Due giorni dopo la prima uscita stagionale è inevitabile provare a mettere sotto la lente i primi concetti tattici emersi. Con una premessa, però, che riteniamo doverosa: il test di martedì scorso non ha particolare valore probante. L’avversario, oltre a militare in una categoria decisamente inferiore, ha saputo dell’amichevole con pochissimo preavviso e non ha ancora iniziato la preparazione. Insomma, sarebbe un errore trarre conclusioni affrettate. Quello che invece possiamo fare è soffermarci su alcune indicazioni, ancora embrionali ma comunque interessanti, del secondo corso di Guido Pagliuca sulla panchina azzurra. E qualche differenza rispetto a quanto visto dodici mesi fa è già emersa. La prima è probabilmente quella che è balzata agli occhi di tutti. Nella scorsa estate l’Empoli cercava spesso di attirare la pressione avversaria lasciando il primo difensore a condurre palla quasi come un’esca, per poi cercare immediatamente la verticalizzazione lunga alle spalle delle linee di pressione. Una soluzione che aveva fatto discutere e che, almeno in questa prima uscita, non si è vista. Contro il Castelfiorentino abbiamo invece osservato una squadra più ordinata nella costruzione, con una ricerca più frequente del fraseggio e una maggiore disponibilità a mantenere il possesso anche con qualche passaggio in più. Nessuna rinuncia alla verticalità, perché il calcio continua a premiare chi riesce ad andare rapidamente verso la porta avversaria, ma la sensazione è che quest’anno possa esserci una gestione della manovra più paziente, senza la necessità di forzare immediatamente la giocata. Il regista diventa ancor più centrale nella proposta.

In questo senso si è notata anche una maggiore propensione allo sviluppo orizzontale del gioco. Far girare il pallone da una parte all’altra del campo serve spesso ad aprire spazi e creare il momento giusto per affondare. Naturalmente siamo soltanto ai primi giorni di ritiro e diversi meccanismi devono ancora essere assimilati. Uno degli aspetti su cui servirà lavorare riguarda proprio i movimenti senza palla: quando il possessore aspetta una soluzione, è fondamentale che i compagni gli offrano continuamente linee di passaggio. Le corsie laterali restano comunque uno dei cardini del calcio di Pagliuca. Il suo credo tattico non cambia e gli esterni continueranno ad avere un ruolo determinante nello sviluppo offensivo. Sotto il profilo difensivo, invece, è davvero troppo presto per esprimere giudizi. Il Castelfiorentino ha creato pochissimi presupposti per testare la fase di non possesso dell’Empoli. Se proprio vogliamo trovare il classico pelo nell’uovo, qualche imprecisione da parte di Curto si è vista, ma parlare oggi di valutazioni individuali avrebbe davvero poco senso. Dal punto di vista dello schieramento, il punto di partenza resta il 3-5-2. Un sistema che però, come spiegato dallo stesso Pagliuca nel dopo gara, può trasformarsi con facilità e fluidità durante la partita. In fase di possesso, infatti, l’Empoli può diventare un 3-4-2-1 oppure un 3-4-3. La differenza è piuttosto semplice. Nel 3-4-2-1 alle spalle dell’unica punta agiscono due giocatori più liberi di muoversi tra le linee, ricevendo il pallone fra centrocampo e difesa avversaria e cercando l’ultimo passaggio. È un sistema che permette di occupare meglio la zona centrale e creare superiorità tecnica. Nel 3-4-3, invece, il peso offensivo si distribuisce maggiormente sulle fasce. Gli esterni d’attacco si allargano, obbligano la difesa avversaria ad aprirsi e permettono alla squadra di arrivare più facilmente al cross o all’uno contro uno. Due interpretazioni diverse, dunque, che nascono però dalla stessa struttura di base e consentono all’Empoli di adattarsi ai diversi momenti della partita senza rivoluzionare completamente il proprio assetto.

Tra le curiosità tattiche del caldo pomeriggio di Petroio c’è stata sicuramente la posizione di Saporiti. L’ex Lucchese, almeno nell’immaginario collettivo, è un giocatore da trequarti, uno capace di inventare e accendere la giocata negli ultimi trenta metri. Pagliuca lo ha invece schierato da mezzala destra. È vero che da quella posizione ha comunque la possibilità di accentrarsi e cercare la giocata tra le linee, ma la sensazione iniziale è quella di un calciatore leggermente più ingabbiato rispetto alle sue caratteristiche naturali. Detto questo, è stato lo stesso allenatore a ricordare come Saporiti abbia già interpretato diversi ruoli durante la sua esperienza alla Lucchese e possieda qualità tali da poter essere utilizzato in più zone del campo. È quindi probabile che quella vista martedì sia soltanto una delle possibili soluzioni, e non necessariamente quella definitiva. Per il resto, gli interpreti sono stati impiegati nelle posizioni che ci si poteva attendere, senza particolari sorprese. Da ribadire poi che ad oggi un cantiere ancora apertissimo; anzi siamo forse ancora alla fase di progettazione su carta. Anche perché il mercato è lunghissimo e deve scrivere tutte le sue pagine. Oltretutto contro il Castelfiorentino mancavano comunque elementi importanti. Agli assenti per il recupero post operatorio, Degli Innocenti ed Elia, si sono aggiunti Shpendi e Yepes, gestiti ufficialmente sul piano fisico ma che, è lecito pensare, potrebbero essere coinvolti anche in valutazioni di mercato. Parliamo di quattro giocatori che, se messi dentro vanno oggettivamente ad aumentare il tasso qualitativo della rosa odierna. Le prossime amichevoli offriranno inevitabilmente indicazioni molto più attendibili. Già la Virtus Entella permetterà valutazioni più approfondite, mentre successivamente arriveranno test contro avversari come Prato, Livorno e soprattutto Spezia, squadra costruita per recitare un ruolo da protagonista nel prossimo campionato di serie C; tutte gare dove gli avversari vorranno anche far bella figura. Saranno quelle le verifiche che inizieranno davvero a raccontarci quale Empoli ha in mente Pagliuca. Oggi, più semplicemente, abbiamo osservato la prima fotografia di un progetto ancora tutto da sviluppare.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

24 Commenti

  1. Comunque sembra che Pagliuca abbia seguito qui Pianeta empoli ed i commenti sul nomignolo “benzinaio” e si è intanto tolto il cappellino da benzinaio, almeno a giudicare dalle foto viste li a Petroio…ma alle prime frescure vediamo se si toglierà lo smanicato da benzinaio 😀

  2. ma lasciate stare Pagliuca..che con la juve Stabia..arrivò ai playoff..perché aveva una squadra..incazzati Guido perché questi non ti prendono nessuno..per ora solo ragazzi primavera al massimo da serie c d..se erano buoni la viola li faceva esordire..incazzati se non arriva nessuno di categoria..

    • Scusa ma te sono due anni che stai scrivendo peste e corna dell’Empoli…ma che tifoso sei?…certamente qualcosa che non piace c’è per tutti i tifosi ma te sai scrivere solo cose negative nei confronti di tutti i calciatori passati, presenti e futuri e della società…sicuramente faresti meglio a tifare per qualche altra squadra…ammesso tu sia un tifoso dell’Empoli, cosa di cui dubito fortemente…perché essere tifoso empolese vuol dire “soffrire”…non avere certezze e non dare mai niente per scontato…

  3. Avercela con Pagliuca è veramente senza senso…Questo è partito dai dilettanti ed è arrivato ad allenare in serie B, e già questo dimostra le sue qualità in un mondo di raccomandati dove fare un percorso del genere è quasi impossibile. In tutti i posti dove ha allenato è super amato dai tifosi, perchè ha sempre fatto molto bene, oltre le aspettative dei club che allenava.
    La passata stagione allenava una squadra di scappati di casa, e solo gente incompetente di calcio poteva pensare che quella squadra fosse forte. In pratica la passata stagione allenava una squadra da retrocessione, ma le aspettative dell’ ambiente erano di tornare in serie A. Tra l’ altro si sono avvicendati 3 allenatori e il migliore è stato proprio Pagliuca. Lo sfottete per l’ abbigliamento ma forse vi siete dimenticati di uno dei migliori allenatori della storia dell’ Empoli che aveva lo stesso stilista! E parlando proprio di Sarri, forse vi siete dimenticati delle sue prime 7/8 partite con l’ Empoli, se fosse stato per gente chiaccherona come voi sarebbe stato mandato via…e oggi si parlerebbe di una storia recente dell’ Empoli molto diversa…Quindi porca puttana smettete di tirare stronzate.

    • Lo chiamano lo scaccolatore di cattivo gusto, ma la gente ignorante come le capre vanno dietro il gregge uno si lanci il resto gli va dietro…
      Sulla parte sportiva vanno lasciati stare …
      poi c’è la parte strutture e li purtroppo sbagli su sbagli , speriamo l’ultimo non sia quello definitivo poi non si torna indietro!

    • Lascia stare Sarri, che nelle partite giocate e soprattutto negli allenamenti aveva dimostrato ben altra cosa rispetto alle 7 partite (+2 di Coppa Italia che non ricordate mai)…poi vedremo se dopo di noi sfiorerà lo scudetto a Napoli, poi vincerà l’Europa Leuague, uno scudetto e qualificazione in Champions con la Lazio

      • Andrea non si e discusso di cosa farà , di come viene descritto cosa che non va bene poi che uno sia simpatico o meno e un’altra cosa , se lui e un Benzinaio , l’altro era quello dove andavi a prendere il panino ed era lercio ! però ci si andava tutti … 2 pesi 2 misure…

  4. nel 352 classico Saporiti secondo me è una seconda linea a tutti gli effetti.
    Poi può entrarti o come mezzala per attaccare la partita (se hai gli altri 2 cc più dif) o seconda punta se devi difendere un risultato.
    Esterno destro non voglio mai e poi mai vederlo.

    Detto questo forse solo nel 3421 potrebbe avere più spazio, ma in ogni caso bisogna che faccia un salto di qualità anche lui sennò rimarrà solo un buon gregario e uno da buttare dentro per calciare i calci da fermo.

    Per il resto, siamo un cantiere più che aperto, quindi giusto dare un identità ma poi si dovrà anche un po adattare ai calciatori che arriveranno o che rimarrano, altrimenti fa errore dello scorso anno

  5. Veramente e’ stato talmente bravo che in un paio di posti l’hanno mandato via per motivi disciplinari, e ad esser precisi forse l’unico posto dove forse lo rimpiangono e’ a Castellammare, ma non ne sarei cosi’ sicuro, visto che l’anno scorso hanno fatto addirittura meglio senza di lui…Vediamo se tutte le qualita’ che tu dici dovrebbe avere vengono fuori…

    • Si si effettivamente alla Juve Stabia ha fatto poco, ha semplicemente portato in serie B una squadra che a inizio stagione cercava una stagione tranquilla, tra l’ altro vincendole tutte e la stagione successiva è solamente arrivato in semifinale play off di serie B.
      Posso capire che non ti piaccia per il suo atteggiamento, questo è comprensibile…però per mettere in discussione le sue qualità come allenatore bisogna essere in malafede o molto incompetenti.

  6. Obbravo Gesu’ vediamo allora se gli riesce il miracolo anche qui….E per la cronaca, per me sarebbe un allenatore che vale poco anche se avesse studiato in seminario e regalasse fiori in panchina, l’atteggiamento da scaricatore di porto lo rende solo piu’ patetico

  7. abbiamo Pagliuca , viva Pagliuca ….sperando che dimostri piu’ di quello che ci ha fatto vedere…..ovviamente con un po’ di giocatori dignitosi e non con una banda di raccattati.
    senno’ avra’ ragione lui senza alternativa.

  8. Ma siete sempre a parlare di Pagliuca qua, Pagliuca là, o su o giù. Gnamo, anche io l’ho criticato l’anno scorso, ma ho anche riconosciuto che chi è venuto dopo ha fatto molto di peggio. Come si dice…c’è andata di cul0! Non vi siete ancora resi conto che la squadra dell’anno scorso era un branca di raccattati messi insieme da un DS che non ci capiva una mazza? Ma pensate che Pagliuca avesse voluto questi scappati di casa? No via, sennò siamo a raccontarci le bischerate! Un po’ di serietà a volte serve. Credetemi che Artico è un buon DS e comunque vada è impossibile che possa fare peggio di quello dell’anno scorso che non nomino nemmeno perché non merita di essere ricordato (e non mi riferisco a Stefanelli, che ha ereditato l’incapacità totale del precedente).

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