Ci siamo davvero. Si chiude un’altra settimana e quella che sta per iniziare sarà, salvo sorprese, l’ultima settimana senza calcio giocato. L’ultima settimana in cui le parole continueranno ad avere il sopravvento sui fatti, prima che il campo torni finalmente ad essere protagonista. E concedeteci un “finalmente”. Perché da lunedì entreremo in una fase decisiva della costruzione dell’Empoli 2026-27. Saranno i giorni delle scelte, delle conferme e delle ufficialità, almeno per quanto riguarda l’area tecnica. Se la casella del direttore sportivo, clamorosamente rimasta vacante con l’addio di Stefano Stefanelli, è stata ricoperta in tempi rapidissimi con l’arrivo di Fabio Artico, resta ancora scoperta quella dell’allenatore. Scoperta, naturalmente, soltanto dal punto di vista ufficiale. Da giorni raccontiamo infatti come tutti gli indizi portino verso Guido Pagliuca. Un ritorno che ha del clamoroso, considerando che proprio lui aveva iniziato la passata stagione sulla panchina azzurra prima dell’esonero arrivato dopo appena sette giornate. Oggi, però, il contesto è diverso e tutto lascia pensare che sarà lui l’uomo scelto per aprire un nuovo ciclo. La nomina del tecnico rappresenta inevitabilmente il primo tassello di un effetto domino destinato a coinvolgere ogni aspetto della programmazione. Perché una volta individuata la guida tecnica, si potrà finalmente dare forma al lavoro sul campo, organizzare il ritiro, pianificare gli allenamenti e costruire una rosa realmente funzionale alle idee dell’allenatore.

Il calendario, del resto, non aspetta nessuno. La stagione prenderà ufficialmente il via il 17 agosto con i trentaduesimi di Coppa Italia contro il Pisa, all’Arena Garibaldi, e appena una settimana più tardi scatterà già il campionato. Prima ci saranno le tre settimane di ritiro, poi la preparazione proseguirà al Sussidiario, con la squadra che lavorerà quotidianamente senza più il regime del ritiro. Sarà soprattutto il momento per capire se Pagliuca – sempre dando per scontato che sia lui il prescelto – ripartirà dalle convinzioni tattiche che avevamo intravisto nella sua precedente esperienza empolese oppure se, nel frattempo, il suo calcio abbia conosciuto qualche variabile. Le idee saranno inevitabilmente le fondamenta sulle quali costruire la squadra. Ed è qui che entra in gioco anche il mercato. Lo abbiamo scritto ieri e lo ribadiamo oggi: una delle priorità assolute dovrà essere quella di allestire una rosa realmente compatibile con il pensiero calcistico dell’allenatore. A nostro avviso, uno dei principali limiti della passata stagione è stato proprio questo. Pur con tutte le attenuanti del caso e con tempi forse troppo stretti per esprimere un giudizio definitivo, la sensazione era che l’organico non fosse stato costruito per valorizzare le caratteristiche del tecnico. Un errore che l’Empoli non può permettersi di ripetere. La prossima settimana dovrà quindi iniziare a mettere insieme quei puntini che, fino ad oggi, sono rimasti sparsi. Due mesi sono già trascorsi dalla fine del campionato. Eppure, per certi versi, sembra ancora di essere al Brianteo di Monza ad esultare per quel gol di Shpendi che ha regalato una salvezza tanto sofferta quanto straordinaria. Il tempo, invece, è volato. Adesso, però, è davvero arrivato il momento di voltare pagina. E concedeteci ancora una volta quel “finalmente”. Perché, oltre alle inevitabili discussioni societarie e di mercato che continueranno ad accompagnare l’estate azzurra, torneremo finalmente a parlare di calcio. Di schemi, di allenamenti, delle prime prove tattiche e, tra non molto, anche delle prime amichevoli, già accennate nel nostro pezzo di apertura di questa mattina.

Serviranno decisioni rapide. Il cantiere, con ogni probabilità, resterà aperto fino alle ultime ore del mercato, come spesso accade ad Empoli. Ma sarebbe importante riuscire ad individuare in tempi brevi l’ossatura della squadra, definendo i primi innesti, le prime uscite e quella base sulla quale costruire un gruppo competitivo. Sul tavolo resta naturalmente anche il tema del closing societario. Negli ultimi giorni non sono emerse novità sostanziali. Tutto sembra ancora fermo all’offerta presentata dal fondo americano di New York, senza che dall’esterno siano filtrati sviluppi su eventuali rilanci, aperture o nuovi interlocutori. Siamo convinti che il lavoro stia comunque andando avanti e che qualcosa possa muoversi nelle prossime settimane. È evidente come i due percorsi finiscano inevitabilmente per intrecciarsi. Un eventuale closing potrebbe garantire risorse economiche differenti e quindi cambiare anche le strategie sul mercato. Ma il calcio non può aspettare. Le scelte sportive devono partire adesso, con le risorse oggi disponibili, senza restare ostaggio di tempi che, almeno al momento, non sembrano destinati ad accorciarsi. L’Empoli è chiamato, ancora una volta, a fare dell’organizzazione la propria forza. A trasformare i limiti in opportunità. A riscoprire quello slogan che tante soddisfazioni ha regalato negli ultimi anni: con poco si fa tanto. Stavolta, però, ci auguriamo che non resti soltanto uno slogan, ma torni ad essere una concreta filosofia di lavoro. Perché la settimana che sta per arrivare sarà davvero l’ultima senza pallone. E dopo due lunghi mesi, era anche l’ora.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

3 Commenti

  1. Mlln e Mln di cessioni e paracadute e siamo sempre con le pezze al culx .
    Ora vengono gli Americani e che fanno ci perdono vorranno i loro vantaggi ?????
    Speriamo che almeno non vendono piu’ i nostri giovani bravi.
    Ridimensiona gli stipendi di tutti compreso i figli.
    Elimina spese folli su tutte procuratori e agenti.
    E investono sulle strutture soprattutto lo Stadio che sta cadendo a pezzi.

  2. “l’uomo scelto per aprire un nuovo ciclo”, oppure “l’ultimo ciclo”….. a parte il tentativo commovente da parte di molti, di esaltare le caratteristiche “nascose e inespresse” del Mister e le fantomatiche capacità della società di uscire dal buco dove si è cacciata da sola…. socio? stadio? …. idee e sogni sbiaditi….

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