Ogni estate il ritiro regala una storia da seguire con particolare attenzione. Non sempre è quella del grande acquisto o del giocatore più atteso. A volte è quella di un ragazzo che prova a trasformare il proprio talento in una concreta opportunità. Monaco, in questo momento, sembra appartenere proprio a questa categoria. Il suo percorso nelle giovanili è stato costante, con i riflettori che si sono accessi in maniera importante nel corso del passato campionato di Primavera 2. La sua è stata una crescita continua che gli ha permesso di arrivare fino alla prima squadra. Adesso arriva la parte più difficile: dimostrare di poter competere nel calcio dei professionisti.
La sensazione, osservandolo in queste prime settimane di lavoro, è che Pagliuca lo consideri un ragazzo sul quale investire tempo. Non significa che partirà titolare o che avrà immediatamente un ruolo centrale, ma il fatto che venga coinvolto con continuità rappresenta già un segnale importante. Dal punto di vista tecnico Monaco possiede caratteristiche interessanti. È un attaccante che ama attaccare la profondità, si muove molto e non dà punti di riferimento fissi ai difensori. Ha una discreta struttura fisica ma, probabilmente, dovrà ancora crescere nella gestione dei duelli contro centrali più esperti e nella capacità di giocare spalle alla porta. È proprio questo uno degli aspetti che il calcio dei grandi insegna più rapidamente. In Primavera spesso basta la qualità per creare superiorità; in Serie B servono anche malizia, tempi di gioco e capacità di convivere con marcature molto più aggressive.
Per questo il ritiro assume un’importanza fondamentale. Ogni allenamento contro difensori come Curto, Guarino, Romagnoli rappresenta un’occasione di crescita che difficilmente potrebbe trovare altrove. Sono quei confronti quotidiani che aiutano un giovane attaccante a capire quando proteggere il pallone, quando attaccare lo spazio e quando, invece, è più utile giocare per la squadra. Anche il contesto può favorirne il percorso. L’attacco dell’Empoli è ancora tutto da definire. L’arrivo di Distefano ha aumentato le soluzioni offensive, il futuro di Shpendi resta legato alle dinamiche di mercato e il club spera di trattenere Popov, mentre Bianchi (anche per lui voci di mercato) è chiamato a rilanciarsi. In questo scenario Monaco potrebbe ritagliarsi il proprio spazio senza l’obbligo di dover bruciare le tappe. Ed è forse questo l’aspetto più importante. L’Empoli non ha bisogno che Monaco diventi protagonista nel giro di poche settimane. Ha bisogno che continui a crescere, assorbendo i principi di Pagliuca e imparando cosa significa affrontare un campionato duro come la Serie B.
Il futuro, con l’avvicinamento alla stagione ufficiale, offrirà indicazioni più attendibili rispetto ai test amichevoli dove è sempre stato protagonista con anche il gol vittoria contro l’Entella. i prossimi allenamenti e la gara di Livorno già saranno ulteriori banchi di prova. È ancora troppo presto per capire quale sarà il peso di Monaco nella stagione che sta per iniziare. Quello che appare evidente, però, è che l’Empoli abbia tra le mani un attaccante dalle qualità interessanti, sul quale lavorare con pazienza. E se c’è una società che, storicamente, ha dimostrato di saper accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita, è proprio quella azzurra. Il ritiro, per lui, è soltanto il primo capitolo. Il resto dipenderà dalla capacità di trasformare il potenziale in continuità.
















non scrivete tanto bene di lui sennò lo vendono subito
Monaco,mi pare che abbia il fiuto del gol che e’ una dote innata che non si impara ne’ si insegna.A mio parere Monaco e’ un giocatore da lanciare in campionato dandogli fiducia.Puo’ essere prezioso.Carlo B