Saremo davvero stringenti e risoluti in questo pezzo che da sempre accompagna il pre-gara degli azzurri. È una vigilia di enorme importanza, quasi storica. L’Empoli è arrivato a un punto della stagione, fin qui disgraziata e avara di soddisfazioni, in cui si gioca concretamente la permanenza in Serie B. Una situazione già vissuta nel 2012, ma che resta un caso isolato nella storia recente del club, considerando che dal 1996 non si è più scesi in terza serie e che l’ultima retrocessione in C risale addirittura al 1989. Il concetto è quello espresso chiaramente da Fabio Caserta alla vigilia: adesso contano i fatti. Le parole possono moltiplicarsi all’infinito, ma tutto verrà inevitabilmente spazzato via dal risultato. Ed è proprio il risultato che il campo, intorno alle 21.20 di questa sera, consegnerà. Ancora una volta va ribadito: la prestazione, per quanto propedeutica e auspicabile, non verrà presa in considerazione se non sarà accompagnata da un esito positivo. L’ambiente ha fatto quadrato dopo la forte arrabbiatura arrivata con la sconfitta di settimana scorsa a Padova, facendo sentire il proprio disappunto in maniera diretta al gruppo che è stato atteso al rientro, appunto, dal Veneto. Ma adesso c’è la piena consapevolezza del momento: così come per tutti, anche per noi, l’obiettivo iniziale deve essere accantonato. La delusione, la frustrazione, la rabbia per un campionato che è andato in maniera storta e che non può essere giudicato in nessuna maniera come positivo, vanno momentaneamente annullate. In questo finale conta solo una cosa: mantenere la categoria! Serve quindi abbassare le aspettative e considerarsi a tutti gli effetti una squadra in lotta per la salvezza alla stregua delle altre, con l’obiettivo di mettersi alle spalle almeno cinque avversarie. Non sarà semplice, perché la gara di stasera è fondamentale ma non decisiva. I tre punti contro la Virtus Entella, se arriveranno, non basteranno da soli e all’orizzonte ci sono tre sfide complicate.

Il concetto del “sulla carta” lascia il tempo che trova. Sulla carta l’Empoli avrebbe dovuto essere superiore a molte squadre e anche stasera dovrebbe dimostrarlo contro un’Entella con un monte ingaggi inferiore e grandi difficoltà in trasferta, dove ha raccolto appena sette punti. Ma tutto questo non conta. Allo stesso modo, sempre sulla carta, non saremmo vittime sacrificali contro Venezia o Monza, eppure sappiamo che saranno sfide durissime, così come quella interna con l’Avellino, che paradossalmente sta vivendo proprio quella stagione che l’Empoli avrebbe voluto fare. Ma tutto questo verrà dopo. Stasera la città si stringe attorno alla squadra: maratona inferiore e superiore esaurite, apertura della curva nord, evento mai accaduto in questa stagione. Empoli ha capito, Empoli sa adesso dove siamo, Empoli sa quello che adesso è necessario. Il resto verrà rimandato al dopo, alla fine dei giochi. Poi, però, in campo ci vanno i giocatori. E come ha detto Caserta dopo Padova, servono uomini. Serve tirare fuori tutto. Serve vincere stasera, per dare un primo segnale e affrontare le prossime gare con un pò di ossigeno in più. Adesso contano solo i fatti. Le parole, davvero, stanno a zero.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

7 Commenti

  1. Una cosa e certa Entella non verrà a fare la gara , cercherà solo di trovare i soliti errori nostri che concediamo , noi troviamo difficoltà a fare la partita !
    oggi bisogna cercare di non regalare nulla agli avversari …
    i difensori devono coprire il campo la devono smettere di avere paura !

  2. Empoli è questa ed è una piazza molto intelligente: non si esalta nei momenti positivi (crescendo nei numeri e portando allo stadio tifosi occasionali), ma sa compattarsi nei momenti di difficoltà (portando numeri importanti allo stadio nelle sfide che contano).

    Stasera lo stadio presenterà un colpo d’occhio importantissimo a sostegno della squadra.
    Tocca ai calciatori dare tutto… per questa maglia e per loro stessi… per dimostrare di essere adeguati a fare questo mestiere dove serve tanto carattere prim’ancora delle qualità tecniche

  3. Che serva il carattere siamo d’accordo, ma se sbagli passaggi ogni 2 per 3, se non riesci a saltare l’uomo (se non gioca dall’inizio Elia voglio vedere chi lo fa), se fai cazzate difensive partita dopo partita.. il carattere conta relativamente. Oggi bisogna che insieme al carattere vengano fuori anche le doti tecniche che ogni giocatore, magari anche in parte, deve avere.. sennò si va a giocare a rugby e non a calcio! Quindi il solo “fuori le p@lle” e un pubblico che ti incita non può bastare se non fai quello che devi fare in campo!

  4. Da veternao, avevo timore già da gennaio che la stagione andasse in questa direzione…. puntualmente c’ho preso come un orologio svizzzero!!!!
    Purtroppo questo è il terzo anno che ci accompagna questa “sofferenza” di fine stagione…. tutti a richiamare il 2012…. ho ricordi bellissimi e indelebili, ma preferirei non rivivere quella sofferenza, prima della grande gioia… troppo forte!!!!
    Verrò allo stadio proprio con la maglia del 2012, di Tavano!!!! La forza va trovata dentro di noi!!! In campo non scende una squadra, ma una città intera!!! Forza Azzurri, fino alla fine!!!!

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