Grave

Con la prevedibile sconfitta di Venezia, l’Empoli approda ufficialmente in zona playout. Mancava solo la certificazione del k.o. in laguna per collocare l’Empoli in quella zona di classifica che ha ampiamente meritato al termine di quasi quattro mesi scellerati. Una lunga sequela di errori che coinvolgono gestione societaria, guide tecniche, pochezza dell’organico e impotenza caratteriale ai limiti dell’autolesionismo. Nello scorso gennaio, sebbene l’Empoli non stesse brillando particolarmente, neppure nel peggiore degli incubi si poteva ipotizzare di ritrovarci alle porte di maggio a fare i conti con il quintultimo posto. Il mesto pareggio nella gara interna con la Virtus Entella, considerata una sorta di ultima spiaggia per evitare l’harakiri definitivo, ha inghiottito l’Empoli nella oscura voragine da cui diventa sempre più complicato pensare di intravedere uno squarcio di luce. Il pessimismo ha lasciato spazio alla rassegnazione. L’incredulità al più totale disorientamento.

Lento

Sembrava oggettivamente impossibile ma con la recente gestione di mister Fabio Caserta, le cose sono ulteriormente peggiorate sia in termini di punti che di prestazioni. Siamo di fronte a una squadra svuotata di qualsiasi velleità tecnica e agonistica, lasciata andare inesorabilmente alla deriva. A Venezia l’ex tecnico di Bari e Catanzaro, dopo i velleitari tentativi di ripensare la squadra sulla base di una difesa a quattro, è tornato tatticamente sui passi già percorsi da Pagliuca e Dionisi. Con risultati altrettanto modesti. La vorticosa girandola di scelte stavolta ha visto il ritorno in campo del capitano di lungo corso Simone Romagnoli, inattivo da oltre un anno, la riproposizione di un Ilie scomparso dai radar da un mese e mezzo e la collocazione tra le linee di un Ceesay alla costante ricerca di una credibile collocazione tattica. Tutto inutile. Il Venezia di Stroppa si è rivelato, come da previsioni, superiore da tutti i punti di vista con l’Empoli costretto ancora una volta a fare i conti con l’irrisolto enigma di sé stesso.

Adagio

A 180 minuti dal termine, il campionato più anonimo degli ultimi trent’anni rischia di diventare un disastro sportivo di dimensioni colossali. Delle squadre che si stanno barcamenando nei bassifondi della classifica per evitare di sprofondare nell’abisso della retrocessione, l’Empoli sembra a oggi la squadra moralmente più spenta. Sul piano delle individualità, gli azzurri sulla carta avrebbero anche qualche valore in più rispetto alle contendenti ma nessuna di esse, apparentemente, sembra soffrire dell’acuta depressione che sta avvolgendo gli uomini di Caserta. Da mesi rivendichiamo un sussulto d’orgoglio da parte di una squadra che, prima di fare i conti con il proprio illustre recentissimo passato, dovrebbe esaminarsi nello specchio opaco del proprio presente. L’Empoli, nella sua lunga storia, ha attraversato momenti esaltanti e periodi più bui. Nel 2012 il punto più basso della parabola azzurra che coincise con l’indimenticabile e pazzesco playout con il Vicenza, diventò l’occasione per risorgere e inaugurare una nuova età dell’oro. Adesso non è ancora il momento dei processi. È il momento di non lasciarsi andare alla rassegnazione e provare ad avvertire un senso di dignità e rispetto nei confronti di tutti coloro che, a vario titolo, hanno a cuore questi colori. Venerdì 1 maggio con l’Avellino sarà l’ultima occasione per sottrarsi alla più cupa rassegnazione. 

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12 Commenti

  1. Giustissimo dire che adesso non è il tempo di processi: bisogna sostenere la squadra nelle ultime due gare sperando che le altre facciano peggio.
    Una volta finita la stagione però tutti dovranno mettersi in discussione e qualcuno da parte.
    A Venezia si è vista un po’ di concentrazione in più, ma pure un divario enorme tra azzurri e arancioneroverdi e si sono sono viste scelte cervellotiche di chi sta in panchina.
    Adesso non è tempo di chiacchiere ma di provare a fare di tutto per evitare i playout- ma qui devono darci una mano le dirette concorrenti ed i loro scontri diretti- o, almeno, arrivare ai playout con una condizione fisica e mentale tale da evitare il secondo capitombolo di fila

    • @simpatizzantempoli – E’ vero che a Venezia il divario tra le due squadre è stato netto e la sconfitta strameritata, ma personalmente ho apprezzato il fatto che almeno questa volta i nostri abbiano giocato con un’intensità “accettabile”, per provare a reggere l’onda d’urto.
      Certo, le possibilità di resistere erano minime, e purtroppo anche le possibilità di far male in contropiede con il nostro Shpendi isolato in avanti.
      Ma se avessimo giocato con la stessa intensità a Genova e a Padova, avremmo almeno due punti in più…
      Quando ti rendi conto che la barca fa acqua da tutte le parti, bisogna anche buttarsi alle cattive con il non gioco, pur di tentare di strappare punti.

      • Sono assolutamente d’accordo. Fossimo stati concentrati come a Venezia in altre gare- Genova e Padova come giustamente scrivi- ma anche Entella, SudTirol, in casa non saremo dove siamo ora…..

  2. Quando dai vertici tracima rassegnazione e si va a festeggiare i successi altrui, difficile che il popolo possa ambire a una riscossa…. purtroppo il buonismo della ns piazza (non sarebbe mai successo da altre parti, anche vicine) ci ha portato a ingoiare in silenzio ogni rospo, anche il più amaro e a non reagire…. fine ingloriosa del calcio a Empoli!!!!

  3. Ma la serie C Riccardo vuol dire fine del calcio? Io non vi capisco. Semmai fine del calcio di un certo livello. La terza Serie rimane comunque un campionato rispettabilissimo! Forse più adatto a quello che è diventato l’Empoli attuale. Una realtà che non può più competere a certi livelli. Specialmente se dopo Fab.riz.io C.o.rsi c’è il vuoto. (o personaggi come la figlia, davvero improponibili)

    • Livorno, Grosseto, Prato, Pistoia ….. vivono ai margini…. e a te ti pare bello? a me no …. il calcio è bello se fatto a certi livelli…. a vedere 11 scarponi a giro per il campo, io non mi diverto, a questo punto meglio i ragazzi di 7 anni, almeno un pochino d’innocenza traspare….

  4. La retorica dell’empoli non si discute si ama ha portato a quello che viviamo oggi. I tifosi sono i primi colpevoli perchè in un’altra piazza quello che si sono permessi di dire e fare i c.o.r.si non sarebbe stato ammissibile. A CHI RINFACCIA GLI ANNI DI SERIE A E SERIE B RICORDO CHE NON LO HANNO FATTO PER BENEFICENZA MA INTASCANDO MILIARDI, QUINDI CHE NON VENGANO A PRETENDERE RICONOSCENZA DA CHI HA SEMPRE PAGATO IL BIGLIETTO E L’ABBONAMENTO per poi sentirsi dire che con quei soldi non ci compravano nemmeno i palloni.

    • Miliardi no ma dei bei milioni si. Tifosi e ultras empolesi imbarazzanti lo dico da qualche anno ma qua tutti oggi si son svegliati

  5. Va bene, ma non basta dire “via la famiglia”; serve anche proporre qualcosa sennò è troppo facile….
    Meglio un fondo arabo? russo? americano? indonesiano? Quelli ci vogliono guadagnare. Appena non lo fanno più ti scaricano in mezzo alla strada!
    Computer Gross? Sammontana? Pagliacci come Ferrero o Cellino che hanno fatto fallire piazze come Terni e Brescia? Troppo facile e semplice dire “via Co r.si”

  6. Ma perché Franco non ci tappiamo il naso fino a venerdì e andiamo – forse per l’ultima volta – a sostenere compatti i nostri colori? Così è un gioco al massacro, una sorta di tiro al piccione…. Aspettiamo sabato no?

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