Tra le tante indicazioni che stanno emergendo in questi primi giorni di lavoro a Petroio, ce n’è una che sta alimentando curiosità e dibattito tra gli addetti ai lavori e i tifosi: il ruolo di Edoardo Saporiti. Il fantasista azzurro, arrivato con la fama di giocatore capace di fare la differenza negli ultimi trenta metri, viene infatti impiegato da Guido Pagliuca prevalentemente come mezzala destra, con qualche apparizione anche da quinto di centrocampo sulla corsia sinistra. Molto meno, almeno per il momento, lo si è visto agire da trequartista, ovvero nella posizione che sulla carta sembrerebbe esaltare maggiormente le sue qualità. È probabilmente uno dei temi tattici più interessanti di questo avvio di preparazione. Perché se da una parte sorprende vedere Saporiti più lontano dalla porta, dall’altra è impossibile non considerare un aspetto fondamentale: Pagliuca lo conosce molto bene. I due hanno già lavorato insieme ai tempi della Lucchese e l’allenatore sa perfettamente quali siano le qualità del giocatore e, soprattutto, dove ritenga possa rendere di più all’interno del suo sistema di gioco.
Fin dai primi allenamenti il tecnico lo ha schierato soprattutto da mezzala destra nel 3-5-2. Un ruolo che richiede qualità tecniche, ma anche corsa, inserimenti continui, disponibilità al sacrificio e capacità di leggere entrambe le fasi di gioco. In alcune esercitazioni e in alcune situazioni di partita lo si è visto anche partire da quinto di sinistra, ulteriore dimostrazione di come lo staff tecnico stia valutando la sua duttilità. Una scelta che inevitabilmente fa dibattere. Nell’immaginario collettivo, infatti, Saporiti è un giocatore da trequarti. Un calciatore capace di ricevere tra le linee, inventare la giocata, rifinire e dialogare con gli attaccanti. Per caratteristiche tecniche quella sembra essere la zona del campo nella quale potrebbe incidere maggiormente, motivo per cui qualcuno ritiene che l’attuale impiego rischi, almeno in parte, di limitarne il potenziale offensivo. Va però detto che il calcio moderno offre letture differenti. Una mezzala di qualità non è più il centrocampista “classico” di qualche anno fa. In un sistema dinamico come quello di Pagliuca può abbassarsi in costruzione, ma anche accompagnare costantemente l’azione, inserirsi nello spazio e occupare, durante la fase offensiva, zone di campo molto vicine a quelle di un trequartista. È quindi possibile che l’allenatore stia cercando proprio questo: un giocatore capace di partire da centrocampo senza perdere la libertà di muoversi tra le linee.
C’è poi anche un altro elemento che rende la situazione ancora più interessante. La scorsa stagione Saporiti non è mai riuscito a ritagliarsi un ruolo realmente centrale. L’Empoli iniziò il campionato con Pagliuca in panchina, passò poi a Dionisi e concluse il torneo con Caserta nelle ultime nove giornate. Proprio nel finale, quando molti immaginavano che un calciatore con le sue caratteristiche potesse trovare maggiore spazio e diventare una risorsa importante, il suo impiego è stato invece piuttosto limitato. Da qui nasce anche la curiosità di capire se questo nuovo corso possa finalmente rappresentare la stagione della sua definitiva consacrazione in azzurro. Naturalmente siamo soltanto all’inizio del ritiro. Le gerarchie devono ancora essere costruite e questi giorni servono soprattutto a sperimentare. Sarebbe quindi sbagliato pensare che quella vista finora sia necessariamente la collocazione definitiva di Saporiti. Anzi, è probabile che con il passare delle settimane e con il crescere del livello delle amichevoli si possano vedere anche soluzioni diverse. Di una cosa, però, si può essere abbastanza certi: Pagliuca crede nelle qualità del giocatore. Non avrebbe senso immaginare il contrario, anche perché lo ha già allenato in passato e ne conosce pregi e margini di miglioramento. La vera domanda, semmai, è un’altra: il tecnico riuscirà a valorizzarlo maggiormente da mezzala? La risposta arriverà soltanto dal campo.
















è un buonissimo giocatore, sfruttiamolo maremma….
Tanto questa non sarà minimamente la squadra che avremo a fine mercato, essendo tutti sul mercato, è probabile che anche Saporiti ci possa salutare…. quindi questi discorsi fanno volume.
nel pomeriggio nn andate a Petroio
nn c’è l allenamento
Se lui sta bene fisicamente credo lo possa fare perchè come tutti i numeri 10, i fantasisti piace giocare molto la palla e il classico ruolo che era prima di Vannucchi, poi di Saponara ed infine di Zaic e Bajrami era legato al 4-3-1-2 ma con l’esigenza ora di correre di più senza palla e fare pressing e spesso fare ripiegamenti per le palle perse uno come Saporiti sarebbe sacrificato.
Saporiti sembra un pò pigro nel fare troppa corsa senza palla, per cui essere più nel vivo del gioco come mezzala, anche se teoricamente più lontano dalla porta lo può far rendere di più.
Poi uno che calcia punizioni, rigori ed angoli abbastanza bene fa comodo.
Credo però che raramente possa avere più di 70 minuti di autonomia.