Ci sono momenti nella storia di una società sportiva che vanno oltre una partita, oltre una promozione, oltre una retrocessione. Momenti in cui il risultato del campo passa temporaneamente in secondo piano perché ciò che si sta decidendo riguarda il futuro stesso del club. E quello che l’Empoli sta vivendo oggi è senza dubbio uno di quei momenti. Siamo davanti ad uno dei bivi più importanti dell’era moderna azzurra, certamente il più significativo degli ultimi trent’anni, quelli che coincidono con la gestione di Fabrizio Corsi. Una fase delicata, complessa, che richiederà tempo, pazienza e soprattutto la capacità di comprendere fino in fondo la portata di ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi. Da tempo raccontiamo come la società stia attraversando una fase che potremmo definire di transizione. Non è un mistero. Lo stesso Fabrizio Corsi, in più occasioni, ha lasciato intendere come l’Empoli abbia necessità di trovare nuove risorse per continuare a mantenere un percorso sportivo all’altezza di quello costruito negli ultimi decenni. Ormai è stato sdoganato da tutti il concetto che il club sia alla ricerca di nuove energie economiche e finanziarie capaci di sostenere il futuro. Le strade possibili, come abbiamo già analizzato nei giorni scorsi, sono diverse. Potrebbe arrivare un nuovo socio, di minoranza o di maggioranza, che affianchi l’attuale proprietà portando risorse fresche e, inevitabilmente, anche qualche cambiamento nell’organigramma societario. Oppure potrebbe configurarsi uno scenario ancora più radicale, quello di una cessione totale del club e quindi dell’avvio di una nuova fase della storia azzurra. Esiste poi una terza ipotesi, quella del cosiddetto “nulla di fatto”. Nessun ingresso, nessuna nuova partnership, nessun cambiamento sostanziale. L’Empoli che prosegue il proprio cammino così com’è oggi. Uno scenario che non rappresenterebbe certamente una tragedia ma, se guardiamo la situazione attraverso la lente della sostenibilità sportiva futura, è probabilmente l’ipotesi meno auspicabile. E non perché l’attuale proprietà non abbia dimostrato nel tempo capacità e competenza, tutt’altro. Il punto è che il calcio moderno corre ad una velocità impressionante. I costi aumentano, la competitività cresce, la forbice tra chi dispone di maggiori risorse e chi invece deve continuare ad inventarsi ogni giorno una soluzione si allarga sempre di più. E allora diventa inevitabile interrogarsi su quali siano gli strumenti necessari per consentire all’Empoli di continuare a rimanere competitivo. Perché alla fine il giudice supremo resta sempre il campo.

L’obiettivo deve essere quello di preservare il patrimonio sportivo costruito in oltre trent’anni di lavoro, mantenendo l’Empoli nelle categorie che gli competono e cercando, quando possibile, di tornare a guardare verso l’alto. Ma soprattutto evitando quei percorsi di progressivo ridimensionamento (per non dire altro) che negli ultimi anni hanno coinvolto realtà anche importanti e geograficamente vicine alla nostra. Scenari che nessuno vorrebbe vedere associati ai colori azzurri. Per questo servirà pazienza. Pazienza perché operazioni di questo tipo non si chiudono dall’oggi al domani. Quando si parla di quote societarie, di investitori, di eventuali acquisizioni, ogni dettaglio deve essere verificato con estrema attenzione. Ogni tassello deve trovare il proprio posto all’interno di un puzzle complesso, dove non possono essere commessi errori. Ma servirà pazienza anche dopo. Perché se davvero dovesse arrivare un nuovo socio o addirittura una nuova proprietà, sarà inevitabile attraversare una fase di conoscenza reciproca. Chi entrerà dovrà comprendere dove sta arrivando. E chi vive quotidianamente l’Empoli dovrà imparare a conoscere chi si troverà dall’altra parte del tavolo. Ed è forse proprio qui che si trova il punto più importante di tutta la vicenda. L’Empoli non è soltanto una società di calcio. L’Empoli è un ecosistema particolare, costruito nel tempo attraverso rapporti umani prima ancora che professionali. La sua forza non è mai stata soltanto economica o tecnica. La sua forza è sempre stata la semplicità. La familiarità. La vicinanza. La possibilità di accorciare le distanze tra società, squadra, tifosi e informazione. Una caratteristica quasi unica nel panorama calcistico nazionale. Purtroppo sarebbe poco onesto fingere che negli ultimi anni tutto sia rimasto immutato. Alcuni rapporti si sono progressivamente allentati. Quel senso di appartenenza totale che per anni aveva rappresentato un tratto distintivo del mondo Empoli si è in parte affievolito. Le distanze sono aumentate e quel collante che aveva contribuito a costruire tanti successi si è inevitabilmente indebolito. Ecco perché questo bivio potrebbe rappresentare anche un’opportunità. L’opportunità di ricostruire alcuni ponti; l’opportunità di riavvicinare componenti che negli ultimi tempi si sono allontanate; l’opportunità di recuperare una dimensione più autentica di ciò che significa essere Empoli. Naturalmente in tutto questo non si può non parlare di Fabrizio Corsi.

Perché se oggi l’Empoli si trova a discutere del proprio futuro da una posizione di credibilità e stabilità, gran parte del merito appartiene a lui. Ad un imprenditore che negli anni novanta ha raccolto una società che aveva bisogno di rilanciarsi e che da oltre tre decenni riesce a mantenerla stabilmente tra Serie A e Serie B. Un presidente che ha saputo scegliere collaboratori, dirigenti e allenatori. Un uomo di calcio autentico, capace come pochi di riconoscere il talento prima degli altri. Ma soprattutto una figura che, nel panorama del calcio moderno, rappresenta sempre più una rarità. Perché Fabrizio Corsi è uno di noi. È un proprietario del territorio. È un presidente che ha sempre vissuto questa realtà dall’interno e che ne conosce ogni sfumatura. Per questo motivo sarebbe certamente importante che, qualora si concretizzassero le ipotesi che abbiamo definito come le più auspicabili, quelle di un affiancamento societario e non di una sostituzione totale, il suo patrimonio di esperienza e conoscenza potesse continuare a rappresentare un punto di riferimento. Poi sarà giusto aprire le porte a idee nuove, a competenze nuove, a professionalità nuove. Sarà giusto valutare anche cambiamenti all’interno dell’organigramma che, come tutte le organizzazioni, può e deve migliorarsi (specie di fronte a diversi errori identitari). Ma senza disperdere quel patrimonio di conoscenze che ha consentito all’Empoli di diventare ciò che è oggi. Perché in fondo il tema vero non è soltanto chi entrerà. Il tema è come entrerà. Con quale sensibilità. Con quale capacità di comprendere il valore di una realtà che non può essere letta esclusivamente attraverso numeri, bilanci e prospettive economiche. In ballo ci sono oltre cento anni di storia. C’è una comunità che si identifica nella propria squadra. C’è un modello calcistico che, tra mille difficoltà, continua ad essere studiato e apprezzato ben oltre i confini della nostra città. Il bivio è davanti a noi. Adesso serviranno lucidità, equilibrio e visione. Perché le decisioni che verranno prese nelle prossime settimane e nei prossimi mesi potrebbero accompagnare il destino dell’Empoli per molti anni a venire.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

31 Commenti

  1. Ad un socio di minoranza non credo assolutamente. Chi viene in una società minuscola a mettere soldi lasciando ad altri la decisione su come spenderli.
    Una nuova proprietà per me è il lasciapassare per il fallimento nel giro.di tre anni ad essere ottimisti. Quale investitore serio (imprenditore o fondo che sia) investirebbe in una società calcistica con un bacino d’utenza che a malapena raggiunge la.metà degli abitanti di Empoli.

    Deve restare questa proprietà con il pres al comando almeno finché ha voglia e salute. Anche ridimensionandoci, questa proprietà è l’unica che può garantire una B dignitosa per un altro lustro. Poi vedremo.

    Il calcio è cambiato è vero, quindi l’obiettivo è resistere in serie B, ma prima o poi il sistema calcio imploderà e ricambierà e magari tornerà lo spazio per un Empoli in serie A.

    • Se non si capisce ch’è Fabrizio Corsi in persona che ha capito e vuole cercare un socio……..non il contrario!!!!
      l’Empoli che abbiamo visto negli ultimi 10 anni con l’attuale Fabrizio Corsi, sparirebbe nel giro di 2/3 anni lo stesso.
      Dobbiamo sforzarci a capire che il calcio,se non hai un minimo di finanze da spendere, non lo puoi più fare neanche in serie C.
      Pertanto ben venga qualcuno che ha voglia di immettere denaro fresco,se poi questo per un po’ di tempo è accompagnato dalla visione di Fabrizio Corsi………meglio sicuramente.

  2. Socio di maggioranza ma con fiducia nella gestione Corsi per area tecnica… soluzione Atalanta Percassi o Udinese Pozzo…

  3. Piuttosto che un articolo nebulosa sulle ipotesi, tra l’altro è un copia incolla di altri…. cercate di capire se ci sono trattative in corso (ancora non si è capito) e chi sono i soggetti interessati …. poi tutto quello scritto è una diretta conseguenza….
    Io penso che siamo al punto in cui fummo nel 2012 dopo il playout…. siamo difronte a una nuova ripartenza!!!!

    • esatto articoli doppioni….che non dicono nulla….. bisognerebbe sapere se ci sono davvero strategie concrete e chi sono i protagonisti. articoli del genere possono essere scritti da chiunque…

  4. Socio non significa che e quello delle strutture e basta , quello si chiama privati ingordi,
    se vende allora e un altro conto …
    lo dico la capienza da 21.000 non deve essere fatta , il si,nd,aco dovrà renderne conto del volere del popolo …
    oltre tutto che un venga fuori che 60 milioni
    e poi e in prefabbricato evitiamo questa cosa che sarà una pietra tombale di Empoli!
    Terreni gratis ,terreni con cambio destinazione,sgravi fiscali , bonus Statali ,aumenti di prezzi, e una cattedrale che sembrerà una zona industriale inguardabile !
    Stadio SI ma per i tifosi e la città !

  5. basta con questi articoli che non portano a nulla..parlate solo di realtà.. se non entra nessuno..il cosi detto dal giornalista il nulla di fatto..
    sarà un campionato peggio di quello passato..pieno di patemi d animo..con partite perse in casa e fuori..organizzare una rosa sottocategoria vuol dire retrocessione prima del tempo..serie b molto ma molto difficile

  6. Hanno venduto pure il Pontedera, no dico il Pontedera che vuole fare pure lo stadio, a Arezzo stadio nuovo, a Siena curve nuove, tutti hanno obiettivi e noi con tutti i soldi guadagnati in tutti questi anni siamo qui solo a piangerci addosso???
    Vendere e rimanere padroni…. è questo il problema!!!

    • se per avere una curva devo fare la fine del Siena che è in D p al massimo in C da parecchi anni preferisco quello che abbiamo noi. Avete visto le lacrime dei tifosi del Catanzaro? 44 anni di assenza dalla serie A. Fossimo al loro posto non avremmo mai visto la massima serie ma saremmo rimasti agli 800 della serie C di cui oltre mezzi venivano allo stadio ma erano con la radiolina a sentire che facevano nane e strisciate.

  7. Dario
    Che un venga fuori il socio per le strutture e basta , No Cattedrale nel deserto fermiamo
    la struttura da 21.000 travestita da 17.800…
    fermiamo il Si, NDA, co non può rovinare Empoli!

  8. Ho l’impressione che ci vogliono in, cu la re
    con la storia del Socio , quelli sono privati che interessa ,il commerciale sono approfittatori , “Mafiosi”
    della città,della storia , dei colori , dei tifosi , del bene a loro non gliene frega , sono il male assoluto!
    Fermiamo questa amministrazione !
    va impedito per le prossime generazioni…

  9. Il Cocchi sa più del dovuto …
    ne sono più che convinto !
    questa storia non mi convince c’è sotto cose molto brutte !

  10. Hanno sparato tanto in questi 11 anni, l’unica cosa che non ho mai sentito un cambio della struttura dello Stadio di vecchia concezione , non l’hanno mai voluta cambiare e il tono di come lo dicevano era diverso da ogni cosa , sanno che e sbagliato ma preferisco il male al bene ! Tutti complici

  11. Entro giugno ci deve essere il progetto finanziato guarda caso …
    Attenzione il Socio e una bufala serve solo per le strutture , mi posso rigiocare i testicoli , non mettano soldi sulla parte sportiva gestiscono le strutture e basta .
    I problemi della squadra saranno sempre i soliti e sperare che il Beatoamato azzecchi la squadra !

  12. Per assurdo, l’unica cosa che può salvare l’Empoli da un fallimento che si prospetta entro pochissimi anni, e al tempo stesso ricompattare la piazza, è una squadra a larghissima maggioranza di giovani della primavera.
    Il Prenditore di monteboro non spende, risparmia, e se va bene l’anno dopo si copre di oro.
    Noi ultras saremmo contenti di sostenere fino alla morte i ns ragazzi, invece che un’altra mandria di buoni a nulla strapagati senza pa lle.
    Se co rsi invece intende fare una squadra tipo quest’anno, sarà mandato in cu lo dalla seconda partita, gli applausi senza senso sono finiti.

  13. Davvero un bell’articolo che riassume bene le sensazioni dei tifosi empolesi in questo momento. Ci auguriamo tutti il meglio per la società e la squadra.
    Enrico e Dario Plaza, proteggetevi dalla calura estiva!

  14. Grazie Alessio per l’articolo ma anch’io come altri penso che ti sei morso la lingua scrivendo lo stretto indispensabile. Personalmente credo che a questo punto gli investitori ci siano ma semplicemente ancora non convincono il presidente. In genere non si parla di un solo soggetto perché in questo non ci sono incertezze… o si o no. Sarei più propenso a credere che quando l’interlocutore è una cordata i dubbi si moltiplicano, credo che il presidente voglia lasciare ma da empolese non vorra’ avere rimorsi. Ci sta che non siamo in presenza del classico fondo americano o arabo che d’altronde quale interesse potrebbe avere per una realtà modesta come la nostra ma di qualcosa di molto più semplice ma eterogeneo appunto …

  15. io penso dalle parole,che se resta lui a malapena puoi reggere la serie c,quindi il suo intento sarebbe nuovi soci,ma in una realta’ empolese devi necessariamente passare la mano,quando?quando metterai il primo mattone al castellani,ecco perche’ traccheggiano.poi giustamente lui non vorra’ lasciare a gente che ti mangiano tutto nel giro di tre anni e ti fanno ritrovare in terza categoria col malmantile,a pontedera hanno venduto e da quel che leggo mi sembra di essere poeri loro ,su scherzi a parte,mah!una cosa l’ho ben chiara:o vende o fai la fine del montevarchi!quindi la meno peggio è sperare che venda e che la sua trattativa ci porti gente abbastanza seria che ci faccia reggere la categoria per altri 35 anni:

  16. Io credo che Enrico a questo giro abbia in parte ragione.. Ovvero che ci siano due trattative, una, forse più impellente, inerente alla ricerca di soci per lo stadio, ed una per una partnership per le spese di gestione. In fin dei conti il beato Amato lo ha detto tante volte che lui con queste spese da solo non ce la può fare più a sostenerle ma d’altro canto ha sempre sostenuto che per lo stadio a metterci i soldi saranno altri…A me dello stadio importa una sega, ci andrò anche se resterà così, lo faranno
    bellino o sarà una cattedrale nel deserto, però voglio vedere quella passione per il calcio, quella ricerca di giocatori interessanti quella voglia di stupire che da vent’anni ci ha fatto conoscere in tutta Italia, e perché no, in tutto il mondo.Se comincerò a capire che manca ciò, aspetterò a fare l’abbonamento. Lo so che direte che non mancherò a nessuno…Amen..

  17. L’importante, se anche fosse un fondo, è che abbiano già esperienze ed investimenti non mondo sportivo.
    Se fossero alle prime armi, la cosa mi preoccuperebbe….

  18. qui a Bergamo si dice che da parte Dell Empoli c è interesse per l allenatore del Giana Erminio Vinicio Espinal ha fatto Un ottimo campionato lo scorso anno in serie D e quest anno appena terminato all esordio in lega pro è arrivato al secondo turno dei play off fa giocare bene le squadre e valorizza i giovani

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