Andiamo ad iscrivere anche il nome di Marco Turati nel toto-allenatore azzurro 2026. Il tecnico lecchese, classe 1982, era già stato citato marginalmente nel nostro approfondimento di ieri dedicato al futuro della società, ma le verifiche effettuate nelle ultime ore ci portano a considerarlo una candidatura da seguire con attenzione. Il suo nome, inizialmente sdoganato da alcuni siti specializzati, va ad aggiungersi – seppur al momento in una posizione leggermente più defilata – a quelli di Buscè e De Giorgio, già emersi nelle scorse giornate. Ci sarebbero poi almeno un altro paio di profili monitorati, ma su questi sarà necessario attendere ulteriori riscontri prima di poterli inserire concretamente nella corsa alla panchina azzurra.
Quella di Turati rappresenta sicuramente una candidatura sorprendente. Parliamo infatti di un allenatore giovanissimo, sia dal punto di vista anagrafico che per esperienza diretta maturata da primo allenatore. Dopo gli anni trascorsi come vice di Vincenzo Italiano nelle esperienze di Spezia e Firenze, ha deciso di intraprendere il proprio percorso personale nell’estate del 2024, accettando la proposta del Siracusa, società nella quale aveva anche concluso la sua carriera da calciatore. In Sicilia è rimasto per due stagioni, iniziando a costruire una sua identità tecnica ben definita. Di lui, nell’ambiente calcistico, si parla davvero molto bene. Già durante il percorso formativo a Coverciano era considerato uno degli elementi più brillanti della sua generazione, qualità che negli anni gli ha permesso di guadagnarsi grande stima da parte di colleghi e addetti ai lavori. Detto questo, è inevitabile osservare come il suo profilo rappresenti probabilmente una scommessa ancora più marcata rispetto a quelle già emerse. Senza voler mancare di rispetto a nessuno, appare difficile immaginare che Turati possa rappresentare oggi il vero piano A dell’Empoli, soprattutto in una fase storica così delicata e importante per il club. Questo però non significa che il suo nome debba essere sottovalutato, anzi.
Da calciatore, Turati ha costruito la sua carriera nel ruolo di difensore centrale, vestendo tra le altre le maglie di Verona, Grosseto e Siracusa. Da allenatore predilige una struttura tattica basata sulla difesa a quattro e il sistema di gioco che ha utilizzato con maggiore continuità è stato il 4-2-3-1, modulo che gli consente di sviluppare un calcio propositivo e organizzato. Come già sottolineato in altre occasioni, per avere un quadro più chiaro della situazione sarà probabilmente necessario attendere la seconda metà del mese di giugno. Sarà quello il periodo nel quale l’Empoli inizierà a stringere il cerchio sul nuovo allenatore e capiremo anche se il nome di Marco Turati riuscirà realmente a guadagnare spazio all’interno delle valutazioni finali del club.
















È una scommessa troppo grossa, anche per l’Empoli…. passi gli altri nomi di C con più anni alle spalle… il mio preferito rimane in assoluto Buscè!!
E quanti anni di esperienza avrebbe Busce’ in più di Turati?🤔
come capo allenatore, almeno 4 di più e non sono pochi….
Avendo fatto il vice di Italiano a Spezia e Firenze a mio avviso “vanta” più esperienza di Busce’…parere personale…cmq sicuramente sono due profili giovani con pochissima esperienza…
In realtà non era il vice ma solo un collaboratore dello staff. Da allenatore solo Siracusa quindi ha meno esperienza
È arrivato penultimo in serie C, seppure con una neopromossa e 11 punti di penalizzazione. Sarebbe un salto nel buio.
Ripeto: se si deve fare una scommessa, meglio restare con Caserta.
Guarda che le scommesse funzionano se intelligenti eh, abate lo ha preso dalla C la Juve Stabia. Bisogna valutare il calcio proposto e non l’esperienza. Credi che un ballardini faccia meglio? Io ti dico di no, anzi, ballardini alla cremonese in b venne cacciato. Ad Empoli serve un tecnico giovane, riprovare una mossa alla dionisi o alla sarri, quindi prendere qualcuno che sappia proporre un gioco propositivo e valorizzare i giovani. Per l’empoli non esistono sicurezze, perché i vari Pecchia, Zanetti, baroni, Nicola non vengono. Quindi un bollitone o una scommessa di qualità? Direi la seconda
Ovviamente scordatevi i calabro ecc.. Quelli vanno nei progetti con i soldi, tipo Padova o Modena
La scommessa ci potrebbe stare in un ambiente stabile, non a Empoli in questo momento dove non si sa ancora chi sarà il proprietario. E poi comunque dovrebbe aver ottenuto risultati importanti e non la retrocessione in D. Ballardini sarebbe un lusso, lascia stare…antipaticissimo ma è bravo.
A me a “pelle” senza averlo nemmeno mai sentito dire, intriga.
Almeno con questo modulo Saporiti lo possiamo rivedere in campo.
Saporiti non è da giocare titolare in B…siete duri…
Mi sembri piu limitato dell’ultimo allenatore…..
Per Bertoldo, ovviamente
Sì sì…impara a guardare le partite
Elia-Saporiti-Ceesay dietro una sola punta. E i gol chi li fa? Topo gigio?
dalla foto sembrerebbe piu’ un casting tipo uomini e donne della de filippi…….
‘un coinciaoa fare stramberie per risparmiare due piccioi e perdere di salute. ieri si era fatto un buonn nome….approfondiaquelo ereditò che esce…..
Il Siracusa di Marco Turati esprime un calcio moderno, aggressivo, ad altissima intensità e dichiaratamente votato all’attacco, fortemente influenzato dalle idee di Vincenzo Italiano, del quale Turati è stato storico collaboratore tecnico allo Spezia e alla Fiorentina.📐
L’assetto tattico: il 4-2-3-1: Il modulo di riferimento principale del tecnico è il 4-2-3-1, alternato occasionalmente a un 4-3-3 a seconda degli avversari e degli interpreti.
Le caratteristiche principali dello sviluppo di gioco prevedono: Fase di possesso tambureggiante: La squadra ricerca costantemente il comando del gioco dal primo all’ultimo minuto. Sfrutta moltissimo le corsie laterali per arrivare al cross o per isolare nell’uno contro uno i trequartisti larghi esterni, come Capanni e Contini.
Costruzione e fluidità offensiva: L’allenatore predilige riempire l’area con molti uomini schierando contemporaneamente un numero elevato di elementi offensivi. Non di rado è stata fatta la scelta di schierare attacchi leggeri e mobili (come lo stesso Contini da centravanti di movimento per non dare punti di riferimento) preferendoli a punte fisiche tradizionali.⚔️
La fase di non possesso: pressione alta Aggressione feroce e “seconde palle”: La squadra non attende l’avversario nella propria metà campo. L’obiettivo principale è chiudere immediatamente le linee di passaggio avversarie e aggredire ferocemente i portatori di palla per vincere i secondi palloni, recuperando la sfera il più vicino possibile alla porta avversaria.
Baricentro alto: La difesa lavora con una linea molto alta, quasi ridosso del centrocampo, per mantenere la squadra corta e permettere una riaggressione immediata.⚠️
I limiti strutturali riscontrati: A fronte di una mole di gioco imponente e di partite spesso dominate sul piano territoriale, il Siracusa ha mostrato alcuni punti deboli fisiologici legati a questo stile di gioco: Concretezza sotto porta: La squadra crea moltissime occasioni da gol (tiri da fuori, cross, calci piazzati) ma talvolta pecca di cinismo e “furbizia” negli ultimi sedici metri, faticando a monetizzare quanto prodotto. Rischio transizioni operative: Mantenere la difesa così alta espone la squadra a subire contropiedi o a pagare a carissimo prezzo le singole ingenuità tecniche o i rinvii imprecisi in fase di uscita.
Tutto molto bello ma non mi pare il gioco adatto per una squadra che si deve salvare, soprattutto la difesa a centrocampo. Infatti è retrocesso in serie D.
Forse ti sbagli con un altro Turati.
Il Turati sopra menzionato è arrivato a Siracusa con la squadra già in Serie D, l’ha subito riportata in C e poi è retrocesso a causa di 11 pt di penalizzazione…