Per molti tifosi, legittimamente, l’idea che un fondo possa acquisire una società calcistica viene ancora percepita come qualcosa di distante dalla tradizione del nostro sport preferito. Nell’immaginario collettivo il proprietario ideale resta l’imprenditore appassionato, magari legato al territorio, capace di investire risorse personali e di guidare il club come una sorta di patrimonio familiare. Eppure il calcio del 2026 è profondamente diverso da quello di venti o trent’anni fa. Gestire una società professionistica richiede oggi competenze, strutture e soprattutto disponibilità finanziarie che spesso vanno ben oltre le possibilità di un singolo imprenditore, anche molto facoltoso. Un fondo di investimento, infatti, non è semplicemente un soggetto con grandi disponibilità economiche. È una struttura che raccoglie capitali da più investitori istituzionali, banche, assicurazioni, fondi pensione e grandi operatori finanziari, mettendo insieme risorse che possono raggiungere dimensioni enormemente superiori rispetto a quelle di un singolo proprietario. Ed è proprio questo uno dei primi aspetti che spiegano perché oggi un fondo possa avere più facilità nell’acquisire un club rispetto ad un imprenditore privato. Quando un soggetto decide di investire nel calcio, non deve soltanto acquistare le quote societarie. Deve essere in grado di sostenere nel tempo il fabbisogno finanziario della società, garantire liquidità, programmare investimenti infrastrutturali, supportare eventuali perdite e accompagnare il club lungo percorsi di crescita che richiedono anni prima di produrre risultati economici. Un imprenditore, per quanto ricco, deve fare i conti con il proprio patrimonio personale e con le esigenze delle sue aziende. Un fondo, invece, dispone di una capacità di raccolta del capitale decisamente più ampia e di una struttura costruita proprio per effettuare investimenti di medio-lungo periodo.
C’è poi un altro aspetto che negli ultimi anni è diventato decisivo: il valore delle infrastrutture. Il calcio moderno non guarda più soltanto al risultato sportivo della domenica. Gli investitori osservano soprattutto ciò che esiste attorno alla squadra. Stadi, centri sportivi, settore giovanile, asset immobiliari e possibilità di sviluppo commerciale rappresentano oggi una parte fondamentale del valore di un club. Da questo punto di vista l’Empoli è una realtà che può risultare particolarmente interessante. Il centro sportivo di Monteboro rappresenta da anni un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale. Il settore giovanile continua a produrre valore tecnico ed economico. La società possiede un’identità forte, una struttura organizzativa consolidata e un bilancio che storicamente è stato gestito con grande attenzione. Sono caratteristiche che, agli occhi di un investitore finanziario, riducono il livello di rischio dell’operazione. In altre parole, un fondo non guarda soltanto alla categoria nella quale milita la squadra. Guarda alla sostenibilità complessiva del progetto. Esiste inoltre una differenza sostanziale tra la logica di un imprenditore tradizionale e quella di un fondo. L’imprenditore spesso investe anche per passione, per appartenenza territoriale o per prestigio personale. Un fondo investe perché individua una possibilità di crescita del valore dell’asset acquistato. Può sembrare una distinzione fredda, ma non necessariamente è un elemento negativo. Anzi, in molti casi questa impostazione porta ad una programmazione più strutturata. Vengono introdotti processi manageriali più rigidi, sistemi di controllo più avanzati, analisi dei costi, sviluppo delle aree commerciali e ricerca di nuove fonti di ricavo. Naturalmente esistono anche rischi e criticità. Un fondo non si innamora di una società. Il suo obiettivo è creare valore e, in un determinato momento, monetizzarlo. Questo significa che il rapporto con il territorio e con la tifoseria può essere molto diverso rispetto a quello instaurato da una proprietà storica. Per questo motivo, in operazioni di questo tipo, assume un’importanza enorme la fase di transizione.
Se davvero dovesse concretizzarsi un ingresso importante di un fondo nell’Empoli, sarebbe fondamentale comprendere quale ruolo verrebbe eventualmente riservato a Fabrizio Corsi. Il presidente azzurro rappresenta molto più di ciò che è sull’organigramma. È il principale artefice della storia moderna del club, l’uomo che negli ultimi trent’anni ha trasformato una realtà provinciale in un modello riconosciuto in tutta Italia. La sua permanenza, almeno in una fase iniziale, potrebbe rappresentare un elemento di continuità e di garanzia. Allo stesso tempo, però, qualora si arrivasse ad una cessione di maggioranza molto marcata, o addirittura dell’intero pacchetto societario, sarebbe naturale immaginare un progressivo inserimento di nuove figure manageriali e dirigenziali chiamate a rappresentare la nuova proprietà. È difficile pensare che un investitore disposto ad acquisire il 60-80% della società possa limitarsi ad un ruolo puramente finanziario. Più realisticamente, una partecipazione così rilevante porterebbe con sé una ridefinizione degli assetti decisionali, delle responsabilità operative e della governance aziendale. Ed è forse questo il vero punto della questione. L’eventuale arrivo di un fondo non andrebbe interpretato semplicemente come un cambio di proprietà, ma come l’ingresso dell’Empoli in una dimensione diversa, più internazionale, più manageriale e maggiormente orientata a logiche industriali. Che questo possa rappresentare un vantaggio o uno svantaggio lo dirà soltanto il tempo. Ciò che appare evidente è che il calcio sta andando sempre più in questa direzione. I costi crescono, la competitività aumenta, le infrastrutture diventano centrali e la capacità di attrarre capitali rappresenta ormai uno dei fattori decisivi per il futuro di un club. Se davvero l’Empoli dovesse trovarsi davanti ad un passaggio storico di questa portata, non sarebbe soltanto una questione di quote societarie. Sarebbe l’inizio di una nuova fase della propria storia, nella quale la sfida più importante sarà riuscire a coniugare la modernità della finanza con quell’identità che ha reso il club azzurro un caso unico – di cui siamo orgogliosi – nel panorama calcistico italiano.
















BlueCo ? O il nome è già stato bruciato due anni fa ? Spifferi ? Indiscrezioni ?
Tutta teoria.
In realtà quello che è successo all’Empoli è più semplice: negli ultimi anni sono stati fatti errori negli acquisti e nelle operazioni di prestito; a questo si aggiunge una gestione fallimentare del marketing e della comunicazione. Inoltre dal vivaio è uscito meno talento del solito, quindi sono entrati meno soldi, mentre le uscite sono aumentate (in primis stipendi immeritati).
Non serve scomodare macroeconomia o teorie imprenditoriali: il punto è pratico. Quello che l’Empoli era riuscito a fare per trent’anni — trasformare le giovanili in valore e scoprire talenti — non sta più funzionando. Il declino è iniziato quando il presidente si è circondato di collaboratori non all’altezza.
Ci salveremo e prospereremo solo se ripartiremo dai giovani e permetteremo loro di giocare, senza paura. I fondi esterni, ammesso che arrivino, rischiano di far prosperare solo la famiglia per qualche anno in più.
Tutta teoria.
In realtà quello che è successo all’Empoli è più semplice: negli ultimi anni sono stati fatti errori negli acquisti e nelle operazioni di prestito; a questo si aggiunge una gestione fallimentare del marketing e della comunicazione. Inoltre dal vivaio è uscito meno talento del solito, quindi sono entrati meno soldi, mentre le uscite sono aumentate (in primis stipendi immeritati).
Non serve scomodare macroeconomia o teorie imprenditoriali: il punto è pratico. Quello che l’Empoli era riuscito a fare per trent’anni — trasformare le giovanili in valore e scoprire talenti — non sta più funzionando. Il declino è iniziato quando il pres si è circondato di collaboratori non all’altezza.
Ci salveremo e prospereremo solo se ripartiremo dai giovani e permetteremo loro di giocare, senza paura. I fondi esterni, ammesso che arrivino, rischiano di far prosperare solo la famiglia per qualche anno in più.
Io la penso esattamente come te….e’ tutta teoria…per l’amor del cielo puo’ essere anche giustificata nel mondo delle mode e delle fissazioni e tutti a seguire la
Mandria va bene anche parlare di fondi….
Ma il metodo vecchio Empoli funzionava e funzionerebbe ancora….
L’ingranaggio sai dove si blocca….il nostro boss non ha piu’ voglia di rischiare i suoi capitali e ci sta….niente in contrario…ma non mi dite che si fa calcio solo con i fondi….
Si fa calcio anche con le idee e le giuste collaborazioni e con il coraggio dei giovani…
Non mi sembra che il Catanzaro abbia un fondo….c’e’ solo in imprenditore(Noto) che ha voglia di fare calcio….il Lecce non mi sembra abbia fondi alle spalle…il Frosinone lo stesso….
Nel calcio esiste tutto e il contrario di tutto….ci sono miliardari come la diesel del Vicenza che ha dovuto spendere per sei anni per arrivare alla b…..c’è il palermo che spende e spande e non arriva nemmeno in finale…
Poi e’ normale che un fondo con la conoscenza del bo ss sarebbe il top…
Il problema e’ anche che prima non aveva da rendere conto a nessuno ora con i figlioli grandi troppo casino….
Troppo semplicistica come lettura.L’Atalanta investe sui
Giovani ma ha una dimensione economica maggiore. Purtroppo i costi in questi ultimi anni sono decuplicati, come spesso afferma nelle interveniste il nostro beatoamato, e per investire sui giovani è richiesto molto più capitale di quanto serviva un tempo.Anche Lecce e Verona hanno fondi maggiori per perpetrare questa politica.Ergo , per continuare a fare l’Empoli ci vuole un fondo/ investitore che ci consenta di farlo. Unica occasione persa, quella di una cordata di imprenditori del territorio (Sammontana e Computer Gross) che veramente ci avrebbero consentito non solo di sopravvivere ma anche di prosperare, ma è chiaro che chi mette i soldi vuol decidere e per molto tempo, il nostro amatissimo beatoamato non è stato disposto a lasciare il timone.Le voci che cominciano ad esser più insistiate ti fanno capire di come, messo alla stretta dalle circostanze, si sia deciso a lasciare , parzialmente o totalmente il passo. Io
La butto lì, a rischio di farla di fuori, secondo
Me molla tutto in cambio di una profumatissima buonauscita.Magari resterà i primi anni come consigliere e poi si eclisserà e con lui tutto il parentame.
posso anche capire la tua chiave di lettura, e sono convinto anche io che una cordata di imprenditori del territorio poteva essere la chiave giusta, ma ci vuole uno maledettamente malato di calcio oltre e magari all’interno delle due aziende che hai citato tu non c’e’ un pò come quando il bo ss prese l’Empoli con il babbo Ruffo e il fratello che gestivano gli interessi di famiglia ed a lui fu comprato l’EMPOLI FC per la sua grande passione.
sono meno d’accordo sul fatto che non si possa fare calcio senza fondi….se mi prandi come mero di paragone l’atalanta non si discute di nulla ma nemmeno il erona si discute di nulla…dobbiamo prendere come metro di paragone
frosinone-benevento-lecce-catanzaro poi ti ripeto uno degli uomini piu’ ricchi di’talia e’ il proprietario dell’ENTELLA è tutto relativo a quanto vuoi investire…e rischiare
BlueCo non ha sede a New York o Boston….
Fabrizio è un grande intenditore di calcio, spero che rimanga con una quota del 30% ….
Leggo sui Social sulla vendita dell’Empoli commenti di tanti sportivi dispiaciuti di un’eventuale passaggio di proprieta’ e della fine dell’era Corsi.
Molti sostengono ( giustamente ) che l’Empoli senza il Corsi sparira’ e che ha compiuto un vero miracolo sportivo visto la nostra dimensione .
Io la penso pure cosi’ ho paura che 126 anni di storia di cui gli ultimi 30 anni stupendi possano da un momento all’ altro svanire .
Molti sportivi apprezzano e riconoscono i meriti e le competenze della Famiglia Corsi ! Solo noi Empolesi abbiamo da ridire su tutto e gliene abbiamo dette di tutti i colori molti per invidia ma dette e sparate tante cattiverie.
Ha tenuto un paesone in A e B per 30 anni , abbiamo battuto tutte le squadre blasonate in serie A , arrivati in coppa uefa , vinto 2 scudetti primavera e un settore giovanile che e’ un fiore all’occhiello .
Speriamo e mi auguro con tutto il Cuore che il Presidente Corsi rimanga come Percassi , pozzo e Mirri.
Una sua uscita sarebbe una sconfitta per il calcio Italiano
126 tu l’hai ni capo
Solo un suddito come te può dare tutti i meriti a una persona sola.
Io dico che questi 30 anni sono anche, e non poco, merito nostro, dei tifosi e della città, di cui dubito tu sia cittadino visto come la denigri, e di alcuni fuoriclasse e qualche bandiera che in certi anni hanno fatto la differenza in campo (e fuori).
Ed è inutile spiegarti perché c’è anche molto di nostro.
C’è una questione più profonda, c’è un solco incolmabile tra chi ha una mente padronale o succube del padrone come il tuo messaggio palesa, e chi sa che c’è molto altro oltre al ‘padrone’..
Bell’articolo che spiega molto bene il funzionamento dei fondi…perché tante società sono in mano a “fondi”…anche società importanti…e perché sono quelli più accreditati per la gestione di società…chi ancora pensa che si possa gestire…anche una piccola società come la nostra che sta ancora nel “calcio che conta”…a “pane e melone” dimostra di non aver capito come sta funzionando in questo momento il “mondo calcio”…ma se il nostro presidente l’ha dichiarato in tutte le salse e in tutte le lingue che non era più possibile andare avanti con la gestione della società fatta come fino ad ora era stato fatto bisogna dargli credito perché sicuramente lui lo sa meglio di noi e se ne intende più di noi di queste cose…pensate che se fosse stato possibile continuare a fare come ha sempre fatto avrebbe ceduto…o per meglio…vorrebbe cedere la società?
C’è anche un’altra ipotesi, che siccome lo dice da dieci anni almeno, ci sta che ti stia prendendo per il naso come ha fatto con lo stadio.
Ma la BlueCo di cui parlate è il consorzio,chiamatelo fondo,ma non lo è, che è proprietario del Chelsea e Strasburgo???
Se fossero loro sono già nel calcio dal 2022 e sicuramente non sono degli sprovveduti.
Se poi e un’altra società allora vediamo…….
Magari e’ la blueCo
visto che viene fatto tutto per tornaconto come di logica,scordiamoci gli abbonamenti a 140 euro,prevedo una stangata tipo 300-400 euro e questo per le misere tasche italiane rappresenterebbe per molti una pietra tombale sul tifo pane e salame degli empolesi……….io come penso tanti altri dopo 32 anni di stadio potrei anche ritirarmi……
molti se lo meriterebbero
No se lo meriterebbe la società con lo stadio deserto.
Il presidente va ringraziato di cuore perché negli ultimi 40 anni ci ha fatto togliere infinite soddisfazioni. Ma forse si è accorto che anche lui non può più reggere così e quest’anno è stato emblematico. La retrocessione avrebbe portato forse al fallimento della società e alla mancanza di futuri acquirenti. E ci siamo salvati in parte anche per demeriti altrui. Però negli ultimi 10 anni zero lungimiranza da parte della società. Chi teneva i conti forse li teneva in modo non perfetto…. Il bilancio non è bellissimo nonostante scriviate il contrario. Non è stato fatto un centro sportivo adeguato (Monteboro non basta più) non volendo investire né a vinci né alla viaccia e in società sono entrati dei soggetti forse non all’altezza. O Fabrizio vende o sarà la fine. Spero solo che si renda conto di quello che è attualmente l’Empoli… vediamo… e speriamo bene. Per uscire dalle sabbie mobili ci vorrà un investitore importante che poi vediamo se garantirà continuità… speriamo di si…
Anche io prevedo meno della metà degli abbonamenti , nessuno riuscirà da noi a gestire una cattedrale nel deserto sarà la nostra rovina , appena si accorgono che 8 numero sono falsi , e che con i biglietti a 2 euro si farà un botto che non ci sarà paragoni …
e come una retrocessione noi si piange loro si arricchiscono …
No stadio travestito , fermiamo l’amministrazione e quel sindaco impazzito!
si fa per la città o nulla!
Lo stadio e’ un bene per tutti .
Senza stadio o una struttura decente e moderna non c’e’ futuro .
L’attuale stadio e’ 17000 posti 1000 posti in piu’ che cambiamo.
nelle altre piazze gli abbomamenti e i biglietti costano il doppio
e 15.700 si è ridotto con le sedute siete duri e 5 anni che con i gobbi non c’è un biglietto e viene scritto 15.600 oltre tutto i parcheggi abusivi che non coprono neache la metà …
Sei un doppione che odia la città bisogna combattervi siete la rovina della città insieme al buffone del Si, NDA co
Sono 2.200 in più oltre però a dire che la struttura è da 21.000 dichiarata da loro che non viene toccata quindi ,o si bloccano o saremo schiavi a vita di gente ingorda !
Anche io prevedo meno della metà degli abbonamenti , nessuno riuscirà da noi a gestire una cattedrale nel deserto sarà la nostra rovina , appena si accorgono che i numero sono falsi , e che con i biglietti a 2 euro non si copre l’investimento ,si farà un bo,tto che non ci sarà paragoni …
e come una retrocessione noi si piange loro si arricchiscono …
No stadio travestito , fermiamo l’amministrazione e quel sind,aco impazzito!
si fa per la città o nulla!
L’acquirente è la Anacott Acciaio
Almeno il materiale si ha gratis , ora un c’è scuse per non farlo …. maledetta ferraglia!
fonti ?
Si quelli del film , Wall street.
Comunque un bel risultato l’hanno già ottenuto:
Il ciuco quest’anno l’hanno chiamato: Madonna Rebecca da Arezzo
🤣🤣🤣
Pensavo la stessa cosa , se l’Empoli fosse acquistato dalla proprieta’ piu’ ricca del mondo avrebbero da ridere pazzesco…!!!!
Si dice soltanto che le capacità tecniche del Pres non debbano essere disperse…. non è che è tutto bianco o nero spesso le cose sono sfumature….
Meglio un fondo che toccare il fondo, quello che sta accadendo con questa proprietà…
salvarsi in serie b è toccare il fondo?
Tu sei salvato per miracolo, con questi andrà sempre peggio…
Sul fondo Blueco non ci sono belle notizie leggendo su internet…
Ma Guarino che fine ha fatto , ma non era stato convocato in nazionale? non è nemmeno in panchina , se lo sono dimenticato a Coverciano?
Non e stato mai convocato ….
e stato aggregato per 2 giorni di allenamento …
Ho fatto due chiacchiere con GEMINI dopo una lunga analisi dei possibili acquirenti, alla fine mi ha fatto un nome MSP Sports Capital.
Vediamo se c’azzecca!
quando parlate di imprenditori che mettono nella società di calcio il patrimonio personale penso che non parlate dell’empoli spero…l’unica società che si autofinanzia da sola con la vendita dei calciatori…senza che il proprietario metta mai nemmeno un euro di tasca propria…anzi usi la società di calcio come bancomat personale.
trovalo te chi mette soldi di tasca proprio
Intanto ti hanno fatto vedere le strisciate per 30 anni e tenuto i conti in ordine .
Ven via
Viva Viva ,il nostro presidente 30 anni di gloria viva viva !!!! Si è sacrificato economicamente per l’amore della città e dei tifosi !!!
Di sicuro ti ha evitato qualche migliaio di colori per andare a vedere la tua amata…fai bene a ringraziarlo