Come già evidenziato anche stamane, attorno all’Empoli continua ad esserci una nebulosità piuttosto fitta sotto molti punti di vista. E tra i nodi ancora da sciogliere c’è ovviamente anche quello relativo alla guida tecnica, ovvero al profilo che dovrà raccogliere l’eredità di Fabio Caserta sulla panchina azzurra nella prossima stagione. Fino alla mattinata di ieri, il nome che sembrava poter essere il più forte era quello di Pietro De Giorgio. Una candidatura concreta, probabilmente quella più avanzata in quel preciso momento, ma che nelle ultime ore si sarebbe complicata in maniera importante. Come già raccontato, sulla vicenda si sarebbe infatti inserita con decisione la Juve Stabia, al punto che da Castellammare di Stabia l’operazione viene raccontata come molto ben avviata, se non addirittura vicina alla definizione.

Ecco perché, in una situazione che cambia quasi di ora in ora, il quadro si è rimesso nuovamente in discussione. Ad oggi, il nome che potrebbe tornare con forza è quello di Matteo Andreoletti, reduce dall’esperienza al Padova e profilo che resta tra quelli da tenere in massima considerazione. Ma non sarebbe l’unico. Nelle ultime ore, infatti, starebbe emergendo anche un nome nuovo, quello di Emanuele Troise. Va detto con chiarezza: è una pista che registriamo, ma sulla quale al momento non abbiamo quelle conferme che normalmente accompagnano un’indiscrezione di questo tipo. E il motivo è abbastanza semplice. In questo momento, infatti, mancano anche interlocutori solidi con cui andare a verificare fino in fondo certe voci, in un contesto societario e dirigenziale che resta estremamente fluido. Lo stesso Stefanelli, ad oggi direttore sportivo azzurro, non sembra più così saldo nella propria posizione e anche il suo nome viene accostato proprio alla Juve Stabia. Un intreccio che inevitabilmente rende ancora più complessa la lettura di tutto ciò che ruota attorno alla panchina.

Ma chi è Troise? Classe 1979, napoletano, Emanuele Troise è un allenatore giovane ma con un percorso già piuttosto definito alle spalle. Dopo la carriera da calciatore, ha iniziato il suo cammino in panchina passando dai settori giovanili, in particolare da quello del Bologna, dove ha guidato prima l’Under 17 e poi la Primavera. Successivamente ha maturato esperienze tra i professionisti con Mantova, Cavese, Rimini e Arezzo, costruendosi un profilo da tecnico metodico e piuttosto attento all’organizzazione della squadra. Nell’ultima stagione ha allenato il Lumezzane, subentrando a settembre e riuscendo a raddrizzare un’annata che era partita in salita. La formazione lombarda, dopo un avvio complicato, ha cambiato passo proprio con il suo arrivo, riuscendo a trovare continuità di rendimento e a risalire la classifica fino a chiudere al settimo posto nel girone A di Serie C, centrando così la qualificazione ai playoff. Un percorso quindi positivo, costruito soprattutto sulla capacità di dare equilibrio e compattezza alla squadra. Dal punto di vista tattico, Troise è un allenatore che nel corso delle sue esperienze ha lavorato soprattutto su sistemi come il 4-2-3-1 e il 4-3-3, pur senza rinunciare ad adattamenti in base ai giocatori a disposizione. L’idea di fondo è quella di una squadra ordinata, corta, con attenzione alla fase di non possesso ma anche con la volontà di sviluppare un calcio propositivo quando ci sono le condizioni per farlo. Non un integralista, insomma, ma un tecnico che sembra dare grande peso all’equilibrio complessivo del collettivo.

Ad oggi, però, è giusto ribadire il concetto di partenza: siamo dentro ad una fase di lettura davvero complicata. Il nome di Troise va quindi messo sul tavolo, va registrato tra quelli che possono far parte del lotto, ma senza il timbro delle verifiche che, in situazioni più lineari, solitamente si riescono a fare. La sensazione è che le prossime ore, o al massimo i prossimi giorni, possano aiutare a chiarire meglio un quadro che al momento resta molto confuso, tanto sul fronte dirigenziale quanto, inevitabilmente, su quello della futura guida tecnica azzurra.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

6 Commenti

  1. e c’è poco da osservare
    al 23 di giugno si doveva già avere l allenatore
    e il DG a preparare la rosa x la px stagione.
    problemi giganti che si vogliono far passare x piccoli contrattempi

  2. Leggiamo anche di questo nome, ma senza chiarezza almeno sul DS come si fa a pensare che sia una fonte attendibile.
    L’unica cosa sicura sembra che De Giorgio era “legato” a Stefanelli ed infatti vanno entrambi alla Juve Stabia.

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