Da questa settimana la nuova rubrica a cura di Nico Raffi

Opera in tre atti: i “movimenti” di Empoli-Inter

Lento

Con l’Inter è arrivata la quinta, tutt’altro che imprevedibile, sconfitta consecutiva degli azzurri in questo opaco avvio di torneo. E il termine opaco è chiaramente un eufemismo. Zero punti e zero gol fatti dopo cinque gare di campionato. Il dato di per sé è sconfortante e ulteriormente acuito dalla evidente sterilità offensiva della squadra, a oggi incapace di creare nitide occasioni da rete per insidiare la porta avversaria. L’Inter, da questo punto di vista, non era certamente l’avversario più comodo da affrontare ma il cambio di guida tecnica, al momento, ha paradossalmente prodotto più compattezza difensiva che incisività dalla trequarti in su. Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. E anche l’Andreazzoli ter non sfugge alla regola della proprietà commutativa che, tradotta in salsa empolese, ha visto l’utilizzo di Shpendi al centro dell’attacco, supportato ai lati da Cambiaghi e Baldanzi, in luogo dei maggiormente utilizzati Caputo, Destro, Cancellieri e Gyasi. Una scelta coraggiosa e apprezzabile quella di mister Andreazzoli ma resta il fatto che l’unico tiro nello specchio della porta dell’estremo difensore interista Sommer è stato scagliato da Ranocchia su calcio piazzato da fuori area. Anche se non sono mancati segnali di brio e di vivacità da parte del giovane ex cesenate e gli incoraggianti strappi di un Baldanzi in crescita, si tratta di troppo poco per poter spezzare un avvilente tabù realizzativo.

Andante

Prima del match di domenica, Filippo Ranocchia è stato una sorta di oggetto misterioso, relegato ai margini delle scelte operate da mister Paolo Zanetti. Sembrava non esserci spazio nello scacchiere tattico azzurro per l’ex brianzolo che, su 360 minuti disponibili, non ne aveva disputato neppure lo straccio di mezzo. Eppure, con l’arrivo di Andrezzoli, gli è stata scrollata di dosso la naftalina per posizionarlo in mezzo al centrocampo azzurro, nel ruolo chiave di play basso. Una scelta coraggiosa e intraprendente da parte del tecnico massese che ha pagato e ha dato maggiore compattezza, fisicità e dinamismo alla linea mediana. Seppur di fronte a un  centrocampo-monstre come quello nerazzurro, Ranocchia ha dimostrato di meritare ampia considerazione. Un pò presto per capire se diventerà un “principe azzurro” ma i presupposti per ritagliarsi uno spazio di rilievo ci sono tutti.

Allegro

Nell’immaginario empolese il nome di Aurelio Andreazzoli è sinonimo di gioco scintillante e coraggioso. Di una precisa identità di gioco votata alla trazione offensiva, a prescindere dal blasone o meno dell’avversario. Giocarsela alla pari con tutti con sfrontatezza e una chiara fisionomia, senza snaturarsi mai. Poco importa se ciò ti mette di fronte a un eccessivo numero di gol subiti, a una cura più “spensierata” della fase difensiva, a una sorta di integralismo offensivo che ha fatto storcere la bocca a qualcuno. Luoghi comuni spazzati via nei primi 90 minuti dell’Andreazzoli ter. Contro l’Inter i riflettori si sono accesi sulla prova super di Ismajli e Luperto, una linea maginot contro la quale sono andati a sbattere anche big come Lautaro Martinez e Thuram. Dopo la tempesta di Roma, l’Empoli riscopre un’incoraggiante ermeticità difensiva che apre spiragli positivi per il futuro. Primo non prenderle. Non esattamente il riconosciuto marchio di fabbrica di mister Andreazzoli, eppure si ha la sensazione che, quando arriveranno avversari finalmente alla portata, un tandem come quello rappresentato da Ismajli e Luperto possa tornare a essere un valore aggiunto per gli azzurri.

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12 Commenti

  1. Non è detto che il nonno torni a giocare in maniera “spregiudicata” come faceva un tempo e soprattutto in questo momento in cui ci troviamo in una posizione scomoda (molto)di classifica. Credo peró che riuscirà a migliorare la nostra produttività offensiva, sia in riferimento ai goal che al modo di come arrivare a tirare in porta con molta più frequenza.

  2. Redazione fate qualcosa contro i popup del sito (tra l’altro da PC Malwarebytes li blocca pure come elementi dannosi)
    O presto sarà praticamente impossibile seguirvi e commentare grazie

  3. Il volume della musica allo stadio non dipende da Pianetaempoli ma dall’Empoli FC. Inutile quindi continuare a reclamare scrivendo a noi. Provate a scrivere all’Empoli FC!!

  4. Mamma mia che mese…. quante cose successe, in prevalenza negative, quanti chiacchericci, quante parole spese, spesso inutili e dannose…. devo esser sincero, Empoli (società, tifosi e squadra) le credevo diverse da come sono, forse abbiamo aperto gli occhi e ci siamo scoperti uguali a quelli che abbiamo sempre denigrati…. spero che sia modo e maniera di rimediare e si capisca che la A è un patrimonio di tutti e che vinciamo o perdiamo tutti…. proviamo a sotterrare l’ascia e a unirci perché la partita con la Salernitana, non è certo l’ultima spiaggia, ma certamente una tappa fondamentale e cruciale ….. proviamoci!!!!

    • Bene Riccardo, bene così! Ma in fondo i tifosi, almeno sul campo, non hanno mai smesso di sostenere la squadra ed è giusto così perché tifosi lo si deve essere sia quando le cose vanno bene, ma soprattutto quando le cose vanno male. E poi parliamoci chiaro, dare colpe a quello o a quell’altro per la situazione in cui ci troviamo, adesso non serve proprio a niente e poi farlo così aspramente dopo solo 5 partite per me ha pochissimo senso. Il nostro campionato inizia mercoledì, ma qualsiasi sia il risultato non termina certo con la Salernitana. Anche se è chiaro che una sconfitta complicherebbe maledettamente la situazione anche a livello psicologico. A questo punto ragionare in proiezione futura non serve a niente, dobbiamo giocare partita dopo partita come se fossero tutte una finale, ma non con l’angoscia di pensare che se non vinco è finita!

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