Andante

Alla fine la tanto sospirata salvezza, un traguardo mai seriamente preso in considerazione fino a pochi mesi fa e diventato, in corso d’opera, drammaticamente reale e fortemente in discussione, è arrivata. Una salvezza da accogliere con un grandissimo sospiro di sollievo da parte di tutti coloro che, nelle ultime settimane, hanno trepidato per le sorti di questo scellerato torneo e per il futuro stesso della società azzurra. Un obiettivo minimo da salutare con la stessa predisposizione d’animo di chi si è liberato da un peso enorme. Da vivere nell’intimità dei cuori azzurri, senza esteriorità, passerelle celebrative o coinvolgimenti emotivi di massa, come accaduto in passato. Siamo lontani dagli esaltanti momenti che appartengono all’immortalità dei nostri ricordi: il gol di Cinello al Cesena nell’ultima partita del campionato 1983/84, il miracolo di Marco Osio a Como nel maggio 1987, il leggendario e drammatico playout con il Vicenza del giugno 2012 o il lampo di Niang alla Roma negli ultimi istanti della stagione 2023/24. Eppure si ha la profonda consapevolezza che il sigillo di Shpendi al 91° di Monza-Empoli abbia cambiato nell’immediatezza storia e prospettive del club azzurro.

Allegro

Il felice epilogo di un campionato sofferto e modestissimo non cancella i tanti errori commessi nell’ambito della gestione di una stagione da dimenticare in fretta. C’è da salvare soltanto la ritrovata compattezza dell’ambiente nel momento più difficile quando, dopo aver toccato il fondo con la sconfitta annunciata di Venezia, l’Empoli ha visto materializzarsi gli incubi più tetri. Nei giorni in cui hanno preso forma cupi pensieri, il gruppo di mister Caserta, trainato da una città e da una tifoseria che, seppur nella legittima insoddisfazione, non ha mai fatto mancare il proprio generoso supporto, ha saputo cogliere con Avellino e Monza un riscatto più morale che propriamente tecnico. La buona sorte di aver trovato negli ultimi 180 minuti avversari non esattamente motivatissimi, unita a una ritrovata dignità tattica della squadra e al contemporaneo suicidio sportivo del Sudtirol, ha reso concreta un’impresa che sembrava definitivamente sul punto di inabissarsi.

Vivace

Passata la grande paura, l’Empoli ha adesso il dovere di guardare al futuro con rinnovata progettualità, riducendo al minimo tutti gli errori che lo stesso presidente Fabrizio Corsi, con onestà intellettuale, ha evidenziato in questi giorni. Archiviate le vicende legate al rettangolo di gioco, si aprono riflessioni decisive sul futuro del club azzurro, che passano da questioni societarie, riforme strutturali, stadio e ritrovata valorizzazione del settore giovanile. La sopravvivenza dell’Empoli a certi livelli non deve essere un mero raggiungimento del presente ma una prospettiva futura a medio e lungo termine. Occorre un progetto serio e credibile, lontano dalle approssimazioni e dalle improvvisazioni vissute nel campionato più anonimo e sofferto degli ultimi 30 anni. Questa tribolata stagione andrà accantonata ripartendo da quelle poche certezze tecniche che, in qualche modo, sono riuscite a salvare il salvabile. Ogni riferimento a Fulignati, Shpendi, Elia e pochissimi altri non è puramente casuale. Allo stato attuale, il giudizio resta inevitabilmente sospeso su figure come il nuovo diesse Stefanelli e il tecnico Fabio Caserta. Il primo ha avuto troppo poco tempo a disposizione per mettere a punto le proprie strategie. Il secondo, arrivato in una situazione complicatissima, ha centrato l’obiettivo con generositá e indubbia professionalità ma non è riuscito a incidere sul piano del gioco e della continuità tattica. Le prossime settimane offriranno il segnale dell’Empoli che vedremo. Per fortuna, ancora in serie B. 

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1 commento

  1. Da condividere parola per parola…. spero che la “vera paura” faccia scattare quella rivalsa che in passato ci ha portato a traguardi importanti…. noi empolesi abbiamo nelle corde “il colpo di genio” che ti permette di svoltare nel momento più buio…. sollevati dalla salvezza che non è da celebrare, ma che deve rappresentare un punto di ripartenza…. a partire dall’entusiasmo del Capo!!!!

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