre il Genoa era messo male, dovendo fare almeno un punto per rimanere in Serie A. Destino volle che, poco prima del 90°, il Genoa, che perdeva 2-1, pareggiasse e condannasse il Milan, di scena a Cesena (vinse 3-2), che si sarebbe salvato se il Napoli avesse vinto. Tutti i partenopei, per l’intera durata dell’incontro, sostennero il Genoa, vista la forte rivalità coi milanisti ed al termine dell’incontro, tifosi partenopei e rossoblù festeggiarono la salvezza del Genoa insieme facendo nascere la bellissima amicizia. I napoletani invitarono una trentina di ragazzi della “Fossa” a trascorrere un fine settimana a Napoli in occasione di Napoli-Genoa 89/90, dove incontrarono gruppi del tifo napoletano tra mangiate di pizza e cori vari tra le piazze della città partenopea. L’anno dopo, a Genova, i napoletani sono ospitati come grandi amici di lunga data, dormendo a casa di genoani per due notti consecutive e passando con loro tutto il week-end. La domenica stessa viene rinnovato il gemellaggio, con striscioni amichevoli da ambo le parti, come “Napoli campione con l’augurio del Grifone” e “Napoli e Genoa insieme: un’amicizia dal profondo del cuore”, con consueto scambio di sciarpe e giri di campo. In Napoli-Sampdoria 1990/91 presenti gli striscioni “Fossa dei Grifoni sez. Napoli” e “Grifoni Ovunque”. Nel gennaio ’92, a Marassi, rinnovato con un bellissimo spettacolo il gemellaggio. Striscione “Fedayn Napoli” esposto in Genoa-Liverpool, Coppa Uefa 91/92. In Napoli-Genoa 94/95 tante le bandiere azzurre a ricordare Vincenzo Claudio Spagnolo: il gemellaggio viene rinsaldato dalla solidarietà, in campo e sugli spalti. Lo stendardo “Napoli ‘82”, esposto all’incirca tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000, ricordava l’anno di nascita del gemellaggio coi napoletani. Numerosissime le visite reciproche, come ad esempio le “Teste Matte” Napoli in Bari-Genoa 01/02. Gemellaggio rinnovato in campo e sugli spalti a Napoli nel 2003/04, con sbandierata e striscioni quali “Orgogliosi dei fratelli napoletani” e “Leali all’amicizia con il Grifone vicini al vostro dolore…Speloncia nel cuore!!”. A Genova, nello stesso anno, solito copione per un’amicizia intramontabile: delegazioni di tifosi delle due squadre, che fanno il giro del campo con enormi bandieroni, e con striscioni solidali. Tanti sugli spalti i genoani che hanno sia la sciarpa rossoblù che quella azzurra, oppure cappellino del Napoli e maglia del Genoa, coi tifosi ospiti che occupano la Gradinata Sud mischiati ai rossoblù. I genoani a Napoli nel 2008/09 esposero gli striscioni “Due città con la stessa mentalità siamo l’orgoglio del vero mondo ultrà” e “Uniti in eterno da un profondo legame, combattiamo insieme per un solo ideale”. Genoa-Napoli 2008/09 si giocò senza i tifosi napoletani, per un’assurda decisione dell’Osservatorio del Viminale che vietò la trasferta agli ospiti. Esposto lo striscione sulle tribune “Osservatorio: il vostro continuo monitoraggio ha dimenticato 26 anni di gemellaggio”. Davvero molto bello lo striscione “I divieti rovinano la partita, non questa amicizia che dura da una vita!!!” esposto dai genoani in Genoa-Napoli 2013/14. Così come “Genoa-Napoli: non importa il risultato conta solo il nostro amore”, sempre dei genoani a Napoli 13/14. Per Genoa-Napoli 14/15, prima giornata di campionato, si rinnova il gemellaggio nel nome di Ciro Esposito, trentenne ultrà del Napoli, rimasto ferito gravemente e poi deceduto dopo circa due mesi d’agonia, per un colpo di pistola sparato da un ex ultrà romanista, Daniele De Santis detto “Gastone”, negli scontri tra romanisti e napoletani a margine della Finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli, a Roma, il 3 maggio 2014. In Nord, ad inizio partita, molte le due aste con su scritto il nome “Ciro” e in basso lo striscione “Noi non dimentichiamo…”, poi compare anche un “Ciro vive”. I Napoletani nel 2013/14 esposero la scritta in Curva A “La vittoria sta alla base del pallone…si fischia, si canta per pura passione! Rispetto e amicizia non hanno distanza…partenopei e Grifoni eterna fratellanza!”. Con la scritta “La Nord saluta un vecchio ultras…ciao Pasquale fratello partenopeo” la Nord rende omaggio a Pasquale D’Angelo, conosciutissimo e popolare vecchio cuore napoletano, stroncato da un infarto a soli 55 anni, nel marzo 2015, durante una trasferta a Mosca con la Dinamo, come al solito al seguito della sua squadra del cuore. Presenti anche nel derby di ritorno 15/16, portando un mazzo di fiori sotto il monumento dedicato a “Spagna”. -Ancona: gemellaggio vero e proprio, uno dei più vecchi e sentiti tra quelli ancora in piedi fra tifoserie italiane, datato 1988, che germoglia a Modena, all’ultima giornata del campionato di B, in un drammatico “spareggio”-salvezza Modena-Genoa. Gli anconetani partirono per Modena in treno incuriositi, forse invitati dai liguri: la stazione era invasa da oltre 8mila genoani, giunti con treni speciali, così allegri che c’era da domandarsi se si stavano rendendo conto che la loro squadra, di lì a poco, avrebbe potuto retrocedere. Il Genoa vinse 3-1 e si salvò, il Modena retrocesse, ma gli anconetani avevano visto ben poco…il loro sguardo era rivolto alla curva rossoblù, che si era meravigliosamente stretta intorno alla squadra, trascinandola all’impresa. Alcuni elementi del “Collettivo Ancona” andarono poi a Genova in Coppa Italia: vennero accolti da amici fraterni, ospitati nelle loro case, accompagnati allo stadio. Alla festa della mitica “Fossa”, poi, i dorici furono invitati d’onore, trattenendo a stento le lacrime quando 1500 persone impazzite gli tributarono il loro grazie per la consegna di una Coppa con soprascritto “Ai 15 anni della mitica Fossa dei Grifoni”. I dorici sono stati invitati in gradinata Nord poi per un derby 89/90 e per Genoa-Fiorentina, stesso anno, gara in cui era esposto in Nord lo striscione “Ultras Ancona”, accanto a quello dei “Rangers Pisa”, allora gemellati anche con gli anconetani. Gli amici marchigiani furono anche incontrati, per una stupenda giornata di sport, in Torino-Ancona 89/90. Splendida e calorosa l’accoglienza riservata dai dorici ai genoani in Ancona-Genoa 92/93, con gli ospiti che a 10 minuti dalla fine, disgustati dalla prova dei loro “undici”, indirizzano loro cori denigratori, incredibilmente emulati a quel punto dagli anconetani, che si misero a contestare anche loro per lo squallore espresso dalle due squadre. Striscioni “Ultras” e “The Warriors” presenti al fianco dei rossoblù in Ascoli-Genoa 04/05. In Genoa-Sassuolo 13/14 presenza dei marchigiani con tanto di pezze “Curva Nord Ancona” e “Brigata Ancona”, più bandierone al seguito. Esposto in Nord a rimarcare il bel rapporto “Genova vi batte le mani onore agli ultras anconetani”. I genoani, coi gruppi “Via Armenia 5r” e “Giovani 5r”, hanno partecipato il 5 luglio 2014 ad Ancona al 9° “Memorial Vincenzo Mengoni”, torneo di calcetto in memoria di “Rocky” e di tutti gli ultras scomparsi. Giornata accompagnata da torce, fumogeni, stand gastronomici e birre, anche con gli amici in comune di Cosenza e Ferrara. Ad Ancona-Ascoli, girone B, Lega Pro 14/15, presenti i genoani con le pezze “Anni Ottanta” e “Brigata Speloncia”. Il 5 marzo 2016 è in programma Savona-Ancona, arrivano una 50ina di marchigiani alla sede del “Via Armenia 5r”. Una 30ina di genoani decide di andare con loro a Savona, ma purtroppo la gara verrà rinviata al giorno dopo per la giornata piovosa e l’allerta meteo. Una ventina di anconetani decide di fermarsi nella sede del “5 rosso” per essere presenti nel recupero del giorno dopo. La serata passa veloce tra birra risate e racconti, e la domenica mattina il ritrovo è allo stadio, dove si disputa Genoa-Empoli quasi in contemporanea, quindi per i genoani non è possibile seguire i fratelli di Ancona nella loro trasferta, ci si saluta alla loro partenza e tra cori e abbracci viene aperto lo striscione “Genova tifa Ancona”. -Spartak Varna: contro la Juve, nel settembre 2015, i bulgari hanno appeso per la prima volta la pezza “Syndicate 12” facendo presenza, con una decina di ragazzi, al centro della Nord. La prima volta che sono andati a Genova però, è stato nel derby del febbraio ’14, e si è instaurato subito un feeling, facendo capire che erano ultras come i genoani, interessati al Genoa e alla Nord, tanto che poi sono tornati spesso, in particolare uno di loro è tornato molte volte, presenziando anche in trasferta. L’amicizia è allargata a tutti i gruppi, sia del Genoa che del Varna. A dimostrazione del loro sincero affetto per la Nord, alcuni di loro hanno tatuato sulla pelle i colori rossoblù. Nel 2015 sono riusciti a partire dalla serie più bassa con orgoglio e una nuova società gestita dagli ultras, dopo che nel 2010 la vecchia società aveva subìto un fallimento, pilotato da manager e politici corrotti con loschi interessi sul club e le sue proprietà. Gli ultras avevano boicottato sin da subito la presidenza e la squadra fantoccio da lei creata che non li rappresentava. Son stati presenti anche nel derby di maggio ’16. -Torino: si è rinvigorito, dopo alcuni doverosi chiarimenti, il gemellaggio col Torino, dopo la rottura per il famoso 2-3 del maggio 2009 all’Olimpico di Torino, che qualificò il Genoa in Europa e spedì, in pratica, il Torino in B, coi genoani che esultarono un po’ troppo per i gusti dei dirimpettai granata; tra l’altro la partita, che si concluse con una rissa furibonda in campo, si prestava a un clamoroso “biscotto”, visto che il pari faceva comodo ad entrambe le squadre. Nella partita di andata di quella stagione i genoani esposero lo striscione “Gli anni passano le tradizioni restano…amici per sempre”. In Torino-Genoa del maggio 2013, esposto dai granata l’eloquente striscione “Genoa-Toro: l’amicizia oltre gli episodi”. Fino ad una dozzina di anni fa, tra le due tifoserie c’era un gemellaggio saldo, basato sulla storicità dei due clubs e sui destini che spesso li hanno accomunati. Con l’arrivo di Walter Novellino sulla panchina del Toro, all’epoca fresco ex blucerchiato, qualcosa si incrinò e i tifosi rossoblù cominciarono a manifestare una serie di comportamenti non proprio ortodossi, fischiandolo e insultandolo costantemente durante le partite al “Ferraris”, arrivando anche a prendersela con dei tifosi granata che, in risposta, gli avevano dedicato un coro. Poi la già citata rottura del 2009 e la pace fatta qualche anno dopo. I tifosi del Torino hanno “firmato l’armistizio” in Torino-Genoa dell’aprile 2014, srotolando lo striscione “La storia non si tocca, genoano amico vero” e, dal settore rossoblù, i supporters del Grifone hanno partecipato al coro “chi non salta è bianconero”. In passato sbandierate in campo coi genoani. Un gemellaggio storico, che affonda le radici nella prima metà degli anni ’60. Frequentissimi scambi di visite e cortesie in tutti questi anni tra le due parti: i rispettivi derbies, ad esempio, hanno sempre visto presenti gruppi dell’altra tifoseria a dar manforte agli amici. Inoltre visite dei genoani in Inter-Toro 88/89, Torino-Messina e Monza-Torino 89/90, finale di Coppa Italia 92/93. Torinisti a Genova in Genoa-Juve 81/82, 82/83, 83/84, spareggio salvezza Genoa-Padova 94/95 a Firenze. In Genoa-Torino 08/09 esposto dai genoani lo striscione “Gli anni passano le tradizioni restano…amici per sempre”. Striscione “Genoa-Toro rispetto per la storia”, esposto dai genoani nel 13/14. -Lamezia T.: coi calabresi del Lamezia Terme un’amicizia vera, e anche qualcosa di più, di vecchia data, grazie anche alla “Brigata Speloncia”, rinsaldata più volte, anche con visite reciproche, come quelle dei calabresi ai genoani a Piacenza e a Novara diversi anni fa. -Perugia: amicizia sentita, bella, ultimamente forse un po’ scaduta, dipendente molto al fatto che gli “Ingrifati” Perugia hanno partecipato a diverse edizioni del Memorial per Spagnolo di Torbellamonaca a Roma, e al gemellaggio tra i “Freak Brothers” Ternana e i “Fedelissimi” della Sampdoria. Lo striscione “Ottavio Barbieri” venne esposto nella curva Maratona torinese in occasione di Torino-Perugia, ritorno finale Playoff di B 04/05, ma questo non fu un problema, visto che la settimana dopo gli “Ingrifati” erano a Genova per il torneo in memoria di “Spagna”. Per Genoa-Salernitana 05/06 i perugini erano presenti nella Nord con lo striscione “Cavalletto”. Il “Gruppo Anonimo”, intorno alla metà degli anni 2000, seguiva spesso i perugini. In Lecce-Genoa 08/09 è stata esposta dai genoani la pezza “Skrondo”, soprannome di Andrea Vinti, noto esponente degli “Ingrifati”, deceduto in Brasile nel 2008. Nell’importante Genoa-Inter del maggio ’15 esposti alcuni drappi perugini, tra cui un “Perugia 1988”. I perugini si sono guadagnati ulteriore rispetto nei confronti dei rossoblù, esponendo nel 2015 la scritta “Divisa e manganello ti fanno leone ma nella vita sei solo un cojone”. -Cosenza: ottimi rapporti sin dagli anni ’80, con gemellaggio diretto prima tra “Fossa dei Grifoni” e “Nuclei Sconvolti Cosenza”, poi, una volta sciolti questi storici gruppi, tra i ragazzi di Sestri e Certosa e gli “Autentici Cosenza”. Un’amicizia che da sempre è stata molto sentita, ma che, sul finire degli anni ’90, era entrata in crisi. Si parlò di un equivoco, avvenuto in Cosenza-Genoa 99/00, allorché nel settore ospiti si alzò uno striscione del “Nucleo” Vigor Lamezia, legato da una vecchia amicizia coi liguri, che provocò la reazione dei “Nuclei Sconvolti Cosenza”, che chiesero chiarimenti, non tanto per la sbiadita rivalità coi lametini, risalente ai lontani anni della C, quanto al fatto che il Nucleo fosse un gruppo schierato all’estrema destra, mentre i Nuclei Sconvolti erano all’estrema sinistra. Poi lo strappo si è ricucito, in qualche modo, e in Genoa-Palermo 2014/15 è stato esposto in curva lo striscione “La Nord abbraccia Cosenza”. Insomma, anche qui è scoppiata la pace dopo alcuni doverosi chiarimenti, con numerose visite reciproche. In Cosenza-Salernitana 14/15 esposto dai cosentini di Amantea lo striscione “Ciao Mao”, vecchio ultrà genaono purtroppo non più tra noi (vedi sezione “Curiosità). Presenza dello striscione “Amantea” in Ancona-Ascoli, Serie C Lega Pro 2014/15. Ultras Cosenza insieme ad alcuni ultras genoani recentemente assieme all’associazione benefica “Terra di Piero” in Madagascar: Ultras solo violenza? Presenza cosentina in Genoa-Milan 16/17. -Udinese: unione vecchia quella coi friulani. L’amicizia risale alla stagione 1988/89 e si concretizzò in gemellaggio negli anni successivi. C’era un forte legame tra “Hooligans Teddy Boys” e “Nord Kaos” Udine, che hanno sempre trattato assai bene i genoani, e “Fossa dei Grifoni” Genoa; un’ottima intesa, al di là del fatto che nel ‘92 i genoani, in un Ancona-Udinese, erano presenti insieme ai loro amici marchigiani, e alcuni udinesi ebbero dei dubbi sul gemellaggio, dovuti al coro “Chi non salta è bianconero”, intonato dalla curva dorica. Dubbi fugati dalla partecipazione, nel 91/92, della Fossa alla trasferta degli udinesi a Piacenza, in un clima disteso. Inoltre, sempre nel 91/92, per Genoa-Liverpool di Coppa Uefa, una rappresentanza degli H.T.B. venne accolta nella Nord genoana, portata fuori a cena e fatta entrare gratis alla partita. Adesso il rapporto è di reciproco rispetto, di stima, rafforzato quando, nell’ottobre 2015, i genoani andarono a Udine, nonostante l’assurdo divieto di vendita dei biglietti per i residenti in Liguria, dovuto alla mancanza del settore ospiti, facente parte dell’ultimo segmento dello stadio ancora in cantiere. I genoani vennero accolti con birre e piatti di pasta, nell’aria si sentiva il rispetto e l’amicizia tra le due tifoserie, si scherza, si raccontano aneddoti e ci si confronta. Una parte di rossoblù riesce a entrare allo stadio, sistemandosi nei distinti, tenendo per tutto il match la bandiera rossoblù come pezza. Durante i 90’ parte in un paio d’occasione il coro “Genoa, Genoa…”. Finita la gara il tempo ancora per una birra insieme e per i saluti tra i ragazzi. Purtroppo per l’ordine pubblico quel giorno 9 persone che tifavano per la loro squadra rappresentavano un problema ed è stato deciso di sanzionarli con 9 multe per un totale di circa 1500 €.: un vero scandalo! L’associazione dei Clubs Genoani ha deciso di accollarsi la metà dell’importo delle multe. L’”Udinese Club Friuli” di Corno di Rosazzo e Dolegnano ha offerto una raccolta per i terremotati dell’ottobre 2014. I genoani a Udine il 2 novembre ’14 esposero un bel “9-10-14: Genova ringrazia”. -Panionios: recente amicizia coi greci, direttamente gemellati col “Collettivo Rossoblù” Genoa. In Genoa-Atalanta 13/14 esposta la bandiera “Panionios Panthers” e lo striscione “Freedom for Ultras Panionios” per la loro libertà. Rapporto consolidato ulteriormente dopo che i ragazzi del “Collettivo” hanno partecipato nell’autunno 2015 al derby Panionios-Panathinaikos. -Catania: rapporto di amicizia piuttosto recente ma molto sentito, dovuto soprattutto alle bellissime accoglienze rivolte dai catanesi ai genoani negli ultimi anni. Nel 2013/14 esposto nella gara casalinga coi catanesi lo striscione “Il 5r saluta Catania!!!”. Una delegazione del gruppo “Irriducibili 1991” era presente nel derby del maggio 2016. -Reggiana: amicizia vecchia, ora un po’ deteriorata. Sbandierata in campo in Genoa-Reggiana 1993/94. Alcuni genoani vanno spesso a trovare i reggiani al “Giglio” e vengono accolti sempre molto bene. Col “Ghetto” Reggiana i rapporti erano più che buoni, con le “Teste Quadre” sono più distaccati, ma c’è comunque rispetto. “Fedelissimi Reggiana” presenti in Parma-Genoa 94/95. Il “Gruppo Alcolico” reggiano ha accolto molto bene anche recentemente i genoani. -Alessandria: era una forte amicizia, adesso un po’ sbiadita nel tempo, visto che le due compagini è da tanto che non s’incontrano, targata anni ’80, in modo diretto col gruppo “Ultras Grigi”. Ottimi erano anche i rapporti con il “Gruppo Rasta”. Spal: bella amicizia targata fine anni ’80-inizio ’90, coi ragazzi di Ferrara.
Buoni rapporti/reciproco rispetto: -Pescara: feeling vecchio, amicizie perlopiù personali con quelli della Brigata Speloncia. Quando nel 2006 morì il leader storico pescarese Marco “Bubù”, portato via da una brutta malattia, i genoani gli dedicarono lo striscione “Pescara ti porta nel suo cuore, noi nel nostro. Ciao Marco”. -Palermo: rapporto tra l’indifferenza e la non belligeranza, con amicizie personali. I W.U.P., scioltisi nel 2014, rispettavano i genoani. Certo è che l’amicizia coi palermitani non può essere, per ovvi motivi, comparata a quella coi catanesi, acerrimi rivali dei rosanero. -Livorno: rispetto, perlopiù amicizie personali, grazie anche alla massiccia partecipazione dei “rossi” livornesi al G8 del 2001 di Genova. -Cremonese: feeling con loro soprattutto perché hanno partecipato a diversi incontri di commemorazione per “Spagna”. -Lecce: amicizie personali intercorrevano tra il Crazy Clan, ex-gruppo della Sud genoana, e i leccesi. Alcuni esponenti del Crazy Clan erano regolarmente nel settore ospiti con loro in ogni Sampdoria-Lecce. Ma un anno i genoani trovarono in Salento un gruppetto di leccesi ad aspettarli e non furono rose e fiori: scontro coi genoani che riescono a sfilargli uno stendardo che prima della fine della partita restituirono dietro minacce della polizia. -Milazzo: gemellati coi lametini, ci tengono a essere amici anche dei genoani, ai quali imprestarono due pullman diversi anni fa per arrivare da Catania a Messina e da lì prendere il traghetto per Reggio Calabria. -Siena: vecchio feeling risalente agli anni ’80-’90, coi senesi che hanno accolto sempre piuttosto bene i liguri. Rimasero sorpresi dal fatto che i genoani, pur retrocessi (poi ripescati) applaudissero la loro promozione nel 2002/03. -Carrarese: vecchio rapporto, comunque ora solo di simpatia; da molto tempo non s’incontrano. -Boca Juniors: i sostenitori argentini hanno buoni rapporti coi genoani, visto anche che la loro squadra venne fondata da tifosi rossoblù nel 1905. -Monaco: flebile amicizia coi monegaschi del Principato. -Athletic Bilbao: buon rapporto coi sostenitori della squadra basca.
Ex gemellaggi/amicizie: -Pisa: era un gemellaggio vero, sentito, direttamente coi “Rangers Pisa”, il cui striscione appare in Genoa-Fiorentina 89/90, rinnovato nel 90/91 in un Pisa-Genoa in cui fin dall’inizio le due tifoserie si scambiarono segni dì amicizia come cori di stima ripetuti, sciarpe, cappellini e altro materiale, inoltre i padroni di casa accompagnarono alla stazione i genoani. Esponenti della F.d.G. presenti in Samp-Pisa 90/91, striscione “Boys Pisa” presente in Genoa-Liverpool, Coppa Uefa 91/92. Gemellaggio sciolto nella stagione 2002/03, con molti rimpianti degli esponenti delle due curve, per alcune incomprensioni tra “Svitati Pisa” e “Ottavio Barbieri” e per un forte orgoglio e testardaggine delle due curve, oltrechè per il comportamento dei pisani in Livorno-Genoa non esattamente da “ospiti”, coi ragazzini che lanciavano dai bus bottiglie di Ceres ai passanti, prendendosi poi legittime sberle dai genoani. Si parla anche di amicizie personali tra esponenti di Ottavio Barbieri e Bal livornesi, non gradite dai pisani loro acerrimi rivali. Rimaste amicizie personali anche forti. -Vicenza: gemellaggio assai sentito, risalente agli anni ’80, quello coi “Vigilantes Vicenza”, presenti al fianco dei genoani a Verona e in Genoa-Ascoli nel 1989/90. Comunque a quanto pare rotto per via delle nuove leve di Vicenza, che essendo molto a destra non hanno gradito i “Che Guevara” esposti da genoani e il ripescaggio nel 2002/03 per il caso-Catania. -Roma: tra gli anni 70 e 80 è esistita un’amicizia tra il Cucs (Commando Ultrà Curva Sud) e la Fossa dei Grifoni, entrata in crisi nel ’90, quando alcuni gruppi non affiliati alla Sud romanista, andarono a Genova con l’intento di creare disordini, poi le cose si sistemarono; venne stabilito un patto d’amicizia, ma ebbe breve durata. Nell’83 i romanisti hanno festeggiato il secondo scudetto a Genova e non sono stati fischiati, il Cucs rispettava i genoani. -Liverpool: amicizia nata nella magica serata dell’Anfield Road, ritorno dei quarti di finale di Coppa Uefa 1991/92, quando il Genoa espugnò lo stadio di Liverpool, prima squadra italiana a farlo, vincendo 2-1. Infatti, a fine partita, mentre i tifosi del Genoa stavano festeggiando, improvvisamente, dalla Kop, la gradinata dei tifosi dei Reds più accesi, si alzò alto il coro “Genoa, Genoa”, che in brevissimo tempo coinvolse tutto lo stadio. Poi, quando i supporters genoani uscirono dallo stadio, senza alcuna scorta, e nello stesso momento in cui uscivano i tifosi inglesi, furono accolti con complimenti e pacche sulle spalle da numerosissimi fans britannici. Poi l’amicizia non è stata più coltivata, anche perché le due tifoserie non hanno avuto più l’occasione di incontrarsi. -Barcellona: amicizia risalente al 93/94, sbiadita nel tempo, tra la Fossa e il gruppo “Penya Almogavers” del Barça, dovuta ai molteplici incontri di quel periodo tra i due sodalizi. -Sambenedettese: ottimi rapporti coi marchigiani negli anni 80. -Campobasso: feeling negli anni 80. -Pistoiese: amicizia negli anni 80.
Rivalità: -Sampdoria: il derby stracittadino di Genova trasmette un’atmosfera unica, insolita, effervescente. Sarà per il clima che si respira durante la settimana, quando sale la febbre nei bar e nelle taverne, per lo spettacolo di colori, cori e passioni, offerto dalle Gradinate, o per lo stadio all’inglese a misura di calcio. E’ il derby principe per le coreografie, le più spettacolari, sofisticate, anche complicate, che hanno fatto scuola, ed ha un fascino particolare. Una rivalità sportiva, aspra ma leale, quasi sempre nella giusta misura. Megarissa nel 1989 in via Fereggiano, nel pieno centro di Genova: una colossale scazzottata che coinvolse oltre 200 ultras delle due sponde, e che ebbe conseguenze piuttosto gravi in termini di arresti e denunce. Poi la rivalità ha preso un’altra piega, meno esasperata, e per molti anni non si sono verificati scontri. Prima di un derby del 90/91 i cugini mandano un messaggio irriverente ai genoani: “Branco sì, ma di pecore”, gioco di parole col giocatore brasiliano Branco del Genoa. Nel 1999 i genoani festeggiano la retrocessione dei cugini sampdoriani in Serie B dopo 17 anni: una festa goliardica e pungente, com’è nello stile dei tifosi genoani. Scotto, capo-ultrà genoano, una delle più grandi figure che il movimento ultras abbia espresso, si è divertito a sbeffeggiare i blucerchiati facendo zittire la curva, in attesa del rigore, peraltro inesistente, accordato dall’arbitro Trentalange al Bologna, che condannò la Sampdoria, i cui tifosi gioirono non poco quando nel 1995 il Genoa retrocesse in B in seguito allo spareggio-salvezza perso a Firenze contro il Padova. Ormai famoso l’aneddoto riguardante l’acronimo U.L.T.R.A.S., gruppo storico sampdoriano nato nel 1969, che, come ricordato da illustri biografi, non significava “oltranzisti”, ma bensì, come per fortuna sapevano solo i fondatori, “Uniti Legneremo Tutti I Rossoblù A Sangue”. Mentre i genoani replicavano con “Ultimi Lerci Terroni Rimasti A Sampierdarena”. Il patto di non belligeranza tra le due tifoserie si rompe nel 2002/03: derby d’andata teso e caldo quell’anno, con una tensione latente. A fine gara, la polizia, fidandosi dei precedenti, abbandona totalmente i presidi nella zona Marassi, dove un centinaio di ultras di Samp e Genoa si fronteggiano faccia a faccia con spranghe e bastoni. Accoltellato un 34enne tifoso rossoblù, più alcuni feriti. Un’altra furibonda rissa tra ultras genoani e sampdoriani è avvenuta nel giugno 2012, con tra i protagonisti la “Brigata Speloncia”. Esposto a Bergamo nell’87/88 uno striscione rubato ai doriani. Scritta su un muro a Genova: “Sbirri e doriani stessa razza d’infami” -Milan: al termine di Inter-Genoa 81/82, durante scontri con interisti, i genoani subiscono la perdita dello striscione “Fossa dei Grifoni”. Un ragazzo della “Fossa dei Leoni” riesce a recuperarlo e, non visto, si allontana con lo striscione, che verrà restituito in seguito ai genoani. Tra genoani e interisti si strinse un gemellaggio, che poco dopo però verrà rotto a Genova dai genoani. I primi gravi incidenti avvengono a San Siro nell’83 e proseguono nel tempo. In Milan-Genoa 90/91 un nutrito gruppo di milanisti riesce facilmente ad entrare nel parcheggio dei pullman degli ospiti, facendo nascere uno scontro molto duro coi genoani, comprensibilmente impreparati a quella visita, che reagiscono come possono, prima di avere la peggio, con molti di loro feriti, alcuni da arma da taglio. A fine partita sono invece i genoani ad uscire senza scorta e caricare, ma l’intervento delle f.d.o. mette fine ai disordini. Un rossoblù viene ferito a Milano da una coltellata nel 91/92. I genoani a “Marassi” spesso negli anni ’80-’90 tendono dei veri e propri agguati, soprattutto alla stazione, al “nemico”. Nel ’90 alcuni rossoneri rimangono feriti in uno di questi agguati; viene bersagliato da sassi un autobus con a bordo tifosi milanisti diretto verso la stazione Brignole. L’anno dopo un gruppo di genoani, nel post-partita, sbuca dai banchi di un mercato e mette a dura prova il corteo di milanisti, con alcuni che riescono a staccarsi dal corteo blindato e si scontrano per circa due minuti, fino all’intervento della polizia. I genoani, che durante la partita espongono lo striscione “9/9/90: la Fossa carica i milanisti scappano”, perché, secondo loro, avevano avuto la meglio, si sfogano accoltellando due milanisti isolati, dopo che negli scontri avevano fatto una brutta figura. Nel 91/92 a Milano, dopo la partita, sospesa per impraticabilità del campo, scontri sotto una pioggia torrenziale: le due componenti si affrontano in P.le Axum; i genoani caricano anche con lame in mano. L’anno dopo, al San Paolo di Napoli, si gioca in campo neutro (!) Milan-Genoa: i milanisti prendono sottogamba la trasferta, ma sentendosi come se giocassero a San Siro, portano gli striscioni casalinghi, quelli grandi. Verso la fine però ci sono brutti scontri tra una trentina di milanisti e un mix tra gemellati napoletani e genoani. Gli striscioni vengono salvati per miracolo. Bilancio: diversi contusi da ambo le parti, un genoano e alcuni milanisti del centro-sud accoltellati. Il 29 gennaio 1995, un’ora prima di Genoa-Milan, viene accoltellato al cuore l’ultrà genoano Vincenzo Claudio Spagnolo, 25 anni, da parte del 18enne Simone Barbaglia, con la conseguente morte di Spagnolo, “Spagna” per gli amici. Un evento che segnerà, anche se per ragioni opposte, le vite di questi due ragazzi. Giunta la notizia del decesso del giovane nel corso del primo tempo, i tifosi di casa, nel clima surreale venutosi nel frattempo a creare, chiedono a gran voce la sospensione della partita, che avverrà nell’intervallo. La Nord rimuove tutti gli striscioni e abbandona lo stadio. Le forze dell’ordine bloccano i circa 1000 tifosi rossoneri giunti a Genova nel settore ospiti, fino a notte fonda, visto che, all’esterno, si stava scatenando una vera e propria guerriglia urbana, che andrà avanti fino a tarda notte, coi genoani a caccia di qualche milanista e che cercano invano di raggiungere il settore dei rossoneri, ostacolati dall’intervento energico delle forze dell’ordine. La rabbia dei genoani, la loro sete di vendetta, è comprensibilmente tanta, molti saranno i feriti al termine di una giornata che mette la città in ginocchio. Il responsabile del gesto infame (visto anche che Spagnolo era a mani nude) verrà condannato, in ultimo grado, a 16 anni e sei mesi di reclusione. “Spagna” frequentava il Centro Sociale “Emiliano Zapata” ed era molto noto e attivo in Gradinata Nord; sul punto dell’accaduto viene affissa una targa con scritto “Vivere nel cuore di chi resta non è morire. Ciao Spagna”. La domenica successiva, il 5 febbraio, è il giorno del grande Raduno ultras di Genova, del comunicato, scritto di primo pugno, delle “Brigate Nerazzurre Atalanta”, del famoso slogan “Basta lame, basta infami”, con la Serie A che si ferma per una giornata a riflettere. Al Raduno partecipano 390 ultras di 38 club diversi, mancano solo, di tifoserie importanti, milanisti (per ovvi motivi), juventini e torinisti. In Genoa-Milan 2010/11, i genoani espongono lo stendardo “BRN Roma” rubato. Nella stagione 11/12 un agguato ai milanisti provocò l’interruzione della gara per qualche minuto, a causa del lancio di lacrimogeni all’esterno dello stadio. Nel 13/14 esporto contro il Milan in Nord lo striscione “Milanista vigliacco sei senza dignità gioire per un morto non è mentalità”. -Juventus: rivalità vecchia, odio forte, radicato e storico, visto anche il gemellaggio Genoa-Torino, spesso trascesa in episodi di violenza. Ad esempio, in Juve-Genoa 93/94 un 17enne juventino venne fatto medicare al pronto soccorso per una ferita da taglio, denunciando in tale occasione di essere stato aggredito da un gruppo di otto persone. Per rissa furono poi denunciate undici persone. I genoani, affiancati dai torinisti, espongono al vecchio “Comunale” di Torino, contro la Juve, lo striscione “Non siete Drughi ma solo gobbi bastardi”. Circa 1500 unità affrontano la trasferta di Torino del 2008/09: all’arrivo bombe carta da parte juventina e reciproco lancio d’oggetti, presto sedato dalle guardie. Al terzo coro pro-Liverpool si alzano dalla curva Nord dirimpettaia cori contro “Spagna” e sulla rottura (temporanea) del legame Genoa-Torino. Scontri poi fuori dallo stadio tra grifoni e forze dell’ordine. Prima di Genoa-Juve 11/12, un gruppo di tifosi ospiti, parcheggiate le auto, vengono caricati da un gruppetto di genoani, che prendono lo striscione “Juventus club Savona”, mentre dentro lo stadio gli juventini espongono la pezza rossoblù “Santo Zeuggio”, non si sa bene quando presa. I genoani a Torino nell’89/90 esposero lo striscione “Avete scherzato sul grande Toro di Superga, finché non è caduto un muretto di merda” (ovviamente quello dell’Heysel nell’85 che provocò 39 vittime innocenti, tifosi bianconeri, schiacciati dagli hooligans del Liverpool), che fa capire bene la forte rivalità tra le due tifoserie. -Verona: vecchia rivalità. Nel ’99, nel pregara di Genoa-Verona, successe il finimondo. Gli ultras genoani (con loro anche una ventina di ultras pisani, gemellati) assalirono con spranghe, catene e sassi i pullman veronesi mentre si dirigevano a Marassi. I numerosi veronesi erano arrivati a Genova in evidente stato di ubriachezza, dopo la già festeggiata promozione in A. Le forze dell’ordine intervennero per riportare la calma e diversi agenti rimasero feriti negli scontri tra le opposte fazioni, che volevano darsele in tutti i modi. Gli scaligeri distrussero un bar e i bagni. Scontri a Verona nel 1997, con alcune diffide a carico dei genoani. -Bologna: nei lontani anni ’80 esisteva un’amicizia, dopodiché i rapporti coi felsinei sono stati sempre burrascosi, di fiera rivalità, acuita dallo striscione “Milanisti infami, voi e i genoani”, esposto dai bolognesi poco dopo l’uccisione di Spagnolo. L’amicizia potrebbe tornare solo se i bolognesi “Mods” (e tutti i loro sottogruppi) si sciogliessero. -Modena: vecchia rivalità anni ’70-’80. Il primo anno a Genova i modenesi furono caricati ore prima della partita da tanti genoani con mazze da baseball aventi lamette da barba conficcate. L’anno dopo, 1988/89, si riunirono prima della trasferta per decidere se andare o meno. Una volta decisi a farla partirono con un pullman armati fino ai denti e fu così che durante la perquisizione venne fuori un arsenale, cosa che ai tempi fece molto scalpore sui giornali e media in generale. -Atalanta: odio fin dai primi anni ’80; nel 1981 i genoani, in piena corsa per la A, si presentano a Bergamo in gran numero, la Fossa dei Grifoni fa il giro dello stadio e si scontra duramente con le Brigate Nerazzurre, per cercare di fare irruzione in Curva Nord. Queste però resistono, ma da questo momento inizia così una fortissima rivalità, che avvicinerà gli atalantini ai sampdoriani che, coi ternani, in Genoa-Atalanta del gennaio 1981 danno manforte ai soli otto (!) tifosi partiti da Bergamo in numero esiguo vista la pericolosità della trasferta. Per Alessandria-Atalanta dell’aprile ’82, i bergamaschi partono in tre pullman sicuri che ad attenderli ci siano torinisti e genoani, gemellati coi grigi. Dopo aver visto gli striscioni di genoani e torinisti in curva alessandrina, all’uscita dalla curva sale l’adrenalina, anche troppo, visto che una carica spontanea porta gli atalantini verso la curva Nord, e qui, dopo alcuni tafferugli, due noti esponenti della Nord genoana vengono portati via dalla polizia per le cure del caso. Arrestato un tifoso nerazzurro. -Parma: dagli anni ’80 odio forte, molto sentito visti i numerosi scontri in passato. Incidenti al “Tardini” di Parma nel 1984/85. Nel 1987 viene preso in scontri dai genoani lo striscione “C.U.S.” parmense. Certamente influisce il gemellaggio dei parmensi coi sampdoriani, rivali cittadini. -Spezia: forte, acerrima rivalità regionale, dovuta anche all’amicizia degli spezzini coi sampdoriani, durata nel tempo. In Spezia-Genoa 05/06 esposti gli striscioni “Spezzini mai cugini” e “Né Liguria né Toscana: spezzino figlio di puttana”. Mentre i padroni di casa esponevano “9 scudetti, la vostra storia? Sono ricordi da preistoria”. -Fiorentina: antica e forte inimicizia, dovuta anche al fatto che i toscani sono stati gemellati per molto tempo coi “cugini” sampdoriani. Scontri cruenti in passato. -Inter: vecchio odio, visto anche il gemellaggio che c’era all’inizio degli anni ’80 tra Genoa e Milan. Diverse volte sono successi casini. -Foggia: vecchie ruggini. Nell’ottobre 1992 un primo gruppo di genoani, a bordo di due pulmini (il resto della tifoseria giungerà in treno più tardi), passa, in assenza di polizia, davanti alla curva foggiana; da questa parte una sassaiola. La reazione è pronta: i genoani scendono, ma soccombono di fronte al maggior numero di foggiani, che rubano gli striscioni “Eurolanterna” e “G.A.” (Gruppo Angustiato), ma non quelli della Fossa. -Ascoli: antica, forte storica rivalità, soprattutto alimentata dall’odio dei piceni verso gli anconetani, gemellati coi genoani. -Taranto: vecchie ruggini, coi pugliesi spavaldi in casa, ma assai più docili in trasferta. Striscione “Vecchia Fossa”, rubato ai genoani, esposto a Empoli nel 1988/89. Marsiglia: i francesi sono fortemente gemellati con gli odiati cugini sampdoriani, e questo basta…-Bari, -Brescia: rivalità minori ma comunque sentite.
Cenni storici: La storia del tifo rossoblù è legata indissolubilmente a quella della leggendaria Fossa dei Grifoni, che nasce nel 1973, facendo il suo esordio alla prima giornata del campionato 73/74 in Inter-Genoa, ma già l’anno prima (1972) i fondatori erano raggruppati dietro lo striscione “Furie Rossoblù”, in una fase che si può definire embrionale. La Fossa era peraltro già appartenente al Club Ottavio Barbieri, nato il 17 novembre 1970, giocatore simbolo del Genoa vincitore degli scudetti del 1923 e del 1924, uno dei più grandi giocatori del Genoa di tutti i tempi. Due sodalizi sorti in momenti bui del “vecchio balordo”, quando militava in Serie C. Il bagaglio sportivo ereditato dal popolo rossoblù (la prima squadra di calcio in Italia, i nove scudetti, la tradizione di dominatrice del calcio pionieristico) ha fatto da propellente affinché il genoano si attaccasse smodatamente alla squadra. Altri gruppi, agli albori degli anni ’70, occupavano la gradinata di Marassi, tra cui le “Squadre d’Azione Rossoblù”, l’”Inferno” e i “Tupamaros”. Dopo la morte del laziale Vincenzo Paparelli, avvenuta in un derby romano dell’ottobre ‘79, anche la Fossa, come tanti altri gruppi, è costretta a trovare una scappatoia alla repressione poliziesca, modificando il nome in “Giovani della Nord”. Gli anni ’80 e i primi anni ’90 passano tra alterne vicende sportive, tra il baratro della C ed il fulgore della passerella europea. Nel 1993, per l’anniversario dei suoi 20 anni, la Fossa dei Grifoni, tra lo stupore generale, si scioglie per diversi motivi, fra i quali una contestazione feroce dell’ora presidente Aldo Spinelli, che determina anche un contrasto con il resto della tifoseria, che non condivide più il modo di tifare della “contro” della Nord. Inoltre la Fossa inizia ad avere anche un rapporto difficile con la stampa locale e con le forze dell’ordine, così, per il bene del Genoa, chiude i battenti. Le redini della Nord vengono raccolte dall’Ottavio Barbieri, dove confluiscono alcuni vecchi militanti della Fossa; si dimostrerà negli anni un gruppo validissimo: lo spirito della Fossa s’incarna e vive in esso. Dopo uno sciopero del tifo durato parecchio tempo, dalla stagione ‘96/’97 appare in gradinata lo striscione “Vecchi Orsi”, ultras che si ritengono appartenenti alla vecchia mentalità della Fossa di Grifoni. Negli anni si son saputi ritagliare sempre più importanza nei Distinti i “Figgi dö Zena (Figli del Genoa), gruppo numeroso che produce ottime coreografie, alimentando un settore tradizionalmente piuttosto silenzioso. Una volta, infatti, quando i “Figgi dö Zena” non esistevano, i Distinti venivano invasi da gruppi di tifoserie di grandi squadre (Roma,Milan, Juve, Inter, ecc.), cosa adesso sicuramente non più permessa. Sono un gruppo di ragazzi di Sant’Eusebio, nell’entroterra genovese. Dal ’95-’96 al 2004/05 il Genoa militerà per dieci lunghissimi anni in Serie B, con piazzamenti mediocri, indegni del suo blasone. Addirittura, nel 2002/03, retrocederebbe in C1, se non venisse ripescato grazie al “caso Catania”, che provocò l’allargamento della B a 24 squadre, benedetto dai liguri. L’anno successivo, seppur di poco migliore, è assai travagliato, ed arriva un deludente 16° posto. Nel 2004/05 il Genoa arriva primo e sarebbe in Serie A, ma, per delibera della Caf, viene retrocesso all’ultimo posto, con 3 punti di penalizzazione da scontare in C1. Infatti, alcuni giorni dopo la fine del campionato, viene scoperto un illecito riguardante Genoa-Venezia (3-2, il Venezia era ormai ultimo spacciato) dell’ultima giornata, la cui responsabilità viene addossata al presidente Preziosi, con l’accusa di aver “aggiustato” la partita. Lo sconcerto è tanto, ma chi avesse dubbi che la vicenda Preziosi possa sfaldare la tifoseria, si deve ricredere. Con 17.759 spettatori di media, e oltre 15mila abbonati, il pubblico del Grifone in C1 è il più numeroso, in una stagione tribolata, tra campo e tribunali: prima la retrocessione d’ufficio, poi il tira e molla giudiziario sui punti di penalizzazione e, sul campo, la rivale Spezia a contendere la promozione in B. 31.000 spettatori ufficiali accompagnano il Grifone in B nella finale di ritorno dei Playoff 2005/06 contro il Monza (0-1, ma 2-0 all’andata). L’anno dopo, con il terzo posto, arriverà anche la Serie A, e una nuova ventata di entusiasmo investe la tifoseria rossoblù. Nel 2009 il Genoa centra l’Europa League, con un quinto posto a sorpresa che ha dell’incredibile, e che vede l’argentino Diego Milito mattatore con 24 reti segnate (secondo nella classifica marcatori a un gol da Ibrahimovic), idolo indiscusso della Gradinata Nord. Nell’aprile 2010 l’Ottavio Barbieri si scioglie, lasciando un vuoto di potere in Nord, che viene colmato dal club “Via Armenia 5 r”. Molti esponenti del gruppo partecipano nell’aprile 2012 alla clamorosa protesta nei confronti dei giocatori, colpevoli, a parer loro, di scarso impegno, durante Genoa-Siena (1-4), allorché verso fine primo tempo, con i toscani in vantaggio di 4 gol, invadono il settore “distinti 1° anello” portandosi sopra al tunnel degli spogliatoi, imponendo un prolungato stop alla gara e ottenendo di far togliere le maglie ai giocatori, indegni e immeritevoli di indossarle, consegnate poi al capitano Marco Rossi, l’unico ritenuto degno di portare la fascia dal popolo rossoblù, dopo il povero Gianluca Signorini. In campo scende anche il presidente Preziosi per tentare una mediazione. A risolvere la situazione ci pensa Sculli, attaccante rossoblù, che, appeso al telone degli spogliatoi, parla con un capotifoso, indicando poi a capitan Rossi, con in mano le divise dei compagni, di fargliele rindossare. A fine campionato arriverà una sofferta salvezza, un angosciante quart’ultimo posto, che verrà ripetuto l’anno dopo. Nel 2014 un altro piazzamento deludente: 14° posto. Ai primi dell’anno 2015 si forma in Nord il nuovo gruppo “Collettivo Rossoblù”. Nel 1915 arriva un sorprendente 6° posto, con una Gradinata Nord su alti livelli, che avrebbe significato Europa League ma la mancata licenza Uefa rende tutto inutile. Nel 2016 il Genoa vivacchia a metà classifica e finisce 11°. Il resto è storia dei nostri giorni.
Curiosità: Circa 250 tifosi del Genoa, dopo il pesante 0-5 rimediato contro il Pescara alla 23^ giornata, squadra che fin lì non aveva mai vinto sul campo, hanno atteso la squadra, al rientro da Pescara, all’aeroporto “C.Colombo” per contestarla pesantemente con calci, sputi, pugni, insulti, uova e fumogeni contro il pullman sul quale erano montati dopo l’atterraggio giocatori, dirigenti e allenatore. Gli insulti maggiori sono stati proferiti al presidente Enrico Preziosi, in quanto è fallito il suo progetto, e al dirigente Omar Milanetto. Poche ore dopo la società prendeva la decisione di esonerare Juric, che non è stato insultato, né nominato, perchè non ritenuto responsabile della crisi del Grifone, e chiamare Mandorlini per dare una scossa all’ambiente e a una squadra che non vince dal 15 dicembre (1-0 nel recupero con la Fiorentina) e che nelle ultime 11 partite ha totalizzato solo 5 punti, fischiata anche con Sassuolo e Crotone, mentre a Pescara, i tifosi al seguito del Genoa, al 40° già sotto di tre gol, avevano ammainato striscioni e bandiere lasciando il settore loro riservato. Mandorlini però è inviso dalla tifoseria per i suoi trascorsi antigenoani, e il vice storico, Enrico Nicolini, ha deciso di non seguirlo sulla sponda rossoblù, perché, spiega sui social, ama la Sampdoria, che non vuole tradire, per rispetto nei confronti dei tifosi genoani. Mandorlini, accolto al suo primo allenamento da l’eloquente striscione “Mando vai se Gasp non ce l’hai”. In settimana la Gradinata Nord ha emesso un lungo comunicato, appoggiato anche dai clubs, in cui hanno annunciato lo sciopero del tifo in occasione di Genoa-Bologna di domenica scorsa 26 febbraio ‘17, chiedendo ai genoani di non entrare allo stadio e di non appendere gli striscioni, riconoscendo di chiedere un grande sacrificio forte al popolo genoano, e come anche per loro sia un prezzo carissimo non entrare, ma non dando un segnale si renderebbero complici di tale vergogna. Durante Genoa-Bologna (1-1) presenzia un po’ di gente solo nei Distinti e in Tribuna, mentre le gradinate Nord e Sud erano spoglie, semideserta la prima, praticamente deserta la seconda, mentre alla cancellata dello stadio era esposto lo striscione “Vergognatevi tutti!!!”. Il presidente Preziosi è di nuovo nell’occhio del ciclone, perché smantella la squadra ad ogni mercato e sembra essersi infilato in un vicolo cieco dal quale fatica a uscire. Insomma, non è un buon momento per la piazza rossoblù. -E dire che nell’estate 2016 alla festa della “Brigata Speloncia”, si era svolto un dibattito pubblico durante il quale i ragazzi della Nord avevano spiegato le ragioni riguardo alla contestazione della scorsa stagione, la loro posizione nei confronti della società e soprattutto chiesto al presidente Preziosi un incontro davanti a tutti i genoani, ultras e non in cui chiarisse con sincerità i suoi programmi e il futuro del Genoa. Durante l’incontro Preziosi non solo ha fatto ammenda riguardo alle passate disastrose campagne acquisti e riguardo alla vicenda della mancata Licenza Uefa, ma ha sottolineato che d’ora in avanti alle parole corrisponderanno i fatti. La positività scaturita da questo incontro si era fatta vedere nelle prime partite di campionato, con una Nord più partecipe, carica, affamata. Peccato che le parole del presidente siano risultate promesse da marinaio. -In occasione di Genoa-Empoli, ottobre 2016, 8^ giornata 16/17, è stato esposto lo striscione “Fulvio tieni duro”, esponente della “Brigata Speloncia” colpito da una legge folle e assurda, un regime rigidissimo che gli agenti dell’Anticrimine gli hanno notificato, con divieto di allontanarsi dal Comune di Genova, obbligo di firma tre volte a settimana e interdizione ad uscire da casa dalle 21 alle 7 del mattino. Una misura che viene applicata ai peggiori criminali in sorveglianza speciale, ma Fulvio, 43enne, impiegato nel settore dei traslochi di San Fruttuoso, con la criminalità organizzata non c’entra nulla. E’ sì un ultrà del Genoa, per di più considerato dalla polizia anche violento, ma da più di vent’anni convive soltanto con Daspo e pomeriggi passati in commissariato a firmare, invece che allo stadio. Ma questo per la Questura basta e avanza perché venga sottoposto ugualmente al regime di sorveglianza speciale. Come avviene per mafiosi, ‘ndranghetisti o camorristi: lo dice l’Art.4 del codice “antimafia” che dall’agosto 2016 è stato allargato anche al tifo violento. Fulvio di scontri da stadio è stato protagonista fin dagli anni 90: assalti alle tifoserie avversarie, botte a steward e aggressioni. Da Genova, passando per Ravenna e arrivando fino a Milano; per ultimo nel gennaio 2016 l’accusa di aver sparato, prima del match Genoa-Juve un razzo nautico contro i bianconeri, transitando davanti allo stadio con il suo scooter, nonostante già daspato: la classica goccia che fa traboccare il vaso. Nel derby della settimana seguente viene esposto lo striscione “Gli ultrà sono al tuo fianco Fulvietto non mollare”. In molti altri posti gli ultras hanno esposto scritte per lui, ad esempio a Benevento, esterno stadio, “Tieni duro Fulvio ultras genoano”, a Bologna “Ultras non è indice di colpevolezza, Fulvio libero”, durante Bologna-Palermo 16/17. -Nel derby di andata 16/17 i genoani propongono all’inizio una megasbandierata unita all’accensione di diverse torce. -In seguito al terribile terremoto che il 24 agosto 2016 (e purtroppo le scosse si son ripetute violente anche a distanza di tempo) ha colpito il centro-Italia, la Nord si è adoperata per una raccolta di generi di prima necessità, avvenuta in più punti della città, con un ottima risposta della gente genoana e non solo. In una settimana riempiti un camion e un furgone. La consegna è avvenuta personalmente domenica 4 settembre ’16, agli ultras ascolani, coi i beni in un capannone di Ascoli, questo nonostante la storica, profonda rivalità con loro. -Ha avuto un grande successo la festa per il 123° anniversario del Genoa, organizzata in estate alla Fiera di Genova, con la presenza dei giocatori e, allo scoccare della mezzanotte, lo spettacolo pirotecnico, col cielo che si tinge di rossoblù. Invitato anche un amico da Cosenza, che visibilmente commosso ha elogiato i genoani in un discorso sulla repressione. -Il Questore di Genova emette 12 Daspo, nei confronti di chi, l’8 maggio 2016 (penultima giornata stagione 15/16), prende parte ai violenti scontri che si manifestano già poco dopo le 12 e che poi esplodono dal pomeriggio fino a sera, tenendo in scacco nelle vie di Marassi al termine del derby genovese. La durata dei divieti varia da un minimo di 3 a un massimo di 8 anni, ma dei dodici daspati solo uno è genoano. Un derby da incorniciare per i genoani, nettamente vincitori in campo (3-0) e sugli spalti, col ruggito di tutta la Gradinata Nord. -Gli ultras della Gradinata Nord hanno realizzato una mostra fotografica dal titolo “Ultrà Genoa cfc 1893. Le radici della leggenda”, dedicata alla storia del movimento ultrà genoano, dalla nascita della Fossa dei Grifoni ai giorni nostri, in collaborazione con la “Fondazione Genoa 1893”. L’esposizione presenta, attraverso un percorso cronologico, un viaggio tra immagini, fanzine, adesivi, trasferte, sciarpate, cortei e gemellaggi. A corredo dell’esposizione, un docu-film realizzato nel 2015 in occasione dei 122 anni del sodalizio genoano, dal titolo “Gradinata Nord”, che documenta, col contributo dei ragazzi, il lavoro che sta dietro alle straordinarie coreografie, che hanno reso celebre in tutto il mondo la tifoseria genoana. La mostra è stata aperta al pubblico dal 17 dicembre 2016 al 12 febbraio 2017. -Comincia con il sole e finisce con il sole, con in mezzo un improvviso temporale che precipita sul “Ferraris” circa 40 mm. d’acqua in un’ora, e che costringe l’arbitro Banti a sospendere la gara Genoa-Fiorentina, valevole per la 3^ giornata di campionato, settembre 2016, al 28’ del primo tempo, quando già da una decina di minuti la pioggia cadeva fitta su giocatori e spettatori, rendendo impossibile giocare a calcio. Ottimo il tifo della Nord con i bandieroni sempre alti, ma lo spettacolo vero arriva al 30°, quando le due squadre abbandonano il terreno di gioco e la Nord inizia lo show con cori ancora più intensi di prima e tutta la gente partecipa al coro “Chi non salta insieme a noi cos’è…sporco doriano…”, saltando sotto la pioggia. -In occasione di Genoa-Milan, dell’ottobre 2016, 10^ giornata 16/17, la Nord si fa sentire sin dall’inizio con cori per Claudio Spagnolo e contro gli odiati milanisti. Il tifo vocale torna ad ottimi livelli dopo il derby un po’ sottotono. Al 15° la Nord si accende con una bellissima torciata di fiaccole bianche. -Nel 2015/16, dopo la non assegnazione della licenza Uefa, la Gradinata Nord, da tempo in subbuglio con Preziosi, decide di dimostrare dissenso e contrarietà contro la società, arrivando a togliere, in segno di contestazione, i colori rossoblù allo stadio: al posto dei soliti striscioni, dal precampionato, per molto tempo campeggia solo la scritta “Rispetto”. Gli ultras invece ci sono sempre stati, vigili osservatori, non facendo mai mancare il loro appoggio. -Dopo la disfatta del derby di andata 15/16, gli ultras si incontrarono allo stadio “Signorini” con la squadra: ebbero la freddezza di fare l’unica cosa sensata, quella di rimarcare un sostegno incondizionato, cosa che è servita a unificare di più il rapporto tra squadra e tifosi, gli unici che hanno sempre è comunque a cuore il bene del Genoa. Passaggio che a mister Gasperini non è andato giù, e non solo perché non invitato alla pacifica chiacchierata in quanto responsabile e complice, insieme a Preziosi, di tale disfatta, ma anche perché la verità è scottante e lui si è sentito punto nel vivo. Il mister, forse perché non invitato alla chiacchierata, ha fatto poi fatto ciò che di più inopportuno e infamante potesse fare, ovvero nomi di persone che peraltro per il Genoa sputano sangue. Anche Gasperini poi si allineerà al pensiero degli ultras iniziando a chiedere che vengano fissati obiettivi e venga fatta chiarezza. -La Nord, nel febbraio 2016, ha promosso un’iniziativa unica in Italia: nelle gare interne con Udinese, Empoli e Torino, all’esterno dello stadio in vari punti bene visibili hanno effettuato una raccolta di generi alimentari, in collaborazione con “Music for Peace”, che verranno successivamente distribuiti per aiutare chi ne ha più bisogno, chi non ce la fa in questo difficile momento economico che sta attraversando l’Italia. -Bella iniziativa del tifo organizzato, in occasione di Genoa-Chievo del 18 ottobre ’15, per la commemorazione del Professor Franco Scoglio, a dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta nell’ottobre di dieci anni prima in diretta, durante una trasmissione sportiva di una tv privata genovese. Esposti gli striscioni “Unico solo ineguagliabile insostituibile, ciao Prof! i tuoi ragazzi”, nella Nord, e, parafrasando una frase del Professore, “Noi siamo il Genoa e chi non è convinto posi la borsa e si tolga le scarpe”, nei Distinti. Ancora oggi, a sottolineare l’amore che legava i genoani a Franco Scoglio, sventola una bandiera in Nord con la sua effige. Una vera bandiera e uomo simbolo è considerato anche Vincenzo Torrente, che il 12 febbraio 2016 ha compiuto 50 anni, una vita dedicata al Genoa. Fu indimenticabile la gara Genoa-Cosenza 3-0, della squadra Primavera diretta da lui, nel giugno 2003, la notte dell’orgoglio rossoblù, con forse la più bella Gradinata Nord mai vista. -Dolore e sconforto per la perdita di “Mao”, ultrà di lungo corso del Genoa, avvenuta prematuramente a causa di un incidente stradale il 10 gennaio 2015. I circa mille genoani in trasferta a Milano con l’Inter, gli hanno dedicato lo striscione “Ciao Mao vecchio ultrà”, riproposto anche la domenica successiva, in casa col Sassuolo, ultima giornata di andata del campionato 14/15, insieme a “Ciao Mao. I tuoi fratelli” e “Ciao Gianni vecchio cuore rossoblù”. -La stagione 2014/15 è stata quella della riproposizione coreografica in Nord del sipario, retto col sistema delle carrucole “Un cuore grande così”, in Genoa-Cesena, caratteristico copricurva proposto per la prima volta il 29 marzo ’87, in Genoa-Cremonese, e dell’imponente contestazione in Genoa-Fiorentina contro i continui torti arbitrali, che ha fatto restare fuori dallo stadio per 10 minuti tutto il popolo genoano. In quella stagione i 250 diffidati di Genoa-Siena stavano terminando la diffida e in fase di processo sono stati assolti in tanti, perché i fatti non sussistono, rimanendo condannati solo i primi 12 che furono arrestati, che tutt’oggi firmano e non possono entrare allo stadio. -In Genoa-Verona del febbraio 2015, consueto bel tifo della Nord, ma la giornata è macchiata dal coro dei veronesi “Alluvionati, voi siete alluvionati…” (Genova era stata recentemente colpita da una tragica recente alluvione), considerando anche l’amicizia che li lega ai sampdoriani…! -Nel derby di ritorno 14/15, previsto al sabato sera e rinviato al martedì successivo alle 18,30, con qualcuno che storce il naso, parte la sfida e si vede subito che i genoani sono molto gasati, e per gli interi 90’ sono autori di una performance eccezionale, che vale da sola il prezzo del biglietto: tanti cori a sostegno, bellissime manate a tutta curva, sempre alte le molte bandiere, che sovrastano il tifo doriano, leggermente sottotono. Ennesima porcata dello Stato italiano: molti diffidati sono stati denunciati perché non si sono recati a firmare durante l’intervallo del derby posticipato per pioggia! Come si fa a sapere quand’è l’intervallo di una partita che manco si è giocata? -Genoa-Torino del maggio 2015: i granata raggiungono Genova con molti mezzi privati e si recheranno sotto la Nord per il consueto scambio di sciarpe e bevute insieme con il popolo rossoblù. Espongono ad inizio gara lo striscione “Scotto non mollare”, personaggio storico della Gradinata Nord che lotta contro una brutta malattia. La Nord genoana espone gli striscioni “All’Europa ci crediamo poche storie e lottiamo!!!”, “Benvenuta Maratona” (la curva torinista più importante) e “Al fianco di Napoli, nel cuore di Genova, Ciro vive”, dedicato al povero napoletano Ciro Esposito. -Per la penultima giornata del campionato 14/15, il 24 maggio, si gioca a Marassi un match delicatissimo contro l’Inter, vinto 3-2. Nel pregara i tifosi accompagnano la squadra in pullman fino al “Marassi”, per dirle grazie per un campionato sempre condotto su posizioni alte, senza mai mollare; lungo il tragitto saranno accessi torce e fumogeni e tantissimi saranno i cori che si alzeranno lungo le vie cittadine. La Nord e la Sud sono piene. La prima accoglie l’ingresso in campo delle squadre con fuochi d’artificio e una bellissima sciarpata a tutta curva, mentre in Sud saranno festeggiati con una bella coreografia i 20 anni dei “Figgi dö Zena”, con la scritta “Orgogliosi di esserlo, fieri di non essere altro”; nei Distinti saranno calati bandieroni con le date e l’insegna del gruppo, per un bell’effetto d’insieme. Gradinata Nord in grande spolvero, una gara bellissima, tiratissima, con lo stadio che esplode letteralmente al gol di Kucka all’88°. Tra gli striscioni esposti si segnalono “Preziosi, la licenza Uefa un’altra tua vergognosa schifezza”, “Gasperini: del contratto non è tempo di parlare, pensa solo ad allenare. Tifoseria organizzata” e, in Sud, “Non manca la licenza quanto la vostra coscienza, meritiamo rispetto!!””. -Genoa-Empoli di lunedì 20 ottobre 2014 ha rappresentato la prima partita casalinga del Genoa dopo la devastante, disastrosa alluvione che ha colpito la Liguria e in modo particolare il capoluogo. Il pensiero dei presenti è andato a qualche giorno prima, le ferite erano ancora fresche. I genoani espongono ad inizio gara lo striscione “Superba per uomini e per mura Genova si rialza da sola!!”, gli ospiti “Empoli solidale con Genova e il popolo ligure”. -Contro la Juventus, ottobre 2014, 9^ giornata del campionato, la Nord espone la significativa scritta, riguardo all’alluvione “Solo dalle curve la solidarietà…grazie ultrà”. Inoltre viene esortato il popolo rossoblù a stare più vicino alla squadra con lo striscione “Basta mugugnare è l’ora di spingere il grifone a volare”. -Per Genoa-Napoli, prima giornata del campionato di A 2014/15, viene ricordato Roger, ultrà genoano scomparso prematuramente qualche giorno prima, con lo striscione “Nel cielo brilla una stella in più, ciao Roger guerriero rossoblù”. -Dal campionato 14/15, prendono posto in Gradinata Sud i ragazzi giovani dei “Figgi do Zena”, club sempre molto attivo, che dopo vent’anni intraprende una nuova sfida, dandosi da fare per animare il tifo in un settore un po’ spento, col suo entusiasmo e colore. -Il 5 febbraio 2014 chiesa di piazza Alimonda gremitissima per l’ultimo saluto a Pippo Spagnolo, scomparso alcuni giorni prima, per almeno 50 anni anima del tifo genoano, memoria storica della Nord: si può dire che l’abbia creata lui. I locali di via Armenia erano suoi. Per rendergli omaggio si sono ritrovati tanti ex giocatori rossoblù, da Nappi a Skuhravy, da Onofri a Turone. Folta anche la rappresentanza societaria del Genoa Calcio. Presenti anche Sculli, Portanova, l’ex capitano Rossi e il preparatore dei portieri De Prà, oltre a tifosi blucerchiati, come ad esempio il leader Claudio Bosotin. Al termine della funzione, gli ultras rossoblù hanno portato in spalla la bara di Pippo Spagnolo fin davanti alla sede del club “Via Armenia 5r”. -Il derby Genoa-Sampdoria 2013/14, secondo una contorta, sbagliatissima decisione della Lega Calcio, si sarebbe dovuto giocare alle 12,30 di domenica 2 febbraio ’14, ma la decisa protesta di entrambe le tifoserie, che minacciavano, se non si fosse spostato l’orario assurdo, di disertare lo stadio, porta, il venerdì precedente, alla decisione di giocarlo lunedì 3, all’orario serale. La decisione della Lega di giocarlo all’ora di pranzo, era stata presa per motivi di ordine pubblico, visto che, nel quartiere di Marassi la sera si svolgeva una fiera-mercato, che però non avrebbe causato intoppi alla partita, e quindi sembrava solo una scusa. Dopo le coreografie da applausi della Nord e dei distinti, i tifosi del Genoa animano la stracittadina con alcuni striscioni indirizzati a Fabio Caressa, noto telecronista e direttore di Sky Sport 24, in risposta al severo editoriale andato in onda sul rinvio del derby, in aspra polemica con la volontà delle tifoserie, contrarie al “lunch-match” domenicale. La Nord espone “Caressa: di Genova non sai niente, taci pezzente” e “Caressa maiale!”, oltre a “Fatevene una ragione: il calcio non è business ma pura passione”. -Settimana durissima per il movimento ultras genoano quella che precede Genoa-Torino 2013/14, con quattro tifosi condannati a pene da due anni a due mesi a due anni e dieci mesi, per i famosi episodi di Genoa-Siena del 2012. Per questo motivo i gruppi della Nord comunicano prima della gara che nei primi 10 minuti resteranno in assoluto silenzio, per solidarietà coi diffidati; quando le squadre entrano in campo in Nord viene esposto lo striscione “Il nostro silenzio è per voi che siete di noi!”, a cui fa seguito “Condanne per reati inesistenti, questa è la legge…giudici delinquenti”. Al decimo minuto dalla parte superiore della Nord viene srotolato un grande striscione, con la scritta “Avanti Gradinata Nord”, mentre di sotto bella la torciata in stile “greco”. I fatti di Genoa-Siena scatenarono un clima di caccia alle streghe, che il tifo organizzato ha pagato con 250 diffide di lunga durata e 12 arresti, che hanno falcidiato la Nord, presa in mano dal “5 rosso”, che lì, nonostante le gravi difficoltà e la voglia di mollare tutto, che non è da genoani, ci mise la faccia e si è fortificato; sentenze contraddittorie per un caso che scatenò un vespaio di polemiche, suscitando l’indignazione ipocrita dell’opinione pubblica e dei mass-media, e la condanna dei vertici della Figc, in prima persona del presidente Giancarlo Abete. Certo, gli ultras rossoblù non agirono da agnellini, esagerando forse nei modi della protesta che portò una fortissima tensione dentro lo stadio, anche con lancio di fumogeni in campo, ma fecero questa azione mossi dall’istinto e dal forte amore per la propria squadra, che stava soccombendo “0-4” in casa contro una diretta concorrente per la salvezza. -Le diffide di Genoa-Siena vietavano la partecipazione a manifestazione di tutte le categorie tranne quelle giovanili. Per non perdere l’abitudine e mantenere il gruppo “5 r” compatto e unito, venne deciso di seguire l’unica categoria non vietata: i Giovanissimi Nazionali. -Grandi festeggiamenti si sono tenuti nel 2013 per i 120 anni del sodalizio rossoblù: due giorni e due notti per rievocare le gesta della società di calcio più antica d’Italia, fondata il 7 settembre 1893 da un gruppo di inglesi appassionati di football. -Dalla gara Juve-Genoa, del 27 ottobre 2013, gli ultras della Nord sono tornati in trasferta, grazie alla “Our Way”, simile al voucher delle partite casalinghe, considerando che l’Art.9 esiste sia in casa che in trasferta. La domenica precedente, col Chievo, un volantino invitava tutti gli ultras a sottoscriverla e a partecipare in massa alla trasferta di Torino: “Tutti a Torino in treno!!!”, recitava uno striscione in Gradinata. -11 giugno 2005, Genoa-Venezia 3-2, ultima giornata, campionato di serie B: uno stadio si colora interamente di rossoblù con splendide coreografie per celebrare il ritorno in Serie A. Tutto ciò che succederà dopo non cancella le emozioni di quella serata, nonostante la festa sia rovinata nei giorni successivi dal ritrovamento di una valigetta con 250.000 €. nelle mani del dirigente del Venezia Pagliara, pescato nei pressi dell’azienda “Giochi Preziosi”, di proprietà del presidente del Genoa, Enrico Preziosi. -Particolarmente dura fu, negli anni ’90, la contestazione al presidente del Genoa Aldo Spinelli, partita da Genoa-Foggia del maggio ’92, colpevole di tirare su ragazzi come Skurhavy, Aguilera, il povero Fortunato, Christian Panucci, Eranio, Bortolazzi, ecc., per poi rivenderli al miglior offerente, così da indebolire la squadra e farla svernare in Serie B. Uno striscione recitava: “Spinelli ti compri la stampa ed il coordinamento ma non potrai mai comprarti noi 100!”. Nel segno della rivolta anche l’inizio dell’anno 2000: nel mirino il presidente Scerni, accusato di non avere a cuore gli interessi del Genoa. La società poi verrà ceduta in parte all’imprenditore Luigi Dalla Costa. Il duo Scerni- Dalla Costa, però, era inviso dalla tifoseria, apertamente contro di loro. -Una storia a sé meriterebbe lo striscione “Grifoni Ovunque”, nato nel 1988 che ha visto tutti (o quasi) gli stadi dove il Genoa ha giocato. E’ stato portato addirittura a Ginevra, tra la meraviglia dei presenti e il gotha dell’Uefa, per il sorteggio del 1° turno della Coppa Uefa 1991/92, riuscendo ad entrare (4 ragazzi più lo striscione) in qualche modo nel gran salone del sorteggio, addirittura esposto su una balaustra, in compagnia dello striscione della “Fossa”, appoggiato sulle sedie. -Le tifoserie genovesi hanno in passato contribuito all’opera di sensibilizzazione e solidarietà delle curve alle piaghe sociali. In particolare, la Fossa dei Grifoni per anni collaborò con “Greenpeace” e con “Humanitad”, associazione umanitaria che costruisce asili, scuole e centri polivalenti nelle aree più povere dell’America Latina. Il gruppo rossoblù contribuì in prima persona alla distribuzione di pacchi di medicine e viveri a Bucarest, in occasione della gara di Coppa Uefa tra Genoa e Dinamo Bucarest e ha perfino adottato bambini in Colombia. Roberto Scotto, leader della Fossa, fu tra i promotori con altri ultras dell’associazione “No all’indifferenza”, che si è occupata dei problemi di tossicodipendenza, con il sostegno dell’Uisp. Dalla festa per i 15 anni della Fossa fu raccolta una grossa cifra per l’ospedale “Gaslini” e coi proventi di un’altra festa all’Acquasola venne costruito un centro polivalente a Montevideo, in Uruguay. Nel 1989 furono aumentati di mille lire i biglietti per contribuire alla raccolta fondi per il bolognese Ivan Dall’Oglio, sfigurato da una molotov lanciata dai fiorentini a Rifredi. Sempre nell’89 fu organizzata la festa “Todos Juntos”, quando furono invitati in Gradinata Nord musicisti di strada sudamericani. La sezione “I Caruggi” della Fossa aprì un centro sociale. Significativo e avventuriero il “viaggio” fatto dai ragazzi della Fossa ai confini della Croazia, per portare viveri di prima necessità ai musulmani. Nel 1992 il Comune di Genova affidò la pulizia del “Ferraris”, e successivamente la vigilanza delle aree delle celebrazioni colombiane, alla cooperativa “Genova Insieme”, gestita da membri genoani e doriani, risparmiando sulle spese dell’Azienda Municipalizzata per l’igiene urbana. Sempre le due tifoserie hanno organizzato una lotteria nel ’93, alla vigilia di un derby, per l’acquisto di un defibrillatore cardiaco destinato a “Liguria Emergenza”. Nel 2004/05 donazioni di sangue a favore dell’Avis, grazie all’iniziativa di ultras e clubs. A sette anni dall’ultima volta, anche il 4 aprile 2015, prima della gara casalinga con l’Udinese, è stato raccolto sangue. Domenica 12 ottobre 2014 gli ultras del Genoa organizzarono due punti d’incontro dove i volontari potevano presentarsi per essere smistati nelle varie zone della città, colpita dalla terribile alluvione. Avrebbero voluto intervenire prima, ma si resero conto che potevano essere d’intralcio all’operato della Protezione Civile, vista la situazione di “Allerta 2”. -Fin dai primi anni della sua storia, il Genoa ha goduto di un pubblico importante: il Grifone, nelle occasioni più importanti della sua nobile storia, si è ritrovato quasi sempre scortato dai suoi supporters. Nel 1924 decisero di seguire in treno la loro squadra a Padova. Tra le trasferte più massicce della tifoseria genoana di ogni tempo troviamo i quasi 18mila rossoblù presenti a Piacenza nel 2005, in procinto di festeggiare la Serie A, con pochissimi piacentini, solo qualche centinaio, visto che il Piacenza era già salvo da un pezzo; gli oltre 10mila di Empoli nel 2005, gli ottomila di Ravenna e Oviedo, prima trasferta in Coppa Uefa (91/92), e gli oltre 7mila di Modena (1988). Da ricordare anche che sono stati i primi e forse gli unici ad aver affittato una nave per una trasferta di C1: Sassari Torres-Genoa (0-1), il 15 maggio 1971, campionato di Serie C 70/71. -Il derby di ritorno 10/11 viene giocato in un clima strano, col Genoa in acque tranquille, che terminerà decimo, e la Sampdoria in una pessima situazione; infatti arriverà terz’ultima e retrocederà. Agli allenamenti viene esposto lo striscione “Ma quale derby della solidarietà. Genova non vi vuole in Serie A”, in risposta ad un invito del sindaco di Genova Vincenzi. La vittoria del Genoa susciterà un polverone, infatti sembra che le due squadre si fossero accordate per il pareggio, vista la contenuta esultanza di Boselli e le dichiarazioni di Oscar Milanetto, centrocampista del Genoa, rilasciate un po’ di tempo dopo. -Nel 2004, alla presentazione estiva, con una Nord strapiena, Preziosi, da un anno presidente, assegna definitivamente la maglia numero “12” alla gradinata Nord, che fa compagnia a quella col “6” di Gianluca Signorini, bandiera del Genoa dall’88 al ’95, 208 presenze complessive in campionato, malato di SLA, una malattia che ha colpito molti giocatori, che l’ha portato alla morte, dopo una lunga agonia, il 6 novembre 2002. -Nel novembre ’90 il Genoa vince sia il derby giocato in campo (2-1), sovvertendo tutti i pronostici, che quello delle coreografie: la Nord, prima della gara si nasconde dietro un enorme telone, con tanto di cartello “lavori in corso”, poi si apre il sipario e si svela una scena bellissima, che raffigura cielo, sole, mare, onde rossoblù e una caravella che attraversa la gradinata, mentre campeggia lo striscione “Come i nostri avi dominavano i mari, noi dominiamo gli stadi”. -57.815 spettatori è il record di spettatori paganti, conseguito in occasione del derby della Lanterna del 28 novembre 1982. -Sempre esposte le pezze “Duri a morire” e “Belin”.
Gruppi scomparsi, nati negli anni 70: Fossa dei Grifoni (si scioglie il 28 luglio 1993 a seguito di una convulsa riunione, non riconoscendosi più nel “mondo ultrà”, così come era considerato allora. Tra i motivi: incombenze troppo gravose, contestazione a Spinelli, mancato ricambio generazionale, pressioni esterne, litigi intestini al gruppo, divergenze di pensiero al suo interno), Fedelissimi della Nord, Club Ottavio Barbieri, Ragazze Ottavio Barbieri, Squadre d’Azione Rossoblù, Inferno, Tupamaros, Giovani della Nord.
Gruppi scomparsi, nati negli anni 80: Vecchia Fossa, Ragazze Fossa, Fossa Marassi, Skinheads, Red Skins, Trojan Skins, Red Blue Army, Griffons, Teste Marotte Nuova Guardia, Teste Marotte Vecchia Guardia, Via Isonzo Kapovolta, Strinati, Gruppo Borgo, Wanderers, Generazione Genoana, Via dei Platani Rossoblù, Levante Rossoblù, Gruppo stendardo Oi!, Euro Lanterna, Gruppo Angustiato, Begato9 Rossoblù, Senza Tregua, Positivi Rossoblù, Fontanegli Alkolika, Fans, Rangers, Rock Fossa, Gruppo Quinto, Gruppo Foce, Scottish Clan, Comba, Redblu Whale, I Tifosi di via Duca d’Aosta.
Gruppi scomparsi, nati negli anni 90: Grifoni della Nord (’93, gruppo nato dalle ceneri della Fossa dei Grifoni, che però si dissocia dal nuovo gruppo), Vecchi Orsi (veterani della ex-Fossa dei Grifoni, che fin dalla nascita del gruppo si riconoscevano nel “Club Ottavio Barbieri”; non era un vero e proprio gruppo a parte ma agiva in simbiosi con l’O.B., rappresentandone l’ala più anziana; poi è stato creato lo striscione “Old Block”, che rappresentava un po’ tutti i “vecchi” rimasti, legati da una vera amicizia. Gli Old Block sono quasi tutti Vecchi Orsi, gli altri sono stati inglobati dalla Brigata Speloncia), Ciurma Zeneise, Mob, Ragazzi Oregina, Sgreuzzi de Votri, Highlander, Tartan Army, Jokers, Gruppo S.Teodoro, Kaotici, Allegra Brigata, Damigiana Group, Bastardi Dentro, Young Grifons, San Fruttuoso Rossoblù, Viking, Via Liri.
Gruppi scomparsi, nati negli anni 2000: Crazy Clan (buon gruppo, scioltosi intorno al 2006; si trovava in Gradinata Sud), South Group (in Sud), Grifoni Annebbiati, Brigata Elfica, Gruppo Anonimo, Gruppo Tigullio, Gruppo Oltraggio, Brigata Spagna, Hooligans Zena, Legere Rossoblù (in genovese “gentaglia”), Gruppo Rapallo, Vecchi Balordi, Brigata Edosh, Ideale Ultras (in Sud), Imbriaeghi do Zena, Via Boselli, Marassi, La Vecchia Sestri.
Gruppi scomparsi, nati negli anni 2010: Nothing Comparse, Armata Coriandoli, Capelli Bianchi, Anni Ottanta.
Politica: prevalenza a sinistra, neanche tanto velatamente, espongono anche simboli come il “Che” e la bandiera cubana. Genova è una città tradizionalmente “rossa”, con forte tradizione operaia. Tuttavia, a cavallo degli anni ’80 e ’90, in gradinata si è avuta la presenza di skinheads di destra, che hanno comunque ben convissuto con il resto sinistroide della Nord. Si dice comunque anche che i “Redskins” fossero rossi, i “Trojan Skins” apolitici e gli Skinheads misti, essendo fatto lo striscione ancora quando il movimento skinheads era tutto unito e non di destra o di sinistra.
Liberi pensieri: “Arbitri, Lega. La Serie B non ci fa paura: l’ingiustizia sì” (78/79), “Noi Nordici voi Sudici” (derby primi anni ‘80), “Il vostro odio ci renderà più forti” (Atalanta-Ge 80/81), “AAA, BB, C. Dirigenti cercasi” (Ge-Torino 83/84), “Chi soffre impara ad amare, noi soffriamo, ti amiamo e con te torneremo grandi” (Modena-Ge 87/88), “Se via Isonzo è blucerchiata Moana Pozzi è illibata” (Samp-Ge 89/90), “O grigoe ma comme fe a guagna i scudetti con quella maglia da ciclisti”. *La traduzione l’11-2-90”, i soliti sfottò ai doriani per le maglie da “ciclisti” e la rivendicazione genoana di parlare il dialetto, al contrario dei cugini (Genoa-Sampdoria 89/90); “Spinelli, Fossati te lo può insegnare, non ci provocare” (Ge-Ascoli 89/90), “Un cuore con le ali per volare in Europa”, coreografia (Sampdoria-Ge 90/91); “Napoli campione con l’augurio del Grifone” (Ge-Napoli 90/91), “Meglio 9 scudetti dai nonni ereditati, che uno vinto da ciclisti ossigenati” (Genoa-Juve 90/91), “Tomas, non c’è amore senza dolore ed il tuo è nel nostro cuore”, dedicato alla punta ceca Tomas Skuhravy, 163 presenze e 58 reti col Genoa (Genoa-Samp 91/92); “We are Genoa”, coreografia a sipari nei Distinti (Ge-Liverpool, andata 4.i di finale Coppa Uefa 91/92); “Cent’anni fa vi insegnavamo il calcio, oggi vi insegnamo a tifare, da noi avrete sempre qualcosa da imparare” (Ge-Samp 93/94), “Trasportati da una giostra di gioia e dolore che non si compra e si chiama amore” (Ge-Samp 96/97), “Addio Verdeal leggenda rossoblù” (1999/00; la Nord rende omaggio a Juan Carlos Verdeal, morto nel ’99, interno argentino dal talento cristallino, che vestì la maglia rossoblù dal 1946 al ’50. In una partita col Modena, nel ’48, col campo ridotto a un pantano dalla pioggia incessante, partì palleggiando da centrocampo, arrivando a far gol senza mai far toccare terra alla palla); “Una gradinata così non merita 8 anni di B!” (Sampdoria-Ge 01/02), “G8 per non dimenticare: la giustizia non è repressione, la libertà non si misura col manganello” (Ge-Napoli 01/02), “Voi col Grande Fratello noi con le vostre sorelle!!” (Ge-Sampdoria 01/02), “No alla vostra sporca guerra, no blood for oil” (striscione esposto in campo contro la guerra in Iraq da una decina di esponenti di Vecchi Orsi-Ottavio Barbieri in Ge-Livorno 02/03); “Picchiate la gente normale da noi sapete solo scappare: veronesi infami” (Ge-Verona 02/03), “Proiettili deviati da pietre inesistenti. Repressione: gli ultras i veri delinquenti?” (Ge-Palermo 02/03), “Meglio Serena…scalza che Walter Nudo” (simpatico gioco di parole tra Serena, genoana vincitrice del Grande Fratello 2004, che aveva promesso che si sarebbe spogliata se il Genoa fosse andato in Serie A, e l’attore Nudo; Ge-Triestina 03/04); “Primi a nascere ultimi a morire” (Ge-Atalanta 03/04), “AAA cercasi pennivendoli onesti e leali non questa massa di maiali” (Ge-Napoli 03/04), “Sabato ore 14,30: è morto il calcio…1 minuto di silenzio da chi ha fatto l’abbonamento” (contro la B al sabato si batté tutta la tifoseria rossoblù; Ge-Pescara 04/05); “E questi abbonati dove li mettiamo?” (Ge-Cesena 04/05; di protesta contro il ventilato adeguamento della Nord alle normative Uefa, per le quali i posti dovrebbero essere rigorosamente fissi, numerati e a sedere, con la Nord che perderebbe la tipica atmosfera di sempre); “Un’infamità il tuo arresto, ma se vuoi bene al Genoa vendilo presto. Comunque grazie” (rivolto al presidente Preziosi, Novara-Ge 05/06); “Addio Macalli figlio di una troia”, presidente della Lega di C, “Annemo via da sta belin de categoria” (“Andiamo via da questa cazzo di categoria”; Genoa-Monza, ritorno finale Playoff 05/06), “Sentenze scontate, dalla cupola pilotate” (Ge-Spezia, Coppa Italia 06/07), “Veri grifoni, grandi emozioni…grazie Vincenzo” (il Genoa primavera, allenato da Vincenzo Torrente, vince il Torneo di Viareggio e riceve il ringraziamento del pubblico; Ge-Lecce 06/07); “Porto: 30 morti in 10 anni…ora basta, ciao Enrico” (Ge-Bologna 06/07), “8-2-09 Roma: 100 grifoni con mentalità per l’onore di una città…chi non c’era ci pensi e alla prossima si presenti”, “Onore ai 100 di Roma…resistere!” (Genoa-Fiorentina 08/09, partita successiva alla trasferta dell’Olimpico dove i 100 genoani presenti sono riusciti a entrare nonostante la chiusura del settore ospiti); “Il Ferraris non si tocca altrimenti sarà lotta!” (Torino-Genoa 08/09), “700 donne per scoparti una bambina: Cassano pedofilo”, “All’andata sul divano poi tutti a Milano: ecco l’ultras doriano”, la Nord stuzzica i doriani per la scarsa presenza sugli spalti in occasione della semifinale di Coppa Italia con l’Inter, al quale i doriani rispondono con “13.05: noi in finale, tu cambia canale” (Ge-Sampdoria 08/09); “L’Europa se la merita chi ha seguito il Grifone da Trieste a Crotone” (Genoa-Lecce 08/09), “Avevi ragione tu…è stato meglio lasciarsi che non essersi incontrati. Ciao Faber” (sullo striscione una frase del grande cuore genoano De Andrè, nell’anniversario della sua scomparsa, con la società che ha voluto ricordarlo con un bel video trasmesso sul maxischermo dello stadio di Marassi; Ge-Torino 08/09); “Genoa, Napoli: non importa il risultato conta solo il nostro amore”, “Vive il tuo ricordo nei cuori di tutti noi, ciao Spagna” (Napoli-Ge 09/10); “Benvenuti al Ferraris, lo stadio del Genoa 1893”, “Per voi che non siete genovesi sottotitoli alla pag.777 di televideo” (Genoa-Samp 09/10); “Maroni, perché non metti i tornelli in mare?” (Ge-Cagliari 10/11); “Nessuna solidarietà ad Equitalia”, (sulla vicenda dell’esplosione di un pacco con il ferimento di un responsabile di Equitalia; Ge-Inter 11/12); “Certezze per i lavoratori di Fincantieri di Sestri Ponente”, “Più commesse per Fincantieri, meno escort per il governo” (Ge-Lecce 11/12); “Lotta alla tessera trasferte vietate, ma coi veronesi di cosa parlate?” (riferito al gemellaggio doriani-veronesi; Ge-Sampdoria 12/13), “Rispetto x Nocera e x gli ultras!!” (Ge-Torino 13/14), “Roma, 11-4-14: chi ci crede si rivede. No art.9”, riguardo all’appuntamento a Roma, che riuniva diversi gruppi italiani contro questo insulso articolo, che prevede che passino 5 anni dalla notifica della diffida di un individuo per poter sottoscrivere la Tessera del tifoso (Ge-Milan 13/14); “25/12/13: un pensiero per tutti i carcerati”, “R.i.p. Mandela”, a memoria della scomparsa del leader sudafricano Nelson Mandela, protagonista dell’abolizione dell’apartheid (Ge-Atalanta 13/14); “Lega Italiana figli di puttana, fosse l’ultima cosa che facciamo vi cerchiamo e vi scanniamo” (13/14), “Leo con noi” il tifoso veronese Giorgio Leoni che ha lottato tra la vita e la morte perché caduto rovinosamente a terra dal bus che lo portava allo stadio “L.Ferraris”, in occasione di Genoa-Verona del 10 novembre 2013 (13/14, stendardo); “Solidarietà ai napoletani”, “Ferrero & Flachi bagni occupati”, “L’unica squadra a Genova…”, coreografia, poi “…e voi l’ultima squadra di Roma!!!” (Genoa-Samp 14/15); “Club al soldo delle Pay-tv, stadi vuoti, è questo il calcio che volete!” (Ge-Cagliari 14/15), “Ciao ‘Giugio’ vecchio guerriero granata”, “Noi non molliamo!!! A.C.A.B.” (Ge-Palermo 14/15); “Prossimamente in tutti gli stadi. Collettivo Rossoblù”, “A stöia semmo noiätri”, coreografia con tutti gli stemmi adoperati dal Genoa in tutti questi anni, e sotto ogni stemma l’anno di adozione (Sampdoria-Genoa 14/15); “Chi vuole la nostra fine resti pure in attesa non conosciamo resa…un muro di grifoni a tua difesa” (Ge-Fiorentina 14/15), “Un tonfo al cuore, una triste data Roger per sempre in Gradinata” (Palermo-Ge 15/16), “Alessio tieni duro!”, di vicinanza a un fratello di Ancona da diversi giorni rinchiuso in carcere per l’accumularsi di reati da stadio di anni addietro (Ge-Bologna 15/16); “Il Genoa e i genoani vanno rispettati, i nostri striscioni vanno meritati…si riscatti chi ci ha traditi” (Ge-Juve/Napoli/Sassuolo/Carpi/Milan/Bologna 15/16), “Preziosi quaqquaraqqua”, “Gasperini taci e allena” (Ge-Alessandria 8.i di finale Coppa Italia 15/16); “Le tradizioni non si fermano” (Ge-Sampdoria 15/16), “Il bene del Genoa prima di ogni cosa, forza ragazzi la Nord è con voi” (Ge-Empoli/Torino 15/16); “Onore alla Napoli ultras fuck turkish police”, riferito agli scontri tra napoletani-tifosi del Besiktas-polizia (Ge-Udinese 16/17); “No alla reclusione per mancata firma!!!” (Ge-Milan 16/17, stesso striscione esposto in molti stadi d’Italia); “Da quanto hai passeggiato sei finito ricoverato”, “Adesivi chiacchiere ospedale”, stendardo (Sampdoria-Ge 16/17); “Da 13 anni il tuo ricordo tramandiamo e in ogni stadio ti onoriamo…Speloncia con noi!!!” (Ge-Fiorentina gara sosp.16/17).
Clubs principali: Genoa Club for Children, Genoa Club Trieste, Genoa Club Val d’Aosta, Genoa Club Mumbles Rangers Mumbles Galles, Genoa Club Rapallo, Genoa Club San Fruttuoso, Genoa Club “Quelli della Notte”, Genoa Accademy.

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